domenica 8 settembre 2013

Turchia, ritornano gli scontri di piazza

Manifestazioni e scontri ad Ankara e Istanbul 

altLa polizia ha attaccato diverse migliaia di manifestanti che questo pomeriggio stavano marciando in direzione della Middle East Technical University (ODTÜ nella sigla turca), ad Ankara. I manifestanti, che si oppongono alla costruzione dell' autostrada ad 8 corsie che significherebbe la distruzione di migliaia di alberi nel campus e nel quartiere limitrofo, sono stati inizialmente respinti dalla polizia con uso di proiettili di gomma, lanci di lacrimogeni e getti d'acqua. Attualmente stanno avvenendo scontri in tutto il quartiere nei pressi del Campus Universitario, dopo che già ieri notte gli studenti avevano fatto pressione intorno alla zona dove sono partiti i lavori, con sassaiole e mortaretti a fronte dell'ingente uso di gas lacrimogeni da parte della polizia.
Il Rettore della METU, intanto, si è espresso stamattina invocando una soluzione democratica che ponga fine al conflitto e metta d'acccordo gli schieramenti politici in campo. In solidarietà con il movimento ad Ankara, anche a Istanbul molte persone stanno scendendo in strada. In Via Istiklal la polizia ha creato uno sbarramento artificiale per impedire l'accesso ai manifestanti, diretti manco a dirlo verso Piazza Taksim.

La nottata tra oggi e domani si preannuncia all'insegna del conflitto sociale anche in altre città della Turchia.

giovedì 5 settembre 2013

oscena montatura poliziesco-giudiziaria alla Università Statale- MILANO - libertà per i compagni arrestati

Ex-Cuem: sugli arresti di Lollo e Simone

Milano, arrestati con folli accuse due studenti dell'Assemblea di Scienze Politiche. di seguito il comunicato della Ex-Cuem: altMIRANO ALLE NOSTRE GAMBE, MENTRE NOI ABBIAMO GIA' IMPARATO A VOLARE. Scatta la trappola mediatica e la montatura giudiziaria.
Sono stati arrestati 2 studenti dell'Assemblea di Scienze Politiche, con l'accusa di una rissa per ragioni politiche fuori dalla Statale.
Tanto per cominciare, i toni e le accuse ci sembrano folli. Tutti i giorni, infatti, chi costruisce percorsi politici, rivendica un'università diversa, accessibilità allo studio per chi non se lo può permettere, dignità per i lavoratori dell'università con cui ci si è trovati al fianco in diverse occasioni, spazio di vita e socialità nelle sedi di ateneo "mordi e fuggi", organizzate perchè l'università azienda e diplomificio funzioni al meglio.
Mistificare tutto questo e tentare di far passare chi fa attivismo per un balordo picchiatore è cosa tristemente nota a Milano. La mente torna a episodi dove addirittura chi doveva essere un balordo ci ha lasciato la vita e nemmeno di fronte a questo i giornali ebbero la decenza di tacere, piuttosto che pontificare e costruire teoremi ridicoli e infamanti.
E' impressionante come questi 2 arresti, legati a presunti episodi che sarebbero avvenuti nello scorso febbraio, piovano proprio ora, al 4 di settembre, all'inizio di un nuovo anno accademico, proprio il giorno dopo una prima assemblea della libreria ex cuem autogestita partecipatissima, dove in un centinaio di studentesse e studenti abbiamo discusso di come la gestione del dissenso in università sia improntata al tentativo di criminalizzare e cancellare con un colpo di spugna tutto ciò che critica e propone un altro modello rispetto a quello del cda composto da baroni e banchieri. Se ancora l'ingresso della polizia in università in tenuta antisommossa e manganelli spiegati, se ancora 7 arresti domiciliari per il reato di resistenza a quegli stessi manganelli, se ancora accuse di qualsiasi tipo e degne dei migliori sforzi di fantasia non fossero stati chiari, adesso ci rendiamo conto che poteri universitari e polizieschi sono disposti a tutto per prevenire, delegittimare e sedare in partenza ogni forma di dissenso,perfino alla menzogna e alle accuse infamanti: "crea il mostro e sbattilo in prima pagina". Hanno tutto l'interesse a sollevare ad arte polveroni e ricoprire di fango chi denuncia i 500 milioni che il ministero dell'istruzione ha spostato dalla ricerca all'acquisto di caccia bombardieri, piuttosto che la mancanza totale di borse di studio, librerie a prezzi accessibili, posti negli studentati, o ancora chi parla della totale mancanza di prospettive per una intera generazione causata dal loro modello di sviluppo.
Dalla libreria ex cuem autogestita esprimiamo massima solidarietà ai ragazzi arrestati e ai loro compagni dello spazio occupato di scienze politiche.
MIRANO ALLE NOSTRE GAMBE, MENTRE NOI ABBIAMO GIA' IMPARATO A VOLARE, SIMONE E LOLLO LIBERI!

adesione al corteo nazionale NO MUOS Palermo 28 settembre

Bloccare il MUOS, sabotare la guer-ra, cacciare Crocetta
Il movimento NoMuos rilancia la lotta contro le 46 antenne NRTF e la costruzione dell’impianto di comunicazione satellitare a Niscemi, particolarmente strategici nel momento in cui i venti di guerra soffiano caldi sul mediterraneo.
La Sicilia, al centro dei piani militari e degli interessi geopolitici statunitensi e occidentali, svolge un ruolo fondamentale tramite le sue diverse basi NATO e USA e, in questo preciso momento, chiunque non abbia impedito con azioni determinate la costruzione del MUOS non può che essere ritenuto complice. Chi, come Crocetta, ha fatto della lotta NoMuos un espediente di vuota propaganda elettorale per poi piegarsi agli interessi yankee e insultare il movimento cercando di criminalizzarlo, aggiungendo alla ormai stantia retorica buoni/cattivi accuse razziste e infamanti di mafiosità, è oggi una controparte di quanti hanno a cuore il bene della Sicilia, del suo territorio e dei suoi abitanti.

Per questi motivi il movimento rinnova il suo appello alla mobilitazione di tutti i siciliani lanciando una tre giorni di lotta a Niscemi e un grande corteo a Palermo che punti alla Regione siciliana.
Calendario:

Da venerdì 20 a domenica 22 settembre: tre giorni di lotta ed iniziative a Niscemi.
Sabato 28 settembre: corteo a Palermo, concentramento ore 15 a piazza Politeama

mercoledì 4 settembre 2013

NO TAV libertà per i compagni arrestati!

Confermati gli arresti per Paolo e 'Forgi'. Sabato 7 presidio al carcere

Confermati gli arresti per Paolo e 'Forgi'. Sabato 7 presidio al carcere

Confermata la custodia cautelare per Paolo e Davide ('Forgi'), dopo l'udienza svoltasi ieri e la cui decisione è arrivata nella mattinata di oggi, con il gip che ha accolto la richiesta dei pm Rinaudo e Padalino. Rimangono quindi in carcere i due giovani universitari che venerdì notte sono stati arrestati ad un posto di blocco mentre raggiungevano il concentramento al campo sportivo di Giaglione da dove sarebbe iniziata la marcia verso il cantiere. Sui due giovani notav pende l'accusa di detenzione di materiale esplosivo, accusa avvallata meticolosamente dalle immagini e dagli articoli di giornale che presentavano, all'indomani degli arresti, il materiale ritrovato all'interno della macchina come un vero e proprio arsenale da guerra, con tanto di "molotov" immaginarie e improvvisate per l'occasione per fornire immagini utili per portare avanti l'apparato mediatico dell'accusa. Le stesse bottiglie di plastica che da oggi sembrano essere sparite dalle foto e dai contenuti dei vari articoli che continuano a prodursi in seguito alla notizia della convalida degli arresti.
L'atteggiamento della procura continua ad essere quindi rancoroso e desideroso di vendetta verso chi si oppone al tav, un atteggiamento tipico dei poteri forti che attua strategie di repressione sempre più dure nei confronti di una lotta che non demorde e non si scalfisce nel tempo. Ma a dimostrare il rancore malcelato della procura, anche l'ultima notizia della volontà da parte di quest'ultima di procedere con "l'accompagnamento" coatto in questura di Luca Abbà, dopo che nella giornata di ieri non si è presentato insieme a Nicoletta Dosio e a Vattimo per l'interrogatorio richiesto ai tre dal pm Padalino in merito alla visita in carcere della settimana scorsa a Giobbe.
Intanto nelle varie città si sta dimostrando in questi giorni una forte solidarietà nei confronti dei due giovani arrestati: ieri a Napoli c'è stato un presidio partecipato sotto la prefettura per solidarizzare con Forgi e Paolo, mentre si moltiplicano, da nord a sud le iniziative e gli striscioni che chiedono la libertà dei due giovani universitari.
A Torino, è invece previsto un presidio di solidarietà per sabato 7 settembre alle ore 18, sotto al carcere delle Vallette, al capolinea della linea 3.
Paolo e Forgi liberi subito!

domenica 1 settembre 2013

Non si ferma la macchina repressiva contro il Movimento NOTAV



NoTav: arrestati due studenti in valsusa


FREEDQuesta
 sera 30 agosto 2013 si e’ svolta una nuova passeggiata notturna in clarea per ribadire la contrarieta notav al cantiere della vergogna, della devastazione ambientale e dello sperpero di denaro pubblico.
L’iniziativa faceva parte della settimana di confronto e lotta di diversi collettivi universitari (l’universita’ delle lotte). Nel raggiungere il concentramento al campo sportivo di Giaglione un posto di blocco molto nervoso messo in piedi dai carabinieri ha fermato una macchina con due universitari che studiano e lavorano a Torino, spianando le armi e intimando l’alt. I giornali pro-tav (stampa e Repubblica) riportano il ritrovamento di un po’ di fuochi artificiali, maschere antigas e qualche petardo.
Nella notte, riportano ancora le cronache, pare essere andato a fuoco un pezzo del capannone della ditta geomont di Bussoleno: una trivella e due generatori sono rimasti carbonizzati. Come sempre, i quotidiani favorevoli all’alta velocita’ agitano lo spauracchio e si ricordano solo degli accadimenti che fanno comodo per costruire nemici ad arte e mostri da sbattere in prima pagina.
Incendi ai presidi No Tav e le auto danneggiate agli attivisti non fanno notizia. I due ragazzi arrestati sono attivi nei collettivi universitari di Torino e partecipano da anni alla lotta popolare in val susa.
Invitiamo tutti/e a non lasciarli soli e a fargli sentire forte la solidarieta’ di chi lotta.
Per lettere e telegrammi:
Davide Forgione – Paolo Rossi
Casa circondariale Lorusso- Cotugno
Via maria adelaide Aglietta 35 – Torino

sabato 31 agosto 2013

Più armamenti con i soldi dell' Università. Prepariamo a mobilitare tutto il movimento studentesco nelle università !


armamentiNessun taglio in vista per l'acquisto di armamenti e sistemi militari nel "Bel" Paese. Anzi, una bella impennata, fortemente voluta dall'Esecutivo.
Così in uno scenario di dismissione strategica del welfare complessivo, in cui le élites tendono a fare quadrato per consolidare i profitti, la mossa a tenaglia è presto servita: rafforzare il budget e gli investimenti alla Difesa. Saranno oltre 14 miliardi quelli previsti per le forze armate quest'anno, 800 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente.

La voce in capitolo più consistente, manco a dirlo, l'acquisto di caccia EuroFighter, con preventivi che raggiungono cifre da capogiro (stime lievitate a oltre 20 miliardi di euro spalmati in diversi anni).
La "crisi", che in tal modo assume caratteri ancor più grotteschi, prevede dunque che si spenda di più in armamenti che nel periodo pre-crisi. Ce n'é per tutti i gusti: nuove navi per completare la flotta, nuovi elicotteri, jet, blindati, fregate,sottomarini,Lince, nuovi Kit per i soldati. .

Tutto qui? Non sia mai; all'armamentario "tradizionale", si aggiungano i finanziamenti per nuovi sistemi da applicare a droni e radar. E qui ci soffermiamo, perche nell'inchiesta pubblicata dall'Espresso una settimana fa risulta che a questa voce 500 milioni di euro ce li mettono il Ministero dell'Università e Ricerca e l'Agenzia Spaziale.
DAll' Università già spolpata da Gelmini e Spending Review vengono destinati dunque (ulteriori)centinaia di milioni di Euro dritti dritti in tasca alle lobby dell'industria bellica.

Niente di cui stupirsi. Se da un lato vediamo i venti di guerra spirare minacciosi lungo le coste del Mediterraneo e le terre mediorientali, in "casa" constatiamo che le larghe intese minano ancorpiù le possibilità di una larga fascia, soprattutto giovanile, di intravedere uno scampolo di futuro che non sia quello fatto di lavori ulteriormente sottopagati e indebitamento.
Alla faccia di un Esecutivo che aveva dichiarato di prendere di petto come nodo fondamentale la "questione giovanile".Per tagliargli le gambe?

mercoledì 7 agosto 2013

libertà immediata per il giovane maoista internazionalista olandese arrestato nelle filippine

  

Philippine Government Free Thomas Van Beersum Now ! 

Attivista olandese arrestato dai funzionari dell'immigrazione
Scritto da RONALYN V. OLEA
Bulatlat.com
6 Agosto 2013

MANILA - Un attivista olandese che si è unito all'azione di protesta durante il discorso annuale del presidente Benigno Aquino III, è stato obbligato dai funzionari dell'immigrazione a lasciare il paese.

Thomas van Beersum si trova presso il Ninoy Aquino International Airport (NAIA). E' stato riconosciuto quando sono uscite le foto che lo ritraggono mentre denuncia a voce alta davanti ad un poliziotto la carica violenta per disperdere la manifestazione contro il discorso dello stato.

In un'intervista telefonica con Bulatlat.com, Efraim Cortez dell'Unione Nazionale Avvocati dei Popoli (NUPL) che poteva parlare con Van Beersum al telefono, ha detto che all'attivista olandese era stato chiesto di possedere un'autorizzazione dal National Bureau of Investigation (NBI) prima di poter lasciare il paese. Cortez ha detto che un certo Soloren che si è presentato come un ufficiale dei servizi segreti del Bureau of Immigration ha detto al telefono che Van Beersum deve avere un'autorizzazione dal NBI che dica che egli non si trova ad affrontare eventuali carichi pendenti. Cortez è alla ricerca di modi per parlare con l'attivista olandese di persona.

"Lui non è a conoscenza di accuse presentate contro di lui", ha detto Cortez a Bulatlat.com. "Non ha fatto niente di illegale, ha semplicemente espresso il suo parere per quanto riguarda la situazione dei diritti umani nel paese. Stava solo esercitando la sua libertà di parola ".

Van Beersum è stato uno dei più di 200 delegati della Conferenza internazionale sui diritti umani e della pace nelle Filippine tenutasi il mese scorso a Manila. Nella sua lettera aperta a Siviglia Joselito, il poliziotto che ha subito gli urli di denuncia durante la protesta, Van Beersum ha detto: "Ho partecipato alla protesta perché mi era stato oltraggiato dalle violazioni dei diritti umani commesse dal regime corrotto Aquino." Ha menzionato il missionario olandese Willem Geertman, assassinato lo scorso 3 luglio 2012, come una persona che conosceva personalmente.

Cortez ha detto che la detenzione di Van Beersum è un chiaro caso di abuso.

In una dichiarazione, Bagong Alyansang Makabayan (coalizione politica di sinistra delle Filippine, ndr) ha denunciato la detenzione di Van Beersum e ha chiesto la sua immediata liberazione. "Chiediamo che i suoi diritti vengano rispettati, che egli non venga presentato come un criminale", ha detto Bayan.

Cristina Palabay, segretaria generale dell'alleanza dei diritti umani Karapatan, ha detto: "Mentre noti violatori dei diritti umani e funzionari corrotti possono liberamente entrare ed uscire dalle Filippine, l'attivista olandese Thomas van Beersum è stato arrestato dal Bureau of Immigration oggi. Chiaramente, lui è perseguitato dal governo Aquino perché esercita la sua libertà di espressione, un diritto garantito dal Patto internazionale delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici, anche dei non cittadini, e il suo sostegno alla campagna contro le uccisioni extragiudiziali e altre violazioni dei diritti umani".



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Thomas van Beersum:

Ora sono a Hong Kong, in attesa del mio volo di ritorno a Amsterdam. Non mi è stato permesso di salire a bordo dell'aereo e tornare al mio paese ieri mattina. Mi sono trattenuto per circa 30 ore in aeroporto, solo così i funzionari dell'immigrazione potrebbero deportarmi. Questo abuso è ovviamente fatto per distrarre la gente dai problemi reali che il paese deve affrontare, come ad esempio il dominio quasi totale della sua economia da capitalisti stranieri e la complicità dei burattini compradori come Aquino. E non dimentichiamo le violazioni dei diritti umani sotto l'amministrazione di Aquino. Finora ci sono stati 142 casi documentati di omicidio extragiudiziali e 164 uccisioni non premeditate; 16 episodi di sparizioni, 76 casi di tortura e 293 casi di arresto e di detenzione illegali.

Voglio ringraziare le persone e i gruppi che mi hanno sostenuto e anche se sono stato inserito nella lista nera, io saldamente sostengo ancora la giusta lotta del popolo filippino per la liberazione sociale e nazionale. Mabuhay!

TRA GLI STUDENTI CINESI QUALCUNO SPERA AD UN RITORNO DELLE POLITICHE DELL'ERA DI MAO


Statua di Mao all'Università di Fudan a Shanghai


Libera traduzione di un articolo apparso lo scorso 6 Agosto sul Miami Herald

SHANGHAI –  Nel campus della Università Normale di Pechino, i docenti dicono che hanno notato una tendenza che li preoccupa: gli studenti stanno abbracciando la sinistra radicale. Invocano un ritorno allo stato socialista che il fondatore del Partito Comunista, Mao-tse-tung  ha favorito e che i leader cinesi dell’ultima generazione hanno provato a lasciarsi dietro di loro.
Gli studenti indossano spillette con immagini di Mao e portano zaini con le famose citazioni dell’ex leader comunista, come “servire il popolo”.

Alcuni negano le atrocità del Grande Balzo in Avanti di Mao (come viene chiamato il secondo piano quinquennale cinese che permise di ottenere l’autosussistenza economica in molti settori ma a causa di una concomitante carestia senza precedenti viene denunciato in questi termini dalla borghesia n.d.t.), e la Rivoluzione Culturale, dove milioni di intellettuali e dell’elite cinese furono perseguitati e la gioventù urbana fu forzata a vivere con i contadini nelle campagne ( anche qui la borghesia demonizza ciò di cui a paura: il tentativo riuscito per dieci anni che la controrivoluzione borghese e capitalista da parte dell’elite del PCC risultasse vittoriosa e prendesse il potere in Cina, cosa che poi avvenne subito dopo la morte di Mao con Deng-Xiao-Ping n.d.t.). 

Altri conoscono le atrocità dell’era di Mao, ma sono anti-capitalisti e critici dell’occidente, e pensano che i valori maoisti devono essere rafforzati nella Cina moderna.
“La loro logica di base è che l’era post-Mao non è buona, invece l’era di Mao sarà stata migliore,” ha detto Zhang Lifan, uno storico di Pechino (grande analisi! N.d.t.).

Quanto grande sia il movimento rappresentato dalla nuova sinistra è sconosciuto, ma in un paese in cui il pensiero politico è fortemente controllato, l’ineguaglianza sociale e la corruzione governativa sono epidemiche e il lavoro di mercato per gli ultimi diplomati è considerato povero, gli accademici che sono più vicini al fenomeno ammettono di temere che rappresenti una pericolosa frattura nella società.
“Sono sia estremisti di sinistra che di destra,” ha detto una professoressa dell’università dei suoi studenti, chiedendo l’anonimato preoccupandosi che parlare di politica potrebbe risultare in un castigo dal governo. "È un fenomeno preoccupante e anche un qualche riflesso di una divisione nella società”.
“In generale, ci sono più elementi di destra che di sinistra,” ha detto, “ma quelli di sinistra sono molto a sinistra”.

“C’è un largo malcontento tra gli studenti per l’ineguaglianza e la corruzione, più la frustrazione nelle loro stesse vite,” ha detto Yang Dali, il direttore di facoltà del centro Pechino dell’Università di Chicago. “È molto comprensibile che ci sia un sentimento di sinistra”.

L’ascesa della nuova sinistra arriva contro un retroterra di decenni in cui la classe dominante cinese ha permesso più libertà economica (leggi riforme liberali n.d.t.). Ma i sostenitori della nuova sinistra dicono che 30 anni di un’economia orientata alle esportazioni che ha portato centinaia di milioni di persone dalle aree rurali alle città per accedere a lavori a basso salario in impianti di assemblaggio ha portato ad un’ineguaglianza estrema e corruzione.
“Sottolineamo che la riforma e l’apertura verso il mondo esterno non beneficia la gente comune,” ha detto Cui Zhiyuan, un professore di scuola di politica pubblica e management all’Università di Tsinghua che è conosciuto come uno dei fondatori del movimento della nuova sinistra in Cina.

Il movimento ha avuto una tenue relazione con il governo.  L’estromissione lo scorso anno di Bo Xilai, il capo del partito a Chogqing, il cui governo aveva istituito politiche di sostegno ai poveri della città, un’audace campagna anti-corruzione e la ripresa dei canti dell’era di Mao “le canzoni rosse” nelle piazze pubbliche, è stato visto come un colpo alla sinistra, che considerava Bo un sostenitore della loro causa. Oggi, i siti di sinistra, come Utopia, che supporta fortemente Bo, rimangono chiusi.
dopo la rimozione di Bo dal suo posto e la seguente espulsione dal partito, i media cinesi hanno lanciato una campagna di larga scala demonizzando il suo modello di Chongqing, con alcuni giornali che hanno detto che la sua rimozione ha garantito che la Cina non avrà mai un’altra Rivoluzione Culturale. Il suo processo, probabilmente questo mese, con l’accusa di corruzione e abuso di potere quasi sicuramente finirà con la sua condanna. Sua moglie, Gu Kailai, è stata condannata lo scorso anno per l’omicidio di un uomo d’affari britannico.

Ma questa denuncia del governo ha preso una differente piega da quando il nuovo presidente della Cina, Xi Jinping, si è insediato a Marzo. Riconoscendo, forse, ciò che Yang dell’Università di Chicago chiama “la sorgente di supporto pubblico” di Bo, il governo ha fatto passi che la sinistra condivide.
Le università hanno ricevuto ordini governativi di vietare discussioni in classe su sette argomenti, inclusi i diritti umani e i passati errori del Partito Comunista, invece incrementare l’educazione ideologica e la formazione politica dei professori. I maggiori ufficiali, incluso il Presidente Xi, hanno detto che i valori occidentali devono essere sradicati e che l’eredità di Mao dovrebbe essere rafforzata.
Yang ha detto che il governo stava sperando che adottando la retorica di Bo avrebbe “ereditato un po’ di quel sostegno” ha detto divertito. “È ironico, ma è sicuramente una grande strategia,” ha detto Yang.

Sui social media, c’è un aumento di commenti pro-maoisti come anche una critica al vetriolo degli studiosi liberali che invocano ulteriori riforme orientate verso il mercato, democrazia (borghese n.d.t.), libertà di parola e diritti umani (come inversamente proporzionale per il proletariato e i contadini cinesi n.d.t.). Lo scorso autunno, durante le proteste anti-giapponesi che scoppiarono circa una disputa territoriale tra i due Paesi, alcuni giovani portavano ritratti di Mao.

“I militanti della nuova sinistra e i neo-liberali, si odiano a vicenda,” ha detto Lu Xinyu,, un professore di sinistra alla scuola di giornalismo dell’Università di Fudan. “ Ci sono un sacco di falsità raccontate dai neo-liberali. Una loro caratteristica molto significativa è di vedere l'America come una sorta di utopia e che la Cina dovrebbe raggiungere quello standard, ma l’America sta fronteggiando una grave crisi.”

Mao Yushi, un prominente economista liberale che ha criticato pubblicamente Mao-Tse-Tung, ha detto di aver ricevuto telefonate di minacce dai militanti di sinistra. A Maggio, prima di uno dei suoi discorsi a Changsha, la capitale della provincia dello Hunan, dozzine di manifestanti, inclusi molti giovani, hanno mostrato degli striscioni chiamando l’economista “traditore”. Uno dei cartelli recitava, “portate indietro Bo Xilay,” ha detto Mao Yushi.
“Quando Bo governava, c’erano un sacco di studenti sostenitori,” ha detto Luo Kai, uno studente dell’Università di Chongqing. “La gente ancora parla di Bo e anelano ai giorni di quando era al potere.”
Ma molti non sono disposti a rivelare la loro identità. 

Un membro di un gruppo studentesco maoista chiamato Sole Centimetro, allo Harbin Institute of Technology nella Cina settentrionale, ricorda che il gruppo aveva circa una dozzina di membri quando è stato fondato nel 2009. Adesso ce ne sono centinaia, ha detto, chiedendo, comunque, di non essere identificato perché teme punizioni.
Il gruppo legge libri sul marxismo e viaggia verso le aree rurali per studiare le ingiustizie sociali (strano che lo facciano volontariamente, non erano imposizioni dei tempi della Rivoluzione Culturale? n.d.t.). A volte cantano canzoni rosse. Molti sostengono il modello Chongqing di Bo.
“Ci riuniamo insieme e discutiamo questioni sulla Cina, come l’etica del governo, e l’assenza di equità e giustizia,” ha detto lo studente. “Non penso che la cultura o i pensieri americani hanno qualche parte avanzata. Abbiamo ancora bisogno di contare sul Partito Comunista Cinese e che il sistema ritorni al nucleo di servire il popolo” (la speranza è l’ultima a morire n.d.t.).
Il gruppo ha fronteggiato l’opposizione. 

A Giugno, altri studenti hanno scritto una petizione chiedendo all’università di bandire il gruppo. 
Sole Centimetro racconta ai suoi membri che la “Cina è stata dirottata dai capitalisti di destra,” dice la lettera. “hanno apertamente mostrato sostegno per Bo Xilai, e avvelenano molto le menti dei nuovi studenti del college.”
“Pensano che Mao-Tse-Tung sia Dio,” ha detto un oppositore dell’organizzazione, che ha anche richiesto l’anonimato. “Ho studiato il retroterra di questi studenti e ho scoperto che molti di loro vengono da famiglie impoverite delle aree rurali. In realtà, molte persone non hanno speranza quindi ritornano ai pensieri di Mao-Tse-Tung.”

“Quello che mi preoccupa,” ha aggiunto, “è che ho sentito che ci sono molti gruppi in altre università”.