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domenica 7 marzo 2010

Catalano … ciò che vedrete non è la realtà dei fatti!!!

Come ogni scuola pubblica anche al Catalano le normative di sicurezza sono solamente un optional di cui si può fare a meno. In queste giornate (open day) ai genitori e i figli che hanno intenzione di visitare il Catalano ciò che sarà possibile vedere è solo una parte della scuola, quella sistemata, o meglio camuffata. In queste settimane molti professori hanno costretto gli alunni a dipingere e sistemare alcune aule della scuola solo per l'open day, e saranno le stesse aule che Vi faranno visitare.
Tuttavia ciò che non vi fanno vedere cerchiamo di trasmettervelo noi studenti che questa scuola la viviamo molto più di certi insegnanti e dove rischiamo veramente la vita. Allora visto che il 70% delle scuole siciliane non sono a norma di legge vediamo le condizioni del Catalano.
Partiamo dalle aule dove passiamo gran parte della giornata: infiltrazioni, crepe e meglio ancora buchi da dove è possibile vedere la classe confinante (per non sentirci mai soli!!!), perni che fuoriescono da un muro di una classe per uscire dall'altra parte e dunque in un'altra aula, zoccoletti e parte di muro ceduti. Guardando al complesso della scuola invece, che dire, 11 piani per una scuola direi che fuoriescono di gran lunga dal limite stabilito per norma di legge, le porte delle scale antincendio bloccate dalle macchine ecc.
Questo edificio infatti è un palazzo e non può diventare solo per interessi una scuola dall'oggi al domani senza apportare modifiche strutturali al fine di salvaguardare la nostra sicurezza!
C'è bastata la casa dello studente a L'Aquila crollata non per il terremoto, ma perchè mancava un pilastro. C'è bastata disgraziatamente la morte di Vito Scafidi morto in una suola di Torino perchè gli è crollato il tetto della classe addosso. Dobbiamo arrivare a questo per capire che le nostre strutture scolastiche non sono sicure?
Questo è ciò che la presidenza non Vi farà vedere per non perdere iscrizioni all'anno successivo. D'altra parte noi portiamo a conoscenza della gente la mancanza di condizioni di sicurezza nel nostro edificio.
Vogliono illudervi? Allora noi facciamo la nostra parte, dall'altra parte.
A seguire qualche foto della scuola:

venerdì 8 gennaio 2010

IL PILASTRO MANCANTE… GIUSTIZIA PER GLI STUDENTI AQUILANI!

Un errore umano definiscono i periti della procura il crollo dell'ala nord della casa dello studente che ha causato la morte di 8 studenti e il ferimento di altri 17 durante la scossa del 6 aprile scorso, scossa ritenuta dai sismologi di magnitudo moderata.
Nel progetto risalente al 1965 dal quale doveva nascere un magazzino si evince chiaramente che è stato usato materiale scadente ed erano presenti grosse negligenze strutturali che avrebbero portato necessariamente al crollo.
Negli anni sono cambiate le funzioni dell'edificio arrivando ad oggi ad essere un'abitazione per studenti fuori sede, ma durante i lavori di adeguamento funzionale non sono stati valutati né dai progettisti, né dai direttori dei lavori, tanto meno dai proprietari dell'immobile gli errori strutturali dell'edificio stesso anzi sono stati compiuti lavori di decoro, come l'abolizione di tramezzi, travi e pilastri che hanno influito negativamente sull'intera struttura.
Infine cosa ci si aspetta se in un edificio con lacune strutturali soprattutto presenti nell'ala nord dove mancava un pilastro portante, gli si caricano proprio in corrispondenza di questa zona 400 kg. di pannelli solari sul tetto?
Ovviamente il crollo da un momento all'altro.
Dire solamente vergogna ai progettisti, ai direttori dei lavori, agli amministratori e ai proprietari dell'edificio è veramente riduttivo.
La morale è sempre la stessa, identica nelle abitazioni, negli edifici pubblici come scuole, università e alloggi, fino ad arrivare nelle fabbriche, per i padroni il denaro vale molto di più della vita delle persone.
Politici e padroni che cercano di coprirsi con la scusa delle disgrazie quando invece sono stragi preannunciate quelle avvenute a L'Aquila così come a Messina e provincia o il vagone esploso a Viareggio, stragi in cui i veri colpevoli sono i padroni e tutti quei politici che seduti sulle loro belle poltrone fanno leggi che gravano le condizioni di sicurezza con la gioia dei padroni che spendono meno soldi. Un governo che tramite i ministri Tremonti e Gelmini distrugge la scuola pubblica e l’istruzione tagliando finanziamenti, è responsabile di queste morti come di Vito Scafidi morto nel liceo Darwin di Torino sotto il tetto della sua classe sempre per carenze strutturali dovute alla negligenza delle istituzioni di mettere in sicurezza gli edifici scolastici.

ORGANIZZAZIONE DAL BASSO - LOTTA DI CLASSE
RIBELLARSI E' GIUSTO!
RED BLOCK

mercoledì 9 dicembre 2009

STUDENTI MEDI DI RAVENNA CONTRO LE MORTI SUL LAVORO

Il collettivo studenti medi Ravenna sostiene vivamente e partecipa alla manifestazione nazionale contro gli omicidi bianchi, indetta dalla RETE NAZIONALE SICUREZZA SUL LAVORO per il 10 dicembre a Torino, in vista del più grande processo penale per l’amianto in Italia.


A due anni dalla morte dei 7 operai alla thyssenkrupp di Torino , nulla è cambiato.
Ancora vediamo ragazzi-merce in balia della precarietà,
ancora vediamo famiglie arrivare a stento a fine mese per via della cassa integrazione,
ANCORA CONTINUANO A MORIRE I LAVORATORI PER CONTO DI CHI LI SFRUTTA.
Tutto questo non deve più essere accettato; masse di ragazzi e adulti nelle mani delle agenzie interinali, che mandano a morte chi cerca di portare a casa due soldi.
E repressione da parte delle istituzioni per chi cerca veramente di ribellarsi a ciò!

A Ravenna, dopo la morte di Luca Vertullo - il ragazzo morto durante il suo primo giorno di lavoro al porto- alcuni esponenti della rete nazionale sicurezza sul lavoro, vista la gravità del fatto, decisero di occupare l’agenzia interinale responsabile della morte del ragazzo: l’ “Intempo”, responsabile tra l’altro di un altro omicidio sul lavoro.
E la risposta non è stata altro che la repressione da parte della polizia e dei padroni appoggiati dalle istituzioni cittadine, che hanno denunciato i responsabili multandoli poi fino a più di mille euro!!
Questo è quello che vuole questo governo, far tacere al più presto chi alimenta la rabbia e il senso di giustizia, mentre chi ha mandato a morire un ragazzo non si farà nemmeno un minuto di galera!!!
E mentre i sindacati confederali subiscono passivi, spianando la strada al capitalismo sfruttatore!

E noi studenti dovremmo rimanere fermi di fronte a tutto ciò? Dovremmo accettare a testa bassa queste prospettive per il nostro futuro? Dovremmo rimanere indifferenti vedendo i nostri padri e le nostre madri morire per pagarci gli studi?
No, noi a tutto questo ci vogliamo ribellare, vogliamo creare un movimento autorganizzato insieme ai lavoratori per mostrare che questo sistema è possibile!


COLLETTIVO STUDENTI MEDI RAVENNA

sabato 14 novembre 2009

Ravenna: invece che chiudere l´Intempo, condannati gli attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro!

Da rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro:

7 attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna sono stati denunciati dal presidente della Compagnia Portuale di Ravenna, Rubboli, per avere occupato l´agenzia interinale Intempo. Per parlare con gli articoli del codice borghese: concorso in reato (art. 110), violenza privata (art 610), invasione di terreni o edifici (art 633)- danneggiamento (635) del c.p. In questi giorni è arrivato il decreto di condanna a cui presenteremo opposizione. Ricordiamo i motivi per cui avevamo occupato le sede dell´agenzia Intempo al Porto di Ravenna il 13 marzo del 2007: denunciare all´opinione pubblica il ruolo di questa agenzia di sfruttatori di questi caporali al servizio dei padroni del Porto, dalla Compagnia Portuale ai terminalisti, una banda di trafficanti di esseri umani che ha mandato a morire gli operai Luca Vertullo a Ravenna e Denis Zanon a Porto Marghera, morti che rivelano, ancora una volta, il nesso causale tra precarietà e rischio-sicurezza per i lavoratori. Operai morti per il profitto dei padroni. Volevamo che si mantenesse alta l´attenzione su questi temi perché conosciamo bene come vanno queste cose: impunità dei padroni ai processi, solitudine dei famigliari, silenzio stampa sulla vicenda. Il processo per la morte di Vertullo a Ravenna, come sappiamo, è terminato con lo scandalo delle assoluzioni di 8 imputati, dai dirigenti della Compagnia Portuale ai responsabili della sicurezza. Scandalo perché pur riconoscendo che questa "morte è dovuta ai ritmi velocissimi", dall´ "ottica meramente intesa a un aumento della produttività", che ha mandato dentro la pancia di una nave 9 stivatori, di cui 4 al primo giorno di lavoro, di cui uno, Luca Vertullo, ha trovato la morte, pur riconoscendo tutto questo, i veri responsabili del sistema di sfruttamento che ha il suo centro nel comando padronale, non faranno neanche un secondo di galera, secondo la giustizia dei padroni. Le motivazioni della sentenza dicono quello che, come Rete, stiamo denunciando e combattendo: è la ricerca del profitto che trasforma i lavoratori -e la loro vita- a merce. Eppure questa agenzia interinale è ancora lì. Al Porto di Ravenna dalla Mecnavi a Vertullo niente è cambiato. O almeno sembra. Perché la nostra azione, quel 13 marzo di 2 anni fa, entrava nel vivo dei problemi e voleva -e vuole- mettere fine allo stillicidio di infortuni con la postazione fissa dell´ispettorato o dell´Ausl al Porto, con l´elezione ed il rafforzamento degli Rls, con le lotte e gli scioperi. I confederali si sono dimostrati parte del problema (caporali, gestione dell´Agenzia interinale) e non riusciranno certo a salvarsi l´anima con i convegni sulla sicurezza in occasione della strage della Mecnavi al Porto. Ora questa richiesta di condanna per l´iniziativa della Rete suona come una rappresaglia: non solo l´impunità nelle aule dei tribunali per padron Rubboli e per i suoi caporali, ma anche l´arroganza di chi vorrebbe isolare, criminalizzare chi si batte contro gli omicidi di operai nei luoghi di lavoro.Sul piano legale ci opponiamo, ma la battaglia va condotta anche sul piano politico e sociale. Serve che chi è stanco di parole ipocrite in materia di sicurezza sul lavoro prenda una posizione chiara e netta, serve che rafforziamo la Rete a livello locale e, perché no?, lavorare fin da subito per una manifestazione cittadina che sia il vero processo popolare ai padroni del Porto, contro tutti i padroni assassini. Chiudere l´agenzia della morte, l´Intempo!Giustizia per Luca Vertullo!No alla criminalizzazione della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro! Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- - polo emiliaromagna -sede di Ravenna

giovedì 11 giugno 2009

Comunicato su presidio/udienza Palumbo operaio licenziato dalla Fincantieri

Il 4 giugno, giorno della prima udienza del processo che vede contrapposti la Fincantieri di Palermo e l’operaio Salvatore Palumbo, licenziato perché denunciava le condizioni di assoluta insicurezza all’interno dei Cantieri Navali, la Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro - nodo palermitano - ha organizzato, come momento finale di una intensa campagna durata un mese, un presidio di protesta e denuncia davanti al tribunale. Sotto un sole cocente, in una delle aree d’ingresso al tribunale, striscioni che chiedono la riassunzione di Palumbo, cartelli con foto, documenti e volantini che spiegano i motivi della protesta e dimostrano le condizioni di insicurezza all’interno del Cantiere Navale di Palermo e ancora pannelli con articoli di giornali e foto delle stragi da e per lavoro da Mineo a Torino/Thyssen fino alla recentissima di Saras. Presenti in rappresentanza nazionale due compagni della Rete, Margherita Calderazzi ed Ernesto Palatrasio, un impegno preso all’assemblea nazionale del 24 gennaio a Roma, ma il presidio ha visto anche la partecipazione concreta e solidale di alcuni operai dei Cantieri Navali, compagni di lavoro di Salvatore, di lavoratrici e lavoratori della scuola, dei senza casa in lotta di Via Brigata Aosta e ancora di delegazioni di compagni e compagne rispettivamente della FdCA palermitana, del Coordinamento Anarchico di Palermo, di Lavoratori e Studenti per il comunismo, del Pdci. I compagni del Pcl, fuori città in questa occasione, ma presenti il giorno prima al sit-in fatto davanti alla Confindustria Sicilia, hanno confermato il loro sostegno all’iniziativa. Un delegato della CUB/Giustizia che si è fermato al presidio per diverso tempo informandosi e solidarizzando. E’ stata diffusa, sia in piazza che all’interno del tribunale, la lettera aperta “Riassumere Salvatore Palumbo” e un volantino di denuncia, e in un alternarsi costante di presenza tra il presidio e l’interno del tribunale per seguire l’udienza, tanti avvocati e passanti si sono fermati perché hanno voluto conoscere meglio la vicenda e hanno solidarizzato con Palumbo e la moglie, Angela, presente e attiva nella denuncia e protesta anche in questa occasione. In questi mesi di attività in particolare attorno alla vicenda Palumbo, pur nella grande difficoltà di far passare nei media le informazioni necessarie, è cresciuta la conoscenza, la solidarietà della cittadinanza e tra le realtà politiche e sociali di Palermo. Al microfono aperto si sono alternati diversi compagni che hanno ancora una volta denunciato l’arroganza della Fincantieri che pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo licenziando con una scusa un operaio diventato scomodo (e che ha “offerto” ancora in questa occasione 40.000 euro per chiudere la vertenza); l’insensibilità dei giudici del tribunale che pretenderebbero di tener conto di questioni procedurali, peraltro contraddittori, come si vede dal comunicato stampa allegato dell’avvocato di Palumbo, Nadia Spallitta; le responsabilità dei padroni in generale e di tutti coloro che soprattutto in Sicilia si riempiono la bocca di legalità, praticamente a senso unico, e cioè quando si parla di pizzo alla mafia, per esempio, e non quando devono applicare le leggi sulla sicurezza o i contratti di lavoro in generale… I compagni della Rete Nazionale per la sicurezza nei posti di lavoro hanno spiegato i motivi che portano a licenziamenti di questo tipo inserendoli poi all’interno di una denuncia più generalizzata delle condizioni in cui si trovano gli operai e i lavoratori in tutta Italia, vedi per esempio Thyssen, Ilva di Taranto, ecc.; dei passi in avanti fatti dalla Rete che vanno nel segno della realizzazione degli impegni assunti, e cioè una battaglia fino in fondo per mettere fine alle morti e agli infortuni sul lavoro, ai licenziamenti per ritorsione di questo tipo…La volontà e la necessità che operai che lottano come Palumbo, ma non solo, vengano riassunti e l’impegno della Rete a fare la propria parte ancora su questo, il percorso di lotta che prosegue la cui prossima tappa è l’assemblea nazionale a Roma il 27 Giugno prossimo. Per quanto riguarda l’udienza: durante questa prima fase sono stati ascoltati alcuni testimoni della Fincantieri e alcuni a favore di Palumbo: dato che non si è riusciti ad ascoltarli tutti è stata fissata un’altra udienza il prossimo 23 luglio. Alleghiamo l’articolo di repubblica pubblicato il 5 giugno e il comunicato stampa dell’avvocato Nadia Spallitta Rete nazionale per la sicurezza nei posti di lavoro –
Nodo Palermitanomailto:retesicurezzalavorosicilia@gmail.com retesicurezzalavorosicilia.blogspot.com 338.3342733 - 338.7708110

ASSEMBLEA RETE NAZIONALE SUI POSTI DI LAVORO

Dopo la manifestazione nazionale di taranto del 18 aprilela rete torna a riunirsi in forme aperte a tutte le realtà e ai lavoratori esoggetti interessati che vogliano aderire , collaborare e lavorare insieme-presenti delegati e lavoratori appartenenti sia ai sindacati di base e diclasse, come a numerosi delegati e lavoratori ai sindacati confederalipresenti in oltre 40 fabbriche e circa un centinaio di posti di lavoro-familiari vittime del lavoro di 5 associazioni - organismi di lotta per lasalute in fabbrica e territorio, ispettori, tecnici prevenzionegiuristi, medici operatori, giornalisti e artisti- rappresentanti deipartiti e gruppi politici impegnati sul terreno della difesa di classecontro le morti bianche, provenienti da numerose città del nord e del sudal centro della discussione dell'assemblea la prepazione di due grandimobilitazioni per l'autunno-amianto - processi- territori verso una manifestazione nazionale atorino-casalmonferrato-sciopero generalizzato con manifestazione a roma nella prima decade didicembre contro lo smantellamento del testo unico e il nesso mortisullavoro-precarietà-crisi-contrattazione-dirittiinsieme a questi temi si torna a discutere- della battaglia sul fronte difesa sviluppo degli rls- della strutturazione territoriale della rete-varie e eventuali proposte dalle sedi e dai partecipanti
data l'importanza dell'assemblea e anche in funzione dell'organizzazione deilavoriattiviamo un nuovo indirizzo email ad hoc asssemblearetesic27giugno@gmail.com dove far pervenire adesioni, interventi e proposte che verranno messe sulla mailing list bastamortesullavoro@domeus.it per chi si voglia iscriveree comunque in redditolavoro -indymedia-e ogni altro sito o blog che voglia farli circolare senza alcuna discriminazione alcunasono sin da ora pubblicamente invitati ad essere presenti le rappresentanzesindacali del patto di base- dello slai cobas - della rete 28 aprile
rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro assemblearetesic27giugno@gmail:com

Assemblea nazionale della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro Roma 27 giugno ore 9.30 dopolavoro ferroviario stazione termini sala Pettinelli

martedì 24 marzo 2009

Il 18 APRILE TUTTI A TARANTO: PER LA SICUREZZA DI LAVORATORI E STUDENTI RIBELLARSI E' GIUSTO!

Soprattutto nei periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo, i governi fanno pagare questa crisi da loro creata ai lavoratori e alle masse popolari, tagliando fondi alla spesa sociale in primis istruzione e sanità e come
abbiamo visto dando soldi a banche e per finanziare guerre di aggressione a cui partecipa anche l’Italia. Quando i
giovani o i lavoratori si ribellano a tutto ciò scatta la repressione
poliziesca come abbiamo visto negli ultimi giorni a
Torino ,Roma ,Barcellona Parigi,Atene
e la lista potrebbe continuare…

Gli effetti di tali tagli sono evidenti: i padroni delle grandi fabbriche pur di non diminuire di 1 centesimo il proprio profitto non mettono in sicurezza gli impianti e di conseguenza nel nostro paese muoiono 4 operai al giorno!

Per quanto riguarda i tagli alla scuola, a parte colpire la qualità
dell’istruzione e causare il licenziamento di migliaia di lavoratori già
dall’anno prossimo, minano anche alla sicurezza degli studenti.
8 miliardi di € di tagli previsti dalla riforma Gelmini significano
meno investimenti per mettere a norma e ristrutturare gli edifici scolastici di cui in Italia almeno il 50% è fatiscente (con punte del 70% in Sicilia).

Già lo scorso novembre al Liceo Darwin di Torino è morto Vito Scafidi 17 anni è la
responsabilità politica è del governo e delle sue politiche !

Altro che fatalità come ci hanno detto politici e telegiornali !

Contro tutto ciò però non bastano le parole ci vogliono i fatti!

La rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro dopo la grande manifestazione di 5000 tra lavoratori e studenti per non dimenticare la strage Tyssenkrupp a Torino ha lanciato una seconda grande manifestazione a cui già hanno aderito decine di organizzazioni politiche, sindacali, circoli politici e singole personalità come artisti, attivisti
sindacali ecc. per il 18 marzo a Taranto.
Dopo Torino, Taranto come città simbolo dei morti sul lavoro e della devastazione ambientale a causa della presenza della multinazionale siderurgica ILVA (la più grande d’Europa) che con i suoi fumi nuoce in primo luogo gli operai ma anche tutta la città di Taranto dove vi è un alto tasso di tumori a partire dai bambini di 8-10 anni
(vedi appello della manifestazione dietro).
Per questo è necessario che gli studenti lottino e si organizzino in ogni scuola per la propria sicurezza e la messa a norma degli edifici.
Già sappiamo che le istituzioni previste come la Provincia non hanno mai mosso un dito al riguardo solo con la lotta si può cambiare qualcosa!
Per questo è necessario che gli studenti sia singoli che collettivi aderiscano alla manifestazione.

Aderisci alla manifestazione del 18 aprile a Taranto !


Manda la tua adesione a: manifestazione18aprile@gmail.com

Stiamo organizzando i pullman per la partecipazione alla manifestazione dalle città in cui è presente la Rete.
per info sulla partenza contattaci a : redblock@alice.it oppure cell 3498113576


RED BLOCK aderente alla
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

sabato 10 gennaio 2009

CROLLANO ALTRI TETTI NELLE SCUOLE: GLI EFFETTI DELLO SMANTELLAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA

È di nuovo paura nelle scuole per i crolli. E stavolta solo la fortuna ha evitato il peggio. Momenti di terrore sono stati vissuti ieri mattina in una scuola superiore di Biella, il «Quintino Sella», dove un pezzo di soffitto si è staccato, precipitando sui banchi durante le lezioni: quattro studenti sono rimasti feriti in modo lieve. (tratto da “Il Tempo”)

Appena un mese fa moriva Vito Scafidi uno studente del liceo Darwin di Torino a causa del crollo del tetto della sua classe.
Dopo le continue morti nelle fabbriche (una media di 4 operai al giorno) adesso nel Bel Paese si muore pure a scuola.
Com’era da aspettarsi le istituzioni sia per il caso di Torino sia per questo recente di Biella parlano di fatalità.
Ma quale fatalità?
Continuiamo a ribadire che la fatiscenza delle scuole e i relativi crolli di tetti sono la diretta conseguenza delle cosiddette “razionalizzazioni della spesa” e delle politiche e riforme non ultima quella della Gelmini che aggiungono tagli a tagli perché la scuola “costa troppo” .
I dati statistici parlano di circa il 50% delle scuole italiane a rischio sicurezza (con punte del 70% in Sicilia) e questi sono solo i dati ufficiali!
Intanto il governo manda più militari in Afghanistan ed in altri scenari di guerra come in Somalia spendendo milioni di euro in armamenti per guerre di aggressione contro altri popoli impoverendo anche le masse e i lavoratori in Italia.
Queste politiche oltre a colpire la qualità dell’istruzione colpiscono anche la salute degli studenti e la loro stessa vita come successo tragicamente a Torino.
Non si può morire né di scuola né di lavoro!
Questa è la “civiltà” del sistema capitalista basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in un paese che è considerato civile e industrializzato come l’Italia nel 2008 si muore sul lavoro perché per i padroni di fabbriche e aziende la sicurezza costa troppo e adesso pure nelle scuole perché i governi che fanno gli interessi dei padroni volontariamente dirottano 8 miliardi di euro dall’istruzione alle banche e ai padroni con il duplice obiettivo di finanziare la loro crisi da un lato e dall’altro per far crescere un popolo ignorante che difficilmente possa ragionare con la propria testa e quindi ribellarsi a tutto ciò.
Per questo è necessario che gli studenti si organizzino dal basso in collettivi studenteschi, che lottino per il loro diritto allo studio e il loro diritto alla vita e alla salute in ogni scuola e facoltà.
Adesso che il sistema uccide già a scuola ancor prima di arrivare in fabbrica e quanto mai necessario che gli studenti e i lavoratori combattano fianco a fianco contro i padroni e i loro governi siano essi di centro-destra o centro-sinistra.
È importante inoltre che gli studenti singolarmente o in collettivi si uniscano alla “Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro” nata l’anno scorso che si riunirà nuovamente il 24 Gennaio a Roma e di cui fanno parte sindacati di base, associazioni di familiari di morti sul lavoro, associazioni in difesa della salute ecc.

Basta morti sul lavoro mai più morti nelle scuole!

Per il diritto alla sicurezza nelle scuole e all’istruzione è giusto ribellarsi!

Aderisci alla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, inscriviti alla mailing list : bastamortesullavoro@domeus.it


Red block (organizzazione giovanile di proletari comunisti)

BASTA MORTI SUL LAVORO MAI PIU' MORTI NELLE SCUOLE

Il 6 dicembre del 2007 sono stati uccisi 7 operai alla Thyssen Krupp di Torino, Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario, Giuseppe. La mancanza di rispetto, da parte dei padroni della fabbrica, delle norme di sicurezza ha scatenato un rogo dentro lo stabile in dismissione…gli estintori erano scarichi, gli idranti non funzionavano, 7 operai sono bruciati.
Il 17 novembre, per la prima volta in Italia, i padroni della Thyssen sono stati accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, per la prima volta, in Italia, sono stati ammessi più di 50 operai Thyssen come parte civile al processo.
Dopo quella strage in Italia si è continuato e si continua a morire di e per lavoro, 4 operai muoiono ogni giorno, un lavoratore ogni 7 ore!In Italia si è costruita una campagna mediatica e politica sulla sicurezza, ci hanno voluto far credere che siamo tutti in pericolo e la maggior parte di colpa l’hanno imputata agli immigrati…!
E’ vero, siamo tutti in pericolo, ma sono loro (stato,governi e padroni) a metterci in pericolo, sul lavoro dove si continua a morire e a scuola come successo sabato 22 al liceo Darwin di Rivoli (Torino), dove il crollo di un soffitto ha ucciso un giovane studente e feriti 4 in modo molto grave, ecco cosa producono le politiche di tagli di fondi e smantellamento della scuola pubblica che da anni attuano governi di centro destra e centro “sinistra”!
Denunciamo la responsabilità politica del governo, per la morte del giovane liceale torinese, in particolare per mezzo dell’ormai legge Gelmini che producendo tagli per 8 miliardi di euro verso scuole e università colpisce direttamente anche l’edilizia scolastica che in tutta Italia è fatiscente con una media del 50% delle scuole (70% in Sicilia).
Altro che fatalità come ha dichiarato il Presidente del Consiglio!
Inoltre come studenti medi e universitari continueremo a scendere in piazza affinché venga cancellata la vergognosa Legge 133 e l’attuazione della controriforma dell’Università che vogliono istituire nel nostro Paese in estrema sintesi un’istruzione e una cultura differenziate per censo ed “appartenenza di classe”, con una scuola per i figli dei ricchi e dei padroni (magari privata e sostenuta dai soldi di tutti ,in particolare dei lavoratori) e una scuola pubblica per i figli dei lavoratori, povera senza risorse, strutture e strumenti.

Non vogliamo più che i lavoratori vengano uccisi sui posti di lavoro per il profitto di pochi capitalisti e tantomeno che muoiano gli studenti nelle scuole!
E’ importante che gli studenti si uniscano ai lavoratori nella lotta contro gli omicidi bianchi, perché vengano rispettate le norme sulla sicurezza e perché la vita di un lavoratore non sia più considerata meno della merce che produce!

Per questo invitiamo tutti gli studenti a partecipare alla:

Manifestazione 6 Dicembre a Torino


Difendiamo il nostro presente riprendiamoci il nostro futuro!


Red Block

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DELLA RETE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

Red Block Palermo aderisce all’appello e partecipa alla manifestazione del 6 Dicembre a Torino indetta dalla Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro.
Come studenti in lotta perché non venga eliminato del tutto il diritto allo studio bensì riaffermato nei valori di laicità, accessibilità e democrazia, esprimiamo solidarietà militante ai lavoratori vittime dei cosiddetti “incidenti sul lavoro”.
Contro la precarietà e la miseria quotidiana denunciamo con la nostra partecipazione la responsabilità dei padroni che, di fronte al crescere dei loro profitti, non investono sulla sicurezza degli impianti di fabbriche e posti di lavoro causando la morte di quattro lavoratori al giorno.
Denunciamo altresì la responsabilità politica del governo, per la morte del giovane liceale torinese in seguito al crollo del tetto della sua classe, in particolare per mezzo dell’ormai legge Gelmini che producendo un taglio di 8 miliardi di euro verso scuole e università colpisce direttamente anche l’edilizia scolastica che in tutta Italia è fatiscente con una media del 50% delle scuole (70% in Sicilia).
Altro che fatalità come ha dichiarato il Presidente del Consiglio!
Non vogliamo più che i lavoratori vengano uccisi sui posti di lavoro per il profitto di pochi capitalisti e tantomeno che muoiano gli studenti nelle scuole!
Per questo invitiamo tutti gli studenti a partecipare alla manifestazione del 6 Dicembre a un anno esatto della strage delle Thyssenkrupp dove morirono 7 operai che vi lavoravano.
In questi giorni andremo nelle scuole e nelle università per sensibilizzare gli studenti su questa importante battaglia!

Red Block Palermo (organizzazione giovanile di proletari comunisti Palermo)

Appello della manifestazione:

6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino

6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all'interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai. Sette vite bruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione.

Forte fu la commozione e l'eco in tutto il Paese. Le massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano, dichiararono che avrebbero fatto l'impossibile affinché stragi come quella di Torino non fossero più avvenute.

Spenti pian piano i riflettori dei mass-media, la questione della sicurezza sul lavoro è sparita dall'agenda politica di governi e parlamenti, sostituita da quella – montata ad arte - della "sicurezza" nelle città, della psicosi dell'immigrato stupratore, rapinatore, pirata della strada o altro, dimenticando che secondo studi della stessa UE, le città italiane sono le più "sicure" d'Europa…

Ma tant'è, si mandano forze di polizia e militari nelle città, ma non si fa un passo per garantire incolumità e sicurezza a chi vive di lavoro. La strage di Torino non è stata la prima e, purtroppo, non è stata l'ultima: i circa 4 morti al giorno nei luoghi di lavoro dovrebbero suonare come un sonoro schiaffo per qualsiasi società che abbia la presunzione di definirsi "civile". Ma in Italia no: qui non solo si continuano a varare provvedimenti assolutamente insufficienti, soprattutto dal punto di vista delle azioni di contrasto e di sanzione nei confronti delle aziende, come da quello dei poteri e delle agibilità degli RLS e degli ispettori INPS o INAIL (come il nuovo Testo Unico, Legge 81/2008), ma a questi si affiancano leggi e decreti come quello sulla detassazione degli straordinari (Legge 126/24 del luglio 2008), quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del 5 agosto 2008), la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del ministero stesso e dell'INPS (settembre 2008), e, ultimo solo per tempo, il ddl 1441 quater, attualmente in discussione alla Camera, che vorrebbe sterilizzare i processi e legare le mani ai giudici del lavoro.

Il segnale è purtroppo molto chiaro: da un parte si continuano a garantire condizione di massima redditività delle aziende (cioè massimi profitti), dall'altra si aumenta la precarietà, si allunga l'orario di lavoro, si controllano di meno le violazioni in termini di sicurezza, diminuendo quindi la tutela della salute e dell'incolumità del lavoratore, così come di chi vive in città o quartieri vicini ad impianti industriali: ecco che, quindi, l'immigrato che lavora nel cantiere si trova nella stessa barca con l'operaio Fiat, con l'abitante di Taranto che respira le polveri tossiche dell'ILVA, o con il valsusino che rischia di morire di amianto se partiranno i lavori del TAV…

Siamo stanchi di restare a guardare, spettatori/vittime di una macabra rappresentazione che coinvolge, direttamente o indirettamente tutti noi.

Il 6 dicembre saremo a Torino e sfileremo dalla Thyssenkrupp al Palagiustizia non solo per ricordare i nostri 7 compagni di lavoro morti nel rogo di un anno fa, reclamando giustizia in un processo che sta per entrare nel vivo, ma per ricordare tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno perdono la vita o subiscono gravi infermità perché qualcuno, per volersi arricchire sempre di più, li fa lavorare sempre di più, sempre più velocemente e in condizioni sempre più insicure.

Il processo Thyssen è giunto ad un grande risultato, senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup come parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un'azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte. Ma sappiamo che questo non basta: siamo coscienti che sarà possibile invertire questo drammatico corso di sangue e di morte (una "guerra" che fa più vittime della guerra in Iraq o delle guerre di mafia) solo se riusciremo ad affermare un punto di vista, che è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare, ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella di chi lavora.

Per questo facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi sinceramente democratici, agli ispettori del lavoro, dell'INPS e dell'INAIL, ai giornalisti coscienziosi, ai giovani e agli studenti che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto.

Torino il 6 dicembre 2008 – Manifestazione con concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp, Corso Regina Margherita 400, ore 09.30

Associazione LEGAMI D'ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari delle vittime)

RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

http://email6.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYmxvY2tAZW1haWwuaXQ=&sid=%7b1200916385492AF946B412E-492AF946B48FC-1227553094%7d&to=bastamortesullavoro@domeus.it per comunicazioni rapide

Prime adesioni individuali:

Ciro ARGENTINO, RSU FIOM-CGIL Thyssenkrupp (Torino); Nazareno BALANI, Collettivo Lavoratori Comdata - FLMU-CUB (Torino); Riccardo DE ANGELIS, RSU FLMU-CUB Telecom (Roma); Riccardo DI PALMA, RSU RdB-CUB del Comune di Borgomanero (Novara); Gianfranco DI PUPPO, RdB-CUB Comune di Torino; Andrea FIORETTI, RSA FLMU-CUB Gruppo Sirti (Roma); Vincenzo GRAZIANO, FLMU-CUB Comdata (Torino); Massimiliano MURGO, RSU Alternativa Operaia/FLMU-CUB Marcegaglia; Building, Sesto San Giovanni (Milano); Irene ROSSETTI, Collettivo Lavoratori Comdata - FLMU-CUB (Torino); Raffaele ARGENTA, FIOM-CGIL Fiat Mirafiori (Torino); Cristiano BRUZZI, precario (Bologna); Luca CARRETTA, RSU SLC-CGIL Telecom Italia S.p.A . (Torino); Roberto BEGHELLI, RSU FLMU-CUB Telecom Italia S.p.A. (Bologna); Daniela CORTESE, RSU Telecom Italia Sparkle, Circolo PRC TLC (Roma); Egidio BERTOLOTTI, Regione Lombardia; Giovanni CESAREO, docente alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano; Massimo IBERTI, Rsu Cobas Pubblico Impiego all'Università di Torino; Arnaldo DEMETRIO, FLMU-CUB Telecom Italia (Milano); Paolo FORNELLI, segretario provinciale PdCI (Pavia); Luca MALMUSSI, RSU FLAI-CGIL Inalca\jbs di Castelvetro Modena(Modena); Francesco FUMAROLA, RSA FLMU-CUB Atesia (Roma); Riccardo FILESI, SdL Alitalia (Roma); Barbara RICCI, SdL Alitalia (Roma); Giuliano MICHELI, CUB Trasporti Alitalia (Roma); Luca CLIMATI, RSU RdB-CUB INPDAP (Roma); Fabrizio COTTINI, FIOM-CGIL Sielte (Roma); Sante MARINI, FIOM-CGIL Alcatel Alenia (Roma); Maurizio BACCHINI, FIOM-CGIL Baxter S.p.A (Roma); Marina CITTI, CGIL Menarini S.p.A. Pomezia (Roma); Antonello TIDDIA, RSU Carbosulcis; Catia GALASSI, RdB-CUB Servizi Sociali, Comune di Novara; Giorgio CREMASCHI, segreteria nazionale FIOM, responsabile sicurezza; Carlo CORBELLARI, RdB-CUB Comune di Verona; Marco RIZZO, parlamentare europeo; Claudio CANATO, RSU FLC-Cgil, Istituto comprensivo Ferrari, Vercelli; Sara ARDIZIO, Anffas Onlus, Novara; Fabio Massimo VERNILLO, delegato sindacale SdL Coop. Sprinter, Roma Termini; Luca BELLARDONE, RdB-CUB Novara; Marco DI MATTIA, RSU FIOM-CGIL Call Center Telegate (Torino); Ornella TERRACINI, direttivo regionale dello "SPI-CGIL", LAVORO e SOCIETA'; Gloria MELE, lavoratrici occasionale nella grande distribuzione, Torino; Luigi CASALI - Coordinatore regionale RdB-CUB, Federazione del Piemonte; Gerardo GIANNONE, RSU FIAT Pomigliano d'Arco (Napoli); Michele CASTALDO, SPI-CGIL, Roma; Lino BALZA, Medicina Democratica, Alessandria; Giovanni NOBILI - USI, Torino; Giuseppe ZAMBON editore, Francoforte; Adriana CHIAIA, del comitato di redazione della Casa editrice Zambon, Milano; Francesco PAPPALARDO, Medico del Lavoro, Piombino; Lorenzo MORTARA, operaio dell'YKK SPA, iscritto FIOM-CGIL, Vercelli; Stefano IPPAZIO, Sindaco di Taranto; Alessandro MARESCOTTI, presidente di Peacelink; Amalia NAVONI, beni comuni zona 8, Milano; Caterina Rodella - collettivo studenti SU LA TESTA – Bologna; Mariella MEGNA - Regione Lombardia; Giorgio RIBOLDI - A.L. Cobas-CUB Regione Lombardia; Erika SOLLO - Provincia di Torino; Roberto DELOGU, dipendente Gruppo Amiu S.p.A., iscritto CGIL; Samanta DI PERSIO, autrice libro "Morti bianche"; Patrizio LISI, segretario della federazione del PRC di Latina; Frediano DUTTO, centro Paolo



Otelli di Chivasso (To); Alessandra VALENTINI, Giornalista; Sergio CIMINO – FISAC-CGIL Napoli; Roberto BRETTO, operaio FIAT Mirafiori FIOM-CGIL, Torino; Giancarlo LUCIANI, FLMU-CUB, dipendente SELEX COMMS Spa, stabilimento di Cisterna di Latina; Lutz KÜHN, iscritto alla FIOM-CGIL Nokia Siemens Networks, Milano; Stefano PENNACCHIETTI, RSU/RLS Ferrovie, RFI, Roma; Lucio COSTA, pensionato, Padova; Luca PASTORINO, studente-lavoratore, Genova; Eugenio MIELI, Segretario Regionale Lazio SNATER; Roberto CAMPOPIANO, RSU/RLS SNATER Telecom Italia, Roma; Mario COLASANTI, Segreteria Regionale Lazio SNATER; Andrea FRANCESCANGELI, Direttivo Regionale Lazio Snater; Andrea D'EPIFANIO, Segreteria Nazionale Snater; Marco BARONE, legale Cobas, Bologna; Donato ANTONIELLO, Segretario RSA FISAC/CGIL Rivoli (TO); Donato ANTONIELLO, Assessore al Lavoro e istruzione per conto anche del Sindaco della Città di Nichelino (To); Simone OGGIONNI, Direzione nazionale PRC; Salvatore INGHES, CUB Pinerolo (To); Gian Franco SUPPO, RdB-CUB Pinerolo (To); Davide FABBRI, Consigliere Federale Nazionale dei Verdi, Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena (FC); Leonardo MASELLA, capogruppo PRC Regione Emilia-Romagna; Erwin DORIGO - PRC Circolo 25 aprile, San Miniato (PI); Fulvio GRIMALDI, giornalista-documentarista, Roma; Sandra PAGANINI, storica, Roma; Romeo CAVALLI - RdB Cub Novara; Felice LANNI, RdB-CUB Novara; Renato POMARI, RSU IBM, Vimercate (MI); Fabio ZERBINI, RSA-CUB Genia Ambiente, S.Giuliano Milanese (MI); Francesco SCARCELLO, ex-operaio Thyssen, Torino; Angelo SCARCELLO, pensionato, Torino; Vincenzo ABBATANTUONO, insegnante, SdL Intercategoriale Piemonte; Claudio LORENZONI, responsabile sindacale RdB INPS - Roma Centro; Giovanni BRUNO, Confederazione Cobas, Pisa; Caterina SBROZZI, impiegata amministrativa, Comune di Torino; Andrea GUAZZETTO, RSA FLAICA-CUB, Cooperatore impiegato c/o Biblioteche Università degli Studi di Torino; Alessandro SALZA, RSA FLAICA-CUB Cooperatore impiegato c/o Biblioteche Università degli Studi di Torino; Gualtiero ALUNNI Comitato Politico Nazionale PRC; Manuela PALERMI, direttore de "La Rinascita della Sinistra"; Rita URGESI-Caterina PASSIATORE-Luca PASSARO-Gianni AMORUSO-Giuseppina ATTIVISSIMO-Enzo VINCI e Maria Teresa MARINOSCI ispettori del lavoro della direzione provinciale di Taranto; avvocato Stefano Palmisano - patrocinante cause vittime ILVA di Taranto e Petrolchimico di Brindisi; dott.Gino STASI - Medicina Democratica Brindisi; avv. Fausto SOGGIA nel processo contro Riva dell'ILVA - Foro di Taranto; Silvana FRANGELLA Responsabile Servizi Comunicazione Circoscrizione 9 Torino; Francesco SALE - PdCI sez. "U. Terracini", San Miniato (PI); Fabio ZAYED - Fotografo, Roma; Maila IACOVELLI - Fotografa, Roma. Federico GIUSTI, RSU-Cobas, Comune di Pisa. Gianmaria VENTURI, Rsa-Rls USI AIT Coop. Sociale "29 Giugno", appalto Università di Roma 3. Roberto MARTELLI, Rsa Rls USI AIT Coop Sociale Aspic, Roma. Avv.Roberto LA MACCHIA ( Presidente Giuristi Democratici ) - Avv. parte civile per i lavoratori TK Fim-Cisl. Avv.BONETTO Sergio - Avv. parte civile per i lavoratori TK Fiom-Cgil. Avv.POLI Elena -Avv. parte civile per i lavoratori TK Fiom-Cgil. Avv. NAPOLI MariaGrazia- parte civile per i lavoratori TK Fiom-Cgil. Piergiorgio CORRADIN, fotografo ed educatore socio assistenziale (Torino). Laura LA PLACA, RLS Poste Italiane – Milano. Marco VILLANI, RLS Banca Nazionale del Lavoro –MI. Renato POMARI, RLS della RSU IBM Vimercate (MI). Alessandro PELLEGATTA, RLS Trenitalia – Milano. Alfio SCIRE', RSU ATM-Azienda Trasporti Milanesi-MI. Giampiero ORSI, RSA ATM-Azienda Trasporti Milanesi. Mario POSADINU, RLS/RSU Nord Servizi (app.ferr. )-MI. Davide BARILLARI, RSU IBM VImercate (MI). Domenico LEONARDI, RLS SEA SpA Linate (MI). Giancarlo MANENTI, RLS SEA Handling SpA Linate(MI). Giovanni FRUSTILLO, RLS ALHA Cargo Malpensa, (VA). Paolo TRESOLDI, RLS SEA Handling SpA Malpensa,(VA). Anna AZZIMONTI, RLS Milano Ristorazione Malpensa. Alessandro LA PIANA, RLS Alitalia Malpensa.(VA). Stefano GUERRESCHI, RLS Banca Nazionale del Lavoro-Mi. Michele SALVI , RLS Regione Lombardia. Giovanna FRISOLI, RSU Comune di Milano. Gianfranco MANERA, RSU Comune di Milano. Gianluca CASSINA, RLS SACBO Orio al Serio (BG). Riccardo CASALI, RLS SACBO Orio al Serio (BG). Giorgio ZANUTTO, RLS Carive-Gruppo IntesaSanpaolo-VE. Roberto DE PAOLIS, RLS Trenitalia – Emilia-Romagna. Edoardo BAI, Medico Gruppo Prevenzione luoghi di lavoro ReteLombardia Salute. Enzo MANDELLI, Medico Gruppo Prevenzione luoghi di lavoro ReteLombardia Salute. Sergio MARSICANO,



Medico Gruppo Prevenzione luoghi di lavoro ReteLombardia Salute. Gianalessandro MORONI, Medico Gruppo Prevenzione luoghi di lavoro ReteLombardia Salute. Tullio QUAIANNI, Medico Gruppo Prevenzione luoghi di lavoro ReteLombardia Salute. Simone FIERUCCI RLS Pirelli (FI). Giggi DROMEDARI, Tecnico della Prevenzione, Delegato RSU Asl Rm G. Franco BOSISIO operaio RSU CGIL SIAC Bergamo. Massimo MERGONI, operaio RSU CGIL Telecom. Fausto MOTTA, operaio RSU CGIL Tasselli Suzzara (MN). Fabrizio ALLEGRETTI, operaio RSU CGIL IVECO Suzzara (MN), Marco CASALI, operaio RSU CGIL Mec Carni Marcaria (MN). Emiliano MAFFEZZONI, RSU CGIL Mec Carni Marcaria (MN). Massimo TREVISI, dipendente Comune di Mantova. Giancarlo LATINI SPI CGIL Mantova. Monica PERUGINI, consigliere provinciale Mantova. Carlo GRASSI, assessore provinciale al lavoro Mantova. Rosana DE BONI operaia coop sociale Mantova. Nadia SITTA operaia Lubiam Mantova. Salvatore PALUMBO, operaio Fincantieri Palermo. Mauro GEMMA - coordinatore L'ERNESTO regione Piemonte. Stefano BARBIERI - coordinatore L'ERNESTO Alessandria. Mirco SOLERO - segreteria federazione PRC di Torino (Area L'ERNESTO). Josè SALINAS, responsabile della commissione Immigrazione del PRC-Torino.

Adesioni collettive

Assemblea Lavoratori Autoconvocati ; SLAI-COBAS per il sindacato di classe; Comitato "6 dicembre" – Torino; Comitato "5 aprile" – Roma; Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona; Confederazione Unitaria di Base; FLMUniti-CUB; Sindacato dei Lavoratori, SdL, Segreteria Nazionale; Federazione Regionale CUB Piemonte; Federazione Regionale RDB-CUB Piemonte; Federazione Regionale RdB-CUB Pubblico Impiego; Federazione Regionale F.L.M.U.- CUB Piemonte; Federazione Regionale RdB-CUB Sevizi Torino; FLMUniti-CUB Bologna;Coordinamento Nazionale delle RdB/CUB Ministero delle Economia e delle Finanze; Unione Sindacale Italiana USI - Federazione di Roma; USI-Ait, Rimini; Collettivo Lavoratori Comdata; Sindacato Lavoratori in Lotta per il Sindacato di Classe; Medicina Democratica; Comitato Familiari e Lavoratori FIOM Ilva Taranto "12 giugno"; Associazione Famigliari vittime Amianto Casale Monferrato. AL-Cobas CUB Milano; AL-Cobas CUB Regione Lombardia; Sindacato dei Lavoratori-SdL, di Chivasso (To); SLAI Cobas dell'Azienda Ospedaliera "Monaldi" di Napoli; Confederazione Cobas Piemonte; RdB della struttura zonale INPS - Roma Centro; Collettivo "Iqbal Masih", Lecce; Comitato No-Expo, Milano; Associazione di volontariato ALJ ONLUS, Bologna e provincia; Network Antagonista Torinese; CSOA Askatasuna; CSA Murazzi; Collettivo Universitario Autonomo; Collettivo Studenti autorganizzati; Proletari@ - comunicazione militante; Network http://email6.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYmxvY2tAZW1haWwuaXQ=&sid=%7b1200916385492AF946B412E-492AF946B48FC-1227553094%7d&to=Barletta@libero; Piattaforma Comunista; P-CARC Piemonte e Lombardia; Proletari Comunisti; Redazione Daszebao; Partito Umanista; L'altra Lombardia - SU LA TESTA; Ravenna Viva; Circolo PRC "Marcos" del territorio delle Terre d'Acqua (prov. Di Bologna); Partito di Alternativa Comunista; Redazione del periodico "Lavoro e salute"; Città di Nichelino (TO); Circolo PRC 25 Aprile - San Miniato (Pisa); Associazione Solidarietà Proletaria; Circolo di Rifondazione Comunista di Sabaudia (LT); Rete Antifascista Bergamasca; Ultras Ternana; Brigata Germinal Cimarelli; Rifondazione Comunista, Circolo di Colonia; Associazione marxista Unità Comunista; Collettivo Collegamenti Internazionalisti di Bergamo; Associazione Pianeta Futuro per la Costituente Comunista – Pisa; Partito dei Comunisti Italiani; Collettivo studentesco Liberamente – Taranto; Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario; Associazione "Spot the Difference". Teatro delle Ceneri, Bologna. Antagonismo Studentesco, Novara. Circolo PRC di Bussoleno - Valle Susa. Associazione "Linea 5", Molfetta (Ba). Partito dei Comunisti Italiani, Federazione di Mantova. Federazione Autisti Operai della regione Veneto, aderente a SLAI Cobas per il sindacato di classe. Collettivo Politico MILITANZ Casa del Popolo (CdP), per l'Autorganizzazione sociale, Sant'Antimo (Na). Comitato 1° Maggio. Partito Comunista Dei Lavoratori. Circolo Internazionalista "Josè Carlos Mariàtegui", Torino.

Torino nov.2008

BASTA MORTI SUL LAVORO

L’ottobre scorso sindacati di base, singole associazioni e singoli lavoratori hanno dato vita alla Rete Nazionale per la Sicurezza e la Salute nei Posti di Lavoro.
Ormai in Italia il problema della sicurezza sul lavoro è diventato quotidiano: ogni giorno muoiono in media 4 operai e gli infortuni sono innumerevoli. Tutto ciò non è fatalità bensì responsabilità dei padroni che hanno l’onere di mettere a norma i locali e sistematicamente non adempiono a tale obbligo solo per un motivo: il loro profitto personale! E’ semplicemente vergognoso che si lucri sulla vita dei lavoratori che sono i reali produttori di ricchezza nel nostro Paese.

Naturalmente la Sicilia non è esente dal problema, citiamo solo l’ultimo caso:
· Al porto di Messina un ragazzo di 17 anni è stato colpito dal cavo di una gru. Il giovane ha riportato un trauma cranico ed è ricoverato in gravi condizioni al Policlinico. Secondo una prima ricostruzione della polizia , il ragazzo, quando è stato colpito, stava lavorando nel cantiere. (Sole 24 ore 21/03/08).
Solo in Sicilia 100 morti e 43.000 feriti all’anno. A Palermo 120 morti solo per l’amianto! Terza città d’Italia dopo Genova e Torino… e questi sono solo i dati ufficiali!
Ma il problema riguarda anche gli studenti: in Sicilia la stragrande maggioranza degli edifici scolastici è fatiscente, molti locali non sono messi a norma per quanto riguarda uscite di sicurezza o estintori, non vengono mai fatte le prove anti-incendio stabilite per legge, inoltre spesso mancano i riscaldamenti, tutto ciò a spese della salute e della sicurezza degli studenti e del personale scolastico.
La RETE è nata con l’intento di fare un lavoro che unisca le diverse esperienze di tutti i soggetti che ne fanno parte con lo scopo di combattere una lotta permanente e sistematica contro i diretti responsabili che lucrano sulla salute e sulla vita di tutti noi lavoratori e studenti.
Invitiamo gli studenti a dare un contributo con loro proposte e ad essere protagonisti di questa importante battaglia!

Siete invitati lunedì 31 Marzo alle ore 11:30 al presidio/conferenza stampa davanti la sede dell’ispettorato del lavoro di Palermo in Via Briuccia 67 dove presenteremo il programma della tappa palermitana della marcia-carovana contro le morti sul lavoro.

Per aderire o per informazioni: tel 349.8113576 email: redblock@email.it
bastamortesullavoro@domeus.it

RED BLOCK aderente alla RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVOROCome primo passo, la neonata RETE ha dato il via ad una marcia-carovana per la sicurezza che ha già incominciato ad attraversare tutto il Paese con una serie di iniziative. Nel quadro nazionale sono previste anche a Palermo mobilitazioni per il mese di Aprile che sfoceranno in una manifestazione il 18 Aprile.
Invitiamo gli studenti a dare un contributo con loro proposte e ad essere protagonisti di questa importante battaglia!

Siete invitati lunedì 31 Marzo alle ore 11:30 al presidio/conferenza stampa davanti la sede dell’ispettorato del lavoro di Palermo in Via Briuccia 67 dove presenteremo il programma della tappa palermitana della marcia-carovana contro le morti sul lavoro.

Per aderire o per informazioni: tel 349.8113576 email: redblock@email.it
bastamortesullavoro@domeus.it

RED BLOCK aderente alla RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO