mercoledì 25 luglio 2012

INTERESSANTE ANALISI-CONTRIBUTO DAI GIOVANI COMPAGNI CANADESI-Ipotesi N.1 del Movimento Studentesco Rivoluzionario Un'esperienza di lotta importante

Ipotesi N.1 del Movimento Studentesco Rivoluzionario

Un'esperienza di lotta importante
22 LUGLIO 2012
Nel quadro delle sue ipotesi di lavoro sullo sciopero studentesco, il MER [Movimento Rivoluzionario degli Studenti] afferma che la lotta degli ultimi mesi costituisce un momento importante nella lotta politica; o meglio, che questa lotta rappresenta un balzo in avanti nella pratica politica delle masse che potrebbe cambiare certi parametri della lotta di classe in Quebec, con alcune conseguenze per il Canada. Le prime indizioni di sciopero a febbraio, le azioni organizzate da gruppi di studenti e studentesse militanti o a partire dalle azioni di massa - qualcosa è cambiato nel panorama politico, qualcosa che permette di cambiare la situazione attuale e che ha la potenzialità di cambiare molte cose in futuro.
Lo sciopero studentesco del 2012 è certamente il più grande movimento della gioventù che sia esistito in Quebec. Oltre a ciò, il movimento dello sciopero avrà anche avuto come conseguenza quella di sconvolgere i piani elettorali del governo, di indebolire la classe politica nel suo complesso e in più di aprire una crisi politica e sociale importante.
Qualunque sia il mezzo utilizzato - basti pensare alle leggi repressive, alla violenza poliziesca, alle minacce, agli editoriali compiacenti, ecc.) - niente è riuscito a deviare la lotta degli studenti. In questo senso, il rifiuto di rassegnarsi ai diktat del governo, la volontà di combattere fino ad assumersi volontariamente la rottura del consenso sociale borghese, sono stati elementi importanti che hanno permesso al movimento studentesco di preservare una libertà d'azione e un margine di manovra che le direzioni sindacali del movimento hanno abbandonato da tempo.
A livello pratico, il movimento è stata l'occasione per migliaia studenti e studentesse per accumulare esperienze di lotta, e questo in tempo record, d'una ricchezza eccezionale - sia nelle forme utilizzate sia per l'estensione da esse raggiunta - che deve ancora essere pienamente riproposta. Ovunque, da Gatineau a Rimouski, sono migliaia di studenti e studentesse che hanno lavorato per organizzare lo sciopero nei campus universitari, che hanno tenuto i picchetti, che hanno partecipato ad assemblee generali e a manifestazioni di massa, messo in piazza delle azioni di disturbo economico e combattuto, a volte, in modo molto radicale.
Di fronte alle vecchie strategie del governo, un movimento studentesco ben differente.
Il governo ha creduto che, lasciando marcire il conflitto, sarebbe riuscito a dividere il movimento studentesco. Per fare ciò, esso si è basato sulla cabala mediatica dei suoi servi che abbondano da troppo tempo nella stampa di massa - i Martineau e Pratte di questo mondo - e anche sulla giuridificazione del conflitto. Gli obiettivi del governo erano semplici: più la scadenza del termine della sessione si farà sentire e l'obbligo di avere un lavoro estivo si avvicineranno, e più il movimento studentesco si sarebbe diviso.
La vecchia strategia del governo ha fallito miseramente. Non solo il movimento studentesco non si è ancora diviso, ma il movimento studentesco riformista più combattivo, CLASSE, attraverso le assemblee generali e la massiccia partecipazione degli studenti e studentesse è riuscito a continuare a guidare la lotta e mantenere l'unità degli studenti e studentesse contro il governo. Nei CEGEPs ["Collège d'enseignement général et professionnel]" - veri e propri centri della lotta - la composizione più ampiamente proletaria ha contribuito a mantenere alto il livello di combattività. La paura di perdere la sessione o di non trovare un lavoro si è rivelata inefficace: infatti, l'impoverimento generalizzato della popolazione negli ultimi 20 anni e la crisi del capitalismo hanno fatto apparire delle nuove realtà; da un lato, la grande maggioranza degli studenti lavora tutto l'anno per finanziare i propri studi e la propria vita, dall'altro, molti altri sono abituati a lavori precari, temporanei, lavori "dell'ultimo minuto" e alla disoccupazione.
A differenza del 2005, quando la sinistra riformista combattiva era stata messa in minoranza e gli elementi più radicali bloccati, il movimento del 2012 è in grado di fare affidamento su una sintesi delle esperienze positive dei movimenti più combattivi degli ultimi anni, movimenti molto spesso influenzati dall'anti-capitalismo. In molti campus, vi sono elementi che rivendicano l'anarchismo o il comunismo con la differenza che, oggi, alcuni di questi elementi esprimono apertamente i propri orientamenti politici e le loro proposte nelle assemblee generali e nelle manifestazioni. In tal modo, si è costruito giorno dopo giorno un nucleo duro di studenti e di studentesse pronti ad impegnarsi nella durata del conflitto e fino alle azioni più rischiose.
Dalle misure di austerità allo sciopero, dallo sciopero alla crisi sociale!
Un elemento importante della lotta studentesca, è la volontà di tante e tanti militanti delle associazioni studentesche di cercare di allargare la lotta oltre la sola lotta contro l'aumento delle tasse universitarie. Con lo sciopero, paradossalmente, gli studenti hanno aperto i campus verso l'esterno. Isolate e isolati in luoghi che normalmente sono riservati a una minoranza, i campus dei CEGEPS e le università sono generalmente ambienti chiusi dai quali gli studenti e le studentesse contemplano il mondo esterno, piuttosto che cercare di trasformarlo, come ci invitava a fare Marx nelle sue Tesi su Feuerbach. Il collegamento degli studenti agli altri settori del popolo ha portato all'integrazione di rivendicazioni che oltrepassano la sola lotta contro le tasse universitarie.
Gli studenti e le studentesse, attraverso le loro assemblee generali non si sono accontentati solo di discutere le azioni da portare avanti, hanno anche adottato delle proposte su una serie di questioni politiche e sociali e anche molte rivendicazioni di carattere economico al fine di soddisfare le esigenze delle masse. Lungi dal rinchiudersi in una lotta strettamente studentesca, queste rivendicazioni, anche se generalmente ignorate dai mezzi di comunicazione borghesi, hanno permesso a volte dei dibattiti sul capitalismo.
L'idea comincia a germinare; è possibile, anche con tutte le difficoltà che questo comporta, procedere all'elaborazione congiunta di un progetto che riesca ad esprimere gradualmente al sistema capitalista che "ne abbiamo le tasche piene".
Con la legge 12 (o progetto di legge 78) e la chiusura dei campus più colpiti dallo sciopero, sembra che ciascuno e ciascuna cerchi, avanzi in zone sconosciute, vada a tentoni per collegare tutte le iniziative e le proposte politiche. Come comporre a partire da tutti questi fuochi che si sono accesi nel quadro della lotta affinché si metta a fuoco la prateria durevolmente invece che lasciarli consumare senza lasciare traccia?
Iscrivere il movimento nella durata temporale, ecco il compito davanti a noi. Bisogna garantire che il movimento continuerà e che possa sviluppare la propria mobilitazione a partire da iniziative e proposte politiche superiori rispetto a quelle che esistono attualmente. Queste proposte devono essere in grado di legare insieme le varie lotte (e forme di lotta) svolte da diversi settori delle masse, detto in altro modo, dovranno stabilire una rottura più netta con il funzionamento "normale" del capitalismo e arrivare ad una critica costruttiva attraverso le azioni, ma anche nella critica del parlamentarismo borghese, arrivando ad un movimento che non collassi al primo duro colpo.
Attraverso assemblee e riunioni varie, migliaia di studenti e studentesse hanno iniziato a percepire che era possibile cominciare a costruire una società diversa, che non siamo obbligati a passare dal Parlamento né dalle elezioni. Numerosi sono gli studenti che oggi pensano che è il tempo di costruire una società più giusta, che sia fondata su qualcosa di diverso dalla ricerca del massimo profitto.
Le tattiche diversive del governo Charest, in particolare le sue apparizioni televisive, la sua caccia veemente alla violenza e le intimidazioni non hanno rallentato il movimento di protesta, al punto che persino gli scontri più importanti con la polizia hanno spesso coinvolto centinaia, anche migliaia di studenti e studentesse. Per avere un'idea, basti pensare alle manifestazioni attorno al Piano Nord a Montreal e al Congresso del PLQ [Parti libéral du Québec] a Victoriaville.

È a partire
da questa esperienza che il MER-PCR [Partito Comunista Rivoluzionario] intende proseguire il suo lavoro di costruzione. Il MER-PCR, è certamente composto da studentesse e studenti militanti maoisti, ma è anche di più. Il MER è il progetto di unificazione di tutti gli studenti e studentesse che aderiscono all'idea di lottare contro il capitalismo in tutte le sue forme e che cercano di collegare la loro lotta a quella della gioventù proletaria. Nel momento in cui si fa un bilancio parziale del moviemtno di lotta, il MER è anche un appello a tutte e a tutti coloro i quali vorranno discutere, scambiare, trarre le conseguenze politiche di un tale bilancio. Per noi, l'esperienza accumulata ci sembra piuttosto legata alle nuove pratiche che nel corso della lotta sono state elaborate collettivamente (sia per piccoli gruppi o attraverso le AGE [Association Général des Etudiants).
Il Movimento Studentesco Rivoluzionario (MER-PCR)
(17 luglio 2012)

www.mer-pcr.com

giovedì 5 luglio 2012

Massacro di civili in India. Comunicato Stampa degli Studenti per la Resistenza (SFR)


Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato da noi tradotto.


*01/07/2012*

*Comunicato Stampa degli Studenti per la Resistenza (SFR)*

SFR condanna l’assassinio a sangue freddo di 20 tribali innocenti di Bijapur, Chattisgarh da parte dello stato fascista indiano. La polizia del Chattisgarh e la Forza di Polizia Centrale di Riserva dichiarano di aver ucciso 20 guerriglieri del Partito Comunista dell’India (Maoista). Circa 600 truppe della Forza di Riserva Centrale di Polizia e unità di commando del Battaglione Centrale per l’Azione Decisa (COBRA) hanno condotto un operazione nel distretto Bijabur del Chhattisgarh. La polizia del Chattisgarh lo ha definito il più grande “incontro” (leggi scontro a fuoco n.d.r.) nel periodo recente, gli abitanti dei villaggi stanno offrendo una descrizione totalmente differente dell’incidente. Secondo gli abitanti dei villaggi le forze di sicurezza hanno sparato ad una riunione pacifica di abitanti dei villaggi uccidendo 20 di essi, inclusi 5 bambini tra i 12 e i 15 anni, inoltre hanno aggredito sessualmente 4 ragazze teenager durante “l’incontro”. Dieci tra quelli uccisi erano tra i 15 e i 28 anni. “ Ci eravamo riuniti per discutere circa l’imminente festival del seme, che è tenuto ogni anno prima che inizi la semina” ha dichiarato Madkam Ganpat di Rajpetta. Ha detto che la riunione è continuata per diverse ore, quando i partecipanti sono stati improvvisamente circondati da un grande contingente di forze di sicurezza. “Le forze hanno aperto immediatamente il fuoco, tutti noi abbiamo provato a scappare via ma molti sono stati colpiti alle gambe, alla schiena e al petto,” ha dichiarato.

La sparatoria è durata diversi minuti, hanno dichiarato gli abitanti dei villaggi, dopo di che le forze hanno chiesto via radio un trattore che ha portato via una serie di corpi.
“In seguito le forze si sono accampate nel villaggio e mi hanno trascinato nei campi”, ha dichiarato una ragazza di 14 anni in un’intervista. “Mi hanno buttato a terra, picchiato, presa a calci, strappati i vestiti e tenuta ferma minacciandomi di violentarmi”. Ha detto che altre 3 ragazze sono state molestate allo stesso modo. “Le forze sono rimaste nei campi fino al mattino seguente”, ha detto Irpa Raju. “Mio figlio è uscito fuori di casa per andare in bagno quando è stato sparato da un poliziotto. Ramesh è corso in casa gridando ‘Ayo, Ayo [Mamma, Mamma]’ ma le forze lo hanno seguito e ucciso nella nostra casa, davanti i miei occhi”. Raju ha anche accusato i poliziotti di aver aperto il salvadanaio di famiglia rubando cinquemila rupie.
Ieri, il Ministro dell’Interno P Chidambaram ha detto che 3 importanti capi maoisti, Mahesh, Nagesh e Somulu, sono stati uccisi “nell’incontro”. Non c’è Mahesh nella lista ufficiale di quelli uccisi. Ci sono due Nageshes. Kaka Nagesh, chiamato anche Rahul, era uno studente di 17 anni di classe 10. L’altro Nagesh, Madkam Nagesh, era un suonatore professionale di dholak (strumento di percussione popolare indiano n.d.r.) di 32 anni che era chiamato per suonare durante i festival, ha dichiarato un abitante del villaggio. Nessuno tra quelli uccisi “nell’incontro” aveva qualche precedente penale alla stazione di polizia a Barsaguda, la giurisdizione in cui cadono i 3 villaggi chiamati Sarkeguda, Kotteguda e Rajapetta. I poliziotti alla stazione hanno detto che non sapevano nulla circa il fatto che fossero naxaliti (nome dato ai maoisti indiani n.d.r.). Tutti i presunti “grandi maoisti” sembravano aver vissuto con le loro famiglie nei 3 villaggi. La stazione di polizia è praticamente nella porta accanto, e un grande campo della CRPF sorge solo a 3 kilometri. La squadra CoBRA sostiene di aver sostenuto “un fuoco pesante” da parte loro per circa 3 ore, ma ha potuto recuperare solo una bharmar (pistola locale n.d.r.) insieme ai 19 corpi. I media (Sunday Express) hanno riportato la dichiarazione del Comandante del Comitato dell’Area di Basaguda del Partito Comunista dell’India (Maoista), “se loro (forze di sicurezza) hanno ucciso 21 naxaliti in un “incontro”, pensate che non saremmo stati capaci di uccidere almeno qualcuno di loro? Hanno mai ucciso cosi tanti dei nostri in una volta?”.
È abbastanza chiaro che il modo in cui l’intero massacro è stato condotto non è nient’altro che l’Operazione Green Hunt intensificata per mezzo dell’ Operazione Vijaya e dell’Operazione Hakka.
È abbastanza evidente che dopo la fase del "Salwa Judum" (utilizzo di civili armati in senso paramilitare n.d.r.) e la fase dell’ Operazione Green Hunt, le operazioni anti-naxalite sono entrate in una nuova fase variamente chiamata “Operazione Haka” e “Operazione Vijay". Questa operazione ha avuto luogo nell’area Abujhmaad/Maad molto in profondità nella foresta; un gran numero di forze paramilitari congiunte di circa 3000 vi hanno partecipato. Mentre i resoconti della polizia parlano di campi naxaliti distrutti, scontri e arresti con i maoisti, la realtà è che le case sono state bruciate, adivasi e abitanti dei villaggi sono stati picchiati, tra cui picchiati a morte, e quelli arrestati non sono stati presentati dinnanzi ai giudici. Durante la fase del "Salwa Judum" sono state documentate circa 500 morti in affidavit (negli ordinamenti di common law trattasi di dichiarazione scritta resa da una persona sotto giuramento davanti un ufficiale giudiziario e avente natura probatoria n.d.r.) solo in una parte del Bastar del Sud. Un’altra lista di 192 uccisioni extra giudiziali, si presume siano accadute in Dantewada durante l’Operazione Green Hunt, tra il 2009 e il 2011.
Questo è il numero ufficiale. Il numero attuale è superiore.
Il Chattisgarh non è l’unico posto dove è avvenuta la brutalità delle forze di sicurezza.
In tutto il paese le forze di sicurezza e la polizia è impegnata nell’uccisione di tribali e dalits. Sotto la veste di “terrorismo” lo Stato Indiano è pesantemente impegnato in una caccia alle streghe.
E per I tribali è il “maoismo”. I nomi possono essere differenti, ma l’agenda dello Stato Indiano è zittire le voci dissidenti contro il bottino aziendale, le atrocità delle caste e la violenza [dell’amministrazione n.d.r.] comunale. Le forze di sicurezza stanno fronteggiando una resistenza militante dai popoli del Kashmir e del Nord-Est. La storia è ovunque la stessa. Quindi il racconto propagandato dalle forze di sicurezza riguardante l’uccisione di 20 tribali in Chattisgarh non è altro che una farsa, una bugia. Anche se erano Maoisti, non da nessuna licenza allo Stato di ucciderli. Il Maoismo non emerge fuori dalla fantasia ma dalla Repressione di Stato in varie forme. Quindi è la violenza strutturale che è responsabile della sua emersione. Ancora una volta condanniamo il massacro.
Abbasso la repressione di Stato!


sabato 23 giugno 2012

INTERVISTA AI GIOVANI MAOISTI GRECI DEL KOE




PUBBLICHIAMO QUESTA INTERESSANTE INTERVISTA  AI GIOVANI DELL'ORGANIZZAZIONE COMUNISTA DI GRECIA (KOE) IN CUI VENGONO AFFRONTATI INTERESSANTI TEMI E QUESTIONI POLITICHE ATTUALI CIRCA LA LOTTA POLITICA E RIVOLUZIONARIA IN GRECIA, LA LOTTA IDEOLOGICA CONTRO POSIZIONI ERRATE PROPUGNATE DA PARTITI REVISIONISTI IN PRIMIS IL KKE E SULLE MODALITA' IN CUI I COMUNISTI GRECI SI ORGANIZZANO NEL QUADRO DELLA LOTTA CONTRO LA TROIKA E IL MEMORANDUM. CREDIAMO CHE MOLTE POSIZIONI ESPRESSE DAI COMPAGNI SIANO UTILI PER IL RIFLESSIONE ANCHE PER QUANTO RIGUARDA IL CONTESTO POLITICO GENERALE E DI MOVIMENTO NEL NOSTRO PAESE.



Eric Ribellarsi, di Kasama Project (gruppo maoista americano staccatosi dal neorevisionista e post-maoista Partito Comunista Rivoluzionario USA n.d.r.), ha incontrato 10 giovani membri dell’Organizzazione Comunista di Grecia (KOE). Hanno discusso del loro retroterra, delle loro esperienze, sul movimento studentesco, sul dogmato-revisionista Partito Comunista di Grecia (KKE), sulla strategia rivoluzionaria e sulle scelte politiche dei comunisti rivoluzionari nella crisi greca.
Questa intervista è parte del progetto Winter Has Its End (l’inverno ha la sua fine n.d.r.) e ce n’è molto di più a venire.
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Eric Ribellarsi: potete dirmi come qualcuno di voi è diventato comunista? Come siete arrivati ad unirvi al KOE?

Danae: Ero impegnata nel movimento anarchico. Nel 2006, ero parte del movimento studentesco contro la privatizzazione dell’istruzione. È stato massiccio, sono stati occupati 400 dipartimenti. Sono arrivata a sentire il bisogno dell’organizzazione e della lotta organizzata e ho deciso che mi sarei unita al KOE.
Avevo realizzato che in gruppi anarchici, c’è una leadership informale. Informalmente guidano, e non è controllato. Ho realizzato che avevamo bisogno di leader formali e riconosciuti.

Eva: Crescendo, mio padre era nello Synaspismos, che mi ha fatto pensare che non mi piacevano i comunisti. Quando ho deciso di unirmi al KOE, lui mi ha sempre dato lezioni su Stalin e Mao, e scherzava: "I Maoisti ti porteranno sulle montagne!"
Avrei partecipato ad un campo estivo del KOE di una settimana dove avremmo parlato tutto il giorno di differenti questioni politiche. E si, ci saremmo svegliati alle 8AM e lavorato duro, ma ho pensato tra me e me "mi piace. Spero che il mondo intero potrebbe essere così." Ho deciso di unirmi al KOE.

Eric Ribellarsi: Adesso potete dirmi qualcosa sul vostro lavoro dentro le università?

Christos: siamo parte dell’ "Unità di Sinistra," una coalizione studentesca collegata a SYRIZA dentro l’unione studentesca. Nell’ Unità di Sinistra, ci sono tutti i partiti di SYRIZA. È una coalizione per organizzarsi dentro le università. Organizzativamente è indipendente da SYRIZA, ma è collegata politicamente.

Il modo in cui funzionano le nostre università fa si che tutti gli studenti sono membri dell’unione studentesca, ma non tutti gli studenti sono membri di una coalizione studentesca nell’unione (come l’Unità di Sinistra o quella delle coalizioni del KKE, di Nuova Democrazia, del PASOK o di  ANTARSYA).

[nota editoriale (di Eric Ribellarsi n.d.r.): KKE è il tradizionale partito parlamentare corrotto chiamato Partito Comunista di Grecia – eredita il nome dell’influente movimento comunista post-Seconda Guerra Mondiale ed esprime la sua politica con un linguaggio di nostalgia e ortodossia. Nuova Democrazia e PASOK sono partiti tradizionali di centro-destra e  centro-sinistra. ANTARSYA è una piccola, coalizione politica separate della sinistra radicale che crede che l’unità “anticapitalista” è la piattaforma necessaria per questo movimento].

Noi nel KOE lottiamo per una linea comune nell’Unità di Sinistra che combatte contro il Memorandum di austerità, e lavoriamo per collegare la battaglia della società greca agli studenti.

Eva: Nel 2006, la Grecia ha avuto un movimento studentesco di successo circa le università pubbliche dopo tentativi di privatizzare le università pubbliche. I partiti borghesi hanno detto che avrebbero “alzato il valore dei nostri titoli di studio”, ma in pratica stavano abbassando la qualità della conoscenza e le capacità sviluppate nelle università.

Abbiamo fatto assemblee di massa e occupazioni delle università, e la polizia non poteva entrare a causa della resistenza determinate e perchè abbiamo leggi che vietano alla polizia di entrare nelle università. Abbiamo fermato con successo che avvenissero queste privatizzazioni.

In seguito, nel 2008: c’è stata la morte di Aleksandros, che è stato sparato dalla polizia. A quel tempo, il KOE ha fatto un’analisi che questo era il risultato di una crisi sia economica che sociale. [Alexandros Grigoropoulos fu assassinato dalla polizia, e una grande ondata di ribellione travolse la gioventù greca].

Dopo questo punto, decidemmo che gli studenti del KOE avrebbero combattuto perché la coscienza degli studenti si focalizzasse sulla situazione politica generale, e non su questioni specifiche nelle stesse università.
Se volevi essere attivo, dovevi combattere contro il Fondo Monetario Internazionale. Se non generalizzi la battaglia sarai isolato e schiacciato.

Danae: Il governo ha provato a dividerci in piccolo battaglie individuali e in piccolo gruppi di interesse per mezzo delle riforme che offrivano. In questo periodo il KKE e ANTARSYA scelgono di attaccarci per non combattere circa le questioni dirette degli studenti.
Invece, PASOK e New Democracy invogliano la gente a unirsi alle loro unioni studentesche organizzando gite sciistiche, feste e cene.

Eva: A differenza degli altri partiti, eravamo attivi non solo intorno alle elezioni, ma intorno alle battaglie politiche, sociali ed economiche dell’intera società

Danae: Prima alcuni degli altri partiti in SYRIZA sarebbero stati attivi solo intorno alle elezioni, ma la situazione li ha forzati a cambiare anche loro.

Eric Ribellarsi: Avete menzionato la lotta politica generale dell’intera società. Potreste dirmi di più su questo?

John: Crediamo che sta avvenendo una radicalizzazione generale nella società greca. C’è un movimento generale radicale che non è necessariamente di sinistra o comunista, non sono coscienti di alcune questioni, ma si stanno radicalizzando.

Danae: La nostra prima priorità è combattere per un nuovo, largo fronte politico, molto più largo di SYRIZA. SYRIZA deve starci dentro, ma questo fronte deve unire tutte le lotte del popolo.

John: Dentro questo fronte, crediamo che la gente dovrebbe essere d’accordo su alcune questioni politiche chiave. La questione principale è rovesciare il regime speciale e che la Troika deve andarsene. E non è riducibile alle elezioni. Ovunque dobbiamo colpire l’esperimento europeo. Dobbiamo vincere sulle persone che hanno votato per il PASOK quando il PASOK annuncia di opporsi al memorandum. Questo è il principale obbiettivo dei comunisti oggi. I giovani di ANTARSYA e del KKE rifiutano di riconoscere questo.
Si deve combattere nella realtà del popolo greco.

Danae: Non pensiamo che questo movimento produrrà esso stesso una rivoluzione socialista, ma se si combatte contro la Troika e il regime speciale si può creare una nuova situazione per la rivoluzione.

John: Questi altri partiti provano solo a ripetere le rivoluzioni della Russia e la rivoluzione della Cina. Noi crediamo che dobbiamo radicare la nostra rivoluzione sui problemi politici centrali del popolo Greco. Siamo in un paese che non è indipendente e che non produce niente. Non ci sono fabbriche in questo paese. La coscienza non è ancora al punto di una rivoluzione comunista. Ma tende ad essere molto radicale.

Eva: In Grecia, c’è un capitalismo con speciali caratteristiche, l’occupazione finanziaria e la dittatura politica del regime sulla Grecia. Questo è un paese dipendente dall’imperialismo. Stanno utilizzando questa politica per approvare il memorandum in tutti I paesi PIIGS.

[nota editoriale (di Eric Ribellarsi n.d.r.): PIIGS significa Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna]

Oggi combattiamo per l’indipendenza, la democrazia reale e la ricostruzione della Grecia.

Crediamo che se possiamo implementare questi cambiamenti profondi, saremo in una nuova situazione per la rivoluzione. Non crediamo che si possa realizzare il comunismo solamente dicendo comunismo e socialismo un milione di volte al giorno. Questo è quello che il KKE e
ANTARSYA fanno, dicono comunismo e socialismo senza un’analisi della società greca.

SYRIZA deve essere fatta per combattere per queste tre cose, se possiamo fare questo, ci può essere una nuova rottura dello status quo. Avremo una nuova situazione nella società, e può passare da li.

Eric Ribellarsi: Potete dirmi un pò di più sul KKE? In America e in alcuni altri posti, la gente percepisce che il KKE è un partito rivoluzionario. C’è del vero in questo?

Danae [ridendo]: A tutti in Grecia, è così ovvio che il KKE non è un partito rivoluzionario. Il KKE ha una base materiale: ha alcuni giornali greci e burocrati di professione.

Vassilis: In ognuna delle maggiori sollevazioni in Grecia, il Partito Comunista [KKE] rifiuta di partecipare. Dal rovesciamento della giunta militare fascista nel 1974, sono allineati con i partiti borghesi tradizionali. Ed esso crede che tutte le iniziative del popolo devono partire da esso stesso, dal loro partito, non dalle iniziative reali delle persone.
Nel programma del KKE, c’è il riferimento alla rivoluzione, ma in pratica combattono contro di essa. Combattono contro le lotte del popolo. Nelle elezioni, sono ambivalenti nella battaglia contro il Memorandum. Rifiutano di prenderne parte, e di conseguenza impediscono alla gente di lottare contro il Memorandum.

Eva: I loro volantini per le elezioni puntano ad attaccare SYRIZA.

Danae: Dobbiamo capire che sono diventati così diventando burocrati di professione il cui unico obiettivo è di perpetuare la loro attuale condizione nella società.
Il loro intero obiettivo non ha niente a che fare con la rivoluzione, ma solo di rimanere un piccolo gruppo nella sinistra del parlamento europeo.

Eva: Non hanno fede nel popolo. E per il popolo questo è ovvio.

Danae: Sono ossesionati dalla purezza. Lenin e i Bolscevichi erano nel RDSLP [Partito del Lavoro Social Democratico Russo] con I Menscevichi, e i Bolscevichi erano in minoranza a quel tempo.
I Bolscevichi erano nella leadership ideologica del RDSLP.
Il KOE prova ad essere nella leadership ideologica di SYRIZA, anche se non siamo la maggioranza.

Vissilis: E intendiamo far questo grazie alla nostra fiducia sul popolo e al nostro legame con il popolo. Il KKE non ha mai rotto con il ventesimo Congresso del Partito dell’Unione Sovietica che auspicava la coesistenza pacifica tra i comunisti e i capitalisti. Immaginavano una transizione pacifica al socialismo. Questo è il motivo per il quale non hanno mai preso parte a nessun conflitto o rivolta nella società. Vogliono crescere pacificamente fino ad una data futura dove possono prendere pacificamente il potere. Il loro slogan “ Un KKE forte” significa questo. Crediamo che bisogna lottare, combattere e influenzare il popolo.

Danae: "Osare lottare, osare vincere" — questo slogan è il più grande nemico del KKE.
Se SYRIZA fosse distrutta adesso, l’intero movimento comunista sarebbe decimato. Bisogna avere il coraggio di esserne parte, e combattere, e avere fede nel popolo.

Eva: Il Synaspismos aveva anche questa visione. Ma questa è cambiata grazie alle battaglie in SYRIZA.

Danae: La visione del KKE da ventesimo secolo, di essere alla volta di prendere il potere attraverso i sindacati è fantasia. La base economica della società è cambiata.

Eric Ribellarsi: Precedentemente avete menzionato lo slogan del KOE, "Indipendenza, democrazia reale e ricostruzione." Potreste spiegare la parte dello slogan ricostruzione?

Danae: Ci sono 3 livelli per la ricostruzione della società greca. I 3 livelli interessati sono politico, economico e sociale.
il primo è prendere la Troika e tutti i loro alleati politici greci, e buttarli fuori dalla Grecia.

Il secondo è economico: dobbiamo smettere di pagare il nostro debito. Inizialmente dichiareremo che tutto il debito basato sulla speculazione è illegale. E dopo dichiareremo che tutto il debito è illegale. Tatticamente, prima cominceremo con un comitato nazionale legale che studierà questo debito, che può quindi svolgere un ruolo nelle legalità dell’aspetto internazionale

Eva: Dobbiamo ripristinare la produzione in Grecia. Libereremo la Grecia dalla dipendenza dai mercati imperialisti globalizzati. Dobbiamo produrre quello che mangiamo. Importiamo qualsiasi cosa in questo momento e questo deve essere fermato. Un paese che produce il proprio cibo non può essere costretto ad obbedire e prendere in prestito dal debito degli imperialisti

Danae: La lotta contro il debito ha anche due livelli. Uno è la produzione, ripristinandola ci libereremo da questi debiti. Il secondo è la lotta politica per rifiutarci di pagare questi debiti.

Eva: Il terzo aspetto della ricostruzione è l’aspetto sociale.

Fammi fare un esempio: nel periodo 1968-1974, avevamo la dittatura militare greca. Dopo il cambio di regime, ci sono stati  governi di destra fino al 1981. C’è stata un’agitazione sociale dopo la caduta della dittatura. Questo ha portato all’ascesa del PASOK che aveva una retorica di sinistra. Hanno provato con ogni mezzo che avevano di cooptare qualsiasi movimento di resistenza del popolo.
Rappresentarono l’ascesa della politica della classe media in Grecia. Questo ha creato illusioni sulla politica e il sistema democratico borghese di rappresentanza. L’ideologia generale era individualismo e clientelismo. I brokers avrebbero offerto lavoro a chiunque avrebbe portato 50 persone a votare per loro in parlamento. Ha provocato la totale corruzione della società greca, e il popolo è stato forzato in questo tipo di relazioni.

Le offerte di lavoro non erano il diritto del popolo, ma doni dal parlamento. E il KKE e gli Eurocomunisti non giocarono il ruolo che era necessario. Negli anni ’50 il KKE aveva smesso di essere un partito rivoluzionario. Ma aveva gruppi dentro di esso che svolgevano differenti ruoli. C’erano aree dentro di esso, da cui i maoisti greci uscirono negli anni ’60. Il KKE ha attraversato l’inferno e la tortura durante la dittatura,  e dopo negli anni ’70 diventarono legalizzati e furono cooptati immediatamente. Accettarono le posizioni del PASOK, furono nominate come eroi della resistenza dal PASOK, e dissero che questa era una nuova epoca. Si spinsero ad accettare le riforme e i seggi dal PASOK. Il movimento comunista è stato fatto a pezzi in questo momento.

Divenne un movimento del passato, non un movimento di combattimento del popolo. I valori, fedeltà, e solidarietà delle persone una verso l’altra furono distrutti uno dopo l’altro. I comunisti ortodossi erano corrotti, non avevano un ruolo-modello nella società.
Questi valori furono messi da parte, e sostituiti con l’individualismo capitalista. Oggi, tuttavia, la situazione è cambiata e questi capitalisti non possono permettersi di dare queste tangenti al popolo.

Danae: Il KOE crede che il popolo necessita di nuovi valori: Solidarietà contro individualismo. Dignità contro corruzione. Emancipazione contro dipendenza.
Questa è una battaglia molto difficile per noi. Significa la trasformazione del popolo. È per questo che prendiamo parte attivamente in cose come fornire sanità agli immigrati che non sono legali. E siamo stati parte di movimenti come “Il Movimento della Patata” dove i contadini del nord davano patate gratis alla gente affamata nel sud. Eravamo aiutanti e attivisti in questo. Questa è solidarietà, non carità.

Eva: Se vogliamo che il popolo combatta, dobbiamo anche dar loro una vita. Si tratta di una lotta parallela alla lotta per la salute. Combattiamo in un sistema sociale per la salute, ma combattiamo anche perché i dottori stessi diano la sanità gratis.

Danae: O con il Festival Resistenza, forniamo uno spazio dove la gente non deve pagare molto, e possono venire ed essere parte di un nuovo tipo di cultura, nuova musica e arte, ed impegnandosi essere parte in differenti movimenti che sono in corso.

O abbiamo posti come questa cooperative dove la gente si impegna l’uno con l’altro in ogni modo in cui possono. Abbiamo performance teatrali, incontri di movimenti sociali, caffè e birra, partite di calcio, e concerti. Ogni attività di cultura del popolo greco qui è benvenuta. I nostri membri sono parte di squadre di calcio dove portiamo le bandiere palestinesi nelle partite contro Israele. Abbiamo anche dato il via a squadre di calcio, perché pensiamo che dovrebbe esserci un tipo differente di sport.

[Nota Editoriale (di Eric Ribellarsi n.d.r.): Qui, Danae si sta riferendo agli spazi comunità di cafè/bar dove siamo seduti, chiamati @Roof. È uno dei molti spazi che il KOE ha fondato per tutto il paese].
C’è una canzone greca che ci piace, che dice: "Quando combattiamo tra noi stessi è sport. L’economia mondiale è salva”.
Combattere su questo ci aiuta anche a combattere con i nostri stessi compagni e innalzare il loro livello politico, allenarli attraverso le cose di cui sono parte.
Il KOE sta anche provando ad entrare nella lotta delle donne tramite i cambiamenti nelle attuali relazioni tra le persone. In Grecia, gli accademici e i Troskyisti sono ossessionati dall’uso delle versioni maschili e femminili di ogni parola ogni volta che le dicono. Ci sono anche persone che sono ossessionate anche da un attivismo inutile.
Noi diciamo cambiamo le interazioni delle persone, che il linguaggio riflette. Se cambiamo le relazioni tra la gente, possiamo costruire un nuovo linguaggio. I Troskyisti si rifiutarono di prendere parte alla rivolta del 2008 a causa del principale slogan “ i poliziotti sono stronzi”. Invece si concentrarono a fare manifesti che denunciavano questo slogan al posto di essere con il popolo.
Secondo me, questo è anche il problema di persone coma Lacan che trattano la coscienza come parole.

 Danae: un’altra importante parte della ricostruzione è fermare l’emigrazione dalla Grecia.
Lo stato paga grosse somme di denaro per l’istruzione della gente in Grecia e dopo sono costretti ad andare in paesi come la Germania, dove producono pochi dottori e scienziati, ma li affittano dalla Grecia. È come un famoso quadro sulla Grecia rappresentata come un migliaio di uccelli che prendono il volo.
Christine Lagarde rivendica che questa forma di oppressione è la soluzione per la Grecia. Che la Lettonia aveva già i problemi della Grecia e li ha risolti facendo emigrare il13% dei lettoni fuori dalla Lettonia

Eva: Nella nostra città, Heraklion, il KOE ha circa il 50 rappresentanti dentro l’unione studentesca e siamo il più grande gruppo nell’unione.
Abbiamo usato questa posizione per tenere forum sull’emigrazione studentesca dalla Grecia. Invece, Nuova Democrazia ha tenuto dei forum su come poter emigrare dalla Grecia.
I loro manifesti avevano foto di persone che viaggiavano fuori dalla Grecia con lo slogan “Andiamo all’estero!”
La ricostruzione richiede convincere le persone a restare in Grecia e a rifiutare queste offerte corrotte. Significa che la gente dovrà sacrificare il guadagno personale per risolvere i problemi create dalla crisi.
Intanto, tutti I nostri parenti ci dicono di andare semplicemente via in altri paesi. È molto difficile convincere la gente di vivere con l’economia di scambio e con i dottori volontari.

Eric Ribellarsi: Potete dirmi come vedete il ruolo dei comunisti in Grecia?

John: La carenza di strategia tra i comunisti provoca danni alle persone e alla loro capacità di combattere il sistema politico. È molto importante che in un movimento come quello di Occupy Wall Street ci sono profondi cambiamenti nella coscienza e nella politica delle persone. Il ruolo dei comunisti è portare la coscienza e l’organizzazione ai movimenti di massa spontanei come questo.

Questo è un punto basilare di come i comunisti concepiscono le loro azioni. Dobbiamo stare nelle azioni spontanee della gente, e non solo essere con noi stessi o solo nelle cose in cui solo noi crediamo. Il modo in cui cambieremo le cose nella società è agire con le masse, non gridargli con le cose a cui personalmente crediamo. Le cose non funzionano nel modo in cui crede il KKE.

Eva: mi piacerebbe condividere un esempio. Nel 2010, quando il fondo Monetario Internazionale arrivò in Grecia, furono organizzate alcune battaglie, senza reali risultati. Tuttavia, un anno dopo, dopo tutte queste battaglie, la gente andò nelle piazze, il nostro "movimento Occupy ."
Il KKE e ANTARSYA prima dicevano sempre "bisogna essere attivi." Ma quando ci fu una grande sollevazione del popolo, rifiutarono di unirsi.
Eppure nonostante il loro costante attivismo, non hanno prodotto nessun nuovo movimento o coscienza o cambiamento nella società. Ma il movimento delle piazze ha portato profondi cambiamenti nella società.
Crediamo che i comunisti dovrebbero stare nelle piazze, ed innalzare la coscienza politica delle persone

Danae: Ti farò un altro esempio del KKE negli anni ’40. Negli anni ’40, c’è stata la più importante battaglia politica della storia della grecia. Il KKE  svolse un grande ruolo a quel tempo. Presero i bisogni di base di cibo e la lotta per la libertà, e prestarono l’organizzazione e un programma a questi bisogni di base. Se oggi un comunista dice che vogliamo combattere per il comunismo e il socialismo e non ha niente da dire sul regime speciale della Grecia, e come dire il popolo combatterà senza niente da mangiare. La nostra principale battaglia politica deve essere contro la Troika. C’è un teorico greco, Dimitris Glinos, degli anni ’40 che dice che se aspettiamo le circostanze che vogliono i comunisti, è come cooperare con il nemico.

Danae: Nel 1995, avevamo uno slogan circa la nostra decisione di formare un’organizzazione comunista. Era “ trasformiamo la società e trasformiamo noi stessi”.

mercoledì 20 giugno 2012

CONTRO L'ATTACCO AL DIRITTO ALLO STUDIO, STUDENTI DI LINGUE IN LOTTA!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UN RESOCONTO DA ALCUNI STUDENTI DI LINGUE DELLA FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA DI PALERMO CHE DA QUALCHE MESE STANNO LOTTANDO AUTORGANIZZANDOSI AL DI FUORI DI LOGICHE ISTITUZIONALI E RIFORMISTE. IL NOSTRO PIENO APPOGGIO A QUESTA LOTTA!


Nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo un gruppo di studenti e studentesse del corso di Lingue hanno formato un gruppo, sotto la sigla di "LLM e Mediazione Linguistica in LOTTA", il cui scopo era quello di cominciare e portare avanti nei prossimi mesi un percorso di lotta che potesse riunire tutti gli studenti di lingue in primis e secondariamente gli studenti di altri corsi.
Il gruppo è nato sotto la spontanea volontà di alcune matricole, volontà dettata dalla necessità di un cambiamento radicale nella struttura organizzativa e nelle fondamenta del corso di laurea.

Dopo un paio di volantinaggi portati avanti da alcuni studenti, si è arrivati a una prima assemblea tenutasi nel mese di maggio; unica pecca è stata la difficoltà nel radunare un numero discreto non prima del mese di maggio, appunto, ma essendo studenti di primo anno è stato un lavoro di volantinaggio con doppio scopo: quello di conoscersi a vicenda e quello di attuare poi un momento assembleare.
Nell'assemblea di maggio gli argomenti trattati sono stati i vari disservizi e disagi che gli studenti sono costretti a subire.
I disagi più rilevanti che sono stati discussi sono stati:
- Il ritardo nell'avvio delle lezioni del primo e del secondo anno del corso: gli studenti non hanno potuto frequentare la maggioranza delle lezioni se non prima del secondo semestre, partito a marzo-aprile;
- Successiva coincidenza di moltissime lezioni durante il secondo semestre: ciò ha provocato una conseguente scelta vincolata, da parte nostra, delle lingue che non subivano accavallamenti di orario, non concedendo assolutamente la libertà di scelta delle cosiddette materie a scelta;
- Insufficienza della didattica causata dall'inesistenza, per alcune lingue straniere, dei lettori madrelingua, ossia soggetti con il ruolo di ampliare importanti campi linguistici che sono oggetto di esame, omettendo dalla didattica una parte fondamentale della preparazione di una lingua, quale effettivamente è il contatto con il docente madrelingua.
Questi tre punti hanno avuto molta rilevanza durante l'anno accademico: la scelta vincolata delle lingue, innanzitutto, ha recato un malcontento generale tra gli studenti che, ad esempio, avrebbero desiderato combinare  in maniera ponderata due lingue correlate fra loro (ad esempio, francese ed arabo); secondariamente il ritardo nell'avvio delle lezioni ha comportato una mole di esami inaccettabile da sostenere tra giugno e settembre, con un conseguente alto numero di studenti che sarà costretto a rinviare all'anno prossimo alcuni esami.
La decisione, quindi, presa al termine dell'assemblea di maggio è stata quella di stilare a nome del neonato gruppo una lettera di contestazione che avesse contenuto i vari problemi discussi e altri che, dopo una accurata "inchiesta" tra gli studenti, fossero fuoriusciti man mano; la lettera è stata poi sottoscritta da più della metà degli studenti del primo anno del corso di lingue.
Un ulteriore passo, successivo alla diffusione della lettera e alla propaganda del gruppo di lotta, è stato quello di presentarsi al Consiglio di Facoltà con lo scopo di prenderci il diritto di parola e denunciare a voce alta quanto scritto sulla lettera dopo averla inviata a più soggetti istituzionali possibili.  Ci contiamo a sottolineare un fatto importante successo pochi minuti prima dell'inizio del Consiglio:  a primo acchito, la Presidente di Corso è stata molto accesa; indisponente, questa si è subito lamentata delle modalità con cui noi avessimo denunciato i vari disservizi: è stato palese il suo disappunto nel constatare che delle matricole avessero “saltato delle tappe burocratiche” (cit.) essendosi subito recati al consiglio in questione senza esser passati prima dai fantomatici rappresentanti di corso. Se all'inizio della discussione la Presidente era stata indisponente, al termine della chiacchierata il registro è mutato decisamente... fino ad ottenere un invito informale per il successivo Consiglio di Corso, durante il quale gli studenti avrebbero ribadito davanti a tutti i professori tutti i punti della lettera,  ammettendo (testuali parole) di essere contenta nel vedere delle matricole interessate a cambiare ciò che non va, mettendosi in prima fila e non lasciando che il tutto rimanga per com'è !

Ultima tappa raggiunta ad oggi è stata la partecipazione al consiglio di corso che ci ha dato la possibilità di ricevere risposte chiare e concrete su tutti i punti; la Presidentessa ha espresso l'assoluta garanzia che i disagi avutisi quest'anno non saranno più presenti l'anno venturo.
Queste parole, ovviamente, non verranno dimenticate...

Da notare l'assenza dei rappresentanti degli studenti in carica nonché dei "candidati" che in questi giorni chiedono il voto promettendo di interessarsi dei problemi del corso di laurea. Questo spiega perché è inutile votare un rappresentante piuttosto che un altro: nessuno di loro ha realmente l'interesse di lottare e che solo gli studenti autorganizzati possono cambiare le cose.
Perché votare, se poi gli unici a rappresentare gli studenti siamo stati noi stessi?
In qualità di studenti, abbiamo avuto più interesse, più determinazione e più successo noi, che questi fantomatici individui che avrebbero dovuto bloccare certi disagi sin dalla loro nascita, prima che venisse attuata una organizzazione di corso simile.
Ogni anno, e in particolare in questo periodo di crisi, gli studenti pagano delle somme sempre maggiori a titolo di tasse universitarie in cambio di un servizio sempre più carente. Non abbiamo intenzione di diventare la prossima generazione di “studenti ventottenni sfigati”, come ci ha appellato un vice ministro del Governo!
Per questo l'unica arma, anche dentro l'università, è la lotta: solo questa può permettere di raggiungere risultati. Grazie alla nostra pressione chi organizza il nostro corso non ha potuto fare a meno di mettere all'ordine del giorno i nostri disagi e per un paio di essi impegnarsi formalmente perché non si ripresentino a partire dall'anno prossimo. E non è cosa da poco!
Ovviamente sappiamo che le promesse non sempre vengono mantenute: per questo non daremo spazio alle illusioni e vigileremo attivamente sugli organi accademici competenti continuando a lottare, l'università è la nostra e deve essere forgiata sui nostri bisogni ed è bene alzare la voce contro chi non ci ascolta!


venerdì 1 giugno 2012

24 novembre - Amburgo - conferenza internazionale di sostegno alla guerra popolare in india

Appoggiare la guerra popolare in India!

I padroni del sistema imperialista mondiale portano avanti un'offensiva contro i popoli del mondo. Guerre di aggressione imperialiste come quelle contro Iraq, Afghanistan e Libia hanno segnato l'inizio del secolo e
stanno preparando la prossima guerra contro la Siria, l'Iran o chissà chi altro, perché una cosa è certa, non si fermeranno per loro volontà. Allo stesso tempo, scaricano sui popoli le conseguenze della crisi, specie sui popoli delle nazioni oppresse, ma anche negli stessi paesi imperialisti, dove la classe operaia è costantemente calpestata e i suoi diritti fondamentali vengono rapidamente cancellati. In questa situazione, il fascismo non è una minaccia vaga, ma una forza agente.

Allo stesso tempo, gli imperialisti distruggono sistematicamente il pianeta.
Tutto ciò è ben noto. Dimostra che l'imperialismo è reazione su tutta la linea, dimostra che l'imperialismo non è compatibile col progresso dell'umanità e neppure con la sopravvivenza di una parte sempre più grande della popolazione mondiale. "La fine della storia" che gli imperialisti hanno annunciato a gran voce dalla degli anni novanta è un inferno per il proletariato e dei popoli del mondo, ma più oppressione catena più
resistenza, e così, dal Perù alle Filippine, dalla Gran Bretagna alla Cina, dalla Colombia al Kurdistan, dalla Nigeria alla Grecia, i paesi in tutto il mondo vogliono l'indipendenza, le nazioni la liberazione, e i popoli la
rivoluzione.

Questa è la base di una corrente che seppellirà l'imperialismo, ma il problema è che in molti casi la lotta contro imperialismo si limita alla sola resistenza senza altra prospettiva che la propria sopravvivenza.
Perciò, per sviluppare queste lotte come una poderosa ondata di lotta antimperialista e rivoluzionaria, occorre un fattore cosciente e organizzato che sia in grado di dirigere conseguentemente la lotta fino a stabilire il
Potere popolare. Per questo vale la pena di rivolgere lo sguardo all'India.

L'India, e quello che le classi dominanti presentano cinicamente come la "Via indù" è un esempio di quello che porta lo "sviluppo" dell'imperialismo, un paradiso per i ricchi e l'inferno per il popolo. I patrimoni delle 53 persone più ricche del paese è pari al 31% del PIL, mentre il 77% della popolazione vive con meno di 20 rupie al giorno (circa 50 centesimi di euro). Ogni giorno 5.000 bambini muoiono per fame e malnutrizione, quasi due milioni di bambini morti all'anno. La percentuale delle persone che
soffrono la fame è superiore a quella dell'Etiopia. La crisi agraria, conseguenza diretta della politica imperialista, è sempre causa di estrema misera per i contadini e di un'ondata di suicidi di centinaia di migliaia di contadini disperati che si tolgono la vita. "La più grande democrazia del mondo" è un paese in cui la grande borghesia e i latifondisti fanno ciò che vogliono. Un paese dove il sistema delle caste è ancora intatto. Le diverse minoranze, nazionalità e popoli diversi devono sopportare di vivere in una "prigione dei popoli".

Per incrementare lo sfruttamento imperialista sono state istituite le Zone Economiche Speciali, dove le cosiddette "multinazionali" sono libere di operare senza vincoli. Decine di milioni di persone sono costrette a
diventare profughi nel loro paese, espulsi dalla terra dove i loro antenati hanno sempre vissuto, per permettere al capitale di razziare le materie prime. Potremmo fare molti altri esempi, fino a riempire un libro, ma la questione è chiara: la rivoluzione antimperialista e antifeudal è una necessità per la stragrande maggioranza del popolo dell'India.

Questa rivoluzione è in corso. Sotto la direzione del Partito Comunista dell'India (Maoista) si sta sviluppando una guerra popolare, definita dagli esponenti più importanti delle classi dominanti la più grande minaccia per il sistema. Nelle campagne ci sono migliaia di organizzazioni di vero potere popolare. Nei Comitati Popolari Rivoluzionari hanno iniziato a stabilire il loro Stato quelli che per secoli hanno avuto nulla. Organizzano con le proprie forze una società dove non c'è fame, dove ci sono istruzione e la salute, dove la terra è proprietà di chi lavora. Lì non ci sono più latifondisti né servi degli imperialisti, le esigenze delle masse sono la legge, vive la vera democrazia, la nuova democrazia del popolo. Nelle città le organizzazioni di massa avanzano per salti. A febbraio di quest'anno la classe operaia indiana ha realizzato il più grande sciopero della storia dell'umanità, con la partecipazione di 100 milioni di persone, e le
classi dominanti sono terrorizzate dalla crescente influenza dei maoisti. La guerra popolare scuote la società dalle fondamenta più profonde.

Ovviamente le classi dirigenti e i loro padroni imperialisti non se ne stanno tranquilli a braccia conserte a guardare il movimento rivoluzionario che avanza. Agiscono come hanno fatto sempre e ovunque, cercando di soffocare nel sangue la lotta del popolo. "Specialisti" della lotta anti-sovversiva sono giunti dagli Stati Uniti e dal Mossad di Israele per collaborare sul campo con le forze repressive. Forze paramilitari dello Stato combattono quotidianamente contro la guerriglia, paramilitari organizzati e armati militarmente. Esercito e aviazione prendono sempre parte ai combattimenti. Lo stato reazionario ha scatenato barbare campagne
quali, tra la altre, Salwa Judum, "Green Hunt", e applica una politica paragonabile alle campagne dei nazisti contro le resistenze antifasciste nella seconda guerra mondiale, praticando sistematicamente assassinii,
torture e "sparizioni" contro i dirigenti rivoluzionari.

Ma il popolo non si fa schiacciare. La guerra popolare avanza senza fermarsi col chiaro obiettivo della presa del potere. Ciò è possibile in quanto quel fattore cosciente e organizzato di cui abbiamo parlato, esiste ed è in grado di dirigere coerentemente la lotta fino in fondo. La loro è una lotta giusta ed è un dovere internazionalista darle il nostro pieno e saldo appoggio. La guerra popolare in India deve fondersi con la lotta dei popoli di tutto il mondo ed essere parte della grande corrente rivoluzionaria che infine sconfiggerà l'imperialismo. Lo sviluppo di un movimento antimperialista conseguente in un paese di 1,2 miliardi di persone, farà sì che cambino i rapporti di forze tra imperialismo e popoli oppressi, e sarebbe perciò una
grande spinta per le forze rivoluzionarie in tutto il mondo. Appoggiare questo movimento non significa solo osservare un dovere, ma serve anche a fare avanzare il movimento in tutti i paesi.

E' in questo senso che il 24 novembre di quest'anno organizziamo ad Amburgo una conferenza internazionale. ci aspettiamo che questa conferenza dia un impulso importante al movimento internazionale di sostegno alla Guerra in India. Delegazioni da diversi paesi vi parteciperanno e porteranno le loro
esperienze e idee su come far crescere questa campagna a un livello superiore. Vogliamo che questa sia una conferenza in cui esprimano l'iniziativa, l'energia e la volontà antimperialista e rivoluzionaria, di proletari,
donne, giovani, immigrati, artisti e intellettuali progressisti. Non vogliamo che sia solo un atto formale, ma una viva espressione di internazionalismo proletario, che possa servire a fare progressi concreti
nella campagna di appoggio. La conferenza è aperta a tutte le forze coinvolte in questo obiettivo. Perciò:

Tutti alla Conferenza Internazionale di Appoggio alla Guerra Popolare in India!

Bündnis gegen imperialistische Aggression - BGIA (Hamburg)
indien_hh@yahoo.de

International committe support people's war India
csgpindia@gmail.com

per info e adesioni
cgspindia@gmail.com

29-maggio 2012


Support the People's War in India!

The bosses of world imperialist system carry out an offensive against the
peoples of the world. Imperialist wars of aggression as those against Iraq,
Afghanistan and Libya, mark the beginning of the century. They prepare the
next war against Syria, Iran or any other, because one thing is certain,
that they are not going to stop voluntarily. At the same time, they impose
on people the consequences of the crisis, especially on the peoples in the
oppressed nations, but also in the imperialist countries themselves, the
working class is constantly trampled and their fundamental rights are
quickly stolen away. In this situation, fascism is not a nebulous threat,
but an active force. At the same time, the imperialists systematically
destroy the planet. All this is well known. This shows that imperialism is
reaction all along the line, it shows that imperialism is not consistent
with the progress of humanity and, indeed, the survival of an ever larger
part of the world population. "The end of history" that the
imperialists
announced loudly since the nineties, is a hell for the proletariat and
peoples of the world. But, more oppression spurs more resistance, and so,
from Peru to the Philippines, from the British Islands to China, from
Colombia to Kurdistan, from Nigeria to Greece, all around the world, the
countries want independence, the nations liberation, and the peoples
revolution. This is the basis for a current that will bury imperialism. The
problem is, in many cases, that the struggle against imperialism is limited
only to the resistance with no prospect but the mere survival. Therefore, in
order to develop this resistance as a powerful wave of anti-imperialist and
revolutionary struggles, the conscious organized factor is required to be
able to lead the consequent struggle to establish the people's Power.
Hence,
it is worth the effort to take a look on India.

India, which the ruling classes cynically present as the "Shining
India" and
a supposed example of that imperialism brings "development", is a
heaven for
the rich and hell for the people. While the wealth of the 53 richest people
in the country is equal to 31% of GDP, the 77% of the population live with
an income of less than 20 rupees (approximately 50 Euro cents) a day. Every
day 5,000 children die from starvation and malnutrition, that is almost two
million child deaths per year. The percentage of hungry people is greater
than in Ethiopia. The agrarian crisis, a direct result of the imperialist
policy, causes immense misery to the peasantry and results in a wave of
suicides, with hundreds of thousands of desperate peasants who have
committed suicide. "The greatest democracy in the world", is a
country in
which the big bourgeoisie and landlords do what they please. A country where
the caste system is still fully intact. Where different minorities,
different nationalities and peoples are forced to live in a
"prison-house of
nations". In order to increase the imperialist exploitation, they
established Special Economic Zones, where the so-called
"transnational"
companies can operate without limits. Tens of millions of people are forced
to become internal refugees, because they are expelled from the land where
their ancestors have since thousands of years, so that Capital can steal the
raw materials existing there. We could mention many other examples, this
might fill all a book, the question is clear: the anti-imperialistic and
anti-feudal revolution is a necessity for the vast majority of the people of
India.

This revolution is ongoing. Under the leadership of the Communist Party of
India (Maoist) a people's war develops - described by the most important
representatives of the ruling classes as the greatest danger for their
system. In the countryside there are thousands of organizations of the
genuine people's power. In the Revolutionary People's Committees,
those who
for centuries have had nothing have started to construct their own state.
They organize with their own forces a society where there is no hunger,
where there is education and health, and the land belongs to who tills it.
There are no landlords or lackeys of the imperialists. There, the needs of
the people are law. There, they live the true democracy, the new democracy
of the people. In the cities, the mass organizations are advancing by leaps,
in February this year the working class of India has carried out the biggest
strike in history of humanity, involving 100 million people, and the ruling
classes are terrified by the growing influence of the Maoists. The
People's
War stirs the deepest foundations of society.

The ruling classes and their imperialist bosses - how could it be
otherwise? - are not sitting quiet with folded arms watching the advance of
the revolutionary movement. They act as always and everywhere have done;
they seek to drown in blood the struggle of the people.
"Specialists" in
counterinsurgency from U.S. and Israeli Mossad are there to assist on the
field the repressive forces. Paramilitary State forces are fighting daily
against the guerrillas - the so-called paramilitaries are militarily
organized and armed. The Army and Air Force every time more openly takes
part in the fighting. The reactionary state has launched barbaric
reactionary campaigns such as: Salwa Judum, "Green Hunt", among
others, and
implemented a policy that is comparable to the Nazi campaign against
anti-fascist resistance in World War II. They apply systematic murder,
torture and "disappearances" against the revolutionary leaders.

But the people do not summit. The people's war advances without
stopping,
with the clear course in direction of seizing Power. This is possible, since
the conscious and organized factor, which we have spoken about above, exists
and is able to consistently lead the fight to the end. Their struggle is
just and it is an internationalist duty to give them our full and unwavering
support. The People's War in India has to merge with the struggle of
peoples
around the world and be a part of the great revolutionary current that will
ultimately defeat imperialism. The development of a consistent
anti-imperialist movement in a country of 1.2 billion people will change the
balance of forces between imperialism and the oppressed nations, and
therefore it would be a great boost for the revolutionary forces around the
world. To support this movement does not mean only to fulfill an obligation,
but to serve the advancement of our movement in all countries.

It is in this sense that we organize an international conference on 24
November this year in Hamburg. We hope that this conference will be a major
boost to the international movement of support to the People's War in
India.
Delegations from different countries will participate in it and through this
they will bring their experiences and ideas on how to raise this campaign to
a higher level. We want a conference that expresses the initiative, the
energy and the anti-imperialist and revolutionary will of proletarians,
women, youth, immigrants, progressive artists and intellectuals. We do not
want it to be only a formal act, but a living expression of proletarian
internationalism, so that it may serve to give concrete progresses to the
campaign of support. The conference is open to all forces who share this
objective. Therefore:

Everybody to the International Conference in Support of the People's
War in
India!



Bündnis gegen imperialistische
Aggression - BGIA (Hamburg)
indien_hh@yahoo.de

International committe support people's war India
csgpindia@gmail.com

spanish

Conferencia Internacional del 24 de noviembre de 2012 en Hamburgo

¡Apoyar la guerra popular en la India!

Los mandamases del sistema imperialista mundial llevan a cabo una ofensiva
contra los pueblos del mundo. Guerras de agresión imperialista como contra
Irak, Afganistán y Libia marcan el inicio del nuevo siglo. Ellos preparan la
siguiente guerra contra Siria, Irán o contra cualquier otro, porque una cosa
es segura, que ellos no se van a detener por propia voluntad. A la vez,
éstos imponen a los pueblos las secuelas de la crisis, especialmente a los
pueblos de las naciones oprimidas; pero también en los mismos países
imperialistas, la clase obrera es pisoteada permanentemente y sus derechos
fundamentales son arrancados rápidamente. En esta situación, el fascismo no
es un peligro nebuloso, sino una fuerza actuante. Al mismo tiempo, los
imperialistas destruyen el planeta sistemáticamente. Todo esto es muy
conocido. Esto muestra que el imperialismo es reacción en toda la línea, eso
muestra que el imperialismo no se condice con el progreso de la humanidad y,
más aún, con la supervivencia de una parte cada vez más grande de la
población mundial. "El fin de la historia" que los imperialistas
anunciaron
a toda voz desde los años noventa, es un infierno para el proletariado y los
pueblos del mundo; más la opresión acicatea la resistencia, y así, desde el
Perú hasta las Filipinas, desde las Islas Británicas hasta China, desde
Colombia hasta el Kurdistán, desde Nigeria hasta Grecia; en todo el mundo
los países quieren la independencia; las naciones, su liberación; y los
pueblos, la revolución. Tal es la base para una corriente que a de enterrar
al imperialismo, pero el problema reside en muchos casos, en que la lucha
contra el imperialismo se limita sólo a la resistencia sin otra perspectiva
que la propia supervivencia. Por ello, para desarrollar esta lucha como una
ola poderosa de la lucha antiimperialista y revolucionaria, es necesario el
factor consciente y organizado que sea capaz de dirigir la lucha consecuente
hasta el establecimiento del Poder del pueblo. Por lo tanto, vale el
esfuerzo de dar una mirada hacia la India.

La India, lo que las clases dominantes cínicamente presentan como el
"Camino
Indú", es un ejemplo de lo que "trae el desarrollo del
imperialismo"- el
cielo para los ricos y el infierno para el pueblo. Mientras la riqueza de
las 53 personas más ricas del país es igual al 31% del PBI del país, vive el
77% de la población con un ingreso de menos de 20 Rupias (apróximadamente 50
centavos de Euro) al día. Cada día mueren 5,000 niños a consecuencia del
hambre y la desnutrición, esto es cerca de dos millones de niños muertos por
año. El porcentaje de la población que padece hambre es mayor que el de
Etiopía. La crisis agraria, como consecuencia directa de la política
imperialista, causa siempre una inmensa miseria al campesinado y tiene como
consecuencia una ola de suicidios, en la cual cientos de miles de campesinos
desesperados se quitan la vida. "La más grande democracia del
mundo", es un
país en el cual la gran burguesía y los terratenientes hacen los que se les
viene en gana. Un país en el cual el sistema de castas permanece intacto.
Las diferentes minorías, las diferentes nacionalidades y pueblos deben
aguantar vivir en una "prisión de naciones". Para aumentar la
explotación
imperialista, se han establecido Zonas Económicas Especiales, en las cuales
las llamadas empresas"transnacionales"pueden actuar sin límites.
Docenas de
millones de personas son obligadas a convertirse en refugiados internos,
porque son expulsados de la tierra donde desde siempre han vivido sus
antecesores, para que el capital pueda robar las materias primas allí
existentes.Nosotros podríamos mencionar muchos otros ejemplos, esto podría
llenar todo un libro, la cuestión es clara: la revolución antiimperialista y
antifeudal es una necesidad para la inmensa mayoría del pueblo de la India.

Esta revolución está en marcha. Bajo la dirección del Partido Comunista de
la India (Maoísta) se desarrolla una guerra popular - calificada por los más
importantes representantes de las clases dominantes - como el mayor peligro
para el sistema. En el campo existen miles de organizaciones del verdadero
Poder del pueblo. En los Comités Populares Revolucionarios, aquellos que
desde hace siglos no han tenido nada, han comenzado ha establecer su propio
Estado. Ellos organizan con sus propias fuerzas una sociedad donde no existe
el hambre, donde hay educación y salud, y donde quien posee la tierra es
quien la trabaja. Allí no existe terratenientes o lacayos de los
imperialistas. Allí las necesidades de las masas son ley. Allí se vive la
verdadera democracia, la nueva democracia del pueblo. En las ciudades
avanzan por saltos las organizaciones de masas, la clase obrera de la India,
en febrero de este año ha llevado a cabo la huelga más grande en la historia
de la humanidad, con la participación de 100 millones de personas y las
clases dominantes tienen pánico por la creciente influencia de los maoístas.
La guerra popular remueve las más profundas bases de la sociedad.

Como no podría ser de otra manera, las clases dominantes y sus mandamases
imperialistas no se quedan tranquilos con los brazos cruzados viendo como el
movimiento revolucionario progresa. Ellos actúan como siempre y en todo
lugar lo han hecho, ellos buscan ahogar en sangre la lucha del pueblo. Los
"especialistas" de la lucha contrainsurgente"de los Estados
Unidos y de la
Mossad de Israel están allí para asesorar en el terreno a las fuerzas
represivas. Las fuerzas paramilitares del Estado luchan diariamente contra
la guerrilla -los llamados Paramilitares están organizados y armados
militarmente. El ejército y la fuerza aérea toma parte siempre en los
combates. El Estado reaccionario a organizado bárbaras campañas como por
ejemplo: Salwa judum, "Green Hunt", entre otras, y aplica la
política que es
comparable a la campaña de los Nazis contra las resistencia antifascista en
la Segunda Guerra Mundial. Ellos aplican sistemáticamente asesinatos,
tortura y "desapariciones"contra los dirigentes revolucionarios.

Pero el pueblo no se deja aplastar. La Guerra popular avanza sin detenerse
con el claro objetivo de la toma del Poder, esto es posible, ya que el
factor consciente y organizado, del que nosotros hemos hablado, existe y
está en condiciones de dirigir la lucha consecuente hasta el final. Su lucha
es justa y es una obligación internacionalista dar nuestro total y firme
apoyo. La Guerra popular de la India tiene que fundirse con la lucha de los
pueblos de todo el mundo y ser una parte de la gran corriente revolucionaria
que finalmente debe vencer al imperialismo. El avance de un consecuente
movimiento antiimperialista en un país de 1200 millones de habitantes, hará
que la correlación de fuerzas entre el imperialismo y las naciones oprimidas
cambie, y en consecuencia, eso sería un gran impulso a las fuerzas
revolucionarias de todo el mundo. Apoyar este movimiento no significa
solamente cumplir una obligación sino un servicio al avance del movimiento
en todos los países.

Es en este sentido, es que nosotros organizamos una conferencia
internacional el 24 de noviembre de este año en Hamburgo. Nosotros
esperamos, que esta conferencia sea un importante impulso al movimiento de
apoyo internacional a la guerra popular en la India. Delegaciones de
diferentes países deberán participar en ésta y a través de esto brindar sus
experiencias e ideas de como elevar esta campaña a un mayor nivel. Nosotros
queremos que esta conferencia sea, una conferencia donde se exprese la
iniciativa, la energía y la voluntad antiimperialista y revolucionaria de
proletarios, mujeres, jóvenes, inmigrantes, artistas progresistas e
intelectuales. Nosotros no queremos que sea sólo un acto formal, sino una
expresión viva de internacionalismo proletario, para que con ello ésta pueda
servir a dar avances concretos en la campaña de apoyo. La conferencia está
abierta a todas las fuerzas que participan de este objetivo. Por eso:

¡Todos a la Conferencia Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la
India!


Bündnis gegen imperialistische
Aggression - BGIA (Hamburg)
indien_hh@yahoo.de

International committe support people's war India
csgpindia@gmail.com

domenica 27 maggio 2012

NOSTRO CONTRIBUTO/RISPOSTA ALL'APPELLO DEI COMPAGNI DI SENZA TREGUA SULLA "COSTRUZIONE DELLA GIOVENTU' COMUNISTA"


Crediamo che il vostro appello parta da una giusta esigenza e necessità, per questo condividiamo parzialmente alcuni contenuti espressi, su altri concetti invece siamo in disaccordo (in parte anche nel merito di alcuni dei  “paletti” che avete indicato).

Innanzitutto condividiamo il fatto che a fronte di decenni di propaganda anticomunista in generale, “rafforzata”da una propaganda anti-partito in particolare anche nel campo rivoluzionario dove operiamo, richieda la necessità di fare sforzi per unire la gioventù rivoluzionaria in un’organizzazione che rafforzi le potenzialità della gioventù proletaria e ribelle che nel nostro paese, e nei paesi imperialisti, esplode con slanci intensi e potenti, come citato da voi riguardo il 14 dicembre e il 15 ottobre (ma pensiamo anche alla rivolta delle banlieues, ai riots di Londra, alla Grecia, alla rivolta degli studenti canadesi di questi giorni), salvo poi spegnersi proprio a causa dell’assenza di questa organizzazione tra le proprie fila.

L’esperienza dei centri sociali ha dimostrato che senza una prospettiva strategica c’è il rischio che essi degenerino in “pub alternativi” o contribuiscano alla frammentarietà del movimento di opposizione sociale (soprattutto nelle grandi città in primis Roma e Milano questo è un problema strutturale), diventando ognuno di esso luogo autoreferenziale (pur conducendo in molti casi lotte e pratiche giuste). Manca un collante nazionale, spesso anche tra centri sociali della stessa area, in grado di dare una risposta adeguata agli attacchi di padronato e governo che al contrario avvengono a 360 gradi e diretti in maniera centralizzata.

Detto questo crediamo che tale processo unitario debba avviarsi partendo da un metodo condiviso e ancorato al materialismo storico-dialettico e innanzitutto dall’esperienza concreta e materiale di lotta sia a livello internazionale che nazionale.
In tal senso è fuorviante riferirsi alla caduta del blocco social-imperialista (URSS e “democrazie popolari” dell’Est Europa) come alla “caduta del socialismo”.
In alcuni di questi paesi il socialismo è caduto molto prima del cambio di bandiera, in altri come in Cina il capitalismo regna ormai da decenni nonostante nelle piazze sventolino ancora bandiere rosse.
Dopo la morte del compagno Stalin la cricca capeggiata da Kruscev ha attuato un colpo di stato restaurando il capitalismo in URSS e a cascata ciò è avvenuto in tutti i paesi del blocco socialista nell’Est Europa eccetto in Albania per un po’ di anni ancora.

È giusto porsi oggi la questione di scegliere tra “socialismo e barbarie” ma intendiamoci prima di tutto su cosa è socialista e cosa non lo è.
Le riforme liberali post ’53 in URSS e in questi paesi hanno traghettato essi stessi verso il capitalismo e non viceversa, la caduta di questi regimi dal 1989 in poi segnano la bancarotta del revisionismo, non del socialismo e del comunismo, per questo a tutti i detrattori delle esperienze concrete del proletariato possiamo dire con forza che in quei paesi non è il socialismo ad aver fallito ma il capitalismo mascherato da esso che, dopo aver gettato al maschera, ha mostrato il suo vero volto alle masse peggiorando ancor di più il loro livello di vita.

Un salto di qualità contro i tentativi di restaurazione del capitalismo, burocratizzazione del partito, distacco del partito e dell’esercito popolare dalle masse ecc è avvenuto in Cina e si chiama Grande Rivoluzione Culturale Proletaria sotto la guida del compagno Mao-Tse-Tung grazie alla mobilitazione di decine di migliaia di giovani rivoluzionari molti di essi “senza partito”.
Così come la Comune di Parigi e la Rivoluzione d’Ottobre, la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria rappresenta una tappa storica del proletariato che arricchisce qualitativamente il marxismo di quegli anni ovvero il marxismo-leninismo e insieme ad ulteriori sviluppi nel campo filosofico, militare, organizzativo, ideologico ci fa parlare oggi di marxismo-leninismo-maoismo.


Circa i 3 paletti che ponete per la discussione:

sul primo siamo totalmente d’accordo, niente da aggiungere.

Andando al secondo, pensiamo che la “cassetta degli attrezzi” sia completa se a questa si aggiunga il “maoismo” che non è elemento a se, ma lo sviluppo del marxismo-leninismo ad una sua tappa superiore, il marxismo-leninismo-maoismo per come abbiamo accennato sinteticamente qualche rigo sopra ma la discussione va sicuramente approfondita.
Maoismo nei paesi imperialisti significa legarsi alla gioventù proletaria e ribelle, significa organizzare i lavoratori in un sindacato di classe, significa costruire un partito comunista di tipo nuovo.
Attualmente un buon esempio di un partito del genere in un paese imperialista è rappresentato dal Partito Comunista Rivoluzionario canadese che oggi è in prima linea nella lotta studentesca in corso; oggi questo lavoro i partiti m-l, eccetto rare eccezioni, lo disertano.

Per costruire un partito con queste caratteristiche in Italia, per noi significa rompere con la tradizione e concezione ereditata dal PCI revisionista ma far tesoro delle esperienze rivoluzionarie avanzate della classe operaia italiana: la fondazione del Partito Comunista d’italia, il contributo di Antonio Gramsci, la Resistenza Partigiana tradita da Togliatti, tutti quei movimenti che nel dopoguerra al di fuori del PCI,  pur con differenze di concezioni e pratiche hanno provato a rispondere ad un problema reale: la necessità di organizzazione non più possibile all’interno di un partito ormai degenerato nel riformismo.
Quindi analizzare criticamente le esperienze rivoluzionarie del decennio ’68-’77 prendendo gli aspetti positivi e individuandone i punti di debolezza che allora non permisero di giungere alla soluzione.

Infine sul terzo paletto siamo d’accordo sulla prima parte, ovvero sulla necessità di organizzarci e opporci contro qualsiasi intervento imperialista in primis del nostro paese.
Per quanto riguarda la questione di Cuba e di altri paesi come Cina, Laos, Vietnam, Corea del Nord e i cosiddetti paesi bolivariani in primis il Venezuela, per quanto detto sopra questi paesi non sono da considerarsi socialisti: alcuni come Cina, Laos e Vietnam sono pienamente integrati nell’economia di mercato, altri hanno progressivamente introdotto riforme liberali in primis Cuba e Corea del Nord. In Sud America si tratta principalmente di borghesia nazionalista che si è rivoltata contro l’ingerenza dell’imperialismo principalmente americano e persegue i propri interessi di classe non quelli del proletariato.
Un elemento che li accomuna tutti in quanto paesi non-socialisti è che i mezzi di produzione non sono socializzati ma sono in mano alla borghesia e non alla classe operaia.
Oggi i nostri punti di riferimento da sostenere sono le Guerre Popolari in India, Perù, Filippine, Turchia Nord/Kurdistan dirette da partiti comunisti marxisti-leninisti-maoisti, esse vanno supportate con il più sano spirito internazionalista proletario. In questi stessi paesi i cosiddetti “partiti m-l” spesso stanno dall’altro lato della barricata aiutando attivamente i governi di quei paesi in campagne contro-rivoluzionarie. Per questo nella scelta tra rivoluzione e contro-rivoluzione c’è una linea di demarcazione che divide i partiti m-l da quelli m-l-m.

venerdì 25 maggio 2012

SABATO STIAMO TUTTI A REGGIO CALABRIA CON IL CARTELLA!


ORA E SEMPRE RESISTENZA!
LA REPRESSIONE NON FERMA MA ALIMENTA LA RIBELLIONE!
FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE!
CHI TOCCA UNO DI NOI TOCCA TUTTI!
CONTO IL MODERNO FASCISMO, CONTRO IL GOVERNO PADRONALE, LOTTA DI CLASSE!