mercoledì 30 marzo 2016

"GIULIO REGENI NON E' UN CASO ISOLATO" - LA DENUNCIA DEI GENITORI

Sull'ultimo numero di proletari comunisti, un dossier sull'assassinio di Regeni: un crimine targato al-Sisi/Renzi


Dalla conferenza stampa al Senato dei genitori di Giulio Regeni:

"Giulio aveva quel bel viso sempre sorridente con uno sguardo e una postura aperta, quando l'ho visto sul letto dell'obitorio l'ho riconosciuto solo dalla punta del naso". "Non pensavo di poter riconoscere mio figlio solo dalla punta del naso", ha proseguito. "Era un viso diventato piccolo piccolo, non vi dico che cosa hanno fatto a quel viso… Su quel viso ho visto il male, tutto il male del mondo si è riversato su lui"
Il volto di Giulio Regeni era completamente sfigurato, dopo cinque giorni di torture subite dai suoi carcerieri.
«È forse dall'antifascismo che noi in Italia non ci troviamo di fronte alla tortura, ma Giulio non era in guerra era andato a fare ricerca. Era un ragazzo come tanti invece è morto sotto tortura. Non era un giornalista né una spia, ma un ragazzo contemporaneo che studiava. Anzi un ragazzo del futuro», ha detto ancora Paola Regeni.
"Se il 5 aprile, quando verranno gli investigatori dell'Egitto, sarà una giornata vuota – ha aggiunto la signora Reggeni – confidiamo in una risposta forte, ma forte del nostro governo, perché noi aspettiamo una risposta su Giulio. E' dal 25 gennaio che aspettiamo una risposta". La madre ha poi sostenuto che le autorità egiziane pensano di cavarsela dicendo che l’omicidio è stato un caso isolato: "Forse per quanto riguarda gli italiani, ma non per gli egiziani. Giulio era un cittadino italiano, un cittadino del mondo"
"Continuerò a dire 'verità per Giulio', come d’altronde è scritto nello striscione che è stato mostrato all’inizio della conferenza stampa da lei stessa con il marito e Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani del Senato. "Siamo qui per dire che continueremo a batterci per gli ideali e i valori di Giulio" ha ammonito Claudio Regeni, il padre di Giulio. «Non è facile essere qui, ma è un dolore necessario: quello di Giulio non è un caso isolato".

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