lunedì 21 dicembre 2009

resoconto 12/12/09 a Palermo

12 Dicembre 2009 nel 40esimo anniversario della strage di piazza Fontana, anche la città di Palermo ha visto una giornata di intensa mobilitazione da una parte delle organizzazioni politiche della città.
Proletari Comunisti e Red Block, centri sociali, anarchici e collettivi studenteschi hanno organizzato una piazza tematica nel pomeriggio ricca di mostre: dall’assassinio del compagno Pinelli realizzata dal coordinamento anarchico ai pannelli fotografici realizzati da Proletari Comunisti e Red Block su gli assassini di stato (Carlo Giuliani, Alexis, il caso Cucchi), le proteste operaie, studentesche e delle donne culminate in repressione e il ruolo della polizia all’interno dei CIE che stupra le donne immigrate.
Una piazza tematica che è durata più di 3 ore animata da slogan e interventi al megafono che precedeva il corteo antifascista che sarebbe partito in serata.
Alle 21:00 viene smontata la piazza tematica e parte il corteo ricco di slogan.
Significativa è stata anche la partecipazione dei compagni del cpo Experia di Catania che infine al megafono hanno aggiornato i compagni della loro lotta contro la repressione.





























venerdì 11 dicembre 2009

12 DICEMBRE 1969-12 DICEMBRE 2009 ANNIVERSARIO STRAGE PIAZZA FONTANA: STRAGE DI STATO. INIZIATIVE A PALERMO CONTRO LA REPRESSIONE E IL FASCISMO


10 DICEMBRE A TORINO

RICEVIAMO E RIGIRIAMO:

TORINO, 10 DICEMBRE: PRESIDIO CONTRO LE STRAGI SUL LAVORO
La mattina di giovedì 10 dicembre si tiene, davanti al Palazzo di Giustizia di Torino a partire dalle ore 8:30, un presidio - indetto dalla Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro - per protestare contro le continue stragi sul lavoro.La data coincide con l'apertura del processo contro la multinazionale dell'amianto, la Eternit, che ha causato - solo in Italia, dove aveva quattro siti: Casale Monferrato (AL), Cavagnolo (TO), Rubiera (RE) e Pozzuoli (NA) - più di duemila morti ed un numero imprecisato di malati di asbestosi e mesotelioma della pleura.Per dare una idea di che cosa significhi questo processo basti dire che sono 2.889 le parti lese e che, per questa occasione, si sono mosse delegazioni da: Francia (numerosi i minatori del sindacato Cfdt), Belgio, Paesi Bassi, Inghilterra, Svizzera (con due striscioni che, in francese ed in italiano, ricordano al padrone che lo stanno aspettando in Svizzera), Germania, oltre naturalmente dall'Italia; a proposito di queste ultime, si notano ben dieci autobus da Casale Monferrato, uno da Reggio Emilia ed un volo charter da Napoli.Sono numerose le sigle presenti, anche se molte di queste - soprattutto quelle autoctone, che avrebbero naturalmente dovuto garantire il grosso dei partecipanti - sono costituite da pochi elementi: in totale un migliaio di persone.Detto della presenza dell'associazione Legami d'acciaio, che molto si è spesa nella preparazione della giornata, e della associazione Difesa del territorio di Sesto San Giovanni (MI), che qui è anche in veste di parte civile al processo contro Stephan Schmideiny e Jean Claude Marie de Cartier de Marchienne - i due padroni dell'azienda che ha avvelenato intere città - dobbiamo segnalare come si notino, anche perché numericamente ben visibili, alcune sigle sindacali: lo Slai Cobas per il sindacato di classe - confluito qui da più parti di Italia: oltre che dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Romagna, dalla Puglia e dalla Sicilia - il Sindacato Lavoratori in Lotta per il sindacato di classe, la Rdb-Cub, la Usi Sanità, la Cgil Piemonte; sul fronte politico segnaliamo la presenza organizzata di Proletari Comunisti, Coordinamento dei Collettivi Comunisti, Piattaforma Comunista, Carc, Lotta e Unità.Non possiamo inoltre esimerci dal menzionare il fatto che ci siano anche rappresentanti degli studenti del Collettivo del Politecnico, che in questa battaglia stanno spendendo molte energie.A questo punto i lettori si chiederanno dove fossero le sigle della sinistra "ufficiale", quelli che in teoria avrebbero dovuto garantire, avendo formalmente aderito alla manifestazione, la presenza di una cospicua rappresentanza dei loro militanti: ebbene, è proprio da questi settori che è mancata la volontà di far riuscire la iniziativa odierna, se è vero che tutti loro, chi più chi meno, hanno portato in piazza un numero veramente esiguo di persone: riteniamo, ad occhio e croce che - tra Pdci, Rifondazione, Sc e Pcl - le loro presenze si possano valutare nell'ordine della ventina di persone, mettendo le sigle menzionate tutte insieme.Il presidio va avanti fino circa alle ore 13:00, con continui interventi dal microfono aperto piazzato sulla strada, da dove rappresentanti delle varie delegazioni spiegano le lotte che stanno conducendo nelle varie realtà.Al termine viene ricordato che, il giorno 16 gennaio a Roma, si terrà la prossima riunione della Rete per calendarizzare nuove iniziative per seguitare a far vivere questa che è una battaglia di civiltà.Torino, 10 dicembre 2009

mercoledì 9 dicembre 2009

APPELLO DI SOLIDARIETA' AI GIOVANI BASCHI COLPITI DALLA REPRESSIONE

Giovani e indipendentisti: un crimine?


I movimenti qui sotto firmatari, di fronte l’arresto di 34 membri del movimento giovanile basco, dichiarano:


Non consideriamo questo attacco repressivo come un’azione contro un’ organizzazione concreta. Tra gli arrestati c’erano rappresentanti del movimento femminista, per il diritto alla casa, attivisti politici... infine i detenuti rappresentano un movimento giovanile che nella sua dinamicità e diversità si organizza per costruire un’alternativa basata sul cambiamento sociale e politica per i Paesi Baschi.

I diritti civili e politici dei giovani baschi ancora una volta non sono rispettati dallo stato spagnolo. Esigiamo rispetto per tutti i differenti progetti che riflettono la diversità del nostro popolo, incluso il diritto di rivendicare un’alternativa indipendendista e socialista per i Paesi Baschi.


Esigiamo la fine di questi continui attacchi contro i giovani baschi e la garanzia di sviluppare il nostro progetto politico senza repressione e nel rispetto dei nostri diritti civili e politici.

I firmatari di questo manifesto organizzeranno una conferenza stampa il prossimo Venerdì e una manifestazione il prossimo Sabato per mostrare collettivamente che respingiamo questo attacco repressivo, mostriamo la nostra solidarietà agli arrestati ed esigiamo la loro immediata liberazione.

STUDENTI MEDI DI RAVENNA CONTRO LE MORTI SUL LAVORO

Il collettivo studenti medi Ravenna sostiene vivamente e partecipa alla manifestazione nazionale contro gli omicidi bianchi, indetta dalla RETE NAZIONALE SICUREZZA SUL LAVORO per il 10 dicembre a Torino, in vista del più grande processo penale per l’amianto in Italia.


A due anni dalla morte dei 7 operai alla thyssenkrupp di Torino , nulla è cambiato.
Ancora vediamo ragazzi-merce in balia della precarietà,
ancora vediamo famiglie arrivare a stento a fine mese per via della cassa integrazione,
ANCORA CONTINUANO A MORIRE I LAVORATORI PER CONTO DI CHI LI SFRUTTA.
Tutto questo non deve più essere accettato; masse di ragazzi e adulti nelle mani delle agenzie interinali, che mandano a morte chi cerca di portare a casa due soldi.
E repressione da parte delle istituzioni per chi cerca veramente di ribellarsi a ciò!

A Ravenna, dopo la morte di Luca Vertullo - il ragazzo morto durante il suo primo giorno di lavoro al porto- alcuni esponenti della rete nazionale sicurezza sul lavoro, vista la gravità del fatto, decisero di occupare l’agenzia interinale responsabile della morte del ragazzo: l’ “Intempo”, responsabile tra l’altro di un altro omicidio sul lavoro.
E la risposta non è stata altro che la repressione da parte della polizia e dei padroni appoggiati dalle istituzioni cittadine, che hanno denunciato i responsabili multandoli poi fino a più di mille euro!!
Questo è quello che vuole questo governo, far tacere al più presto chi alimenta la rabbia e il senso di giustizia, mentre chi ha mandato a morire un ragazzo non si farà nemmeno un minuto di galera!!!
E mentre i sindacati confederali subiscono passivi, spianando la strada al capitalismo sfruttatore!

E noi studenti dovremmo rimanere fermi di fronte a tutto ciò? Dovremmo accettare a testa bassa queste prospettive per il nostro futuro? Dovremmo rimanere indifferenti vedendo i nostri padri e le nostre madri morire per pagarci gli studi?
No, noi a tutto questo ci vogliamo ribellare, vogliamo creare un movimento autorganizzato insieme ai lavoratori per mostrare che questo sistema è possibile!


COLLETTIVO STUDENTI MEDI RAVENNA

lunedì 7 dicembre 2009

6 DICEMBRE-RICORDANDO ALEXIS

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domenica 6 dicembre 2009

6 DICEMBRE 2008 - 6 DICEMBRE 2009: RICORDANDO ALEXIS UCCISO DALLO STATO GRECO

Oggi a un anno di distanza dall'assassinio del quindicenne anarchico Alexis ad Atene da parte di due servi in divisa, migliaia di persone, principalmente giovani, sono scesi nelle strade delle principali citta greche, Atene e Salonicco in primis.
L'anno scorso il movimento giovanile proletario e studentesco è stato la principale causa della caduta del governo di destra e moderno fascista di Karamanlis.
Oggi a un anno di distanza tra centinaia di licei e facoltà occupate il movimento giovanile continua a scendere in piazza gontro il nuovo governo dei padroni guidato dal partito di "sinistra" Pasok che sostanzialmente è in piena continuità con il governo precedente soprattutto nel largo uso di repressione contro lavoratori, giovani e studenti.
Ma la repressione di stato non spaventa i giovani ribelli greci, oggi durante le manifestazioni, in seguito ad arresti e fermi preventivi nella giornata di ieri, duri scontri con la polizia.

Viva la gioventù rivoluzionaria greca!
Organizziamoci in organizzazioni rivoluzionarie giovanili!
Ribellarsi è giusto!


mercoledì 2 dicembre 2009

APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE IN OCCASIONE DEL 40esimo ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

Appello per una manifestazione il 12 dicembre a Palermo nel 40° della strage di Piazza Fontana.

Nel quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana è impossibile non unire il ricordo degli avvenimenti storici che caratterizzarono quel periodo con l’attualità degli eventi che viviamo oggi. Allora ai bisogni della classe operai,degli studenti, delle masse popolari in genere, alle loro genuine aspirazioni di cambiamento che puntavano ad una nuova e migliore società si rispose con la repressione culminata nelle stragi di stato nel quadro della cosiddetta “strategia della tensione”.
Stragi architettate da apparati segreti come la P2 che vedeva tra i suoi membri eminenti personalità del sistema politico ed economico del nostro paese. Oggi il tentativo di “colpo di stato interno della classe dominante” non è stato abbandonato ma è ancora attuale.
Oggi dopo quattro decenni il contesto generale non è quello delle grandi lotte del biennio rosso
’68-’69 ma anche quando c’è il solo sentore di proteste radicali che possano richiamare anche vagamente a quegli anni, magari gli studenti che dopo anni di assopimento invadono le città e si riprendono gli spazi nelle scuole e nelle università o gli operai che di fronte a licenziamenti e casse-integrazioni protestano e in alcuni casi riscoprono forme radicali di lotta come alla Inse o alla Eutelia, li la risposta dello stato è sempre quella: repressione!

Repressione che ieri usava le squadracce fasciste e oggi usa i vigilantes privati contro gli operai o le ronde polizia-carabinieri-militari nelle nostre città che sembrano delle caserme dal clima irrespirabile. Ieri il revisionismo era portato avanti dalla DC contro i valori della Resistenza Partigiana oggi il revisionismo storico è “patrimonio comune” di tutte quelle forze politiche che da destra a “sinistra” si succedono al governo del paese, gli ex comunisti del PD fanno revisionismo storico alla pari del PDL legittimando i neofascisti di Casa Pound come successo recentemente a Roma o che attaccano la Resistenza equiparando i partigiani antifascisti ai repubblichini di Salò.

Un governo che va avanti a colpi di decreti, che vuole una riforma costituzionale che stravolge in senso reazionario la costituzione, una opposizione parlamentare inesistente e in ultima analisi funzionale al governo non mettendone in discussione la profonda natura reazionaria ma sempre pronta all’accordo e “all’inciucio”. In questo contesto i sindacati “ufficiali” in particolare Cisl e Uil diventati veri apparati di sistema che firmano accordi separati con i padroni e contro i diritti dei lavoratori che continuano a morire sui posti di lavoro per “mancanza di sicurezza”.

Oggi una classe politica con vecchie e “nuove” facce come ieri non vuole e non può risolvere i problemi del popolo bensì è una classe parassitaria che si aggrappa disperatamente alle poltrone e al potere. Basti pensare alla nostra città in emergenza permanente con strade che si allagano dopo 5 minuti di pioggia, interi quartieri sommersi dall’immondizia, disoccupazione dilagante e potremmo ancora andare avanti e quali sono le risposte delle istituzioni? Sgomberi forzati di case sfitte occupate da senza case e di centri sociali, denunce verso chi lotta per il lavoro come i rottamai. E davanti a tutto ciò il sindaco dichiara che la cittadinanza dovrà “sopportarlo” fino alla fine del mandato e una finta opposizione è in grado solo di organizzare manifestazioni goliardiche con barchette di carta : l’arroganza del potere da un lato e la stupidità politica di chi agisce per i propri interessi e non nell’interesse del popolo dall’altro, due facce del potere politico che rappresenta questo stato e le sue istituzioni.

Uno stato che irreggimenta la società con “pacchetti sicurezza” , che criminalizza gli immigrati, che uccide nelle carceri e che risponde al dissenso con la repressione non è più uno stato democratico ma uno stato di polizia che con tutti questi “ingredienti” marcia verso un moderno fascismo.
Per questo proponiamo che questo 12 dicembre Palermo veda un fronte ampio di forze politiche, sindacali, sociali, come singoli, intellettuali progressisti, partecipino con noi alla costruzione di una grande manifestazione contro il vecchio e il moderno fascismo.
Proletari comunisti Red Block

martedì 1 dicembre 2009

NAPOLI: SGOMBERATA LA EX-SCHIA OCCUPATA : SOLIDARIETA' CON I COMPAGNI

ANCORA SGOMBERI: CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA
PIENA SOLIDARIETA' AI COMPAGNI NAPOLETANI!
DI SEGUITO IL LORO COMUNICATO

Inaccettabile equiparazione coi fascisti. Non ci fermeremo: nuove mobilitazioni.

Questa mattina all'alba, con 9 blindati e la celere in assetto antisommossa, è stata sgomberata la Ex-Schipa occupata di via Salvator Rosa. 40 persone, tra attivisti e nuclei familiari che li vivevano, sono state sorprese nella notte e sono uscite dopo una trattativa di 30 minuti. Ciò malgrado sono state deportate in questura dove sono state denunciate per "invasione e occupazione di edificio". In questo momento, mentre gli occupanti escono dalla questura dopo le identificazioni, attesi da un presidio di altri compagni, stanno murando l'ingresso della Skipa e con esso i nostri sogni, il nostro lavoro, la ludoteca che partiva martedi (qualcuno lo spiegherà ai bambini!), la sala cineforum dove già si erano fatte le proiezioni in questi giorni ecc. Abbiamo saputo che contemporaneamente è stata sgomberata Casapound a Materdei. 4 i fascisti che sono stati fermati. Delle due l'una: o hanno concordato lo sgombero o l'esiguità delle presenze rivela chi con l'occupazione rispondeva a un bisogno sociale e chi invece ne faceva una speculazione politica di estrema destra. Gli Schifone, i Taglialatela, i Santoro, rappresentanti istituzionali di una destra che quando le fa comodo sostiene di fare abiura del fascismo, dovrebbero spiegarci se l'appoggio e il sostegno concreto e continuo a un'organizzazione che per statuto si propone di "innovare e rinverdire l'eredità del fascismo" è semplicemente nostalgia per il loro passato di "camerati" o altro... Noi non accettiamo in nessun modo questa equiparazione tra chi fa parte di una tradizione di esperienze e di autogestione a scopo sociale (che comprende non solo i centri sociali, ma gli occupanti casa, i movimenti dei disoccupati, perfino esperienze religiose ecc) e un gruppo sparuto di persone che punta a insediarsi a Napoli in strutture pubbliche per riprodurre le pratiche neofasciste, xenofobe e razziste di cui si sono resi protagonisti in tutta Italia! Con modalità squadriste e agguati che già abbiamo imparato a conoscere... Oggi il comune di Napoli e le altre istituzioni citttadine hanno compiuto un grave errore di pavidità culturale e politica. Una responsabilità anche per il futuro. Crediamo che la città debba schierarsi su questo, perchè ne va del grado di civiltà stessa della vita sociale.
Non ci fermeremo! i nostri progetti nel quartiere Materdei e a Salvator Rosa andranno avanti. Il bisogno di casa e socialità represso alla ex-Schipa troverà presto nuovi luoghi di espressione... Venerdi saremo nella manifestazione contro la repressione e l'autoritarismo indetta da un ampio arco di forze anche in difesa degli spazi occupati e che simbolicamente partirà proprio da Materdei. Stiamo infine organizzando la mobilitazione per il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana e data simbolo di denuncia delle trame stragiste portate avanti dal neofascismo e dai servizi segreti in Italia! Difendiamo il futuro: Nessuno spazio ai fascisti e ai razzisti nella nostra città.

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

sabato 28 novembre 2009

Napoli: Materdei … ancora resistenza.

“Questo è il nostro quartiere” gridavano i neofascisti di Casapound quando venerdì 27 novembre aggredivano in pieno giorno con mazze alla mano alcuni compagni della rete antifascista napoletana che stavano attaccando alcuni manifesti nel quartiere. Un’ennesima aggressione squadrista dallo stile Casapound (ricordiamo piazza Navona) che ha provocato il ferimento di alcuni compagni tra cui un ragazzo ancora in ospedale per versamento di sangue nei polmoni.
Quest’atto infame si è concluso grazie all’intervento di alcuni abitanti del quartiere ma conferma ancora una volta la prassi di Casapound: prima, a parole dice di voler aiutare il quartiere dando servizi sociali, dopo usa la violenza quando i “veri” abitanti del quartiere solidarizzano e contribuiscono quotidianamente alle giornate di lotta con i compagni antifascisti.
“Questo è il nostro quartiere” urlato dai fascisti è una falsità e una grossa provocazione per tutti i sinceri antifascisti e per gli abitanti stessi del quartiere proprio perché ogni singolo militante di Casapound non ha nulla a che fare col quartiere, sono degli intrusi che dovranno essere cacciati fuori così come insegna la tradizione antifascista a Materdei.
E mentre i neofascisti escono allo scoperto con le proprie abitudini e le istituzioni continuano a tollerare tutto ciò, anzi ad appoggiare proprio l’occupazione di Casapound, oggi 28 novembre alle ore 17:30 i compagni antifascisti hanno organizzato un presidio pubblico nella piazzetta a Materdei contro questi intrusi fascisti che bazzicano nel quartiere.

CONTRO IL FASCISMO SEMPRE PIU’ VIOLENZA ORA E SEMPRE RESISTENZA!
ORGANIZZIAMOCI IN RAF (reti antifasciste) PER CACCIARE QUESTA FECCIA NERA
DALLE NOSTRE CITTA’!

martedì 24 novembre 2009

aggressione fascista a Piacenza

Un camerata di Forza Nuova accoltella al volto due ragazzi con un serramanico da 20 cm.

CONTRO IL FASCISMO CHE AVANZA CREIAMO RAF (RETI ANTIFASCISTE) IN TUTTE LE CITTA'!
Ancora una volta Forza Nuova, organizzazione politica dichiaratamente fascista che si candida alle elezioni e che possiede sedi in numerose città italiane, è protagonista di un'ennesima aggressione squadrista. Due militanti riconducibili a questa organizzazione infatti sono stati riconosciuti tra gli aggressori che a Piacenza lo scorso sabato sera (21 novembre) hanno accoltellato al volto e al collo due giovani che resteranno sfregiati a vita e vivi fortunatamente.
E Forza Nuova nel frattempo è considerata ancora un'organizzazione legale nonostante i suoi militanti continuano ad aggredire, ad uccidere, propagandando il fascismo commettendo uno dei reati scritti nella costituzione ma che più di tutti viene calpestato dallo stato italiano, apologia di fascismo.

A seguire i fatti:
1)Sabato sera, 4 ragazzi neofascisti (2 riconducibili a ForzaNuova, 1 a Veneto Fronte Skinheads e 1 cane sciolto) sono usciti da un ristorante vicino alla coop infra (storica sede di rifondazione e degli studenti piacentini) e hanno raggiunto l'ingresso del locale cantando "bandiera rossa con la svastica" (sulle note del famoso inno);
2)Un anziano frequentatore del locale li ha invtati a non fare rumore, e loro hanno iniziato a minacciarlo;3)A questo punto intervengono 4 ragazzi per allontanarli, 2 dei giovani comunisti e 2 NON MILITANTI ne esplicitamente di sinistra. Gli ultimi 2 vengono accoltellati alla gola e al viso (sfregio insanabile e occhio salvo per miracolo, l'altro vivo per miracolo: la lama ariva a un centimetro dalla giugolare) da Manuel Foletti, neo fascista noto in città;4)Una ragazza all'interno del locale chiama la polizia, mentre 20 ragazzi di Onda e GiovaniComunisti si recano sotto la questura a protestare per l'impunità dei fascisti. La digos trova il fascio che ga sferrato la coltellata, in custodia cautelare con accusa di omicidio volontario. Gli altri liberi.

venerdì 20 novembre 2009

PRESIDIO CONTRO LA REPRESSIONE


SOLIDARIETA' AL CENTRO SOCIALE HORUS


Esprimiamo massima solidarietà ai compagni del Centro sociale Horus.

Ancora una volta un episodio di repressione della giunta neo-fascista Alemanno, l'episodio del poliziotto che estrae la pistola per intimorire i compagni che stavano occupando per protesta la sede del IV Municipio di Roma è sintomatico del clima da stato di polizia che avanza verso il moderno fascismo.

Solidarietà al Centro Sociale Horus!

Da Catania a Roma chi semina vento raccoglie tempesta!


Red block Palermo


L'articolo di repubblica.it sullo sgombero di Horus
Sgomberato il centro sociale Horus
Operazione di polizia a Roma: l'attacco di Alemanno agli spazi sociali
19 / 11 / 2009
E' stato sgomberato questa mattina il centro sociale Horus di piazza Sempione. All'interno dello spazio occupato, al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, non erano presenti persone. Intanto, grazie a un tam tam sulle radio e via email, sul posto si stanno concentrando gli attivisti dei centri sociali della Capitale.
Come risposta allo sgombero i ragazzi del centro sociale hanno occupato la sede del Municipio IV di via Monte Rocchetta. In questo momento carabinieri e polizia si trovano all'esterno dell'edificio mentre una 50 di ragazzi hanno occupato lo stabile. Nella sede del Municipio è presenta anche il presidente Cristiano Bonelli.
I giovani hanno esposto due striscioni sul tetto dell'edificio con la scritta: "La libertà non si paga si strappa. Guai a chi ci tocca" e "Horus e Villetta sono qui".
All'interno del Municipio c'è anche del personale della Questura che sta dialogando con gli occupanti nel tentativo di far cessare l'occupazione. "La legalità la difendiamo noi", affermano i ragazzi dell'Horus, secondo i quali "il Municipio e l'amministrazione capitolina stiano svendendo le case popolari del Tufello. E Bonelli non sa mai nulla di quello che accade nel suo territorio. Noi ci prendiamo le denunce e le nostre responsabilità".(19 novembre 2009)

mercoledì 18 novembre 2009

17 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DEL DIRITTO ALLO STUDIO: IL MOVIMENTO STUDENTESCO TORNA IN PIAZZA!

Ieri Martedì 17 Novembre "Giornata internazionale del diritto allo studio", il movimento studentesco è sceso in piazza anche in Italia ancora una volta contro la Riforma Gelmini: una riforma classista e ideologicamente reazionaria che taglia 8 miliardi e mezzo di euro all'istruzione pubblica e promuove l'idea di scuola-caserma e di studente-acefalo che non ha il diritto di ribellarsi e di "vivere" e gestirsi lasua scuola o la sua facoltà, in sintesi una riforma che attacca pesantemente il diritto allo studio.
Da Nord a Sud gli studenti hanno manifestato per difendere il diritto allo studio dagli attacchi pesanti del governo Berusconi, tra le 50 e più manifestazioni da segnalare la repressione poliziesca a Milano che ancora una volta non ha esitato a caricare gli studenti che si dirigevano all'assessorato della pubblica istruzione, fermando e denunciando due e arrestandone altri due che sono stati processati oggi per direttissima con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, il giudice ha convalidato l'arresto ma non ha disposto misure cautelari, si è limitato a raccomandare agli studenti di "comportarsi bene in futuro".
Una ragazza denunciata e rilasciata ieri stesso ha una distorsione cervicale e una prognosi di 15 giorni a causa della violenza delle forze dell'ordine che per fermarla l'anno bloccata in 10 a terra.
Pochi giorni fa la polizia aveva sgomberato con forza il liceo Gahndi di Milano occupato dagli studenti perchè l'amministrazione comunale vorrebbe chiuderlo. Il liceo è noto per il suo corso serale che da la possibilità di studiare anche a lavoratori.
Da segnalare anche il lancio di uova contro al sede del Miur a Torino, il traffico in tilt a Roma e Napoli e le occupazioni simboliche al liceo socio-psicopedagogico Margherita a Palermo.
Il ministro dell'istruzione non ha perso tempo nel criminalizzare la giusta protesta studentesca dicendo come già fatto in passato che gli studenti scesi in piazza "sono dei centri sociali" e che "non sono rappresentativi".
Ancora una volta il governo esterna la sua paura verso la protesta studentesca e la ribellione giovanile in generale, per questo è necessario andare avanti:

Dall'Onda alla nuova Ondata per spazzare via il governo Berlusconi e le sue riforme moderno fasciste, anti studentesche e antipopolari e aprire la strada alla rivoluzione!

sabato 14 novembre 2009

Ravenna: invece che chiudere l´Intempo, condannati gli attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro!

Da rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro:

7 attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna sono stati denunciati dal presidente della Compagnia Portuale di Ravenna, Rubboli, per avere occupato l´agenzia interinale Intempo. Per parlare con gli articoli del codice borghese: concorso in reato (art. 110), violenza privata (art 610), invasione di terreni o edifici (art 633)- danneggiamento (635) del c.p. In questi giorni è arrivato il decreto di condanna a cui presenteremo opposizione. Ricordiamo i motivi per cui avevamo occupato le sede dell´agenzia Intempo al Porto di Ravenna il 13 marzo del 2007: denunciare all´opinione pubblica il ruolo di questa agenzia di sfruttatori di questi caporali al servizio dei padroni del Porto, dalla Compagnia Portuale ai terminalisti, una banda di trafficanti di esseri umani che ha mandato a morire gli operai Luca Vertullo a Ravenna e Denis Zanon a Porto Marghera, morti che rivelano, ancora una volta, il nesso causale tra precarietà e rischio-sicurezza per i lavoratori. Operai morti per il profitto dei padroni. Volevamo che si mantenesse alta l´attenzione su questi temi perché conosciamo bene come vanno queste cose: impunità dei padroni ai processi, solitudine dei famigliari, silenzio stampa sulla vicenda. Il processo per la morte di Vertullo a Ravenna, come sappiamo, è terminato con lo scandalo delle assoluzioni di 8 imputati, dai dirigenti della Compagnia Portuale ai responsabili della sicurezza. Scandalo perché pur riconoscendo che questa "morte è dovuta ai ritmi velocissimi", dall´ "ottica meramente intesa a un aumento della produttività", che ha mandato dentro la pancia di una nave 9 stivatori, di cui 4 al primo giorno di lavoro, di cui uno, Luca Vertullo, ha trovato la morte, pur riconoscendo tutto questo, i veri responsabili del sistema di sfruttamento che ha il suo centro nel comando padronale, non faranno neanche un secondo di galera, secondo la giustizia dei padroni. Le motivazioni della sentenza dicono quello che, come Rete, stiamo denunciando e combattendo: è la ricerca del profitto che trasforma i lavoratori -e la loro vita- a merce. Eppure questa agenzia interinale è ancora lì. Al Porto di Ravenna dalla Mecnavi a Vertullo niente è cambiato. O almeno sembra. Perché la nostra azione, quel 13 marzo di 2 anni fa, entrava nel vivo dei problemi e voleva -e vuole- mettere fine allo stillicidio di infortuni con la postazione fissa dell´ispettorato o dell´Ausl al Porto, con l´elezione ed il rafforzamento degli Rls, con le lotte e gli scioperi. I confederali si sono dimostrati parte del problema (caporali, gestione dell´Agenzia interinale) e non riusciranno certo a salvarsi l´anima con i convegni sulla sicurezza in occasione della strage della Mecnavi al Porto. Ora questa richiesta di condanna per l´iniziativa della Rete suona come una rappresaglia: non solo l´impunità nelle aule dei tribunali per padron Rubboli e per i suoi caporali, ma anche l´arroganza di chi vorrebbe isolare, criminalizzare chi si batte contro gli omicidi di operai nei luoghi di lavoro.Sul piano legale ci opponiamo, ma la battaglia va condotta anche sul piano politico e sociale. Serve che chi è stanco di parole ipocrite in materia di sicurezza sul lavoro prenda una posizione chiara e netta, serve che rafforziamo la Rete a livello locale e, perché no?, lavorare fin da subito per una manifestazione cittadina che sia il vero processo popolare ai padroni del Porto, contro tutti i padroni assassini. Chiudere l´agenzia della morte, l´Intempo!Giustizia per Luca Vertullo!No alla criminalizzazione della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro! Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- - polo emiliaromagna -sede di Ravenna

lunedì 9 novembre 2009

SUL PRESIDIO ANTIFASCISTA DEL 4/11



Si è concluso con successo il presidio antifascista organizzato per Mercoledì 4 Novembre da Proletari Comunisti e Red Block a Palermo.
Al presidio hanno partecipato studenti e lavoratori antifascisti che hanno colorato di rosso i portici di via Ruggero Settimo angolo via Mariano Stabile.
E' stata portata una mostra fotografica che ripercorreva le aggressioni fasciste di gruppi politici aiutati dal governo come Casapound Italia, mostra che ha riscosso interesse per i passanti. In una città come Palermo la sensibilità antifascista ancora è presente, lo dimostrano i giovani, i lavoratori e gli anziani che al passaggio davanti il presidio ci invogliavano nella lotta.
Al megafono continuamente si alternavano interventi dei compagni che denunciavano gli attacchi repressivi del governo a discapito dei compagni mentre vengono aiutati gruppi fascisti come casapound, forza nuova ed altri che si diffondono a macchia d'olio nel territorio italiano. Certamente non poteva mancare la solidarietà ai tre compagni arrestati a Pistoia "accusati di antifascismo militante" e ai compagni del CPO Experia di Catania sgomberati recentemente e caricati dagli sbirri. Al fianco dei compagni e di tutti gli antifascisti, Red Block lotta da Palermo a Ravenna sotto le bandiere rosse che sventolano al soffio del vento antifascista che spazzerà il moderno fascismo che avanza.
L'antifascismo non è reato e non si processa!
Costruiamo RAF (reti antifasciste) in ogni città!

CORTEO NO GELMINI A PALERMO

Ancora una volta l’ennesimo corteo studentesco caratterizzato dall’inutile e controproducente carro sound system dei centri sociali. L'abbiamo già detto tantissime volte e non ci stancheremo mai di ripetere quanto è stupido stare a ballare e sballarsi sotto un carro a un corteo anziché lottare.
Ma il bello è che si va sempre peggio: qualche tempo fa la musica lanciata dal carro dei centri sociali faceva ballare, sballare e cantare gli studenti a ritmo di “cartone animato” (da“i puffi”a “occhi di gatto” ecc.), adesso invece, dai carri sound system si simulano anche dei “Rave Party” con musica elettronica. Diventa veramente impossibile lanciare slogan al megafono, parlare, dentro una vera e propria discoteca ambulante... i manifestanti diventano ballerini sfigati!
E poi ci chiediamo come mai nei giornali scrivono: “il corteo studentesco era caratterizzato da musica e alcohol”.
E’ una vera e propria mancanza di rispetto per tutti coloro che lottano e dedicano la loro vita al servizio delle masse, per tutti coloro che scendono nelle piazze colpiti dalla crisi come gli operai e i lavoratori che arrivano a stento a fine mese bene che gli vada.
Ma per favore! E' a dir poco ridicolo, è una vergogna…
Fortunatamente in piazza c’è chi si accorge che la prassi dei gruppi politici non è la stessa…
Ma quale carro, ma quale alcohol, in piazza si scende lottando e dimostrando la giusta rabbia rivoluzionaria.
Red Block ancora una volta in piazza ha dimostrato che la musica assordante del carro non può fermare di certo la rabbia degli studenti che sono costretti ad urlare più delle casse. Proprio quegli studenti stanchi delle sciocchezze ridicole che si vedono in questi cortei, proprio quegli studenti che impugnano e sventolano fieramente le rosse bandiere con la falce e martello e lottano contro un modello sociale che viene imposto dalla classe dominante: dalla borghesia.


CI IMPONGONO UN SISTEMA, UN MODELLO SOCIALE,
RIBELLARSI E' GIUSTO CONTRO IL CAPITALE!

dal Quotidiano "La Sicilia" del 06/11/2009

Si è conclusa con un forfait della Gelmini la giornata di ieri caratterizzata da manifestazioni e dimostrazioni studentesche contro la riforma del ministro e la sua visita a Palermo.Nel pomeriggio il movimento "Onda Anomala" ha organizzato un corteo partito da dal teatro Massimo. Alla manifestazione del movimento studentesco hanno preso parte, oltre a diverse centinaia di studenti, anche i "Proletari Comunisti" di cui in particolare le precarie della scuola aderenti che distribuivano il loro giornale di protesta contro il presidente del consiglio e il suo governo. In totale c'erano circa 1500 persone. Non sono mancate le bandiere rosse con falce e martello dei "Red block" nonchè slogan contro il premier Berlusconi, il sindaco Cammarata e anche il governatore Lombardo.
Il corteo alla cui testa c'era un grosso automezzo che diffondeva musica ad alto volume si è fermato in piazza Sant'Anna a da lì una parte dei manifestanti ha tentato di raggiungere piazza Marina. Ma il cordone delle forze dell'ordine ha bloccato la sortita all'altezza di Via Alloro.Nel frattempo si è diffusa la notizia che la Gelmini per "motivi istituzionali" rinunciava alla sua presenza al convegno al palazzo Steri .La notizia è stata accolta dai manifestanti con entusiasmo "L'Onda fa saltare la visita della Gelmini" hanno scritto i ragazzi del movimento in un comunicato di ieri pomeriggio...

lunedì 2 novembre 2009

Studenti medi in lotta a Ravenna

Dopo la manifestazione del 14/10/2009 e dopo essersi organizzati come collettivo studentesco, si è deciso di creare un movimento in tutta la città di Ravenna occupando le scuole medie superiori, in contrapposizione a un decreto che non è altro che un tassello di questo sistema che punta alla costruzione di un nuovo regime guidato dal capitale e dalla privatizzazione delle
strutture pubbliche. Premettendo che questo processo è iniziato ormai da molti anni e portato avanti sia dalla sinistra che dalla destra.
Con la privatizzazione della scuola pubblica non si fa altro che incentivare le spaccature sociali, dando la possibilità solo ad un’elite di persone di ricevere un’istruzione per lo meno completa, dal punto di vista didattico, mentre la maggior parte della popolazione dovrà continuare ad iscrivere i propri figli alle scuole pubbliche sempre meno efficienti dal punto di vista didattico per il continuo taglio dei professori, e sempre meno efficienti dal punto di vista delle infrastrutture per via dei tagli dei finanziamenti economici.
Da legare al fatto dei tagli c’è da dire che ci troviamo di fronte al più grande licenziamento di massa degli ultimi 20 anni, che prevede il licenziamento di 200.000 professori e personale A.T.A. , nel corso di tre anni.
Ma il nesso della questione resta sempre lo stesso, cioè che l’obiettivo principale di questa riforma è quello di renderci delle marionette vuotate da ogni tipo di pensiero critico, incapaci di controbattere di fronte ogni tipo di ingiustizia o ordine che ci viene imposto, oggi come studenti tramite questa riforma,domani come lavoratori tramite i licenziamenti, la precarietà e lo sfruttamento, che troppo spesso porta agli infortuni e alla morte.
La nostra è quindi una protesta contro tutto il sistema, non solo contro una riforma, e intendiamo portarla avanti fino a che tutte le scuole siano occupate, e tutti gli studenti siano informati e svegliati da questa perenne apatia che ci viene imposta ogni giorno da chi gestisce i canali d’
informazione e in generale tutto lo stato.

COLLETTIVO STUDENTI MEDI RAVENNA.

venerdì 30 ottobre 2009

SOLIDARIETA' AL CPO EXPERIA

I giovani di Red Block esprimono massima solidarietà ai compagni del C.P.O. Experia di Catania sgomberati brutalmente stamattina dai servi dello stato in divisa.
L’Experia dopo ben 17 anni di attività nel quartiere viene sgomberato in seguito alla richiesta di 2 consiglieri comunali di Alleanza Nazionale.
Lo stato di polizia che avanza sempre di più verso un moderno fascismo colpisce chi si ribella mentre contemporaneamente fomenta la crescita e la diffusione di gruppi di estrema destra come Casa Pound che apre nuove sedi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, l’ultima a Napoli, e che ad esempio a Catania è finanziata dallo stesso Comune che invece sgombera i compagni antifascisti.
Contro lo stato di polizia e il moderno fascismo che avanza non un passo indietro!
Organizzarsi in ogni città contro la repressione e creare R.A.F. (Reti antifasciste).

Red Block Palermo
redblock@alice.it
http://www.redblock-it.blogspot.com/

video

A seguire il comunicato dei compagni del CPO Experia:

DIFENDIAMO TUTTI IL CENTRO POPOLARE EXPERIA. SUBITO!Questa mattina alle ore 5.30 polizia, guardia di finanza e carabinieri in tenuta anti-sommosa hanno sgomberato il Centro Popolare Experia di Catania. Centinaia tra militanti, occupanti, sostenitori e abitanti del quartiere per tutta la notte hanno effettuato un presidio contro lo sgombero attendendo la notifica dell’ingiunzione di sgombero emessa dal Tribunale di Catania dal dottor Serpotta e preceduta da una campagna denigratoria a mezzo stampa da parte di AN (Pogliese, Bellavia, Messina). Ancora adesso non ci è dato sapere le motivazioni di tale procedimento ed è stato impedito agli avvocati di assistere al sopraluogo della struttura.Centinaia di sostenitori sono stati caricati dalla polizia immediatamente e sono decine i contusi medicati dal 118 chiamata dagli stessi militanti.Questo è uno sgombero politico che ha l’obiettivo di far tacere e cancellare un’esperienza sociale e politica che lotta da 17 anni e che ha ridato al quartiere popolare come l’Antico Corso uno spazio di aggregazione che per decenni era abbandonato. Doposcuola popolare, una palestra popolare, la ciclofficina etnea, il laboratorio di giocoleria e decine di altre attività di aggregazione sociale cancellati a colpi di manganelli.A quanto pare lo sgombero è stato richiesto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania nella persona di Gesualdo Campo lo stesso che nel 1999 avvallò i lavori da parte della Facoltà di Giurisprudenza nell’area della Purità (nella parte esterna del Centro Popolare) ben sapendo che l’area conteneva reperti archeologici importantissimi per la storia della nostra città. Solo una lunga lotta del Centro Popolare e del Comitato Antico Corso sono riusciti a bloccare questi lavori speculativi rilanciando proposte concrete per l’utilizzo dell’area: riapertura di via bambino, la realizzazione di una bambinopoli nello spazio esterno del Centro Popolare espropriato da Giurisprudenza, la creazione di un Parco Archeologico per valorizzare i ritrovamenti. Forse lo sgombero di questa mattina è anche una ritorsione del dottor Campo? Visto che questa mattina assisteva compiaciuto alle cariche e allo sgombero del Centro Popolare Experia?Supposizioni visto che nessuno si è assunto la responsabilità politica di comunicarci le reali motivazioni. L’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata la violenza della polizia.Le nostre proposte pratiche si scontrano con quello che l’Amministrazione Comunale a Catania ha espresso in questi ultimi 12 anni: degrado economico e conseguente ricaduta sul sociale.Questa è una città in emergenza e in pieno dissesto finanziario, questa è una città in ginocchio e, nonostante ciò, quello di cui si preoccupa la politica è di chiudere, far tacere ogni pratica di autorganizzazione dal basso che risponde allo stato di crisi generale con le sue proposte, le sue attività e anche il suo dissenso a questa chiara volontà politica dell’amministrazione di desertificare il territorio della città.Ma non è questa la Catania che vogliamo! Quello che la nostra occupazione ha espresso è ben altro che torpore, mercificazione e degrado!Presidio permanente davanti al Centro Popolare e assemblea pubblica alle ore 14.00. Il concerto antirazzista previsto per questa si terrà ugualmente nelle scalinate di via bambino adiacente l’ingresso del Centro Popolare.
QUI SIAMO E QUI RESTIAMO!
Centro Popolare Occupato Experiavia plebiscito 782 – Catania
www.senzapadroni.org

PRESIDIO ANTIFASCISTA 4 NOVEMBRE A PALERMO

Presidio Antifascista
Mercoledì 4 Novembre ore 16:30
Via Ruggero Settimo
angolo Via Mariano Stabile.

A Napoli dopo la recente occupazione di un ex convento dai neofascisti Casa Pound nel quartiere Mater Dei, oltre 5000 antifascisti napoletani hanno sfilato nel quartiere diretti verso il covo neofascista al grido di “Jatevenne” tra gli applausi degli abitanti che calavano panieri con bottiglie d’acqua dai balconi, poco prima della fine gli sbirri in tenuta antisommossa caricano il corteo. Dopo pochi giorni i “bravi ragazzi” di Casa Pound aggredivano in 6 uno studente del liceo Margherita di Savoia procurandogli la frattura ad una costola e tumefazioni in viso con prognosi di 30 giorni, il ragazzo riconosce il leader napoletano di Casa Pound Giuseppe Savuto 22 anni.
Il giorno dopo gli sbirri perquisivano le case di antifascisti napoletani in cerca di armi ed esplosivi…
A Pistoia domenica 11 Ottobre durante un’ assemblea del neonato “Coordinamento toscano contro le ronde” gli sbirri fanno irruzione e schedano in massa tutti i compagni presenti e infine ne arrestano 3 (Alessandro,Elisabetta e Alessandro) e denunciano 8 a piede libero accusandoli di aver devastato la sede di Casa Pound pochi minuti prima, quasi contemporaneamente alla loro assemblea!!! Sabato 24 Ottobre un corteo regionale antifascista attraversa la città.
Città diverse copione lo stesso… i fascisti che dovrebbero essere fuorilegge vengono come al solito difesi e lasciati organizzare dallo stato borghese che viola le sue stesse leggi.
Gli antifascisti i comunisti e gli anarchici che non abbassano la testa contro il fascismo che avanza vengono repressi, perquisiti, incarcerati e sono oggetto di montature giudiziarie.

I “fascisti del terzo millennio” si dipingono come vittime e bravi ragazzi
che forniscono servizi sociali nei quartieri dove si installano.
In realtà sono gli stessi che di notte girano nelle nostre città
e aggrediscono immigrati, omosessuali, studenti, antifascisti
e chiunque è diverso dai loro canoni.

I “fascisti del terzo millennio” sono quelli di Piazza Navona a Roma dove il 29 ottobre dell’autunno scorso hanno aggredito con spranghe e cinghie studenti liceali in un corteo davanti gli occhi di poliziotti e carabinieri immobili.
Poco dopo antifascisti provenienti dall’università La Sapienza contrattaccarono gli aggressori riuscendo a cacciarli dalla piazza.
In seguito a questi fatti Blocco studentesco (organizzazione giovanile di Casa Pound) imbastì in tutta Italia proiezioni propagandistiche per ribaltare la verità e passare come vittime.
Le dichiarazioni di studenti e docenti in piazza ed il servizio di “Chi l’ha visto” dimostrarono invece l’aggressione premeditata con tanto di mazze nascoste in un furgoncino e fatto entrare in piazza davanti gli occhi delle forze dell’ordine.
Il 3 novembre 30 neofascisti identificati come membri di Casa Pound e Forza Nuova organizzano una spedizione punitiva contro il servizio di “Chi l’ha visto” facendo irruzione nella sede della Rai a Roma,vengono mandate minacce di morte alla giornalista del servizio incriminato….
Dopo la manifestazione di Napoli e quella regionale di Pistoia dello scorso 24 ottobre scendiamo in piazza in ogni città, verso la costruzione di una mobilitazione nazionale antifascista a Napoli:

Alessandro, Elisabetta e Alessandro liberi!
Chiudere i covi di Casa Pound!
L’antifascismo non è reato e non si processa!


Circolo Proletari Comunisti Palermo Red Block
xinfo: prolcompa@libero.it ; redblock@alice.it

f.i.p.04/11/09



domenica 25 ottobre 2009

FOTO MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA A ROMA DEL 17 OTTOBRE




VIA IL GOVERNO XENOFOBO E RAZZISTA BERLUSCONI-BOSSI!
ABROGARE IL PACCHETTO SICUREZZA!

AUTORGANIZZAZIONE E LOTTA COMUNE DI CLASSE DEI LAVORATORI!

ITALIANI E STRANIERI CONTRO I PADRONI E IL GOVERNO!

TUTTI INSIEME CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO E FASCISMO!

giovedì 22 ottobre 2009

STUDENTI MEDI IN MOBILITAZIONE A RAVENNA

MANIFESTAZIONE STUDENTESCA
Vi sarete comprati l’istruzione, vi sarete comprati la giustizia, ma non comprerete mai noi!

Potremmo ancora accanirci contro la Gelmini, andare a tutte le manifestazioni che ci capitano sotto gli occhi, ma finchè non riusciremo ad arrivare al cuore della questione scuola, il nostro lavoro sarà sempre nullo dato che il movimento si spegnerà come sempre nel giro di pochi mesi.
Sarebbe infatti necessario spalancare gli occhi e analizzare l’indotto scolastico ovvero la cultura, lo sviluppo e il lavoro.
Il vero grande obiettivo dell’istruzione sarebbe infatti quello di formare teste pensanti, che sappiano criticare e scegliere. Un obiettivo ormai difficile da raggiungere, perché, nonostante la scuola pubblica non sia mai stata considerata un elemento importante ne dalla destra ne dalla sinistra, con questo governo non solo la si prosciuga finanziariamente, mentre alle private vengono continuamente sganciati soldi, ma la smantella tassello dopo tassello, puntando sempre di più verso una scuola-azienda, che ci prepari a produrre per il sistema senza alzare mai la testa! E molti altri mezzi, quali quelli di comunicazione quasi completamente monopolizzati da Berlusconi, incrementano questa situazione che porta le masse ad uno stato di stand-by celebrale.
Tale situazione comporta l’accettazione di qualsiasi ingiustizia che questo governo commette continuamente. Ad esempio il pacchetto sicurezza di Maroni che è un palese attacco alla libertà umana,dove norme quali le ronde e il reato di clandestinità sono state firmate senza troppi problemi, dove l’accanimento alla questione sicurezza mostri il lato xenofobo e razzista di questo governo. Un lato che troviamo riflesso anche in una piccola città come Ravenna dove il sindaco (di “sinistra”) oltre essersi fatto fotografare mentre rovesciava due birre a Marina di Ravenna, si è dato da fare contro l’abusivismo in spiaggia e per ripulire la zona stazione con il progetto dei giardini Speyer; non a caso scelti come punto di ritrovo per la nostra manifestazione,nella quale sosteniamo e invitiamo alla partecipazione della manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 17 ottobre.
Sosteniamo ancora una volta i precari e in generale i lavoratori in lotta che trovandosi di fronte ad uno dei più grandi licenziamenti di massa dell’ultimo decennio si sono autorganizzati rivendicando i diritti che i sindacati confederali continuano a snobbare spianando così la strada ai padroni.

Studenti medi ravenna

RITROVO MERCOLEDI’ 14/10/’09 ORE 8:30 GIARDINI SPEYER(STAZIONE)

Per info : 3383671484
ANCHE PER PARTECIPARE ALLA
MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA DI ROMA!!!

SEGUE COMUNICATO STUDENTI MEDI RAVENNATI

Comunicato nr.1

La manifestazione studentesca promossa dal collettivo degli studenti medi di Ravenna di oggi, 14/10/2009 ha voluto dare un messaggio ben chiaro e preciso,nonostante la partecipazione sia stata inferiore rispetto lo scorso anno, sono stati lanciati messaggi politici ben definiti quali l’essersi stufati di un’opposizione inesistente che alimentando l’indifferenza tra le masse spiana la strada alla destra di Berlusconi , facendo modo così che vengano accettate norme come lo scandaloso pacchetto sicurezza, il DDL dello scudo fiscale, lo stato repressivo di polizia che ABBATTE in modo esplicito ogni tipo di protesta. Si è voluto parlare di “gelmini” in maniera più profonda,pensando a questa controriforma come uno dei tanti tasselli che compongono questo sistema, di modo da far capire che non basta accanirsi contro la riforma, bisogna accanirsi contro il governo,e VOLERNE IL ROVESCIAMENTO!
A proposito del pacchetto sicurezza è stato lanciato un importantissimo appello invitando a partecipare tutti gli studenti alla manifestazione nazionale antirazzista che sarà a roma questo sabato. Ed è stata paragonata alla questione del pacchetto sicurezza la situazione della nostra città, denunciando le maniere repressive del sindaco con la proposta (che per fortuna non è stata attuata) del recinto ai giardini speyer, e soprattutto i fatti riguardanti la repressione verso i giovani, c’è infatti da dire che questo sindaco di “sinistra” ami molto tenere Ravenna controllata stile “1984”, piazzando telecamere ogni 10 metri e organizzando posti di blocco della polizia ogni 500 metri, naturalmente il tutto nelle zone frequentati da giovani. Lanciato questo appello il sindaco ci ha spontaneamente accolto per discutere apertamente con lui e per il prossimo venerdi organizzeremo un dibattito aperto a tutti gli studenti assieme appunto al sindaco.
La repressione e la rabbia alimentano la voglia negli studenti di ricominciare e migliorare AUTORGANIZZANDOSI, le lotte che sono state in parte portate avanti l’anno scorso!
Lo ribadiamo: CONTRO QUESTO GOVERNO NON SI TACE, NESSUNA GIUSTIZIA? NESSUNA PACE!

STUDENTI MEDI RAVENNATI

mercoledì 21 ottobre 2009

STUDENTI E OPERAI UNITI NELLA LOTTA... RIFLESSIONI POST CORTEO


Il 9 ottobre a Palermo ha avuto luogo il corteo regionale dei metalmeccanici in sciopero indetto a livello nazionale dalla FIOM (federazione italiana operai metalmeccanici) sezione operaia della CGIL.
Premettiamo che la nostra partecipazione non è stata a sostegno della linea sindacale della FIOM che giudichiamo sbagliata e perdente per gli operai, ma a sostegno degli operai in lotta.
Contrariamente alle cifre fantastiche sparate dagli organizzatori e dai centri sociali cittadini, la partecipazione al corteo è stata scarsa :complessivamente 1000 persone, divise quasi equamente tra studenti e operai.
Dire precisamente i numeri non è sinonimo di perfezionismo, ma è utile per chi vuole fare seriamente un’analisi sulle dinamiche e sulle le cause di una tale partecipazione operaia limitata, nonostante ci siano eccome i motivi per scendere in piazza contro padroni e governo.
Il primo dato da sottolineare è che senza la presenza studentesca il corteo sarebbe stato un flop.
La partecipazione studentesca è stata importante perché ha rappresentato l’unione del fronte di lotta studentesco contro la riforma Gelmini con il fronte di lotta operaio contro le politiche del governo volte a finanziare banche e padroni e fare pagare interamente la crisi internazionale del capitale agli operai.
Conto salato che per gli operai si traduce in migliaia di licenziamenti e casse-integrazioni.
Anche la lotta degli studenti è contro il governo, innanzitutto perché la riforma contestata è una riforma di questo governo che si traduce nell’esclusione del diritto allo studio per i figli dei proletari e degli operai con l’innalzamento progressivo delle rette scolastiche e delle tasse universitarie nonché del peggioramento qualitativo dell’istruzione a causa dei tagli.
A ciò si aggiunge il modello di scuola autoritario e fascista che vogliono imporre agli studenti.
Vedere la riforma Gelmini come un provvedimento a se stante sarebbe parziale come visione , essa è invece un tassello che è parte integrante della politica del governo Berlusconi.
Politica che è antioperia, antiproletaria, antipopolare, antistudentesca, razzista e fascista.
Gli operai rappresentano le fondamenta della società in cui viviamo, senza il loro lavoro nelle fabbriche la società non avrebbe la ricchezza che ha ma che viene rubata al 99 per cento dalla borghesia lasciando solo le briciole ai lavoratori. Se gli operai si fermano di produrre, si ferma tutta la società, ma cosa che fa paura ai padroni e al governo, diminuiscono anche i profitti dei padroni.
Gli studenti d’altro canto sono l’intellighenzia di ogni paese e ne rappresentano il futuro.
Per questo la fusione degli operai e degli studenti non è un mero slogan, ma ha un significato sostanziale e fa paura ai padroni perché rappresenta un’unione esplosiva e rivoluzionaria.
La storia ci insegna che i periodi rivoluzionari o le grandi stagioni di lotta sono stati vittoriosi quando gli operai e gli studenti hanno marciato fianco a fianco., con coscienza della lotta che stavano facendo contro i padroni.
Tornando alla manifestazione del 9, come si diceva 500 studenti scesi a fianco di 500 operai.

Analizziamo meglio la componente studentesca:

in generale possiamo dire che c’era una parte di studenti che ballava dietro 2 sound systems e che sicuramente neanche si è “accorta” degli operai e invece altri studenti che hanno preferito stare realmente e non solo a parole tra gli operai.
Purtroppo la maggior parte degli studenti ha preferito ballare sentendosi in discoteca o ad un concerto, mentre “solo” una cinquantina di studenti ha animato il corteo intonando per tutto il percorso slogan contro le politiche del governo e lanciando simbolicamente qualche uovo al palazzo del comune.
Come dire pochi ma buoni….
Questo è stato confermato alla manifestazione stessa, dove lo spezzone combattivo degli studenti ha inciso molto di più dei 450 “ballerini”, la prova è stata l’apprezzamento di molti operai che hanno ringraziato quegli studenti per la loro presenza così come l’intonazione di un paio di slogan insieme.
(Sarà un caso, ma le uniche due foto del corteo sul sito della fiom sicilia dove spuntano gli studenti sono entrambe dello spezzone studenti in lotta Umberto I, Galilei, Einstein,Meli…).
Il 9 ottobre quella è stata la vera unione degli studenti e degli operai entrambi in lotta!
L’unione che anche tragicamente ha unito Vito Scafidi (morto nella sua scuola perché il tetto della sua aula gli è crollato addosso a causa dei tagli che da più di quindici anni i governi eseguono a colpi di riforme e controriforme) e gli operai che muoiono sui posti di lavoro (circa 4 al giorno in Italia) sempre a causa delle politiche dei governi del capitale che per il profitto dei padroni di fabbrica non investono sulla sicurezza degli stabilimenti.
Chi balla e si sballa ai cortei non ha diritto di parlare né di lotta né di operai, e dovrebbe evitare di utilizzare meschinamente per i propri fini di visibilità la lotta degli operai a difesa del proprio posto di lavoro e del proprio pane quotidiano.
Invece bisogna forgiare nella lotta quotidiana nei posti di lavoro, nelle università e nelle scuole l’unione rivoluzionaria tra operai e studenti con l’obiettivo di rovesciare questo governo di fascisti,truffaldini, criminali,veline in poche parole la feccia del nostro paese e aprire la strada alla rivoluzione!

Red Block Palermo

martedì 13 ottobre 2009

SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI DI PISTOIA

I giovani di Red Block esprimono massima solidarietà antifascista ai due compagni arrestati.
Chiudere tutti i covi delle fecce fasciste!
Contro il moderno fascismo che avanza ribellarsi è giusto!

Creare RAF( reti antifasciste) ovunque!

Riportiamo il comunicato dei compagni del Partito dei CARC:

LIBERTA’ PER ELISABETTA CIPOLLI, PER ALESSANDRO DELLA MALVA, PER ALESSANDRO ORGANI

Alle 19 di domenica la digos ha fatto irruzione, senza mandato, presso il Circolo 1° Maggio di Pistoia dove si stava svolgendo un’assemblea regionale per organizzare le mobilitazioni contro le ronde fasciste.
Dopo l’identificazione dei 25 compagni/e presenti, hanno proceduto ad una minuziosa ma inconcludente perquisizione e portato tutti in questura per “accertamenti”.
La beffa dell’identificazione è durata otto ore! In questo tempo sono state compiute diverse illegalità dimostrando l'intenzione persecutoria e intimidatoria della PS contro quanti si organizzano e si mobilitano contro la riabilitazione del fascismo e il pacchetto sicurezza: hanno assunto un comportamento illegale (perquisizioni senza mandato, fermi pretestuosi) per intimidire, provocare e reprimere quanti si ribellano, si organizzano contro la mobilitazione reazionaria, lo sdoganamento del fascismo, il pacchetto sicurezza e le ronde e cercano di orchestrare una montatura politica per “pilotare” la sentenza del processo di Massa contro i compagni della Ronda Proletaria Antifascista del 25 luglio.
Alessandro della Malva, segretario della Federazione Toscana del Partito dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), già denunciato e imputato al processo di Massa e già sottoposto a obbligo di firma e la sua compagna, sono stati chiusi in una stanza al piano terreno mentre gli altri “fermati” sono stati portati tutti insieme in una stanza ai piani superiori.
A due minorenni presenti è stato negato il diritto di incontrare i genitori, alla compagna Elisabetta hanno negato il diritto di reperire un farmaco di cui aveva urgentemente bisogno oltre a ritardare ignobilmente l’arrivo dell’ambulanza.
Immediata la mobilitazione dei compagni della Toscana di varie forze e organismi, singoli e associazioni che per tutta la notte hanno presidiato la questura lanciando slogan e pretendendo la liberazione dei compagni fermati. Il presidio è durato fino all’alba quando la questura ha provato a salvarsi la faccia compiendo tre arresti per il solo motivo di giustificare un’operazione di vera e propria rappresaglia.
La Federazione Toscana del Partito dei CARC esprime la piena solidarietà ai compagni arrestati e a tutti i compagni vittime della repressione e punta il dito contro quelle autorità, istituzioni e partiti che pur dichiarandosi antifascisti non hanno mai fatto nulla per impedire l’apertura di veri e propri covi fascisti dove si fomenta l’odio razziale e la violenza.
Ci appelliamo ai comunisti, ai sinceri democratici, agli antifascisti affinché si mobilitino contro gli arbitri e gli abusi della digos e della PS e in solidarietà dei compagni fermati e arrestati.
La mobilitazione delle ultime ore è stata una prima risposta che ha visto diverse componenti del movimento comunista e antifascista scendere in campo per la solidarietà di classe. Con più forza ci mobiliteremo nelle prossime ore: teniamo alta la mobilitazione per la liberazione dei compagni.

Libertà per Alessandro, Elisabetta e Alessandro!
Chiudere i covi fascisti!


Scrivete a:
Alessandro della Malva
c/o Carcere di Pistoia Via dei Macelli 13
Tel. 0573 975111 fax 0573 22718
e-mail: cc.pistoia @giustizia.it
Elisabetta Cipolli
Alessandro Orfano
c/o Carcere di Sollicciano Via Minervini, 2/r50018 - Scandicci (Firenze)

giovedì 8 ottobre 2009

IERI GIUSTIZIA PARTIGIANA... OGGI ANTIFASCISMO MILITANTE

http://www.flickr.com/photos/cau_napoli/sets/72157622364248981/show/
CLICCA SUL LINK PER VISUALIZZARE LE FOTO DEL CORTEO ANTIFASCISTA
A NAPOLI DEL 30 SETTEMBRE

C’è chi dice che il fascismo è una storia vecchia, parte del passato che mai potrebbe tornare grazie alla democrazia che vige nel nostro paese, e invece concretamente l’odore marcio del fascismo che si fa strada a calci e pugni lo si sente già da tempo non solo tra le file dei militanti neofascisti come forza nuova, casapoud, cuore nero, ecc … ma anche nel cuore dello stato italiano, che oltre a rinnegare la sua stessa costituzione permettendo alla manovalanza squadrista di agire liberamente nel territorio propagandando e praticando azioni fasciste, odio razziale, omofobia e quant’altro, porta avanti politiche antipopolari, autoritarie, securitarie e fasciste.

Mercoledì 30 settembre in ricordo delle 4 giornate di Napoli, 5.000 antifascisti in corteo tra gli applausi e il sostegno concreto degli abitanti dei quartieri napoletani hanno tenuto alto l’onore antifascista difeso in passato dai partigiani e ancora oggi necessario.
Il corteo che si dirigeva verso la sede dei neofascisti di Casapound Italia ad un certo punto è stato bloccato dalle forze del (dis)ordine che hanno difeso (come già successo) i militanti fascisti dividendo in due fronti il corteo e caricandolo
Tuttavia i compagni non hanno esitato ed hanno dato la giusta risposta alle cariche lanciando pietre, bottiglie, fumogeni e scontrandosi frontalmente con le forze repressive.
Aldilà del corteo già nei giorni scorsi alcuni compagni di Napoli avevano portato avanti una campagna di denuncia verso questi fascisti che da poco operano anche a Napoli, Casapound Italia, dicendo apertamente chi sono quei “bravi ragazzi” che a parole dicono di aiutare le masse popolari ma nella prassi compiono vere e proprie azioni squadriste e non rinnegano affatto il passato fascista in Italia dagli anni ’20 ai ’40;
Ciò che è successo Mercoledì a Napoli non è di certo un fatto nuovo, ricordiamo il 28 Febbraio a Bergamo durante la manifestazione d’apertura di una nuova sede di forza nuova dove gli antifascisti sono stati repressi violentemente dallo stato di polizia che militarizzando tutta la città ha difeso i militanti di forza nuova armati di cinghie, bastoni e spranghe;

La lotta antifascista dunque non è soltanto la lotta contro gli squadristi fascisti ma anche contro lo stato che avanzando verso un moderno fascismo non fa altro che difendere ed aiutare la propria manovalanza e contemporaneamente reprimere chi si ribella a questo stato di cose.
Per una lotta più costante è necessario quindi organizzare reti antifasciste (RAF) in tutte le città per cacciare i fascisti e dargli ciò che si meritano …

Contro il fascismo sempre più violenza ora e sempre resistenza!

Red Block

ASSOLTI E PROMOSSI

Articolo a cura di Stefano Ghio

Non c'è niente da fare: non si fa in tempo a festeggiare per una sentenza limpida e giusta - quella della Consulta che ha bocciato l'infame lodo Alfano per incostituzionalità - che subito ne arriva una di segno opposto, riguardante i fatti del luglio 2001 a Genova.Per l'irruzione e la mattanza avvenuta la notte del 22 luglio 2001 all'interno della scuola Armando Diaz di piazza Merani a Genova, l'allora capo della polizia, Gianni De Gennaro, e l'allora capo della Digos genovese, Spartaco Mortola, sono stati assolti dall'accusa di avere indotto l'allora questore del capoluogo ligure, Francesco Colucci, a testimoniare il falso per salvare il c... ai due e ai loro sottoposti; per inciso, l'ex questore verrà processato per questo motivo, ma sembrerebbe che la falsatestimonianza sia stata una sua idea!E così tutti i pezzi grossi delle "forze dell'ordine" presenti quella notte se la cavano senza strascichigiudiziari: anzi, tutti quelli che parteciparono al massacro di ragazzi inermi che stavano riposando sono stati promossi, persino quei due loschi personaggi che fabbricarono e portarono sul posto le molotov che servirono come pretesto per la sanguinosa irruzione.Intanto, il 9 ottobre si apre il processo di appello ai 25 presunti black block accusati di "devastazione e saccheggio": in primo grado sono stati condannati a complessivi 108 anni di carcere.Se la magistratura facesse il suo dovere in maniera imparziale, dovrebbe emettere la medesima condanna per coloro che ordinarono la mattanza alla scuola Diaz: purtroppo non sarà mai così, perché i giudici sono sempre e solo dalla parte della giustizia borghese, quella che condanna solo i proletari mentre assolve le colpe della borghesia e dei suoi servi.

Torino, 08 ottobre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

STUDENTI MEDI PALERMITANI IN PIAZZA PER LO SCIOPERO DEGLI OPERAI METALMECCANICI


Contro il Governo Berlusconi Studenti e Operai Uniti Nella Lotta !!
Venerdì 9 Ottobre in occasione dello sciopero nazionale degli operai metalmeccanici scenderanno
in piazza i lavoratori dei più importanti stabilimenti produttivi siciliani come quelli della Fincantieri
di Palermo e della Fiat di Termini Imerese colpiti da numerosi licenziamenti e casse integrazioni
per opera delle politiche del governo Berlusconi che attacca sempre più la classe operaia.
Questa è una buona occasione anche per gli studenti per scendere in piazza contro la riforma del
ministro Gelmini e la sua cosiddetta “scuola del dovere”.
Contro:
• la fascistizzazione nelle scuole e la “disciplina da caserma” per mezzo di sanzioni come il 5
in condotta e il controllo spasmodico delle assenze con la proposta del ministro Gelmini di
cartellino da timbrare all’ingresso ed sms automatico ai genitori in caso di assenza.
• I tagli di personale ATA e docente che minano alla qualità dell’istruzione e alla sicurezza
nelle scuole tramite il sovraffollamento nelle aule che spesso superano i 30 studenti.
• L’attacco ai diritti degli studenti come la libertà di parola ed espressione nelle scuole e i
tentativi di liquidare le assemblee d’istituto: diretta conquista delle lotte studentesche.
Non vogliono che si faccia politica a scuola… e dove dovrebbe farsi se non a scuola che dovrebbe
essere il luogo di apprendimento con il fine che ogni individuo acquisisca una coscienza critica e
impari a pensare da se e quindi a “fare politica” cioè a esprimersi su tutto ciò che vuole?
La risposta che dobbiamo dare è la lotta radicale!
Rispondere colpo su colpo ai tentativi del governo di ridurci a idioti senza cervello e servi del
sistema!
• Autorganizzandoci dal basso al di fuori dei partiti di destra e di sinistra istituzionali che
hanno contribuito a tutto ciò.
• Fondare collettivi degli studenti in tutte le scuole, come primo luogo di dibattito e
organizzazione all’interno delle scuole per fare valere i propri diritti.
• Scendendo nelle piazze ancora più numerosi del movimento dell’Onda dell’anno scorso
perché quest’anno ci sia una “nuova ondata per spazzare via il governo Berlusconi e le
sue riforme moderno fasciste, anti studentesche e antipopolari e aprire la strada alla
rivoluzione”.
Invitiamo tutti gli studenti a scendere in piazza per difendere il nostro diritto allo studio per una
scuola e un sapere pubblico e laico, al fianco degli operai che più di tutti nella società stanno
pagando l’attuale crisi del sistema capitalista subendo licenziamenti e casse integrazioni,
ma rispettando gli operai in lotta per il proprio posto di lavoro: scendiamo in piazza con la giusta
rabbia e combattività senza scadere in buffonate e pagliacciate come discoteche ambulanti o
concerti all’aperto con il fine di “sballarsi”: non è questo il luogo giusto!
Venerdì 9 Ottobre Concentramento manifestazione ore 9:30 Piazza Marina PALERMO
Collettivo “Studenti in lotta” UmbertoI xinfo: epicmanu@hotmail.it;
“Studenti in lotta G.Meli” xinfo: antonio-gentile@hotmail.it
“Studenti in lotta Einstein” xinfo: andrealv@alice.it
“Studenti in lotta G.Galilei” xinfo: frax_91@hotmail.it / 3275664351

giovedì 1 ottobre 2009

1 OTTOBRE 1949- 1 OTTOBRE 2009 SESSANTESIMO ANNIVERSARIO FONDAZIONE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE

1 OTTOBRE 1949 : PROCLAMAZIONE REPUBBLICA POPOLARE CINESE


1 OTTOBRE 1949 : ESERCITO POPOLARE DI LIBERAZIONE SFILA A PIAZZA TIEN AMMEN



ISPIRATA DAGLI INSEGNAMENTI DI MARX LENIN E MAO

NEL XXI SECOLO UNA NUOVA GENERAZIONE DI RIVOLUZIONARI

E' ALLA TESTA DI GUERRE POPOLARI RIVOLUZIONARIE NEL MONDO



BASE ROSSA DEL PARTITO COMUNISTA INDIANO (MAOISTA)

BASE D'APPOGGIO DEL PARTITO COMUNISTA DEL PERU - SENDERO LUMINOSO


GUERRIGLIERI DEL NUOVO ESERCITO DEL POPOLO IN UNA BASE ROSSA DEL PARTITO COMUNISTA DELLE FILIPPINE


BATTAGLIONE FEMMINILE ESERCITO POPOLARE DI LIBERAZIONE DIRETTO DAL PARTITO COMUNISTE DEL NEPAL (MAOISTA)



PAESI IMPERIALISTI: I MAOISTI NEL FUOCO DELLA LOTTA DI CLASSE

domenica 27 settembre 2009

IL PIAVE MORMORO': SCATTA LA MINI-NAJA

Abbiamo già scritto sul progetto della mini-naja avanzato dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, progetto avente come scopo finale, secondo le dichiarazioni ufficiali, il riavvicinamento dei giovani alle caserme, educarli ai sani valori d’identità nazionale presenti nelle forze dell’ordine italiane e amore per la patria.
Adesso è certo, scatta la mini-naja (in via sperimentale) il 14 settembre.
150 giovani dai 18 ai 25 anni (30 sono ragazze) sono gli “eletti” selezionati dall’Associazione Nazionale Alpini che per due settimane si addestreranno nella caserma «Piave» di Dobbiaco e in varie aree della Val Pusteria (Bolzano).

In una fase di restringimento generale delle libertà democratiche tali progetti non ci stupiscono affatto…
In questo senso la mini-naja ha il fine di educare i giovani a un modello sociale ben definito, quello della classe dominante, quello della classe borghese.
E’ ovvio che all’interno di questa fase storica, l’imperialismo italiano oltre ad espandersi fuori dal contesto nazionale deve necessariamente fortificarsi al suo interno, dunque tali progetti hanno il fine di fortificare/educare il pensiero borghese stesso, e da ciò appunto deriva la mini-naja.
I giovani devono essere prima possibile attratti dall’avanzata del regime, non deve fruttare tra di essi l’intellighenzia che possa fornire all’unica classe rivoluzionaria - il proletariato- l’avanguardia di cui la classe ha bisogno per forgiare le proprie armi - la teoria rivoluzionaria, il partito. E qualora la classe dominante non riesce a fermare l’avanzata cosciente dei giovani, delle avanguardie, utilizza i metodi repressivi per tagliare le gambe al nuovo che avanza.
Queste dinamiche sono ormai presenti in diversi settori e puntano a radicalizzarsi: prendiamo ad esempio le riforme sull’istruzione varate negli ultimi 15 anni (partendo dalla riforma Berlinguer arrivando alla riforma Gelmini), vediamo come tali riforme seguano tutte un impostazione ben definita, sono espressione vera e propria del modello sociale che vogliono imporci e seguono un processo di accelerazione di anno in anno agevolato dalla scarsità della lotta e dal piattume politico diffuso tra i giovani. E quando alcuni studenti si accorgono di queste dinamiche e si ribellano vengono scagliati su di essi i servi in divisa a reprimerli.
L’idea e l’impostazione della mini-naja è parallela a tutto questo, infatti come suddetto serve proprio ad educare al pensiero borghese stesso e ad accrescere tra i giovani uno degli aspetti fondamentali per lo Stato in questo periodo la costruzione del regime e cioè la “giustezza della Militarizzazione” dello Stato.
Ecco a cosa serve questo mese di addestramento militare:
ad educare ed inquadrare alcuni giovani “scelti” per servire i fini della borghesia imperialista italiana.

A proposito dei giovani “scelti” è dunque necessario capire: chi fa domanda per partecipare alla mini-naja?
Per rispondere a tale quesito spostiamo per un istante la nostra attenzione all’esercito e alle forze armate: è ormai risaputo che oltre ai giovani malati di “cretinismo patriottico”, nelle forze armate si trovano tantissimi giovani arruolati sol perché la disoccupazione li ha portati a ciò. Dunque se la mini-naja non dà alcun fondo economico si escluderebbero ovviamente tutti quei giovani che userebbero le forze armate come lavoro; e questo in primis …
per quanto concerne invece i “malati di patriottismo”, infami fascisti xenofobi, se non hanno intenzione di arruolarsi per un tempo maggiore possono partecipare alla mini-naja che è un occasione fornita dal loro “buon-governo” e ideata proprio per loro.
Per cognizione di causa, i “figli del proletariato”, i giovani che spesso sono costretti ad andare a lavorare fin dall’adolescenza per problemi economici, ad essi non gli passa nemmeno per la testa di fare un addestramento militare di un mese proprio perché il ritmo della loro vita non gli permette neanche di pensarci … e del resto non li porterebbe proprio a niente;
E’ forse rivolta agli studenti la mini-naja?
Parlare di studenti in generale è come parlare di popolazione, significa tutto e significa niente in quanto tra gli studenti e il popolo ci sono le classi, la classe oppressa e quella dominante, il proletariato, la borghesia e le loro rispettive sottoclassi…

E quindi si ritorna nuovamente al quesito, “ Chi fa domanda per partecipare alla mini-naja?”
Bene, come si è potuto capire sono proprio i giovani frustrati di cui gode la borghesia, quei fascisti ossessionati dal patriottismo e che accolgono con entusiasmo quei “sani valori d’identità nazionale” tanto ostentati dai media e che implicano necessariamente la caccia all’immigrato, la propaganda xenofoba, razzista, fascista, ecc.
Ogni partecipante alla mini-naja è quindi un figliol prodigo della borghesia che va sfruttato più possibile e dopo l’attuazione della legge sulla sicurezza non ci stupirebbe se in futuro verrebbero usati proprio come neosquadrismo legittimato: le ronde.

E così in questo momento di edificazione/fortificazione del moderno fascismo, in questo contesto storico dove il fascismo si maschera come democrazia ma la realtà dei fatti non può nascondere più di tanto né la dittatura borghese né l’inasprimento delle contraddizioni interne al sistema capitalista stesso (crisi, guerre d’aggressione, ecc.), contraddizioni che acuiscono e non possono sottrarre la borghesia dal destino che le spetta, essere spazzata dal suo “spettro” più temuto: il proletariato.
Proprio in questo preciso momento è necessario organizzarsi, è necessario difendere l’onore antifascista che non può essere calpestato.
Proprio in questo preciso momento bisogna organizzarsi con l’obbiettivo di intralciare i piani della borghesia!

mercoledì 23 settembre 2009

QUEI "BRAVI RAGAZZI" DI CASAPOUND... OVVERO: MISERIA DEL GIORNALISMO NAPOLETANO


ARTICOLO A CURA DEI COMPAGNI DEL COLLETTIVO AUTORGANIZZATO UNIVERSITARIO DI NAPOLI


Dobbiamo ricrederci: quando pensavamo che le scuole di giornalismo fossero solo un nuovo business nel settore della formazione avevamo torto. È vero, si pagano un sacco di soldi, lo sbocco lavorativo è incerto, ma forse due o tre nozioni di base lì te le insegnano... Tipo che una cosa sono le tue opinioni personali, un'altra fare informazione. Che quel che dice la persona che intervisti va sempre verificato. Che si devono cercare prove, tracciare percorsi... Che ci si deve chiedere: chi ti parla da dove viene? e a cosa mira? Domande minime, ma che sono alla base di un serio lavoro di inchiesta.

Ora, sarà che a Napoli i giornalisti non sono pagati abbastanza, sarà che in questo settore regna l'improvvisazione, in questi giorni stiamo leggendo sui quotidiani locali una serie di articoli davvero grotteschi. O forse non ce ne siamo accorti, e fra colleghi di penna è stata lanciata una gara a chi la sparava più grossa. Dagli articoli de Il Mattino, che incensano i fascisti di CasaPound e inventano “Barricate a Materdei”, con il correlato di odio e violenza di cui ovviamente sarebbero responsabili gli antagonisti di sinistra, ai post di giornaletti on line come Julienews.it e Paese Futuro, è tutto un fiorire di spropositi, conditi da un po' di mediocre sensazionalismo...

Che le cazzate le dicano i fascisti di Casa Pound non è poi tanto sorprendente: sono pur sempre quelli che per divertirsi si mettono a torso nudo e si danno cinghiate, e le loro esternazioni sono sempre pericolose e dementi (pensiamo all'attacco squadristico alla Rai contro la trasmissione Chi l'ha visto? o la loro irruzione ad un'iniziativa a favore dei disabili, etichettati come “iene” perché approfittano del bilancio pubblico)... Ma che i loro deliri, conseguenza del soggiorno fognario da cui sono usciti solo negli ultimi anni grazie all'opera di sdoganamento del centrosinistra e del centrodestra, siano ripresi pedissequamente da chi pretende di fare informazione, questo è molto più grave...

La strategia comunicativa dei “fascisti del terzo millennio” è semplice: noi siamo bravi ragazzi, noi facciamo le cose per il quartiere. Magari non siamo nemmeno fascisti, siamo futuristi (e comunque sia non ne sappiamo nulla, è troppo faticoso conoscere la storia e la letteratura...). Vogliamo solo fare tanto bene alla gente, disinteressatamente. Sì io vengo da Capri, lui da Ischia, lui dalla Costiera, ma che c'entra? Avevo improvvisamente voglia di aiutare Materdei... Anzi no: avevo voglia di recuperare il patrimonio archeologico italiano...

Sorprendentemente, davanti a risposte da bambini presi con le mani nel sacco, i giornalisti smettono di fare domande – “buona la prima!” – e riportano esattamente quanto gli è stato detto. Poi accennano a contestazioni di alcuni facinorosi di sinistra, che non si capisce perché vogliono ostacolare questo bel progetto, e chiudono sull'avvenire radioso del quartiere ora che le teste rasate hanno deciso di venirci a pulire quattro mura.
A essere un poco poco intelligenti viene da chiedersi: se è tutto qui, perché questi bravi ragazzi non fanno volontariato in parrocchia? Perché scelgono proprio quel posto? Chi è che li manda/comanda? Quali sono le loro storie personali? Quali sono i loro obbiettivi politici – visto che risulta dai loro siti e iniziative che hanno una chiara appartenenza politica, e in questo mondo nessuno fa niente per niente?

Domande che dai nostri “giornalisti” non vengono mai poste. Ecco ad esempio cosa scrive su “Paese Futuro” del 17 settembre il lucido Carmine De Cicco (evidentemente un prossimo adepto di CasaPound): “...a dispetto di tutto, gli immigrati indiani che vivono in salita San Raffaele ancora non hanno subito attacchi, né hanno da lamentarsi di alcunché”. Lasciamo stare il fatto che in zona ci vivono immigrati cingalesi (ma tanto per il giornalista fa lo stesso, sempre negri sono, no?), verrebbe quasi da ringraziare i ragazzi di CasaPound per aver fatto i bravi. Che poi gli immigrati non abbiano da lamentarsi, questo lo dice solo lui: si ammazzano di lavoro, vivono in case fatiscenti, e ora gli aprono sotto anche una discarica di immondizia del Ventennio... Resta comunque preoccupante quell'“ancora non hanno subito attacchi” (che il giornalista sappia qualcosa che noi non sappiamo? A quando un bel pestaggio italico per mandarli via, come già successo a Roma?).

Ed ecco a seguire un'altra prodezza di tal Nico Falco, giornalista di Julie News. Un simpaticone che sul suo Facebook si definisce “cazzaro” (se lo dice lui...), e “scrittore con la scintilla del genio” (meno male che ce lo assicura, perché noi non ce ne siamo accorti), risolutamente impegnato contro le quote rosa e gli aiuti ai disabili, e che annovera fra i suoi scoop un articolo denso come “Sesso orale agli invitati, 18enne finisce in ospedale”, dove si incarica di svelare come una leggenda metropolitana da lui stesso accreditata sia in effetti falsa (ma guarda un po').

Per Nico Falco, “i ragazzi di CasaPound... non negano di ispirarsi a correnti politiche di destra, ma ad essere definiti estremisti non ci stanno. Si sono sentiti dire che sono sessisti, xenofobi, razzisti. Tutte voci che si rincorrono e che farebbero pensare che all’interno di quel convento si stia allestendo un lager, una scuola per squadristi. Quasi un presidio nazista... Basta entrare, però, per vedere che la realtà è ben diversa...”. Falco ha ragione: bisogna entrare dentro al convento, perché se si rimane fuori si trovano scritte con celtiche e svastiche sui muri, e sul portone l'adesivo con l'aquila paranazista di Stupor Mundi, uno dei gruppi occupanti, e ancora un fascio littorio stilizzato, usato da molti gruppi dell'estrema destra europea. Chissà chi li avrà fatti...

L'articolo del “cazzaro” Falco continua su questo tono, tirando in ballo “i giovani della cosiddetta sinistra antagonista (che ‘posseggono’ diversi centri a Napoli e da diversi anni)”, i quali vanno a braccetto con le istituzioni contro i poveri occupanti. I giovani (evidentemente non più “bravi ragazzi” come sono quelli di CasaPound!) della sinistra “possegono” i centri sociali - mica ci fanno cose per il quartiere, mica li aprono a feste e iniziative culturali, mica hanno problemi con le istituzioni, mica sono denunciati, inquisiti in ogni momento... In ogni caso, i leoni di CasaPound sotto minaccia di sgombero lanciano un assist alle stesse istituzioni: perché non affidate il recupero della struttura a qualcuno di noi? Perché insomma non ci pagate, come fatto da Alemanno a Roma?

Ancor meglio fa il video che accompagna lo scoop, dove le interviste a due militanti di CasaPound assicurano qualche momento di pura ilarità. Una sola parola può rendere infatti conto del loro capetto Giuseppe Savuto: beone. Lo sguardo vuoto, la pappardella recitata a memoria, senza alcun contraddittorio, ci consegna un memorabile “la Giunta Bassolino ha rimasto questa struttura abbandonata”... Viene da pensare: se non per la democrazia, censuratelo per la grammatica! Anche perché non è che non abbia potuto studiare, il poverino: è che proprio non ce la fa... Se questo è il leader, figuriamoci gli altri!
Per otto minuti di servizio il giornalista incoraggia e imbecca: non una parola contro questi stessi “bravi ragazzi” che si sono resi protagonisti di diverse aggressioni, fino a presentarsi coltelli e mazze alla mano fuori Giurisprudenza, nel marzo di quest'anno. D'altronde i coraggiosi militanti di CasaPound chiudono affermando che il giorno della manifestazione “la polizia si è comportata bene” ed ha “cacciato gli antifascisti” e ringraziando “i giornalisti che gli hanno espresso solidarietà”...

Se questo è lo stato dell'informazione, a Napoli come in Italia, due o tre spunti ai “giornalisti” nostrani su Casa Pound e dintorni glieli diamo noi. Senza citare gli arcinoti fatti che riguardano l'organizzazione nazionale (con il loro leader Iannone condannato per rissa aggravata, l'aggressione di Piazza Navona contro studenti inermi etc), restiamo a Materdei.

I “bravi ragazzi” dicono di “non avere dietro un partito”. Infatti ne hanno diversi. Savuto è l'ex responsabile giovanile di Fiamma Tricolore; Emanuela Florino, un'altra loro referente, è figlia di Michele Florino, ex-missino, ex-senatore, indagato per rapporti con il clan Misso, accusato dal boss Ciro Guazzo di aver commissionato ben tre omicidi, e ora dirigente de La Destra di Storace. Altri occupanti sono vicini a Forza Nuova e a Fronte nazionale, mentre quelli di Stupor Mundi sono sgherri di Ciro Manzo, ex mazziere anni '70 nostalgico del fascismo, prima presentatosi alle elezioni con Alternativa Sociale della Mussolini, adesso consigliere del PDL. D'altronde, nello stesso servizio su JulieNews, Savuto ringrazia, con il servilismo tipico di chi è ben pagato e già intravede una carriera, i consiglieri della seconda municipalità Claudio Capuozzo e Perez dell'MPA di Lombardo.
L'MPA, i cui leader sono stati più volte inquisiti per connivenza con ambienti mafiosi, a Napoli è particolarmente vicino a La Destra. Claudio Capuozzo, ex dell'UDC, definito dai suoi antichi compagni di partito un “mafioso” e un “accattone”, è uno stretto collaboratore del deputato Antonio Milo. Mentre Enzo Perez fino a qualche mese fa raccoglieva le firme contro Bassolino insieme ad altri due movimenti di estrema destra (Lega Sud Ausonia e Insorgenza Civile), ed ha il controllo di una piccola lista di disoccupati...

Insomma, ce n'è abbastanza per porsi qualche domanda. Non solo “quei bravi ragazzi” non sono tanto bravi, perché vanno in giro a picchiare la gente e militano in un'organizzazione fascista, razzista, sessista... Forse non hanno nemmeno belle frequentazioni, e non sono così anti-istituzionali e ingenui come dicono... Siamo pur sempre sotto elezioni... O no?
Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli