sabato 25 maggio 2013

SESTA NOTTE DI SCONTRI NELLE BANLIEUE A STOCCOLMA

 Stoccolma, sesta notte di scontri ma tensione sembra allentarsi

Stoccolma (Svezia), 25 mag. (LaPresse/AP) – Ancora una notte di violenze giovanili nell’area di Stoccolma, in Svezia, sebbene i fatti registrati siano stati meno gravi rispetto a quelli delle precedenti cinque notti. Lo fa sapere la polizia, tramite il portavoce Kjell Lindgren, secondo cui almeno 25 auto sono state incendiate. Non si è però verificata alcuna sassaiola da parte dei giovani dimostranti contro gli agenti, ha riferito la polizia, e la tensione sembra lentamente allentarsi. Nei giorni passati la polizia ha arrestato almeno 13 persone, di età compresa tra 18 e 25 anni.
Gli scontri nei sobborghi di Stoccolma, in alcuni dei quali la popolazione è composta in gran parte da immigrati, sono stati scatenati dall’uccisione di un 69enne armato di coltello da parte della polizia, che si era asserragliato nella propria abitazione. L’atto della polizia è però stato percepito come un abuso da parte delle autorità. Alcuni ritengono però che questo sia solo il pretesto con cui i giovani hanno finito per dare sfogo alla frustrazione legata alla loro vita nei sobborghi di sud e ovest di Stoccolma. In quelle zone, teatro degli scontri, vivono molti immigrati e i giovani soffrono particolarmente di disoccupazione e isolamento.
Ieri la polizia ha annunciato l’arrivo di rinforzi da tutto il Paese, nel timore del proseguimento dei disordini, dopo che nelle notti precedenti i gruppi di giovani hanno dato fuoco ad auto e scuole, tentato di assaltare una stazione di polizia e danneggiato proprietà pubbliche in varie zone intorno alla capitale. Gli agenti dei reparti anti-sommossa sono quindi stati affiancati dai rinforzi. “Abbiamo agenti giunti da Goteborg e Malmo che ci stanno aiutando, perché non siamo in grado di lavorare 24 ore su 24″, ha detto la portavoce della polizia Marie Hummer. Già ieri mattina le autorità avevano sottolineato che la situazione sembrava lentamente calmarsi. “Ho girato in auto nei sobborghi di Stoccolma e ho incontrato varie persone che mi sono sembrate più calme di quanto non fossero in precedenza”, aveva detto Hummer.

Napoli. I fascisti hanno scelto la città sbagliata

A Napoli i neonazisti vogliono costituire Alba Dorata europea. “Hanno scelto la città sbagliata”. Convocata manifestazione antifascista per domenica mattina.




A Napoli i neonazisti vogliono costituire Alba Dorata europea. “Hanno scelto la città sbagliata”. Convocata manifestazione antifascista per domenica mattina.E' in momenti di profonda crisi del capitalismo che servi fascisti e nazisti cercano di trasformare il disagio ed il malessere sociale generalizzato in guerra tra poveri, nazionalismo, xenofobia e razzismo.

Domenica al Teatro Palapartenope di Fuorigrotta un appello in rete vorrebbe promuovere un convegno per la costituzione di "Alba Dorata Europea".
Nonostante i promotori dicano che non ci sia legame con Alba Dorata in Grecia - la stessa che in questi anni si è resa responsabile di decine di aggressioni, violenze, pestaggi a omosessuali, immigrati e attivisti politici - il riferimento è evidente
A Napoli - città medaglia d'oro alla Resistenza - non è possibile permettere a gruppi nazi-fascisti di qualsiasi forma e specie di avere agibilità politica. Ancor più in un territorio quello di Bagnoli - Fuorigrotta simbolo del movimento operaio


L' appello Napoli antifascista ha invitato tutte le forze a mobilitarsi all'appuntamento pubblico di Domenica 26 ore 10:00 Cumana di Agnano.

In una lettera al Prefetto e al Sindaco anche gli amministratori locali – lettera alla quale ha aderito anche il sindaco De Magistris – chiedono di vietare il raduno neonazista a Fuorigrotta. “Rivolgiamo quindi un appello al Sindaco, al Prefetto e e a tutte leIstituzioni ad opporsi e a vietare la manifestazione Costituente Europeaorganizzata dalla nota organizzazione Neo Fascista Alba Dorata  inprogramma per il giorno 26 Maggio c/o il Palapartenope a Napoli. Tale appello incontinuuità con quanto previsto dal nostro ordinamento giuridico” scrivono nella lettera.

mercoledì 22 maggio 2013

JOVANOTTI ALL'UNIVERSITA' PALERMITANA - VOGLIAMO L'ISTRUZIONE, FUORI I BORGHESI!


Riteniamo offensivo e un inutile spreco di soldi l'invito a Jovanotti da parte dell'università di Palermo in un momento in cui la crisi viene fatta gravare sulle tasche degli studenti, mentre aumentano le tasse, aumenta il prezzo della mensa universitaria, il sistema didattico è nelle mani dei professori alcuni dei quali, a discapito degli studenti, decidono arbitrariamente di livellare verso il basso i programmi dei corsi, il servizio studentato equivale ad un campo di battaglia... e potremmo continuare ma lo sappiamo tutti dato che lo proviamo sulla nostra pelle quotidianamente.

Il paradosso è che per molte altre evenienze, organizzazione di un'assemblea studentesca, manifestazioni, seminari costruttivi ed interessanti, i docenti chiudono le porte con la scusa del "non ci sono aule libere, non c'è l'autorizzazione, l'iniziativa non è inerente al corso di laurea"!

Non ce ne frega nulla dei 25 anni di carriera (leggasi "soldi a palate") del cantante di turno, anzi, personalmente lo butteremmo fuori a calci dalla cittadella universitaria, insieme ai docenti e ai presidi che, invece di dedicarsi ad un'università che rischia il baratro, cantano e ballano allegramente sulle note dell'approfittatore di turno.

E QUESTO VALE PER JOVANOTTI COME VALE PER CLIO-MAKE UP, una donna che nella vita si occupa di maquillage per donna, nata da un qualsiasi video di youtube ed entrata nel mondo della tv-spazzatura che dedica il suo palinsesto a programmi che diffondono ai proletari la più pura e marcia ideologia borghese sull'ideale di una donna sottomessa al suo aspetto, invitata mesi fa dall'università di Palermo per truccare le studentesse tra una lezione e l'altra. L'ENNESIMO INSULTO ALLA CULTURA E DIMOSTRAZIONE DI CHE TIPO DI BUSINESS COINVOLGA QUESTE ISTITUZIONI!


Pagherete caro, pagherete tutto!!!!!!!


Studenti della facoltà di Lettere e Filosofia Palermo

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jovanotti-palermo

Jovanotti a Unipa per festeggiare i 25 anni di carriera
di Younipa

Jovanotti a Unipa per festeggiare i 25 anni di carriera.
L’incontro del celebre cantautore Lorenzo Cherubini con gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo, infatti, avverrà lunedì 27 maggio, alle 17.30, nell’anfiteatro dell’Edificio 15 della Facoltà di Scienze della Formazione, in viale delle Scienze.
Previsti gli interventi del preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Michele Cometa e del docente di Comunicazione Musicale, Ivano Cavallini.


martedì 7 maggio 2013

SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI MILANESI, CONTRO LO STATO DI POLIZIA RIBELLARSI E' GIUSTO!



RICEVIAMO E RIGIRIAMO IL COMUNICATO DEI COMPAGNI E COMPAGNE DELL'EX-CUEM LIBRERIA AUTOGESTITA:

DISTRUGGONO LA LIBRERIA, MANGANELLANO GLI STUDENTI, DOVE DEVASTANO NOI RICOSTRUIREMO!

Distruggono la libreria, manganellano gli studenti...manca solo il rogo dei libri. 
Questa mattina siamo entrati in università e ci si è presentato un vero e proprio scenario di guerra:
Lo spazio della libreria ex-Cuem non è stato semplicemente sgomberato, è stato completamente devastato, spariti i libri, spariti i computer, i tavoli, le pareti, la cucina e persino il pavimento. 
Subito abbiamo deciso di non permettere che la vita dell'excuem venisse interrotta e abbiamo riallestito la libreria nell'atrio. Dopo una grossa assemblea nel primo pomeriggio, in tante e tanti ci siamo mossi in un corteo interno terminato con l'occupazione di un nuovo spazio. Non un'aula a caso, ma una stanza privatizzata e normalmente data in gestione a interni o chi per esso per farci la casa base delle loro speculazioni in università durante salone del mobile o career day. Quel posto è vuoto per la maggior parte del tempo, ci abbiamo trovato degli scaffali vuoti...non come quelli dell'excuem, però erano perfetti per essere riempiti di vita e progetti slegati dal profitto.
Il rettore Vago e il cda della Statale si sono assunti la responsabilità di richiedere l'intervento della polizia. In quel momento abbiamo deciso di resistere alle intimidazioni e alle minacce della Digos. Oltre 60 poliziotti in tenuta antisommossa hanno caricato a freddo spingendoci alle porte dell'università, con una ferocia completamente ingiustificata. Quattro studenti in ospedale, un braccio, un polso e due teste rotte. Questo è il volto dell'amministrazione universitaria. Oggi è stato messo in campo un precedente inaccettabile per l'università di Milano, per gli atenei di tutta italia e per tutte e tutti in generale. Questo è solo un episodio che si iscrive nel loro piano di "gestione del dissenso" in Italia e in Europa, un dissenso gestito con una repressione brutale. Anche noi però usciamo forti da questa intensissima giornata e dopo aver appena terminato un presidio in via Festa del Perdono e una partecipatissima assemblea fuori dalla Statale, invitiamo tutte e tutti quelli che si sentono solidali, incazzati neri, per nulla disposti ad ingoiare questo attacco a chi lotta, costruisce percorsi, si attiva, partecipa domani.
-dalle 8,30 : banchetti diffusi in università,interrompiamo le lezioni e comunichiamo a professori e studenti la nostra rabbia 
-dalle 10: dove loro distruggono, noi ricostruiremo!
-dalle 12: pranzo in atrio
-dalle 14: ASSEMBLEA PUBBLICA! Discutiamo con chi vuole condividere la rabbia, le impressioni, le considerazioni sulla giornata, ci organizziamo con chi vuole dare una risposta.

venerdì 26 aprile 2013

pc 26 Aprile- CINEFORUM: LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI


ORE 20:00 APERITIVO 
ORE 21:00 PROIEZIONE E DIBATTITO

Il Circolo di proletari comunisti di Palermo dedica il cineforum di questa settimana alla gloriosa Resistenza Partigiana.

Le quattro giornate di Napoli è un film del 1962 diretto da Nanni Loy.
Il film, ispirato al libro di Aldo De Jaco "La città insorge: le quattro giornate di Napoli" del 1956, fu prodotto da Goffredo Lombardo e fu candidato all'Oscar nel 1962 come miglior film straniero e per la sceneggiatura.
Il film è dedicato al dodicenne, medaglia d'oro al valor militare, Gennaro Capuozzo.
Nel film Nanni Loy descrive la rivolta popolare scoppiata a Napoli spontaneamente a seguito della fucilazione di alcuni marinai italiani il 28 settembre del 1943 e che in quattro giorni sconfisse e mise in fuga i tedeschi dalla città prima dell'arrivo degli alleati. Il film è corale e vi si mescolano singoli episodi e personaggi popolari protagonisti della rivolta. Dai ragazzi fuggiti dal riformatorio per unirsi all'insurrezione al piccolo Gennarino Capuozzo che muore sulle barricate a tanti altri personaggi, tra i quali va ricordato Adolfo Pansini.

venerdì 12 aprile 2013

Cile, studenti ancora in piazza. Scontri con la polizia




Più di centomila sfilano per avere un'istruzione gratuita. Scontri con la polizia, bilancio: 109 arresti, sei poliziotti feriti


Gli studenti cileni sono tornati in piazza, giovedì, per rilanciare la loro protesta a favore della gratuità totale dell'istruzione. Decine di miglia di studenti - 120 mila, secondo le stime della stampa locale - dei principali istituti di alta formazione, ma anche alunni della scuola secondaria e delle università private accompagnati da numerosi insegnanti, sono sfilati nelle principali arterie di Santiago, nella prima manifestazione di massa del 2013 del movimento studentesco nato nel maggio del 2011. Chiedono scuole gratuite e abbattimento dei costi della formazione universitaria. E vogliono mettere un freno alla speculazione sul diritto allo studio dei giovani cileni.
                   
SCONTRI CON LA POLIZIA - La Marcia della formazione cilena, una delle più grandi manifestazioni per il diritto allo studio mai verificatesi a Santiago del Cile si è conclusa con scontri e arresti. Si era svolta sostanzialmente senza incidenti, fino a quando gruppi incappucciati hanno scavalcato le barriere erette intorno alla tribuna principale della manifestazione per lanciarsi contro unità dei «carabineros». La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Il bilancio è di 109 arresti - 24 di minorenni - e di 6 poliziotti feriti.

LE MANIFESTAZIONI - Manifestazioni si sono tenute anche in una decina di altre città del Cile, come Valparaiso e Concepcion.

DISUGUAGLIANZE - Il sistema scolastico cileno, reputato il migliore del Sudamerica, soffre di pesanti disuguaglianze: solo gli studenti che provengono da famiglie abbienti possono accedere alle offerte migliori. Gli studenti cileni pagano al sistema dell'educazione il prezzo più alto dell'area Ocse: a carico delle famiglie è il 75% della spesa contro il 40% di quanto paga una famiglia americana e il 5% di una scandinava.

RIFORMA - In una mossa a sorpresa, alla vigilia della manifestazione, il presidente cileno Sebastian Piñera ha annunciato un'iniezione di 158 milioni di dollari nell'educazione pubblica. Ma la protesta è un chiaro messaggio al governo e al ministro dell'istruzione Beyer - accusati di aver innalzato sempre più i costi e ristretto le possibilità di accesso - che gli studenti vogliono una riforma seria del sistema scolastico.

venerdì 5 aprile 2013

SCONTRI 15 OTTOBRE 2001: 18 INDAGATI. SOLIDARIETA' AI GIOVANI, LE LOTTE NON SI PROCESSANO!

Da blitzquotidiano.it

ROMA – “Devastazione e saccheggio” e “tentato omicidio”: in 18 saranno processati una seconda volta per gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. Il pm Francesco Minisci ha ottenuto dal Gup Antonella Minunni la riqualificazione dei reati e la riapertura, il 27 giugno 2013, di un nuovo processo. Quasi tutti i 18 rinviati a giudizio infatti sono già stati condannati una prima volta. E una parte di loro, in quanto incensurati, hanno beneficiato della sospensione della pena con la condizionale, o sono finiti agli arresti domiciliari.

Ora invece una parte di quelli che erano già stati processati per resistenza a pubblico ufficiale vengono accusati di devastazione e saccheggio e una parte di quelli che erano già stati condannati per devastazione e saccheggio (come i 6 processati per l’assalto al blindato dei carabinieri) vengono accusato di tentato omicidio. Si tratta di reati puniti severamente dal codice penale: dagli 8 ai 15 anni per devastazione e saccheggio (reato introdotto dal fascismo, col codice Rocco del 1930, articolo 419 C.P.), dai 7 ai 12 anni per il tentato omicidio (articolo 56 C.P.). Oltre ai 18 rinviati a giudizio, ci sono altri 7 che sono stati prosciolti dal Gup.


In un’udienza lunghissima, apertasi alle 9 e chiusasi alle 19, con 12 parti civili e una trentina di avvocati difensori, il pm Minisci ha parlato di “pericolo terrorismo” e “della vergogna più grande per Roma e per l’Italia”, a proposito dei fatti del 15 ottobre. Più di un difensore ha fatto notare che il gip Amoroso ha negato la richiesta di misure di custodia cautelare: una decisione che dimostrerebbe come gli imputati non sono quei soggetti ad alta pericolosità sociale descritti dai reati gravissimi dei quali sono accusati. Alcune arringhe difensive si sono invece appellate al principio del ne bis in idem, ovvero che non si può processare due volte una persona per lo stesso fatto. Un principio che, in caso di condanna in primo grado e in appello, potrebbero far valere soprattutto in Cassazione. Il dibattimento ruoterà intorno alle foto: non essendo stato arrestato nessuno degli imputati in flagranza di reato, né fotografato a viso scoperto mentre compie un reato, tutto sarà affidato all’interpretazione del giudice.
Data la gravità dei capi d’accusa, una condanna – anche con tutte le attenuanti – implicherebbe molti anni di carcere per i 18 imputati. Il loro rinvio a giudizio è passato più o meno sotto silenzio, ma una sentenza che accolga le richieste del pm susciterebbe nuove polemiche. Come nel caso del G8 di Genova, dei fatti della Scuola Diaz, della caserma di Bolzaneto, dell’omicidio di Gabriele Sandri, di Federico Aldrovandi e nel caso di Paolo Scaroni, ancora una volta chi danneggia le cose verrebbe punito molto più severamente di chi tortura o uccide le persone.

martedì 2 aprile 2013

Cile: repressione e rabbia studentesca. Scontri e arresti

da Contropiano

Nuove mobilitazioni studentesche in Cile contro un sistema universitario che esclude la maggioranza dei giovani dall'istruzione superiore. Repressione, scontri e arresti a Santiago.


I media cileni e il governo del post-pinochetista Sebastian Piñera avevano già dato per morto il movimento studentesco che da anni protesta e manifesta per ottenere una riforma sostanziale del sistema d’istruzione probabilmente più classista ed escludente dell’intera America Latina. A giustificare l’ottimismo del premier e del suo ministro dell’istruzione, Harald Beyer, era stato il fatto che dopo alcuni mesi di pausa nelle mobilitazioni studentesche a scendere in piazza lo scorso 7 marzo erano stati poche migliaia di giovani e giovanissimi, che comunque avevano difeso il proprio diritto a manifestare di fronte ai divieti da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
Ma a smentire le previsioni di media e governo ci hanno pensato il 28 marzo le diverse organizzazioni studentesche del paese, che hanno portato in piazza 30 mila medi e universitari solo nella capitale Santiago, accompagnati anche da molti disoccupati e precari. La manifestazione organizzata dagli studenti per sollevare il problema della necessità di una riforma della scuola è andata a coincidere con un'altra manifestazione, quella organizzata per la "Giornata della gioventù combattente" che ogni anno si svolge il 29 marzo in ricordo di due ragazzi, Eduardo e Rafael Vergara (18 e 20 anni), uccisi dai Carabineros del regime di Pinochet nel 1985. “E' la prima marcia convocata per gli studenti dell'università privata e degli istituti tecnici, che rappresentano circa il 70% degli studenti degli istituti superiori” ha raccontato ai media Manuel Erazo, uno dei portavoce dei sindacati studenteschi.
Ma come era avvenuto già poche settimane prima anche questa volta la marcha estudiantil, il cui percorso era stato autorizzato dalle autorità, è stata attaccata dai Carabineros con i lacrimogeni ed i cannoni ad acqua. Il corteo è stato così spezzato in due ma la repressione questa volta ha incontrato una resistenza forte e di massa, che ha preso la forma di barricate erette in diversi punti del centro della capitale cilena. Alla caccia al manifestante e ai pestaggi i giovani hanno risposto anche con il lancio di pietre e bottiglie, incontrando spesso la solidarietà e la protezione di molti abitanti della città che hanno offerto loro rifugio. Gli scontri e i rastrellamenti delle forze di sicurezza sono durati per diverse ore, e la giornata si è saldata con un decine di giovani – molti dei quali minorenni – fermati o arrestati.

cilescontriUn altro grande corteo ha invece sfilato nella città portuale di Valparaíso, convocata dagli studenti dell’Universidad del Mar, un ateneo privato che recentemente ha dichiarato fallimento e i cui vertici sono stati accusati di aver truffato gli studenti.

Alla repressione sofferta durante la mattinata del 28 marzo alcuni collettivi e organizzazioni studentesche più radicali hanno voluto dare una risposta forte già nella notte tra il 28 e il 29, quando alcune delle strade del centro di Santiago sono state interrotte da barricate incendiarie. L’intervento degli agenti della Polizia militare in assetto antisommossa ha provocato anche in questo caso scontri che sono durati per diverse ore. Mentre i giovani lanciavano pietre e molotov, i Carabineros tentavano di disperdere i manifestanti con gli idranti, i lacrimogeni e le micidiali pallottole di gomma. Anche in questo caso molti i ragazzi e le ragazze fermati e arrestati.