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martedì 26 aprile 2016

sabato 23 aprile 2016

25 aprile a Napoli: LIBERIAMOCI! DAL FASCISMO, DAL RAZZISMO, DALLA GUERRA, DALLO SFRUTTAMENTO

NAPOLI, 25 APRILE 2016, PIAZZA MANCINI ORE 10
Il 25 Aprile del 1945 l’Italia si liberava, grazie alla lotta partigiana, dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Per moltissimi quella liberazione doveva significare anche liberazione dalla guerra, dalla fame, dallo sfruttamento. Un nuovo inizio.

Se ci pensate, anche noi abbiamo bisogno di liberazione, di un nuovo 25 Aprile.
Anche noi oggi abbiamo un Governo sempre più autoritario, che scavalca il parlamento, distrugge la
scuola, attacca i lavoratori e i sindacati.
Anche oggi veniamo sfruttati e facciamo la fame, lavoriamo a nero, siamo disoccupati, ricattati da organizzazioni criminali in combutta con poteri economici e politici, costretti ad emigrare.
Anche oggi i nostri Stati fanno la guerra in giro per il mondo, e anzi ormai la guerra ci è entrata in casa, con i militari armati in ogni piazza.
Anche oggi l’Europa alza muri di fili spinati, mette su campi di concentramento, crea profughi e rifugiati.
Anche oggi bande di violenti, di razzisti, di nostalgici del nazifascismo aggrediscono i “diversi”, i più deboli, cercano di dividerci e metterci l’uno contro l’altro.

martedì 10 gennaio 2012

10-100-1000 ACCA LARENTIA. RICACCIAMOLI NELLE FOGNE!

7 gennaio, l'anniversario di Acca Larentia è stato commemorato dai fascisti. A Roma, oltre al presidio (inizialmente doveva trattarsi di un corteo, ma non hanno avuto la possibilità di farlo a causa delle forti tensioni che si sentivano in città), i fasci con l'ausilio di Alemanno hanno deposto una targa con su scritto "assassinati dall'odio comunista", targa che ha suscitato opportune polemiche.
A Palermo i giovani del PDL (Giovane Italia), Casapound e associazioni di stampo fascista hanno indetto un corteo pomeridiano.

Corteo-fiaccolata da commemorazione funebre, intensamente difeso dalle forze di polizia: poliziotti eseguivano ronde ai lati del corteo, disparate camionette, falchi in borghese.
Il corteo, composto da poche decine di fasci sparsi in quattro o cinque striscioni diversi, si è diretto in via Ruggero Settimo, che ovviamente era colma di passanti che si trovavano lì per lo shopping del sabato: in ogni caso, davanti a centinaia di persone, il corteo non ha accattivato la curiosità di passante alcuno! Per di più, l'unica fetta della cittadinanza che si è incuriosita, nel leggere gli striscioni con su scritto "onore ai camerati", "Acca Larentia strage antifascista", e sentendo gli slogan come "Contro ogni terrorismo, nessuno spazio all'antifascismo", si è sdegnata e infastidita visibilmente per le frasi scritte e dette: "Onore ai camerati? Questa è gentaglia", "Ma come possono permettere di farli sfilare in corteo?", questi i commenti della gente comune.
Non ci meraviglia il fatto che nonostante la mole di sbirri adoperata al loro fianco, lungo tutto il corteo, anche l'ingresso della libreria Mondadori fosse difesa da un'altra manciata di poliziotti!

Insomma, un corteo ultra-militarizzato, partecipazione e coinvolgimento cittadino pari a zero e il centro città blindato per fare sfilare qualche testa rasata, alcuni dei quali tra qualche anno indosserà giacca e cravatta seduto in parlamento per campare sulle spalle del popolo, qualche altro continuer ad atteggiarsi a movimentista e prendendo i soldi dai primi continuerà a dedicarsi ad azioni squadriste e omicidi mirati verso "negri e froci" come successo lo scorso mese a Firenze.

Questa è un'ulteriore prova dopo quella ricevuta poche settimane fa, quando il volantinaggio antifascista nel quartiere Noce per informare gli abitanti che all'interno del loro quartiere c'è un covo di casapound (gli stessi che a Firenze tra i loro militanti avevano l'assassino che ha fatto fuoco nel mercato), ha scatenato la preoccupazione dei vigliacchi fascisti, i quali hanno allarmato i commercianti all'urlo di "Arrivano gli antifascisti! abbassate le saracinesche!" non sortendo alcun effetto anzi provocando fastidio all'intero quartiere per l'inutile allarmismo e militarizzazione oppressiva; ulteriore prova che fa capire da che parte stiano le masse, cioè dalla parte di chi è davvero al loro fianco, con la lotta, non tramite campagne demagogiche fini a se stesse e "atti umanitari" da "bravi ragazzi" per poi propagandare idee sessiste, xenofobe, razziste.

Non ci stupisce neanche il fatto che ancora una volta le istituzioni "democratiche" forniscano piena protezione a individui che sono sinonimo dell' antidemocraticità e intolleranza, tra l'altro, come la storia insegna in periodo di crisi economica questi gruppuscoli reazionari sono funzionali al sistema per fomentare falsi nemici e capri espiatori come gli immigrati (prima erano gli ebrei).

Nonostante questo la giornata di sabato e dei giorni precedenti ha mostrato come le masse li abbiano ormai smascherati soprattutto dopo i fatti di Firenze e i più recenti fatti di cronaca che stanno ancor più esplicitamente mostrando la vera faccia da topi di fogna, non hanno come nascondersi dietro nulla, non hanno come avvicinarsi ai cittadini.

FUORI I FASCISTI DALLA CITTA'!
RICACCIAMOLI NELLE FOGNE!

sabato 5 novembre 2011

ALL' I.T.I. A. VOLTA DI PALERMO IL PRESIDE REPRIME IN NOME DEL DIRITTO ALLO STUDIO.

Nei giorni scorsi il preside dell'istituto tecnico industriale Alessandro Volta ha firmato una circolare repressiva rivolta agli studenti che pensando con la propria testa decidono di ribellarsi a un futuro precario loro riservato da chi governa.
Non ha perso tempo il preside Tripodi, in linea con la riforma Gelmini, affermando che gli studenti che parteciperanno a manifestazioni e scioperi non potranno partecipare ad attività extrascolastiche come gite e viaggi d'istruzione e ancora chi bloccherà l'attività didattica con occupazioni o autogestioni si beccherà da 15 a 30 giorni di sospensione. Nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali dal preside Tripodi si legge che le sue intenzioni
sono quelle di garantire il diritto allo studio e che questa circolare da lui firmata è il frutto di una discussione avuta anche con i docenti e i genitori che si erano precedentemente riuniti.
Innanzitutto ci sarebbe da obiettare quando Tripodi afferma che la sua delibera è voluta anche dai genitori dei ragazzi, forse si riferisce a un piccolissimo numero di genitori presenti al consiglio d'istituto che di certo con i genitori di ragazzi di tutto l'istituto non hanno alcun contatto, ma cosa più importante ancora è notare come ogni anno fascisti di ogni specie parlano di diritto allo studio cercando di far passare come fannulloni e
buoni a nulla quegli studenti che per il diritto allo studio che viene loro negato
lottano con tenacia e coraggio affrontando ogni rischio.
Il diritto allo studio non esiste, sono gli studenti che devono conquistarlo.
Pensiamo a tutto lo spreco di denaro per permettersi gli studi, dai libri alle tasse, è forse questo il diritto allo studio di cui tanto si parla?

Ritorniamo alle affermazioni del preside Tripodi.
Queste affermazioni di certo non stupiscono affatto poichè i presidi nelle scuole rappresentano gli esecutori della riforma Gelmini, vero è anche che a livello individuale ci sono presidi che possono anche opporsi e magari solidarizzare con gli studenti per eventuali proteste, ma si parla appunto di individualità e in ogni caso vi sono sempre dei ruoli da mantenere e ciò spinge i presidi ad avere per condizioni materiali e oggettive interessi differenti da quelli degli studenti. Inoltre non è questo il caso…
In quanto esecutore della riforma Gelmini il preside Tripodi non ha assolutamente dubbi in merito all'interpretazione ed è già entrato nel personaggio che gli si chiede di essere, un preside neofascista ma forse addirittura neanche ha dovuto impegnarsi più di tanto per immedesimarsi nella parte, gli è venuto spontaneo.
Come definire se non come provvedimenti fascisti i provvedimenti previsti dalla riforma che sono ben applicati nell'esempio in questione?

Riteniamo vergognose le dichiarazioni rilasciate dal preside dell'Alessandro Volta ed esprimiamo massimo appoggio a tutti gli studenti dell'istituto che invece di sottomettersi a tali provvedimenti scelgono la via della ribellione per un futuro migliore, per il diritto allo studio, quello vero che è pesantemente sotto attacco da questo governo e da personaggi come il preside fascista Tripodi

QUEST'ANNO I FASCI DA "STUDENTI IN MOVIMENTO" SI RICICLANO IN "STUDENTI PALERMITANI", RICACCIAMOLI NELLE FOGNE!

Il movimento studentesco dell'anno scorso ha visto scendere in piazza migliaia e migliaia di studenti, differenti sigle, realtà che vanno dai coordinamenti studenteschi ai sindacati di base.
Non è mancata nemmeno la presenza di frange di destra come Giovane Italia e Casapound, che vilmente si sono celati dietro la sigla fittizia di "Studenti in movimento" col tentativo di avvicinare più studenti possibili dato che, se non l'avessero coniata, non avrebbero contato nemmeno quel numero esiguo di studenti che, alla fine, serviva a riempire i loro spogli cortei.
Ma c'è da dire che, una volta smascherata davanti a tutti la vera natura di questi topi di fogna, gli studenti hanno saputo decidere con chi stare: con chi realmente sta dalla parte degli studenti; dopo ciò i fascisti non hanno avuto altra scelta che sparire dalle piazze studentesche.

Anche quest'anno, i fasci tentano di cavalcare l'onda ripetendo lo show dell'anno scorso: utilizzo di una nuova sigla (stavolta "Studenti Palermitani") e volantinaggi in alcune scuole superiori della città, vorrebbero avvicinare più scuole possibili fornendo la loro disponibilità a fare volantinaggio in qualsiasi istituto gliene faccia richiesta nella bacheca del loro profilo facebook.
La strategia la conosciamo già: usare parole d'ordine vicine alle esigenze studentesche come quelle contro i tagli, investimenti per l'edilizia scolastica, inneggiare alla "rivolta studentesca" e così via, ma soprattutto nei loro volantini battono costantemente sull'apoliticità dei cortei da loro sostenuta a spada tratta per un semplice motivo: se non nascondessero la loro identità non potrebbero strumentalizzare neanche quei pochi studenti dato che Giovane Italia è l’organizzazione giovanile del PDL il partito di appartenenza della Gelmini che con la sua riforma è responsabile di tutto quello che viene scritto in questi volantini. È evidente che c’è puzza di strumentalizzazione!

La controinformazione è la nostra arma per sconfiggere ed allontanare dalla piazza questi infami che ogni anno ripropongono la solita aria fritta con lo scopo di confondere gli studenti per avere quell'agibilità politica che tra quest'ultimi non hanno, perché il vero movimento è antifascista e l'abbiamo constatato l'anno scorsoe quest’anno nei primi cortei studenteschi.
Bisogna che gli studenti conoscano le posizioni che questi assumono, posizioni razziste, xenofobe, sessiste; posizioni diverse e lontane anni luce da quelle speakerate nei cortei.

Per il giorno del 9 novembre è stato indetto un corteo proprio tramite questa sigla che partirà da Piazza Politeama. Non è mancato il solito giro nelle scuole e nelle bacheche per intasare il più possibile con il loro patetico volantino.
E' nostro compito boicottare e far boicottare questo corteo da parte di tutti gli studenti, che venga nuovamente messo nero su bianco la vera natura di questi topi, manovalanza del governo che vuole uscire dalle fogne strumentalizzando gli studenti.

Antifascismo nelle scuole e nelle università!
Fuori i fascisti dai cortei!
Ricacciamoli nelle fogne!

venerdì 29 aprile 2011

FASCISTI INFAMI PAGHERETE CARO... PAGHERETE TUTTO!

A distanza di due giorni dalle aggressioni fasciste del 27 Aprile a Napoli e Roma di cui abbiamo già espresso la nostra solidarietà
http://redblock-it.blogspot.com/2011/04/solidarieta-ai-compagni-antifascisti-di.html

con forte rabbia questa mattina abbiamo saputo che alcuni compagni antifascisti appartenenti al collettivo “studenti Federico II” sono stati aggrediti con le lame dai servi fascisti di Casapound.
L'azione viscida e squadrista era stata premeditata:
Ieri sera intorno le 21.00 sono comparse sui muri davanti l’ingresso della facoltà di Lettere e Filosofia Federico II alcune svastiche, scritte naziste e minatorie verso i compagni: “Antifà’ vi buchiamo quando vogliamo”
Questa mattina i compagni del collettivo hanno organizzato un banchetto informativo in facoltà per denunciare l’accaduto e ripulire i muri, quando intorno le 10.30 tre infami fascisti di Casapound (uno candidato alle prossime elezioni) si sono avvicinati con aria spavalda (si sentivano sicuri avendo coltelli in tasca) e hanno aggredito con le lame i compagni che fortunatamente si sono difesi evitando il peggio.
Condotti all’ospedale infatti due compagni hanno avuto punti di sutura alle braccia, alle gambe mentre un terzo dopo alcuni punti di sutura in testa aspetta di essere operato alla mano (probabile lacerazione dei muscoli) con cui si è difeso da un colpo che poteva costargli la vita.
A fronte di ciò appena due compagni sono stati dimessi dall’ospedale sono stati condotti in questura.
I compagni antifascisti napoletani nel frattempo hanno organizzato un corteo in direzione della questura, nel percorso una sede del PDL è stata assaltata in quanto il PDL ha già dimostrato quanto appoggia questa manovalanza infame sia economicamente che ideologicamente.

Red Block esprime massima solidarietà militante ai compagni napoletani colpiti nuovamente da un’aggressione vile e premeditata da questi sedicenti fascisti del terzo millennio che più di una volta hanno dimostrato la loro vigliaccheria.

E’ necessario rispondere colpo su colpo con un’azione antifascista militante-culturale-sociale.
E’ necessaria una RAF nazionale (rete antifascista)!

giovedì 28 aprile 2011

28 aprile giorno eccezionale!

SOLIDARIETA' AI COMPAGNI ANTIFASCISTI DI NAPOLI E ROMA!



Esprimiamo massima solidarietà ai compagni antifascisti aggrediti in due episodi differenti giorno 27 Aprile a Napoli e a Roma.

Nel primo caso un compagno sedicenne militante del circolo Comunisti Ponticelli è stato aggredito da 3 neonazisti tra i 25 e i 30 anni. Il compagno e i compagni del circolo all'interno del quartiere lavorano quotidianamente al fianco delle masse popolari e dei lavoratori. Per questo danno fastidio soprattutto in periodo di campagna elettorale dato il loro impegno antifascista e di boicotaggio elettorale sfatando il mito del voto come strumento "democratico e di partecipazione alla vita pubblica", sabbiamo bene come, soprattutto al Sud italia, che le elezioni sono spesso sinonimo di voto clientelare e mafioso e dove i fascisti vanno a braccetto con politici da palazzo eletti grazie a tale sistema di cui la mafia è parte attiva e integrante.

Nel secondo caso invece 5 giovani compagni studenti medi sono stati aggrediti da una quindicina di neofascisti di Blocco Studentesco e Casapound riconosciuti da uno degli studenti aggrediti. Anche qui i servi del potere e in particolare di questo governo Berlusconi colpiscono chi è in prima linea nelle lotte, in questo caso studenti medi partecipanti del grande movimento studentesco dello scorso autunno che aveva serie potenzialità per far cadere il governo e nella messa in scacco dei servi in divisa come dimostrato il 14 Dicembre proprio a Roma.

I due episodi se pur diversi hanno delle analogie: a essere colpiti sono studenti da parte di prodi camerati molto più grandi e in notevole superiorità numerica, questo in barba a tutta la retorica sull'onore tanto cara alla destra fascista.
Vengono colpiti in entrambi i casi compagni che sono in prima linea nelle lotte contro il governo e questo sistema che questi fascistelli da strapazzo difendono.

L'antifascismo militante è l'unica risposta che si può dare a questi infami costruito nel lavoro quotidiano e nelle lotte sociali e culturali contro questo sistema e governo moderno fascista che fa da humus naturale per questa bassa manovalanza squadrista.

Ricacciamoli nelle fogne!
Viva l'antifascismo militante!
Per la costruzione di R.A.F. (Reti Antifasciste), ovunque!

lunedì 28 marzo 2011

CONTINUA LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DOPO LA GRANDE BATTAGLIA DEL 23 MARZO!


Oggi pomeriggio 28 marzo si è tenuta una partecipata assemblea antifascista presso la sede dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe con circa un centinaio tra lavoratori, giovani e studenti.
È stato il primo momento assembleare cittadino dopo la campagna e la consecutiva battaglia antifascista del 23 Marzo contro la presentazione del libro di Casapound alla Mondadori di Palermo.

Tra gli interventi di apertura dei lavoratori è stata ribadita l’importanza di aver partecipato alla mobilitazione del 23 Marzo e di aver contestato questo stato che, per mezzo di assessori e deputati regionali, protegge la feccia fascista garantendogli di svolgere la loro iniziativa militarizzando l’intero centro città con sbirri in antisommossa, camionette ed elicotteri.

Alcuni lavoratori presenti il 23 pomeriggio hanno sottolineato la necessità di prendere come esempio i giovani antifascisti che hanno sfidato lo stato e la repressione della questura in nome di un principio alto: il diritto a rivendicare l’antifascismo militante. La determinazione di quei giovani è un esempio anche per quanto riguarda le lotte sindacali contro i padroni nelle vertenze sindacali e in generale contro le politiche del governo che colpisce i lavoratori da un lato e dall’altro utilizza stato di polizia e manovalanza fascista contro chi lotta per difendere i propri diritti.

Presente anche la delegata sindacale Donatella Anello denunciata dal deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Salvino Caputo per “istigazione alla violenza” che ha ribadito il suo appoggio alla giusta lotta antifascista di Mercoledì pomeriggio, riconfermando le dichiarazioni date alla stampa in quell’occasione e denunciando ulteriormente il sistema del “2 pesi e 2 misure” per i manifestanti e le forze dell’ordine le quali, come documentato dai media, hanno sparato lacrimogeni ad altezza d’uomo e tirato pietre contro gli antifascisti.

Rosario Sciortino segretario provinciale dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe ha ribadito che l’antifascismo o è militante o non lo è, a ciò che si dice devono seguire i fatti nella pratica sennò si è solo antifascisti a parole. A differenza di altri che in città spesso si riempiono la bocca di antifascismo ma al momento cruciale si defilano, lo Slai Cobas per il Sindacato di Classe porterà fino in fondo la campagna antifascista con tutti i lavoratori e i compagni disposti a proseguire un ragionamento condiviso. Quindi anche questa organizzazione sindacale andrà avanti anche dopo i fatti del 23 proponendo ancora una volta a tutti di schierarsi in questo senso e di costruire insieme la campagna.

Presenti anche i giovani di Red Block, del Cail e dello Studentato Occupato Anomalia.
I compagni di Red Block hanno ribadito la necessità della campagna antifascista verso i fascisti in doppiopetto presenti a diversi livelli nelle istituzioni locali abbracciando la proposta dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe di continuare la campagna generale anche per mezzo dell’esposto già presentato nei giorni scorsi e aggiornando lo stesso alla luce degli ultimi eventi.

I compagni dell’Anomalia innanzitutto hanno espresso la loro solidarietà alla compagna Donatella oggetto della denuncia, sottolineando il fatto che tale atto repressivo parte da chi mangia quotidianamente a spese dei lavoratori ed è rivolto contro una lavoratrice in particolare e in generale verso i lavoratori del sindacato tutto, unico sindacato che si è schierato sulla questione dando appoggio pieno e incondizionato alla causa antifascista. I compagni hanno dato la loro disponibilità per proseguire il dibattito e la costruzione collettiva di prossime iniziative.

L’assemblea si è conclusa con l’idea condivisa di proseguire con la campagna antifascista e contro
la repressione in continuità con la campagna che ha portato alla grande mobilitazione antifascista nelle strade della città prima e fino al 23 Marzo.

Antifascisti sempre!

venerdì 25 marzo 2011

"Zona rossa”, assessori comunali e camerati da Roma e Catania per la presentazione del libro di Casapound…






...Tutti assediati come topi in trappola dagli antifascisti!

Dopo quasi due settimane dall’inizio della campagna di boicottaggio verso Mondadori Multicenter di Palermo, colpevole di apologia di fascismo per ospitare nei suoi locali la presentazione del libro su Casapound di Domenico Di Tullio (anch’egli militante di Casapound), la città di Palermo ha dimostrato ancora una volta di non tollerare i fascisti e l’imposizione di illegittime “zone rosse” per difendere un manipolo di squadristi.
Mercoledì 23 Marzo nonostante la militarizzazione del centro città con 9 camionette tra polizia, carabinieri e guardia di finanza nonché un elicottero, il vero movimento antifascista, formato dai lavoratori e dalle lavoratrici e dagli studenti che hanno animato l’autunno, è sceso in piazza compatto e determinato. Chi vuole legittimare la feccia neofascista e contemporaneamente infangare l’eroica resistenza partigiana del nostro popolo ha visto con i suoi occhi che prima deve fare i conti con chi ancora quella memoria non l’ha perduta e la mette in pratica quotidianamente.
Non sono bastate le cariche, anche con le camionette e le decine di lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo per intimidire i manifestanti che invece hanno anche ricevuto la solidarietà da diversi passanti e negozianti che hanno rifornito i giovani antifascisti di acqua e limoni per combattere l’effetto dei lacrimogeni.

E le famose falangi nere che annunciano di schierarsi davanti la Mondadori fin dall’11 febbraio,
quando in quell’occasione il movimento antifascista aveva sventato la presentazione di tale libro facendo di fatto annullare l’evento?

Scrive la giornalista Giusi Spica in un articolo di Repubblica del 24 Marzo:
“Di fronte alle prime cariche della polizia contro gli autonomi che tentavano di penetrare nell’area blindata, i più giovani (fascisti n.d.r.) cominciano a innervosirsi. I poliziotti li invitano alla calma (che bravi padri di famiglia! n.d.r.) e li chiudono dentro i confini, […] tra gli attivisti di destra c’è una tensione palpabile. Parlano poco. Drizzano le antenne per capire quello che succede oltre il muro dei blindati.”



Stavolta Scappapound non è scappata… perché protetta da 80 sbirri in divisa senza contare quelli in borghese, a cui si sono aggiunti i “valorosi” camerati da Roma e da Catania, i fascisti di Giovane Italia (giovani del PDL) ovvero i figliocci diretti di Berlusconi e futuri deputati e assessori, nonché il partito La Destra di Storace. La “ciliegina sulla torta” è rappresentata anche dalla presenza degli assessori Giampiero Cannella e Raoul Russo che evidentemente non hanno di meglio da fare.
Tutto questo concentrato maleodorante di doppi petti e fascistelli armati di caschi e cinture chiamati in aiuto per difendere i loro amichetti e figliocci che se lasciati soli corrono subito a piagnucolare in questura…




Al di là della fraseologia ed estetica ribelle di Scappapound è evidente ancora una volta il loro ruolo di burattini manovrati direttamente dal PDL di Berlusconi che mette loro a disposizione strutture e risorse, come la Mondadori di sua proprietà, e tutti i mezzi necessari per agire a difesa del governo e dei padroni.
Lo stesso governo che attacca quotidianamente i diritti dei lavoratori, dei giovani e degli studenti e delle masse popolari in generale. Un governo che ha intrapreso l’ennesima “guerra umanitaria” leggi guerra di aggressione per sfruttare le risorse naturali libiche.





Dall’altro lato della barricata invece l’immagine è opposta: giovani ribelli che lottano contro le ingiustizie, difesi dalla solidarietà che intercorre tra di loro e armati di ideali di cambiamento contro il vecchio marciume blindato tra Via Mariano Stabile e Via Cavour. Da questo lato non c’è paura e non c’è tensione, ma la convinzione di lottare per un mondo migliore così come fecero i nostri nonni ed eroi partigiani che invece la feccia nera di Scappapound chiama “infami”.
Con questa determinazione, gli antifascisti, i giovani e le giovani studentesse, i lavoratori e le lavoratrici hanno resistito per più di un’ora alla macchina repressiva della questura.
Altro che opposti estremisti! Semmai rappresentanti di interessi diversi: da un lato il vecchio, destinato a finire nella “pattumiera della storia”, dall’altro il nuovo.
Mercoledì 23 è stato dimostrato ancora una volta che i fascisti in questa città non hanno un tessuto sociale che li sorregge e che la loro agibilità “politica” è garantita solo dalle forze dell’ordine che li difendono illegalmente e violando la stessa costituzione su cui hanno giurato.
Senza tutta questa protezione gentilmente concessagli i cari camerati sarebbero stati spazzati via in un batter di ciglio e rispediti nelle fogne da cui provengono.

mercoledì 16 marzo 2011

Dax è vivo e lotta insieme a noi; le nostre idee non moriranno mai


Il 16 Marzo 2003 a Milano un gruppo di 3 neofascisti ha ucciso un giovane compagno,Davide Cesare “Dax” che usciva da un pub con alcuni compagni.
Nel corso della colluttazione i fascisti hanno colpito ripetutamente con coltelli i compagni, uno dei quali sarà ricoverato d'urgenza, invece Dax raggiungerà l'ospedale molto lentamente a causa dell'arrivo delle “forze dell'ordine” che hanno ritardato l'arrivo dell'ambulanza.
L'ospedale San Paolo, dove erano stati portati i compagni, era completamente militarizzato, e dopo che i medici dichiarano la morte di Dax il clima diventa più pesante. I compagni e gli amici addolorati e pieni di rabbia per la perdita di Dax vengono pure provocati dagli sbirri e alla loro risposta i servi in divisa caricano indiscriminatamente sia all'interno dell'ospedale che fuori, l'aggressione dei carabinieri verrà legittimata anche dal questore.
Sui "fatti del San Paolo" si aprirà poi un processo che si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un lato la piena assoluzione dei servi in divisa e dall'altro la condanna di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000euro di multa per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
Copione già visto in occasione del processo relativo ai fatti del G8 di Genova del 2001: lo stato si autoassolve chi lotta viene incarcerato.
Lo stato reprime e giustifica atti di violenza verso giovani ribelli, proletari, immigrati;
ricordiamo Carlo Giuliani, Stefano Cucchi, Carlos Palomino, Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Stefano Consiglio,il recente assassinio di Lambros Foundas (Grecia) e tanti altri.
E' necessario ribellarsi contro questo sistema e contro il moderno fascismo in costruzione che avanza.
Per far ciò si deve combattere il fascismo con una lotta globale a 360gradi:

-con una militanza attiva che affronti e vieti alla feccia neofascista di avere propri spazi e fare le loro iniziative;
- contrastare ogni tentativo di revisionismo storico per riabilitare il fascismo e disonorare la resistenza dei partigiani e le lotte degli anni precedenti degli studenti e dei lavoratori;
-socialmente ovvero far conoscere alle masse popolari e ai lavoratori chi sono i fascisti,i loro rapporti con le istituzioni e i mass media e sensibilizzando i proletari affinché non siano colpiti dalla continua propaganda razzista e xenofoba che partendo dal governo passa per i mezzi di comunicazione di massa.

Contro la feccia neofascista,contro la repressione,contro il moderno fascismo che avanza!!

ORGANIZZARSI! COSTRUIRE RAF (Reti Antifasciste Ovunque).

Combattere,il moderno fascismo e la repressione dello stato borghese!!

mercoledì 2 marzo 2011

MAI PIU' NAZI-FASCISMO! REPORT DA AUSCHWITZ

Riceviamo e pubblichiamo questo report da una studentessa e simpatizzante della nostra organizzazione che ha partecipato quest’anno dal 12 al 18 Febbraio all’iniziativa “il treno della memoria” che prevede la visita dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau e del ghetto ebraico di Cracovia.

Partiti da Palermo e poi in treno da Forlì, la prima tappa è il ghetto ebraico di Cracovia.

Nel 1939, l'ordine che fu dato agli ebrei residenti nella città era quello di appendere un simbolo al di fuori della propria abitazione che caratterizzasse la loro presenza. Successivamente, viene vietato loro di accedere ai parchi ed ai locali pubblici, finché nel 1940 viene definitivamente imposto il trasferimento verso il centro della città. Nel 1940, gli ebrei a Cracovia superavano il 25% della popolazione. Il distretto era talmente ridotto per tale numero di persone che erano costrette a vivere in condizioni disumane. Gli ebrei contemporaneamente venivano derubati di tutto ciò che possedevano: la propria casa, gli effetti personali, le automobili... 60.000 persone ridotte a vivere in condizioni di miseria e private della propria vita e del proprio passato mentre il regime nazista si appropria dei loro beni mobili ed immobili. Il ghetto possedeva solo quattro varchi verso l'esterno, valicabili soltanto da coloro i quali lavorassero ancora al di fuori del muro perimetrale della zona (muro costruito a forma di lapide ebraica!) finché, nel 1941 il regime nazista, senza alcuno scrupolo, punisce con la morte chiunque tentasse di oltrepassarlo. Nel 1942 tutti gli ebrei disoccupati sono espulsi dal ghetto (situazione volutamente aggravata dai tedeschi) e deportati nel campo di Bełżec, dove vengono uccisi. La liquidazione del ghetto si ha nel marzo 1943. La maggior parte degli ebrei viene deportata verso Auschwitz.

Seconda tappa: il complesso di Auschwitz-Birkenau.

La visione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ci fa inorridire sin dall'entrata alla visione dell'insegna “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi. La costruzione dello stesso è affidata ai deportati, al 20% che non veniva subito ucciso nelle camere a gas bensì sfruttato per ogni genere di mansione bassa e degradante. Le camere a gas ed i forni erano controllati e amministrati dalla Sonderkommando, squadra composta da deportati obbligati a collaborare con le SS. La Sonderkommando, dove possibile, cercò di organizzare azioni di resistenza, attraverso la divulgazione verso l'esterno di materiale fotografico e di documenti di denuncia delle condizioni a cui erano sottoposti all'interno del lager, ma la maggior parte dei tentativi fu ignorata dalle autorità polacche. Il contenuto del Blocco 5 è ciò che fu ritrovato nelle baracche bruciate prima della fine del regime nazista, chiamate “Canada”, dove all'interno venivano depositati tutti i beni di proprietà dei prigionieri. È impossibile non uscire dal blocco 5 senza provare un minimo di orrore nel guardare le prove tangibili di un regime razzista, omofobo e sessista il cui scopo era quello di opprimere e annientare ogni diritto: in quell'edificio sono presenti migliaia di occhiali, abiti, valigie, ammassi di scarpe, oggetti personali, fotografie. Più sconcertante è vedere, a pochi metri dal proprio naso, quelle fosse dentro le quali venivano accumulate le ceneri dei milioni di deportati uccisi nei forni crematori. L'annientamento della dignità dell'uomo.
Uomini e donne costretti a vivere in condizioni disumane, a dormire sui pagliericci sul cemento e a mangiare cibo marcio. Scherniti dalle SS. Inseriti in una macchina dei quali erano ingranaggi e vittime che li uccideva, ma solo dopo averli umiliati fino a negare loro qualsiasi possibilità di dignità umana. Molti dei prigionieri, a causa dello stress, si ammalavano di malattie mentali e molti si suicidavano andando incontro ai cavi elettrici che racchiudevano la recinzione del campo.
Tanti furono ancora i soprusi dei nazisti. Ad esempio, i gemelli appena nati subivano dei trattamenti pseudo-medici spietati che comportavano la comparsa di tumori e gangrene nei loro corpi. Tra le altre vergogne, quella di essere obbligati a trasportare all'interno del lager le salme di chi, durante le ore interminabili di lavoro estenuante, moriva di fame e stenti.

Conclusioni.

L'assemblea tenutasi al termine della giornata ha visto partecipare tutti gli studenti partiti insieme a noi e l'esperienza vissuta ci ha segnato sicuramente per la vita. Ci ha fatto riflettere su quanto è necessario avere memoria di tali fatti, ma è allo stesso tempo indispensabile attualizzare ciò alla realtà di moderno fascismo che viviamo oggi e agire di conseguenza. Abbiamo tutti la responsabilità ed il dovere di ribellarci all'operato del governo con l'azione appropriata, che non è soltanto quella di manifestare pacificamente, cosa ormai fine a sé stessa. È indispensabile che la storia non venga sotterrata né dimenticata, è di vitale importanza divulgare e far crescere una coscienza antifascista, è essendo consapevoli di quali barbarie i governi siano capaci di architettare che si può lottare contro il moderno fascismo del governo Berlusconi e dei suoi servi che propagandano messaggi razzisti e xenofobi e idee di regime.

Contro il fascismo non un passo indietro!

sabato 12 febbraio 2011

contro il fascismo non un passo indietro!




Ancora una vittoria degli antifascisti palermitani!



Ancora una volta a Palermo è stato impedito lo squallido svolgimento di attività organizzate dai neofascisti locali.
La prima vittoria è stata incassata con l’annullamento da parte di Mondadori della presentazione del libro propagandistico “Nessun dolore” scritto da Domenico di Tullio militante di Casapound. sui neofascisti di tale organizzazione.
Il movimento antifascista palermitano ha presidiato per più di due ore la Mondadori per denunciare alla cittadinanza la grave scelta da parte della libreria di ospitare una tale iniziativa.
Questa volta i sedicenti “fascisti del terzo millennio” hanno provato a fare il salto di qualità organizzando una loro iniziativa alla Mondadori nella centralissima Via Ruggero Settimo.
Il sit-in indetto appena due giorni prima dagli antifascisti palermitani ha scongiurato che individui portatori di odio razziale, sessismo, omofobia in una parola fascisti, avessero la possibilità di poter fare la loro sporca propaganda in un luogo pubblico.

Gravissimo che la Mondadori abbia concesso un loro spazio a tali individui che a seguito dell’indizione del sit-in antifascista la stessa Mondadori ha annullato l’evento ma solo per posticiparlo di circa un mese, il 23 marzo.
Nonostante le perdite economiche che ha subito ieri pomeriggio conseguentemente al presidio antifascista e alla militarizzazione da parte di polizia,carabinieri e digos, il lupo ha perso il pelo ma non il vizio e continua a perseverare rendendosi così complice di apologia di fascismo, di questo la Mondadori dovrà assumersi tutte le sue responsabilità.

Nonostante i proclami e le minacce via web e mezzo stampa da parte di Casapound e di altre formazioni neofasciste nonchè dell’assessore alle politiche giovanili Raoul Russo di presentare e partecipare comunque alla presentazione che si sarebbe svolta sul marciapiede di fronte la libreria, della loro presenza neanche l’ombra.
I camerati di Casapound ci spiegano sul loro blog che la presentazione è stata rinviata per “problemi logistici”…
La verità è che i conigli sono stati confinati nella loro sede a farsi le loro chiacchiere.

Altrettanto gravi le dichiarazioni dell’assessore alle politiche giovanili Raoul Russo il quale, al di la di criminalizzare ancora una volta la nostra organizzazione, dichiara che sarebbe venuto alla presentazione del libro in strada per dare solidarietà a Casapound.
Che i fascisti in doppio petto come Russo e i fascistelli sedicenti rivoluzionari (che invece sono protetti e finanziati dai loro padrini seduti in poltrona) avessero legami lo denunciamo già da tempo.

In una città dove dilaga la disoccupazione giovanile, dove il tasso di dispersione scolastica è altrettanto elevato e dove il degrado di molti quartieri costringe molti giovani ad arrangiarsi da se diventando speso manovalanza mafiosa, non si capisce bene che cosa faccia concretamente
l’assessore delle politiche giovanili a parte intascarsi migliaia di euro e starsi seduto sulla sua poltrona.
Evidentemente il nostro assessore non ha di meglio da fare che proteggere apertamente i suoi figliocci squadristi.
Sappiamo che per i politicanti che governano a tutti i livelli è difficile, ma invitiamo l’assessore Russo per la prossima volta ad essere di parola, se ieri pomeriggio fosse veramente venuto a trovare le decine di giovani e giovanissimi antifascisti sicuramente avrebbe avuto il giusto trattamento che si merita un personaggio come lui.

Red Block
Palermo 12/02/10

giovedì 10 febbraio 2011

Fuori i fascisti dalla città!



Venerdi 11 febbraio l’organizzazione neofascista Casapound ha indetto la presentazione del libro “Nessun dolore” di Domenico Tullio, con la presenza dell’autore nonché militante dell’organizzazione stessa e del presidente di Casapound Gianluca Iannone.
La presentazione del libro avverrà niente poco di meno che alla Mondadori di Via Ruggero Settimo.

Riteniamo una grave provocazione il fatto che venga data la possibilità, dai responsabili della nota libreria, a tali individui di propagandare “ideali” quali il razzismo, il sessismo e l’omofobia.
Casapound è un’ organizzazione dichiaratamente neofascista che con un’immagine artificiosamente “nuova” e “moderna” inneggia al ventennio fascista e al duce, rievocando quel periodo storico che ha visto il nostro paese teatro di violenze e attacchi contro i lavoratori i giovani e le donne da parte del regime fascista che ha ridotto l’Italia in macerie svendendola all’invasore nazista.

Riteniamo vergognoso che la Mondadori dia spazio ad “iniziative” del genere promosse da questi individui che da nord a sud “fanno notizia” per il loro impegno nell’attacco a disabili, omosessuali, agli studenti che lottano contro la riforma Gelmini, da buoni servi del potere quali sono.

Non permetteremo che tali loschi figuri agiscano indisturbati organizzando la presentazione di un libro auto propagandistico.
La nostra città ha dimostrato in più di un’occasione la capacità di ricacciare nelle fogne tali individui che riescono ad agire solo protetti dalla polizia.

Invitiamo tutti i sinceri antifascisti venerdi 11 febbraio alle ore 16 davanti la Mondadori al sit-in antifascista indetto da tutte le realtà e organizzazioni antifasciste della città, per esprimere il loro dissenso e sdegno.


Red Block
Palermo 09/02/2011

giovedì 25 novembre 2010

Chi sono i nemici degli studenti?

A parte qualche caso isolato la stragrande maggioranza dei lavoratori della scuola si è schierata al fianco degli studenti palermitani, in alcuni casi come all’Umberto I i docenti e i genitori hanno sostenuto attivamente l’occupazione partecipando alle assemblee e portando agli studenti da bere e da mangiare, tutte le aree del movimento finalmente si sono unite in questa forma di protesta radicale.
Fatto grave da segnalare, il comportamento del preside dell’Umberto I che ancora una volta riconferma la sua natura reazionaria: appena gli studenti hanno scelto a maggioranza di occupare l’istituto, il preside ha pensato bene di punire gli studenti più attivi “suggerendo” ai loro docenti di mettergli un bel 5 in condotta, al netto rifiuto dei docenti il preside avrebbe consegnato una lista di nomi alla digos. Tutto ciò, da come abbiamo appreso dai giornali e da fonti di prima mano, è stato fatto davanti la testimonianza di docenti e genitori presenti.
Il preside visto il fronte studenti-docenti-personale ata-genitori si è rimangiato tutto.
Ma ciò non basta, non dimentichiamo la condotta del preside Raffaele Antonino il mese scorso…
Già durante i famosi “fatti dell’Umberto” si era reso responsabile dell’aggressione da parte della polizia al pacifico volantinaggio antifascista chiamando prontamente la digos alla vista degli antifascisti, cosa che non fa con altrettanto zelo quando gruppi neofascisti montano banchetti davanti l’ingresso e aggrediscono gli studenti.
Ormai è chiaro che tra preside e digos corre buon sangue e che quando gli studenti si ribellano è pronto a reprimerli chiamando la polizia e usando gli strumenti stessi forniti dalla riforma, come il 5 in condotta che si dimostra un metodo per punire gli studenti più attivi politicamente e in prima linea nella lotta a difesa dei propri diritti.
Anche il preside del liceo scientifico Galilei Salvatore D’Agostino spesso minaccia gli studenti con provvedimenti disciplinari quando vi sono manifestazioni e proteste. Nonostante le minacce i ragazzi del Galilei hanno occupato dando al preside la risposta che si meritava.
Invitiamo gli studenti delle scuole palermitane a denunciare pubblicamente con volantini e locandine questi presidi fascisti e sputtanarli pubblicamente come si meritano!
Naturali alleati della polizia sono anche i fascisti, ancora una volta, come volevasi dimostrare, si schierano dalla parte del potere rappresentandone la più infima manovalanza, si legge da un comunicato di Studenti in Movimento (sigla fittizia dietro cui si cela Giovane Italia organizzazione giovanile del PDL, il partito della Gelmini) che queste proteste e occupazioni sono “politicizzate” e che negano il diritto allo studio!!!
Certo che sono politicizzate, ormai gli studenti sanno distinguere da che parte stare: se con chi è contro il governo o con chi li strumentalizza dietro false sigle… Questa è politica!
Il diritto allo studio non esiste più, lo stanno distruggendo a colpi di riforme sia da destra che da sinistra da più di 15 anni…
Il diritto allo studio ce lo riconquisteremo con la lotta, spazzando via i servi del governo come fascisti, sbirri e politicanti.
Tale comunicato arriva dopo il flop della manifestazione degli “studenti di destra” di sabato scorso che, dopo aver usato per settimane la sigla fittizia e riuscendo a mala pena a prendere in giro poche centinaia di studenti, usciti allo scoperto contavano meno di 200 studenti (che è stata la media di partecipazione ai cortei strumentalizzati dai fascisti).
A seguire del comunicato la sera stessa si è verificato un lancio di pietre contro il Regina Margherita occupato con la rottura di alcune finestre…
Oggi mentre gli studenti delle scuole occupate sono scesi in strada a migliaia bloccando la stazione e il porto, i fascisti hanno provato demagogicamente a cavalcare l’onda indicendo due cortei verso l’ex provveditorato e la provincia dove hanno fatto la solita farsa di incontrarsi con gli assessori loro colleghi di partito prendendo in giro gli studenti.
I soliti infami e servi del potere e del governo insomma…Red Block

mercoledì 13 ottobre 2010

Grande vittoria del movimento antifascista palermitano!









In seguito all’aggressione architettata dalla Questura sotto richiesta del Preside, contro il pacifico sit-in antifascista di fronte il liceo Umberto I lo scorso sabato, la pronta risposta degli antifascisti non si è fatta attendere.

Sabato 09/10/2010

Fin da sabato pomeriggio si è formato un sit-in spontaneo sotto la questura con la partecipazione di un centinaio di persone chiedendo l’immediato rilascio dei sei arrestati, nel tardo pomeriggio dopo 8 ore vengono rilasciati i primi tre compagni, in serata arriva però la notizia che il pm convalida l’arresto di Cesare, Francesco e Ruggero.

Domenica 10/10/2010

L’indomani tutto il movimento antifascista palermitano si ritrova in presidio sotto la questura, sarà una domenica pomeriggio dove un altrettanto centinaio tra studenti e lavoratori esprimono il proprio dissenso verso l’operazione repressiva e la massima solidarietà agli arrestati, si informa dell’accaduto la cittadinanza con striscioni e slogan convocando per il lunedì mattina un sit-in di solidarietà davanti il tribunale dove si svolgerà l’udienza.
In meno di 24 ore e di domenica a scuola chiusa, gli studenti dell’Umberto organizzano un’assemblea straordinaria di un ora da tenersi lunedì per poi partire in corteo verso il tribunale, contemporaneamente gli studenti dei licei Garibaldi, Cannizzaro e Catalano ne organizzano una al giardino inglese da cui partirà un secondo corteo che si unirà a quello dell’Umberto per raggiungere tutti insieme il tribunale.

Lunedi 11/10/2010

Gli studenti che appena tre giorni prima erano scesi a migliaia contro la riforma Gelmini, dimostrano di avere una coscienza politica che va oltre le questioni prettamente studentesche, all’Umberto viene svolta l’assemblea senza il consenso del preside che ancora una volta dimostra la sua natura reazionaria nei confronti degli studenti, il corteo unificato delle scuole nonostante la pioggia è un successo: in più di 300 arrivano davanti il tribunale scandendo slogan antifascisti e contro la repressione poliziesca! In totale si arriva a più di 500 persone che sotto il tribunale gridano a gran voce l’immediata liberazione e assoluzione dei compagni.
La rabbia e lo sdegno verso le falsità dichiarate dalla questura e dalla digos è enorme, in particolar modo gli studenti dell’Umberto che hanno assistito e sono stati anche oggetto delle intimidazioni e violenze dei servi in divisa e non, esprimono la loro rabbia negli interventi al megafono e con gli slogan. La componente della piazza è veramente variegata e rappresentativa di quella parte di società che respinge il marciume e l’apatia diffusa da questo sistema: studenti medi e universitari, lavoratori della scuola tra cui anche un docente dello stesso liceo Umberto, rappresentanti di proletari in lotta per la casa. I cori di solidarietà arrivano fin sopra l’aula dove si tiene l’udienza centrando l’obiettivo: far sentire ai compagni la vicinanza di centinaia di persone: non sono soli!
Sicuramente tutta questa ondata di solidarietà ha infastidito e non poco i servi in divisa e gli agenti della polizia politica (digos) che hanno testimoniato di aver subito violenze e lesioni (poverini!!!) da parte dei tre studenti universitari, i vigliacchi che hanno sbattuto sul selciato e bloccato con ginocchia sulla faccia dei compagni tentano da passare da aggressori ad aggrediti utilizzando fantomatici referti che si sa, in questi casi la polizia non ha problemi per procurarseli. Tutto ciò porta alla mente i fatti del G8 di Genova del 2001 dove anche in quel caso le “forze dell’ordine” si distinsero per cariche a freddo contro manifestanti pacifici, pestaggi e intimidazioni nella caserma di Bolzaneto, l’irruzione nella scuola Diaz aggredendo nel sonno centinaia di giovani e costruendo ad arte false prove come le molotov introdotte dall’esterno dalla polizia e così via.
Verso le 14 la decisione del giudice Lorenzo Chiaramonte che non convalida l’arresto ritenendolo illegittimo in base a due presupposti ovvero “la non pericolosità sociale degli arrestati” e “l’assenza della gravità del fatto”.
Un vero e proprio schiaffo alle menzogne della questura che nelle ore successive all’arresto aveva dichiarato di essere intervenuta per sedare uno scontro in atto tra fazioni opposte di “rossi e neri”, che secondo la questura erano rappresentati da Red Block e Casapound, falsità smentita dalle decine di testimoni presenti e dalle due parti tirate in ballo, ma oltre a questa palese storiella viene smentita la versione della questura che sarebbero stati gli antifascisti ad aggredire gli agenti della digos e della polizia.
Nonostante l’esito dell’udienza la questura con una nota in serata ribadisce la versione dei 7 agenti feriti e cosi via, questo è indice del clima che si respira nel nostro paese, l’utilizzo di padroni e governo dello stato di polizia per avanzare a tappe forzate verso il moderno fascismo.
È paradossale che un’istituzione dello stato come la questura non accetti il verdetto di un’altra istituzione dello stato preposta a tal fine come il tribunale.
Evidentemente l’hanno fatta grossa e la rabbia e il senso di rivalsa verso le centinaia di persone che per una volta non hanno accettato un sopruso del genere e tanta da portare a tali ridicole dichiarazioni. La più eclatante è quella dove si dice che “gli agenti non hanno fatto cancellare alcun video agli studenti”, peccato che lo stesso video divulgato dal quotidiano “La Repubblica” si conclude con l’immagine di una digossina che sequestra il cellulare al possessore che stava girando il video.
L’esito positivo dell’udienza è frutto dell’enorme rete di solidarietà creatasi attorno ai compagni dal minuto successivo al loro arresto fino al Lunedi mattina.
L’unità del movimento antifascista ha dimostrato la sua efficacia contro le menzogne di digos e sbirri.

Martedi 12/10/2010

Nel pomeriggio si svolge un’assemblea nella facoltà di Scienze Politiche dove si ribadisce il rifiuto di sottostare alle minacce della questura e si afferma la volontà di poter esprimere il proprio pensiero sempre, ovunque e comunque.

Oggi 13/10/2010

Una sessantina di compagni appartenenti all’ Ex Carcere, Red Block, Collettivo 20 Luglio, Collettivo Carlo Giuliani, Cail , Coordinamento Anarchico palermitano, Collettivo Autonomo Studentesco, singoli militanti antifascisti nonché il Collettivo ’68 del liceo Umberto, replicano il sit-in e volantinaggio “non autorizzato” ribadendo che nessuno autorizza la libertà di espressione sancito dalla Costituzione e che l’antifascismo non lo deleghiamo alle istituzioni, le stesse istituzioni che appoggiano gruppi neofascisti e ne coprono e difendono le azioni squadriste.
Dall’altro lato della barricata cosa fanno i fascisti di Azione Universitaria?
Espongono uno striscione ed effettuano un sit-in nella facoltà di Giurisprudenza per…
… l’immediata approvazione della riforma Gelmini a cui si oppongono centinaia di migliaia di studenti dal 2008 fino agli ultimi giorni!!!
Ancora una volta i fascisti si dimostrano quello che sono: servi del potere contro gli interessi delle masse popolari, per questo motivo, per portare qualche studente in piazza hanno bisogno dell’inganno come quello architettato da Casapound e Giovane Italia che sono costretti fin dall’anno scorso ad utilizzare la fantomatica sigla di “studenti in movimento”.
Noi non abbiamo bisogno di tutto ciò e questi ultimi giorni a partire da venerdì scorso, hanno dimostrato che la sinistra di classe cosiddetta “estrema” dalla stampa ha una larga base di massa pronta a inondare le piazze e le strade.
Forti di questo non ci fanno paura le minacce della questura e dei singoli sbirri.
La vicenda di sabato dimostra che non siamo noi quelli ad avere paura, ma questo stato che diventa sempre più antipopolare agli occhi della maggior parte di lavoratori, studenti e masse popolari in genere.

Ma non finisce qui…

Venerdi mattina ci si vede nello spezzone contro la repressione nell’ambito dello sciopero generale indetto dai Cobas.

Adesso esigiamo la piena assoluzione dei sei compagni indagati per i fatti dell’Umberto!

Contro il moderno fascismo e lo stato di polizia non un passo indietro!

La repressione non ci spaventa ma alimenta la nostra ribellione!

Viva la rabbia dei giovani studenti!

Viva l’antifascismo militante!

Ribellarsi è giusto!


Red Block
Palermo 13/10/2010

domenica 10 ottobre 2010

Comunicato stampa: Come sono andati i fatti ieri mattina davanti il Liceo Classico Umberto I di Palermo.






Ci sono molte inesattezze e falsità circa le notizie divulgate dalle agenzie stampa sul sit-in antifascista davanti il liceo classico Umberto I di Palermo svoltosi ieri 09/10/10 alle ore 12:00.

Innanzitutto smentiamo che ci siano dei nostri compagni in stato di fermo o di arresto, tutt’ora rimangono “ostaggi” dello stato tre compagni universitari. Altri tre arrestati, tra cui un minorenne, sono stati rilasciati ieri nel tardo pomeriggio.

il sit-in non è stato organizzato solamente dalla nostra organizzazione ma anche da altri antifascisti palermitani, collettivi e organizzazioni tra cui il Collettivo ‘68 degli stessi studenti del liceo classico Umberto I.
Si trattava di un semplice volantinaggio di denuncia circa le ultime aggressioni fasciste avvenute davanti la scuola da parte di gruppi neofascisti come Casapound e Giovane Italia (ex Azione Giovani), l’ultima consumatasi lo scorso 25 settembre ai danni di alcuni studenti medi antifascisti di cui abbiamo già scritto sul nostro blog.

Il volantinaggio è incominciato alle 12:00 in concomitanza con l’uscita di alcuni studenti, erano presenti una trentina di antifascisti posizionati sul marciapiede di fronte la scuola con uno striscione con su scritto “Cacciamo i fascisti da scuole e facoltà”.
Quando è terminata l’uscita dei ragazzi da scuola, alcuni dei quali si sono uniti al sit in, sono sopraggiunti agenti della digos che ci hanno intimato di andarcene perché il sit-in “non era autorizzato”, al nostro netto rifiuto di interrompere il sacrosanto diritto d’espressione sancito dalla Costituzione Italiana, e ribattendo che si trattava di un volantinaggio sul marciapiede per il quale non c’è bisogno di nessuna comunicazione in questura, gli agenti della digos hanno intimato i presenti a fornire le generalità, alla nostra richiesta di spiegazioni hanno afferrato strattonandolo un compagno del Collettivo 20 luglio di scienze politiche dicendo: “ora tu vieni con noi”, alcuni compagni hanno reagito sfilandogli il compagno e ritirandoselo sul marciapiede, a questo punto è iniziato il parapiglia dove gli agenti della digos più alcuni poliziotti in divisa, sopraggiunti su un paio di volanti, si sono avventati contro tutti i compagni cercando di arrestarne quanti più possibile, il sit-in ha risposto compatto e determinato: i compagni tiravano dalla presa dei poliziotti gli altri che erano placcati da 4-5 poliziotti e agenti della digos contemporaneamente.

Questa reazione determinata e compatta da un lato ha sorpreso chi è abituato ad ubbidire e a servire i superiori, dall’altro ha causato una foga ancora maggiore dei servi in divisa che si sono avventati principalmente contro i più piccoli.

Due compagni appena diciottenni, tutt’ora in arresto, sono stati sbattuti violentemente sul marciapiede con 4-5 poliziotti per ognuno che li bloccavano anche pressando con le ginocchia sul collo dei compagni.

Nel mentre agli studenti della scuola che tecnicamente erano usciti ma che erano rimasti dentro l’atrio non è stato permesso di uscire, il preside ha ordinato di chiudere i cancelli. Molti di loro indignati sono saliti sulla cancellata e sulle ringhiere della scuola gridando “vergogna !” in direzione della polizia, anche molti genitori e passanti che poco prima si erano avvicinati al nostro sit-in, osservavano la scena con un misto di indignazione e incredulità, una giovanissima studentessa appena sopraggiunta al sit-in e vedendo un tale spettacolo, ha inveito con rabbia contro la polizia e come risposta è stata sbattuta contro dei cassonetti.

Contemporaneamente sopraggiungevano altre volanti da cui scendevano altri poliziotti che si avventavano sugli studenti del sit-in e sugli studenti della scuola obbligandoli a cancellare foto e filmini amatoriali: le prove dell’aggressione poliziesca.
Dopo una resistenza determinata degli iniziali partecipanti più gli studenti che sono riusciti a raggiungere il sit-in, dopo aver sbattuto a terra e al muro alcuni di noi, sono riusciti ad arrestare 6 compagni (Cesare,Ruggero e Francesco tutt’ora in stato d’arresto e Paolo,Mauro e Carlo indagati ma rilasciati ieri nel tardo pomeriggio), gli altri dopo essersi ricompattati, hanno deciso di fornire solo 3 documenti permettendo al resto dei compagni di allontanarsi ed evitare ulteriori fermi e arresti.

Per arrestare questi sei compagni lo stato ha messo in campo uno spropositato intervento della polizia ( in tutto circa 15 volanti, una camionetta dell’antisommossa e le strade limitrofe chiuse al traffico), un’autentica aggressione contro 30 studenti antifascisti da parte di almeno 50 poliziotti “supportati” sul campo da una decina di digossini, abbiamo avuto anche l’onore di ricevere la visita del vice questore Pampillonia!
Questa è la cronaca dei fatti, al contrario di quanto scritto dai giornali, non c’è stata alcuna colluttazione o scontro con i fascisti (anche se li abbiamo visti scorazzare liberamente sia prima che dopo il sit-in nei pressi del liceo), non c’è stato nessun lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, piuttosto il contrario.
La versione divulgata dalla questura circa uno scontro tra opposte fazioni che si fronteggiavano e totalmente falsa e serve solo a giustificare il grave atto di repressione poliziesca davanti agli occhi di decine di persone tra studenti,genitori, lavoratori e passanti.

Il problema di ordine pubblico è stato provocato dalla repressione poliziesca contro un pacifico volantinaggio che non stava mettendo in pericolo nessuno studente della scuola contrariamente da quanto dichiarato dal preside della scuola Antonino Raffaele.

La scellerata decisione del preside di chiamare continuamente la Questura anche in questa occasione è stata causa di “problemi all’ordine pubblico” e della contusione di studenti giovanissimi, di tutto questo il preside è responsabile e dovrà rendere conto agli studenti.

Come abbiamo scritto in comunicati precedenti sul nostro blog, ormai è da circa un anno che il preside tollera che organizzazioni neofasciste facciano la loro sporca propaganda sia dentro che fuori la scuola.
Chiunque dovrebbe indignarsi davanti al fatto che esistano gruppi neofascisti, tollerati e spalleggiati dallo stato e dal governo, in teoria vietati dalla costituzione italiana di cui il preside dovrebbe esserne garante a scuola.

Ma tutto ciò non ci stupisce, l’antifascismo non lo deleghiamo a nessuno, ne ad un preside che non ha cura dei propri studenti, ancor meno allo stato e ai suoi servi in divisa che storicamente sono collusi con i fascisti.
L’antifascismo è un valore sacrosanto che difendiamo e pratichiamo quotidianamente.

In questa città, come diciamo da tempo, il clima sta cambiando, a Palermo la digos scorta i fascisti di Casapound la notte per coprire le scritte antifasciste davanti l’Umberto, a Palermo ieri la questura ha alzato di grosso il tiro contro chi esprime un’ opinione non conforme a quella dominante, contro chi denuncia la collusione tra istituzione e squadristi, contro gli antifascisti e indirettamente contro qualsiasi cittadino che esprime il proprio dissenso. Non dimentichiamo come la settimana scorsa siano successi episodi analoghi contro liberi cittadini che non gradivano la visita del Papa costata 3 milioni di € in una città in permanente emergenza sociale
È evidente che, dopo la grande manifestazione studentesca di Venerdi scorso con la partecipazione di 7000 studenti che gridavano all’unisono “siamo tutti antifascisti” , che dopo l’esperienza dell’onda del 2008 sono pronti a scendere nuovamente in campo con più esperienza e determinazione, la reazione delle istituzioni è di paura e spaesamento al montare del dissenso reagendo con la repressione poliziesca, principalmente contro i giovani e i giovanissimi che scoprono un nuovo modo di fare politica, quella vera, lontana da partiti e sindacati istituzionali.

Tutto questo non rimarrà impunito!
Cesare,Ruggero e Francesco liberi subito!
Chi semina vento raccoglie tempesta!

Oggi alle ore 16:00 sit-in sotto la Questura a seguire assemblea di movimento presso la sede dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe in Via G.del Duca 4 (accanto i cantieri culturali della zisa).

Domani ore 9:00 sit-in davanti il Tribunale di Palermo

Partecipiamo in massa a tutti gli appuntamenti, la solidarietà è un’arma!

Red Block

Domenica 10/10/10