mercoledì 2 dicembre 2009

APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE IN OCCASIONE DEL 40esimo ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

Appello per una manifestazione il 12 dicembre a Palermo nel 40° della strage di Piazza Fontana.

Nel quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana è impossibile non unire il ricordo degli avvenimenti storici che caratterizzarono quel periodo con l’attualità degli eventi che viviamo oggi. Allora ai bisogni della classe operai,degli studenti, delle masse popolari in genere, alle loro genuine aspirazioni di cambiamento che puntavano ad una nuova e migliore società si rispose con la repressione culminata nelle stragi di stato nel quadro della cosiddetta “strategia della tensione”.
Stragi architettate da apparati segreti come la P2 che vedeva tra i suoi membri eminenti personalità del sistema politico ed economico del nostro paese. Oggi il tentativo di “colpo di stato interno della classe dominante” non è stato abbandonato ma è ancora attuale.
Oggi dopo quattro decenni il contesto generale non è quello delle grandi lotte del biennio rosso
’68-’69 ma anche quando c’è il solo sentore di proteste radicali che possano richiamare anche vagamente a quegli anni, magari gli studenti che dopo anni di assopimento invadono le città e si riprendono gli spazi nelle scuole e nelle università o gli operai che di fronte a licenziamenti e casse-integrazioni protestano e in alcuni casi riscoprono forme radicali di lotta come alla Inse o alla Eutelia, li la risposta dello stato è sempre quella: repressione!

Repressione che ieri usava le squadracce fasciste e oggi usa i vigilantes privati contro gli operai o le ronde polizia-carabinieri-militari nelle nostre città che sembrano delle caserme dal clima irrespirabile. Ieri il revisionismo era portato avanti dalla DC contro i valori della Resistenza Partigiana oggi il revisionismo storico è “patrimonio comune” di tutte quelle forze politiche che da destra a “sinistra” si succedono al governo del paese, gli ex comunisti del PD fanno revisionismo storico alla pari del PDL legittimando i neofascisti di Casa Pound come successo recentemente a Roma o che attaccano la Resistenza equiparando i partigiani antifascisti ai repubblichini di Salò.

Un governo che va avanti a colpi di decreti, che vuole una riforma costituzionale che stravolge in senso reazionario la costituzione, una opposizione parlamentare inesistente e in ultima analisi funzionale al governo non mettendone in discussione la profonda natura reazionaria ma sempre pronta all’accordo e “all’inciucio”. In questo contesto i sindacati “ufficiali” in particolare Cisl e Uil diventati veri apparati di sistema che firmano accordi separati con i padroni e contro i diritti dei lavoratori che continuano a morire sui posti di lavoro per “mancanza di sicurezza”.

Oggi una classe politica con vecchie e “nuove” facce come ieri non vuole e non può risolvere i problemi del popolo bensì è una classe parassitaria che si aggrappa disperatamente alle poltrone e al potere. Basti pensare alla nostra città in emergenza permanente con strade che si allagano dopo 5 minuti di pioggia, interi quartieri sommersi dall’immondizia, disoccupazione dilagante e potremmo ancora andare avanti e quali sono le risposte delle istituzioni? Sgomberi forzati di case sfitte occupate da senza case e di centri sociali, denunce verso chi lotta per il lavoro come i rottamai. E davanti a tutto ciò il sindaco dichiara che la cittadinanza dovrà “sopportarlo” fino alla fine del mandato e una finta opposizione è in grado solo di organizzare manifestazioni goliardiche con barchette di carta : l’arroganza del potere da un lato e la stupidità politica di chi agisce per i propri interessi e non nell’interesse del popolo dall’altro, due facce del potere politico che rappresenta questo stato e le sue istituzioni.

Uno stato che irreggimenta la società con “pacchetti sicurezza” , che criminalizza gli immigrati, che uccide nelle carceri e che risponde al dissenso con la repressione non è più uno stato democratico ma uno stato di polizia che con tutti questi “ingredienti” marcia verso un moderno fascismo.
Per questo proponiamo che questo 12 dicembre Palermo veda un fronte ampio di forze politiche, sindacali, sociali, come singoli, intellettuali progressisti, partecipino con noi alla costruzione di una grande manifestazione contro il vecchio e il moderno fascismo.
Proletari comunisti Red Block

martedì 1 dicembre 2009

NAPOLI: SGOMBERATA LA EX-SCHIA OCCUPATA : SOLIDARIETA' CON I COMPAGNI

ANCORA SGOMBERI: CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA
PIENA SOLIDARIETA' AI COMPAGNI NAPOLETANI!
DI SEGUITO IL LORO COMUNICATO

Inaccettabile equiparazione coi fascisti. Non ci fermeremo: nuove mobilitazioni.

Questa mattina all'alba, con 9 blindati e la celere in assetto antisommossa, è stata sgomberata la Ex-Schipa occupata di via Salvator Rosa. 40 persone, tra attivisti e nuclei familiari che li vivevano, sono state sorprese nella notte e sono uscite dopo una trattativa di 30 minuti. Ciò malgrado sono state deportate in questura dove sono state denunciate per "invasione e occupazione di edificio". In questo momento, mentre gli occupanti escono dalla questura dopo le identificazioni, attesi da un presidio di altri compagni, stanno murando l'ingresso della Skipa e con esso i nostri sogni, il nostro lavoro, la ludoteca che partiva martedi (qualcuno lo spiegherà ai bambini!), la sala cineforum dove già si erano fatte le proiezioni in questi giorni ecc. Abbiamo saputo che contemporaneamente è stata sgomberata Casapound a Materdei. 4 i fascisti che sono stati fermati. Delle due l'una: o hanno concordato lo sgombero o l'esiguità delle presenze rivela chi con l'occupazione rispondeva a un bisogno sociale e chi invece ne faceva una speculazione politica di estrema destra. Gli Schifone, i Taglialatela, i Santoro, rappresentanti istituzionali di una destra che quando le fa comodo sostiene di fare abiura del fascismo, dovrebbero spiegarci se l'appoggio e il sostegno concreto e continuo a un'organizzazione che per statuto si propone di "innovare e rinverdire l'eredità del fascismo" è semplicemente nostalgia per il loro passato di "camerati" o altro... Noi non accettiamo in nessun modo questa equiparazione tra chi fa parte di una tradizione di esperienze e di autogestione a scopo sociale (che comprende non solo i centri sociali, ma gli occupanti casa, i movimenti dei disoccupati, perfino esperienze religiose ecc) e un gruppo sparuto di persone che punta a insediarsi a Napoli in strutture pubbliche per riprodurre le pratiche neofasciste, xenofobe e razziste di cui si sono resi protagonisti in tutta Italia! Con modalità squadriste e agguati che già abbiamo imparato a conoscere... Oggi il comune di Napoli e le altre istituzioni citttadine hanno compiuto un grave errore di pavidità culturale e politica. Una responsabilità anche per il futuro. Crediamo che la città debba schierarsi su questo, perchè ne va del grado di civiltà stessa della vita sociale.
Non ci fermeremo! i nostri progetti nel quartiere Materdei e a Salvator Rosa andranno avanti. Il bisogno di casa e socialità represso alla ex-Schipa troverà presto nuovi luoghi di espressione... Venerdi saremo nella manifestazione contro la repressione e l'autoritarismo indetta da un ampio arco di forze anche in difesa degli spazi occupati e che simbolicamente partirà proprio da Materdei. Stiamo infine organizzando la mobilitazione per il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana e data simbolo di denuncia delle trame stragiste portate avanti dal neofascismo e dai servizi segreti in Italia! Difendiamo il futuro: Nessuno spazio ai fascisti e ai razzisti nella nostra città.

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

sabato 28 novembre 2009

Napoli: Materdei … ancora resistenza.

“Questo è il nostro quartiere” gridavano i neofascisti di Casapound quando venerdì 27 novembre aggredivano in pieno giorno con mazze alla mano alcuni compagni della rete antifascista napoletana che stavano attaccando alcuni manifesti nel quartiere. Un’ennesima aggressione squadrista dallo stile Casapound (ricordiamo piazza Navona) che ha provocato il ferimento di alcuni compagni tra cui un ragazzo ancora in ospedale per versamento di sangue nei polmoni.
Quest’atto infame si è concluso grazie all’intervento di alcuni abitanti del quartiere ma conferma ancora una volta la prassi di Casapound: prima, a parole dice di voler aiutare il quartiere dando servizi sociali, dopo usa la violenza quando i “veri” abitanti del quartiere solidarizzano e contribuiscono quotidianamente alle giornate di lotta con i compagni antifascisti.
“Questo è il nostro quartiere” urlato dai fascisti è una falsità e una grossa provocazione per tutti i sinceri antifascisti e per gli abitanti stessi del quartiere proprio perché ogni singolo militante di Casapound non ha nulla a che fare col quartiere, sono degli intrusi che dovranno essere cacciati fuori così come insegna la tradizione antifascista a Materdei.
E mentre i neofascisti escono allo scoperto con le proprie abitudini e le istituzioni continuano a tollerare tutto ciò, anzi ad appoggiare proprio l’occupazione di Casapound, oggi 28 novembre alle ore 17:30 i compagni antifascisti hanno organizzato un presidio pubblico nella piazzetta a Materdei contro questi intrusi fascisti che bazzicano nel quartiere.

CONTRO IL FASCISMO SEMPRE PIU’ VIOLENZA ORA E SEMPRE RESISTENZA!
ORGANIZZIAMOCI IN RAF (reti antifasciste) PER CACCIARE QUESTA FECCIA NERA
DALLE NOSTRE CITTA’!

martedì 24 novembre 2009

aggressione fascista a Piacenza

Un camerata di Forza Nuova accoltella al volto due ragazzi con un serramanico da 20 cm.

CONTRO IL FASCISMO CHE AVANZA CREIAMO RAF (RETI ANTIFASCISTE) IN TUTTE LE CITTA'!
Ancora una volta Forza Nuova, organizzazione politica dichiaratamente fascista che si candida alle elezioni e che possiede sedi in numerose città italiane, è protagonista di un'ennesima aggressione squadrista. Due militanti riconducibili a questa organizzazione infatti sono stati riconosciuti tra gli aggressori che a Piacenza lo scorso sabato sera (21 novembre) hanno accoltellato al volto e al collo due giovani che resteranno sfregiati a vita e vivi fortunatamente.
E Forza Nuova nel frattempo è considerata ancora un'organizzazione legale nonostante i suoi militanti continuano ad aggredire, ad uccidere, propagandando il fascismo commettendo uno dei reati scritti nella costituzione ma che più di tutti viene calpestato dallo stato italiano, apologia di fascismo.

A seguire i fatti:
1)Sabato sera, 4 ragazzi neofascisti (2 riconducibili a ForzaNuova, 1 a Veneto Fronte Skinheads e 1 cane sciolto) sono usciti da un ristorante vicino alla coop infra (storica sede di rifondazione e degli studenti piacentini) e hanno raggiunto l'ingresso del locale cantando "bandiera rossa con la svastica" (sulle note del famoso inno);
2)Un anziano frequentatore del locale li ha invtati a non fare rumore, e loro hanno iniziato a minacciarlo;3)A questo punto intervengono 4 ragazzi per allontanarli, 2 dei giovani comunisti e 2 NON MILITANTI ne esplicitamente di sinistra. Gli ultimi 2 vengono accoltellati alla gola e al viso (sfregio insanabile e occhio salvo per miracolo, l'altro vivo per miracolo: la lama ariva a un centimetro dalla giugolare) da Manuel Foletti, neo fascista noto in città;4)Una ragazza all'interno del locale chiama la polizia, mentre 20 ragazzi di Onda e GiovaniComunisti si recano sotto la questura a protestare per l'impunità dei fascisti. La digos trova il fascio che ga sferrato la coltellata, in custodia cautelare con accusa di omicidio volontario. Gli altri liberi.

venerdì 20 novembre 2009

PRESIDIO CONTRO LA REPRESSIONE


SOLIDARIETA' AL CENTRO SOCIALE HORUS


Esprimiamo massima solidarietà ai compagni del Centro sociale Horus.

Ancora una volta un episodio di repressione della giunta neo-fascista Alemanno, l'episodio del poliziotto che estrae la pistola per intimorire i compagni che stavano occupando per protesta la sede del IV Municipio di Roma è sintomatico del clima da stato di polizia che avanza verso il moderno fascismo.

Solidarietà al Centro Sociale Horus!

Da Catania a Roma chi semina vento raccoglie tempesta!


Red block Palermo


L'articolo di repubblica.it sullo sgombero di Horus
Sgomberato il centro sociale Horus
Operazione di polizia a Roma: l'attacco di Alemanno agli spazi sociali
19 / 11 / 2009
E' stato sgomberato questa mattina il centro sociale Horus di piazza Sempione. All'interno dello spazio occupato, al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, non erano presenti persone. Intanto, grazie a un tam tam sulle radio e via email, sul posto si stanno concentrando gli attivisti dei centri sociali della Capitale.
Come risposta allo sgombero i ragazzi del centro sociale hanno occupato la sede del Municipio IV di via Monte Rocchetta. In questo momento carabinieri e polizia si trovano all'esterno dell'edificio mentre una 50 di ragazzi hanno occupato lo stabile. Nella sede del Municipio è presenta anche il presidente Cristiano Bonelli.
I giovani hanno esposto due striscioni sul tetto dell'edificio con la scritta: "La libertà non si paga si strappa. Guai a chi ci tocca" e "Horus e Villetta sono qui".
All'interno del Municipio c'è anche del personale della Questura che sta dialogando con gli occupanti nel tentativo di far cessare l'occupazione. "La legalità la difendiamo noi", affermano i ragazzi dell'Horus, secondo i quali "il Municipio e l'amministrazione capitolina stiano svendendo le case popolari del Tufello. E Bonelli non sa mai nulla di quello che accade nel suo territorio. Noi ci prendiamo le denunce e le nostre responsabilità".(19 novembre 2009)

mercoledì 18 novembre 2009

17 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DEL DIRITTO ALLO STUDIO: IL MOVIMENTO STUDENTESCO TORNA IN PIAZZA!

Ieri Martedì 17 Novembre "Giornata internazionale del diritto allo studio", il movimento studentesco è sceso in piazza anche in Italia ancora una volta contro la Riforma Gelmini: una riforma classista e ideologicamente reazionaria che taglia 8 miliardi e mezzo di euro all'istruzione pubblica e promuove l'idea di scuola-caserma e di studente-acefalo che non ha il diritto di ribellarsi e di "vivere" e gestirsi lasua scuola o la sua facoltà, in sintesi una riforma che attacca pesantemente il diritto allo studio.
Da Nord a Sud gli studenti hanno manifestato per difendere il diritto allo studio dagli attacchi pesanti del governo Berusconi, tra le 50 e più manifestazioni da segnalare la repressione poliziesca a Milano che ancora una volta non ha esitato a caricare gli studenti che si dirigevano all'assessorato della pubblica istruzione, fermando e denunciando due e arrestandone altri due che sono stati processati oggi per direttissima con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, il giudice ha convalidato l'arresto ma non ha disposto misure cautelari, si è limitato a raccomandare agli studenti di "comportarsi bene in futuro".
Una ragazza denunciata e rilasciata ieri stesso ha una distorsione cervicale e una prognosi di 15 giorni a causa della violenza delle forze dell'ordine che per fermarla l'anno bloccata in 10 a terra.
Pochi giorni fa la polizia aveva sgomberato con forza il liceo Gahndi di Milano occupato dagli studenti perchè l'amministrazione comunale vorrebbe chiuderlo. Il liceo è noto per il suo corso serale che da la possibilità di studiare anche a lavoratori.
Da segnalare anche il lancio di uova contro al sede del Miur a Torino, il traffico in tilt a Roma e Napoli e le occupazioni simboliche al liceo socio-psicopedagogico Margherita a Palermo.
Il ministro dell'istruzione non ha perso tempo nel criminalizzare la giusta protesta studentesca dicendo come già fatto in passato che gli studenti scesi in piazza "sono dei centri sociali" e che "non sono rappresentativi".
Ancora una volta il governo esterna la sua paura verso la protesta studentesca e la ribellione giovanile in generale, per questo è necessario andare avanti:

Dall'Onda alla nuova Ondata per spazzare via il governo Berlusconi e le sue riforme moderno fasciste, anti studentesche e antipopolari e aprire la strada alla rivoluzione!

sabato 14 novembre 2009

Ravenna: invece che chiudere l´Intempo, condannati gli attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro!

Da rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro:

7 attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna sono stati denunciati dal presidente della Compagnia Portuale di Ravenna, Rubboli, per avere occupato l´agenzia interinale Intempo. Per parlare con gli articoli del codice borghese: concorso in reato (art. 110), violenza privata (art 610), invasione di terreni o edifici (art 633)- danneggiamento (635) del c.p. In questi giorni è arrivato il decreto di condanna a cui presenteremo opposizione. Ricordiamo i motivi per cui avevamo occupato le sede dell´agenzia Intempo al Porto di Ravenna il 13 marzo del 2007: denunciare all´opinione pubblica il ruolo di questa agenzia di sfruttatori di questi caporali al servizio dei padroni del Porto, dalla Compagnia Portuale ai terminalisti, una banda di trafficanti di esseri umani che ha mandato a morire gli operai Luca Vertullo a Ravenna e Denis Zanon a Porto Marghera, morti che rivelano, ancora una volta, il nesso causale tra precarietà e rischio-sicurezza per i lavoratori. Operai morti per il profitto dei padroni. Volevamo che si mantenesse alta l´attenzione su questi temi perché conosciamo bene come vanno queste cose: impunità dei padroni ai processi, solitudine dei famigliari, silenzio stampa sulla vicenda. Il processo per la morte di Vertullo a Ravenna, come sappiamo, è terminato con lo scandalo delle assoluzioni di 8 imputati, dai dirigenti della Compagnia Portuale ai responsabili della sicurezza. Scandalo perché pur riconoscendo che questa "morte è dovuta ai ritmi velocissimi", dall´ "ottica meramente intesa a un aumento della produttività", che ha mandato dentro la pancia di una nave 9 stivatori, di cui 4 al primo giorno di lavoro, di cui uno, Luca Vertullo, ha trovato la morte, pur riconoscendo tutto questo, i veri responsabili del sistema di sfruttamento che ha il suo centro nel comando padronale, non faranno neanche un secondo di galera, secondo la giustizia dei padroni. Le motivazioni della sentenza dicono quello che, come Rete, stiamo denunciando e combattendo: è la ricerca del profitto che trasforma i lavoratori -e la loro vita- a merce. Eppure questa agenzia interinale è ancora lì. Al Porto di Ravenna dalla Mecnavi a Vertullo niente è cambiato. O almeno sembra. Perché la nostra azione, quel 13 marzo di 2 anni fa, entrava nel vivo dei problemi e voleva -e vuole- mettere fine allo stillicidio di infortuni con la postazione fissa dell´ispettorato o dell´Ausl al Porto, con l´elezione ed il rafforzamento degli Rls, con le lotte e gli scioperi. I confederali si sono dimostrati parte del problema (caporali, gestione dell´Agenzia interinale) e non riusciranno certo a salvarsi l´anima con i convegni sulla sicurezza in occasione della strage della Mecnavi al Porto. Ora questa richiesta di condanna per l´iniziativa della Rete suona come una rappresaglia: non solo l´impunità nelle aule dei tribunali per padron Rubboli e per i suoi caporali, ma anche l´arroganza di chi vorrebbe isolare, criminalizzare chi si batte contro gli omicidi di operai nei luoghi di lavoro.Sul piano legale ci opponiamo, ma la battaglia va condotta anche sul piano politico e sociale. Serve che chi è stanco di parole ipocrite in materia di sicurezza sul lavoro prenda una posizione chiara e netta, serve che rafforziamo la Rete a livello locale e, perché no?, lavorare fin da subito per una manifestazione cittadina che sia il vero processo popolare ai padroni del Porto, contro tutti i padroni assassini. Chiudere l´agenzia della morte, l´Intempo!Giustizia per Luca Vertullo!No alla criminalizzazione della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro! Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- - polo emiliaromagna -sede di Ravenna