venerdì 28 gennaio 2011

Più di 8.000 tra operai e studenti a Termini Imerese!



Grande partecipazione stamattina al corteo regionale per lo sciopero generale di 8 ore indetto dalla FIOM.
Più di 8.000 operai dallo stabilimento fiat di Termini Imerese ai Cantieri navali di Palermo e Trapani, della raffineria e del petrolchimico di Milazzo, dalle acciaierie della Sicem di Messina, dalle Acciaierie del Sud di Catania, dal petrolchimico di Siracusa, dalla Metra di Ragusa e da molti altri stabilimenti operai. Le delegazioni hanno sfilato per le strade della cittadina siciliana sede dello stabilimento Fiat.

Al corteo presenti anche studenti da Palermo, Catania e altre zone siciliane che hanno portato la loro solidarietà alla classe operaia scendendo in piazza con essa.
Infatti è da mesi che il movimento studentesco ha gridato da nord a sud la volontà di scendere a fianco dei lavoratori in occasione di uno sciopero generale.

Uno sciopero generale che i sindacati di regime Cgil-Cisl-Uil-Ugl non hanno la volontà di proclamare, addirittura la Camusso nelle scorse settimane ha dichiarato che “ancora non ci sono le condizioni per proclamare lo sciopero generale”, dopo queste dichiarazioni vergognose ieri il segretario generale della Cgil è stato giustamente contestato a Bologna da 30.000 operai.

Finalmente alla prima occasione dopo il 16 ottobre in cui gli operai scendono in piazza per uno sciopero del genere, il movimento studentesco in tutto il paese ha messo in pratica ciò che ha gridato per mesi: l’unione delle lotte di operai e studenti.

Da palermo presenti sia studenti medi che universitari di diverse facoltà, da Lettere e filosofia a Scienze ad Agraria fino all’Accademia di belle arti.

Durante il percorso attaccata con uova e fumogeni la sede del sindacato di regime Uil.

Il nostro spezzone di Red Block dietro lo striscione “studenti e operai contro il fascismo padronale vogliamo lo sciopero generale” formato dagli studenti del CAIL (collettivo accademia autorganizzato in lotta) e da studenti medi e universitari con una delegazione del Circolo di proletari comunisti Palermo ha gridato per tutto il percorso slogan come “contro la crisi del capitale vogliamo lo sciopero generale”, “disoccupazione miseria e lutto, pagherete caro pagherete tutto”, morti sul lavoro non ne vogliamo più, Marchionne a testa in giù”, “Berlusconi, Bossi e Fini farete la fine di Mussolini”, “Piazzale Loreto, ci son tanti lampioni, ieri Mussolini oggi Berlusconi”, “Berlusconi porco, vieni fuori adesso, te lo facciamo noi, un bel processo”, “ se ci sono tanti disoccupati, la colpa e dei padroni e non degli immigrati”.
Abbiamo solidarizzato con le rivolte sociali in corso in Tunisia, Egitto, Albania, Yemen e Giordania.
Il corteo si è concluso in bellezza a Piazza Duomo dove tutti gli studenti palermitani delle varie facoltà e scuole hanno contestato la rappresentante della CGIL Serena Sorrentino che ha dovuto interrompere il suo intervento sotto il grido di “sciopero generale”, lo stesso slogan con il quale a Roma abbiamo interrotto l’ex segretario generale della CGIL Epifani.
Sicuramente una bella giornata di lotta che ha visto le piazze piene di lavoratori e studenti finalmente insieme in maniera significativa ma che ancora non ha raggiunto l’obiettivo di un vero sciopero generale di tutte le categorie capace di bloccare le città e la produzione così come avviene in questi giorni nei paesi arabi e in Albania.
Crediamo che la via da seguire sia quella della radicalità studentesca del 14 Dicembre a Roma dove non si è arretrati ma al contrario si è andati al contrattacco contro lo stato, i suoi servi in divisa e assediando i palazzi del potere.
Una tale radicalità sarebbe esplosiva con l’unione del movimento studentesco a quello della classe operaia in primis e dei lavoratori in generale.
Purtroppo in momenti storici come questi dove il fascismo padronale avanza e il governo Berlusconi sta ancora in piedi, in certi settori cosiddetti di movimento prevalgono scelte politiche settarie.
Ci riferiamo alla scelta miope di indire una seconda piazza distinta da quella operaia di Termini Imerese dal Cobas Confederazione.
Una scelta miope perché ha avuto il risultato di dividere la “piazza siciliana”, ma in maniera relativa in quanto a fronte degli 8000 di Termini Imerese a Palermo sono scesi in piazza circa 100 manifestanti quasi tutti iscritti cobas del pubblico impiego, pochi studenti medi e pochissimi universitari.

Red Block
Palermo 28/01/2011

giovedì 27 gennaio 2011

COMUNICATO C.P. EXPERIA SULLO SCIOPERO DEL 28 GENNAIO

UN COMUNICATO CHE CONDIVIDIAMO NELLA SOSTANZA:

Sullo sciopero metalmeccanici e il corteo di venerdì 28 gennaio in Sicilia.

In merito alla mobilitazione indetta per giorno 28, il C.P. Experia di Catania pur condividendo le posizioni della confederazione Cobas siciliana parteciperà al corteo indetto dalla FIOM a Termini Imerese.
Il C.P. Experia sceglie di restare al fianco degli operai Fiat di Termini, unico stabilimento di cui la Fiat e Marchionne hanno sancito la chiusura.
Il C.P. Experia sceglie di manifestare insieme agli operai e allo loro famiglie mantenendo le distanze politiche da organizzazioni partitiche e sindacali che hanno appoggiato e sostenuto le politiche liberiste e affamatrici del capitalismo italiano (PD e CGIL) e che negli ultimi 20 anni hanno visto smantellare diritti e opportunità di lavoro a discapito della precarietà e a salvaguardia degli interessi padronali e dei profitti aziendali.
Pensiamo infine che in questo periodo di crisi e di attacco feroce alle nostre condizioni di vita, sia poco costruttivo frapporre distanze politiche attraverso scelte settarie e non unitarie.
Centro Popolare Experia Catania
http://www.senzapadroni.org/
25 gennaio 2011

lunedì 24 gennaio 2011

Studenti e operai uniti nella lotta!


Non è uno slogan vuoto o legato al passato e ormai obsoleto…
Anche oggi assistiamo agli attacchi padronali ai diritti dei lavoratori e in primis alla classe operaia, all’attacco all’istruzione ovvero all’ingerenza sempre più insopportabile di Confindustria, stato e chiesa cattolica nelle nostre scuole e facoltà.
Per questo diventa una necessità l’unione delle lotte tra studenti e operai, un’unione che fa paura ai governanti per diversi motivi: gli studenti e i giovani in generale rappresentano il futuro, un futuro che vorrebbero annullare ma a cui gli studenti non vogliono rinunciare e ne hanno dato prova in questi mesi di mobilitazione mettendo in seria difficoltà il potere fino alla grande battaglia del 14 Dicembre a Roma dove decine di picchiatori in divisa se la sono data a gambe ed i palazzi del potere, con i loro parassiti dentro, sono stati assediati.
Padron Marchionne ricatta gli operai Fiat ma in realtà tutta la classe operaia e i lavoratori mettendo in discussione i diritti fondamentali, come quello di sciopero, conquistati decenni fa con le lotte.
Questo vero e proprio fascismo padronale basato sul ricatto, dove o si accetta l’accordo imposto da Marchionne o si minaccia la chiusura degli stabilimenti mandando a casa migliaia di operai e rispettive famiglie deve essere contrastato.
Davanti a tutto questo la CGIL della Camusso ritiene che ancora non ci siano le condizioni per uno sciopero generale!!!
Abbiamo gridato a gran voce “sciopero generale” il 16 ottobre a Roma durante la manifestazione dei metalmeccanici FIOM interrompendo più volte l’ex segretario della CGIL Epifani.

Come studenti che non hanno futuro vogliamo lo sciopero generale perché accettiamo la sfida di padroni e governo, così come i nostri coetanei in Grecia, Regno Unito, Tunisia, Algeria, Albania ecc che già hanno iniziato a farsi sentire con i fatti, nelle piazze contro i “loro governi” e contro lo stesso sistema mondiale che provoca tutta questa miseria: il capitalismo!
Come giovani rivoluzionari agiamo nei fatti e non a parole affinchè “studenti e operai uniti nella lotta” non rimanga uno slogan inflazionato ma lavoriamo perché diventi nei fatti una alleanza rivoluzionaria capace di cambiare realmente la vita di milioni di giovani e lavoratori!

Finalmente la FIOM si è decisa a proclamare lo sciopero generale di 8 ore per gli operai metalmeccanici, aderiamo e partecipiamo in massa!
In Sicilia la manifestazione operaia sarà giustamente a Termini Imerese dove da anni gli operai subiscono il ricatto di chiusura dello stabilimento ancor prima di quello di Pomigliano e di Mirafiori.
Se gli operai si mobilitano in massa come hanno dato prova nel 2001 a Termini Imerese non è scontato che lo stabilimento venga chiuso!
Per questo è giusto manifestare a Termini Imerese Venerdi 28 Gennaio!

Dopo il grande no operaio prima al referendum/ricatto a Pomigliano e ora a quello di Mirafiori, scendiamo in piazza realmente al fianco degli operai fondendo la nostra lotta con la loro, scambiandoci esperienze in piazza e solidarietà reale e di classe!

Concentramento ore 9:30 Piazza della Vittoria (Termini bassa)
Partenza pullman ore 8:30 dalla stazione metropolitana Orleans ingresso università viale delle scienze.

Per info: 3498113576 ; redblock@alice.it
www.redblock-it.blogspot.com

domenica 16 gennaio 2011

DA PALERMO SOLIDARIETA' ALLA RIVOLTA NEL MAGHREB!


Sabato 15 Dicembre alle 16:00 si è svolta a Palermo una manifestazione a sostegno dei popoli del Maghreb, in particolare quello tunisino, che nelle ultime settimane sono in rivolta contro i loro regimi per conquistarsi diritti fondamentali come pane e lavoro.
Il corteo di circa 300 manifestanti formato in buona parte da immigrati arabi, ha sfilato per le vie del centro storico passando davanti la prefettura e fermandosi per qualche minuto davanti l'ambasciata tunisina , dove la mattina in orario d'ufficio vi era stato un sit-in, per poi proseguire e terminare da dove era partita: a Piazza Castelnuovo.
Presenti al corteo anche studenti medi, studenti universitari e lavoratori.
Tra gli slogan lanciati dal corteo spiccava "Ben Alì assassino!".
Il nostro spezzone formato da studenti medi e universitari di Red Block nonchè da una rappresentanza del Collettivo Autorganizzato Accademia in Lotta che sono freschi freschi di occupazione durata più di un mese e conclusasi con l'occupazione di un'auletta. Presenti nello spezzone anche lavoratori appartenenti al circolo di proletari comunisti. Lo spezzone ha lanciato anche altri slogan quali "Il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione!", "Maghreb, Italia, "Palestina polizia fascista, polizia assassina"," la guerra imperialista si può fermare solo se avanza la Guerra Popolare!".
Arrivati in Piazza Castelnuovo è iniziata un'assemblea pubblica dove molti immigrati hanno preso parola riferendo anche notizie su ciò che sta accadendo in queste ore in Tunisia ricevute da familiari e amici.




sabato 15 gennaio 2011

Solidarietà con le rivolte per il pane e il lavoro in Algeria e Tunisia


Proletari comunisti esprime il massimo sostegno alle masse proletarie e popolari di Algeria e Tunisia che sono in rivolta per il pane e il lavoro contro i regimi reazionari, asserviti alla borghesia algerina e all'imperialismo francese ed occidentale in genere.La polizia e l'esercito sparano e uccidono a Tunisi e Algeri, ma la rivolta non si arresta!
La rivolta proletaria e popolare che da giorni si sviluppa in Tunisia ed Algeria con la larga partecipazione di giovani studenti e lavoratori rappresenta un forte segnale di riscossa contro i regimi di questi paesi asserviti e complici dell’imperialismo in primis quello francese e italiano.
In questi paesi la borghesia locale al potere fa affari con le borghesie imperialiste svendendo le risorse nazionali come il petrolio mentre il popolo vive nella miseria, in Tunisia il 70% della popolazione è formata da giovani di cui il 30% è disoccupata. A tutto questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità come pane e olio che rende veramente difficile la sopravvivenza della popolazione.
In queste condizioni l’unica alternativa per i giovani maghrebini dovrebbe essere quella di lasciare il loro paese in cerca di fortuna, ma per dove?
I giovani maghrebini che giungono in Italia o in altri paesi dell’UE trovano ad “accoglierli” leggi razziste, vengono rinchiusi in centri di detenzione e veri e propri lager chiamati CIE con la sola colpa di essere “clandestini”. Alcuni giovani intervistati in questi giorni hanno dichiarato che dopo aver studiato ed essersi laureati in Tunisia preferiscono rimanere nel proprio paese che non da loro un futuro piuttosto che intraprendere un viaggio con il rischio di morire in mare o di essere imprigionati per niente o finire a fare il lavavetri nelle nostre città.
Dopo le rivolte dei giovani nel cuore dell’Europa imperialista da Atene a Londra, da Parigi a Roma adesso anche i giovani del Maghreb sfidano a testa alta lo stato per chiedere i loro diritti basilari come lavoro e pane.

Tutto è incominciato quando al giovane Mohamed Bouazizi di 26 anni laureato ma venditore ambulante, la polizia ha sequestrato il suo carretto con la merce, la scelta estrema è stata quella di cospargersi di benzina e darsi fuoco.
Quello che viene in mente è parallelismo con Norman Zarcone, giovane palermitano plurilaureato che è arrivato alla stessa scelta estrema, buttandosi nel vuoto dalla facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, dopo essersi reso conto che nonostante avesse tutte le carte in regola questo sistema non gli avrebbe garantito un futuro dignitoso.
Davanti a tutto questo scempio sociale prodotto dal sistema capitalista, la rivolta dei giovani maghrebini è giusta e sacrosanta.
Il presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali ha ordinato la chiusura di scuole e università e ha definito i giovani ribelli “terroristi”. Terroristi sono i governi della borghesia che impongono al popolo una vita di stenti e che hanno ordinato ai loro servi in divisa di sparare sulla folla, solo in Tunisia ci sono stati quasi 100 morti, il governo locale ha censurato tutto ciò parlando di 20 morti e dichiarando che la polizia ha sparato per legittima difesa. Sappiamo dai media indipendenti e dai blog locali che sono tutte falsità!
Anche in Algeria dal 5 gennaio è scoppiata la rivolta per gli stessi motivi e anche li la risposta del governo è stata analoga a quella del governo tunisino.

La nostra solidarietà verso questa rivolta deve necessariamente avere come obiettivo principale della nostra lotta il governo Berlusconi, fedele alleato di questi regimi in quanto partner economico. In questo le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Frattini sono andate ben oltre le ipocrite dichiarazioni dei funzionari U.S.A. che hanno condannato formalmente la repressione e le violenze come se fossero sullo stesso piano. Frattini ha dato pieno appoggio al regime tunisino dichiarando di: "condannare senza se e senza ma ogni forma di violenza contro civili innocenti, ma anche di sostenere un governo come la Tunisia che ha pagato un prezzo di sangue per il terrorismo: noi siamo sempre dalla parte della lotta al terrorismo".

Davanti alla censura e alle falsità dei media italiani è necessario estendere l’informazione e la solidarietà su questa questione tra gli studenti, gli operai e i lavoratori perché si prenda coscienza che qui come in Tunisia per far si che non si paghi la crisi dei padroni ci vogliono decine e centinaia di queste rivolte che rappresentano un primo passo verso la rivoluzione politica e sociale per mettere fine a questo barbaro sistema basato sul profitto dell’uomo sull’uomo.

Circolo proletari comunisti Palermo Red Block

mercoledì 29 dicembre 2010

Ancora sull'attacco alla sede del Pd

Comunicato stampa

In merito ai fatti riportati dalla stampa in questi giorni circa l'attacco alla sede regionale e provinciale del Pd a Palermo in via Bentivegna, il movimento studentesco esprime la propria solidarietà ai giovani di Red Block la cui sigla è stata pretestuosamente accostata alle scritte comparse davanti il marciapiede e sulla saracinesca della sede del Pd.
Il movimento studentesco respinge tale provocazione funzionale al tentativo di criminalizzare le lotte e le ragioni che esso esprime in particolare in seguito alle mobilitazioni degli ultimi mesi culminate nelle grandi manifestazioni del 14 e del 22 Dicembre.
Pertanto si invitano i giornalisti a partecipare all'assemblea-conferenza stampa che si terrà all'Accademia di Belle Arti occupata giorno 30 Dicembre alle ore 16:00.

Accademia di Belle Arti occupata
CAIL (collettivo autorganizzato accademia in lotta)
Collettivo Carlo Giuliani
Collettivo Studentesco Antiautoritario
Coordinamento studenti medi Palermo
Lettere e Filosofia per l'autoriforma
Red Block
Scienze per l'autoriforma
Studentato occupato Anomalia

Sull’attacco alla sede regionale del PD a Palermo.

Comunicato stampa.

Sull’attacco alla sede regionale del PD a Palermo.

Le parole di smentita apparse ieri sull’Ansa e altre agenzie stampa circa il nostro coinvolgimento nell'attacco dell’altro ieri notte alla sede regionale del PD, si rifà ad una breve conversazione telefonica avuta tra un nostro militante e una giornalista Ansa. Durante tale telefonata abbiamo espresso la necessità di venire a conoscenza dei fatti per poi esprimere qualsiasi presa di posizione eccetto quella riportata dall'Ansa stessa e da altre agenzie e giornali sulla nostra totale estraneità al fatto in questione.
Dopo aver letto vari comunicati su internet e gli articoli di giornale, siamo in grado di dichiarare che l'intera faccenda ci puzza alquanto.Molti articoli mettono in connessione l'attacco alla sede del PD con un nostro comunicato apparso sul nostro blog (www.redblock-it.blogspot.com) il 24 Dicembre dal titolo “Prendiamo le distanze da chi prende le distanze! Sui fatti del 22 a Palermo”, in cui condanniamo le prese di distanza di alcuni partiti e sindacati come Cgil,Mdu, UDU, Sel, Cobas e anche il PD.

Ci fa pensare molto la dichiarazione di Giovane Italia sull'accaduto, unica organizzazione politica che punta il dito contro di noi a poche ore dalla notizia, ricordiamo che nel nostro ultimo comunicato critichiamo aspramente il ruolo che hanno avuto i neofascisti per l'appunto di Giovane Italia nel creare confusione tra gli studenti tramite sigle fittizie da loro create come "studenti in movimento" con il fine di strumentalizzarli.
Praticamente è dall'inizio dell'autunno che smascheriamo questo loro tentativo di infiltrazione nel movimento studentesco (basta consultare i nostri comunicati del 25 novembre, e del 13 e 27 ottobre), con il risultato che i loro cortei hanno visto la partecipazione di poche centinaia di studenti a fronte delle decine di migliaia portate in piazza dal movimento studentesco ed infine con il fatto che già da molte settimane gli studenti non ci cascano più e di conseguenza Giovane Italia non ha più avuto la possibilità di organizzare cortei sotto sigle fittizie. Quando Giovane Italia ha indetto “il corteo dei giovani studenti di destra” usando la propria sigla è stato un flop totale. Adesso i camerati tentano di tornare sulle scene criminalizzando le centinaia di studenti che hanno resistito alle cariche e ai lacrimogeni della polizia e attribuendo “all’estrema sinistra” l’intento di “alzare il clima di scontro contro le forze dell’ordine, le istituzioni ed i partiti per destabilizzare il paese”, addirittura!
Si può dire che ormai il nostro paese è totalmente destabilizzato e in tensione sociale permanente a causa delle politiche antipopolari di questo governo che non fa altro che scaricare la crisi sui lavoratori e le masse popolari, non c’è certo bisogno “dell’estrema sinistra” per questo!

La verità è che forse diamo fastidio a qualcuno in questa città ma non solo…

Pochi giorni dopo i “fatti dell’Umberto”, a Roma in occasione della manifestazione della Fiom del 16 Ottobre, siamo stati tra i pochissimi insieme a proletari comunisti e allo Slai Cobas per il sindacato di classe e a singoli operai, lavoratori e studenti ad interrompere l’intervento dell’allora segretario della Cgil Epifani chiedendo a gran voce lo sciopero generale. Anche in quell’occasione il ministro Maroni aveva paventato il “pericolo infiltrati”.

Tutto questo per dire che portiamo avanti coerentemente le nostre battaglie politiche sia tra i lavoratori che tra gli studenti che tra le masse in generale, questo sicuramente da fastidio a chi come dopo gli scontri del 14 a Roma e del 22 a Palermo cerca di dividere gli studenti in buoni e cattivi.
Tutta questa faccenda ci sembra l'ennesimo tentativo di criminalizzare un intero movimento come quello studentesco ed in particolare chi porta avanti pratiche radicali all’interno di esso.Non è la prima volta che finiamo sotto tiro e che provano a criminalizzare la nostra sigla.
Già per i famosi “fatti dell'Umberto”, dove per un volantinaggio organizzato da vari antifascisti tra cui nostri compagni, la stampa ha puntato il dito contro la nostra organizzazione parlando addirittura di uno scontro mai avvenuto davanti la scuola con i neofascisti di Casapound (smentito dai neofascisti stessi), inoltre le prime notizie riportavano l’arresto di nostri compagni, cosa non vera.
La polizia in seguito agli arresti in quell'occasione ha provato durante gli interrogatori ad "estorcere" confessioni agli arrestati perchè dichiarassero di appartenere alla nostra organizzazione, cosa che abbiamo smentito prontamente sia noi che gli arrestati stessi. Da ricordare che nei giorni che precedettero “i fatti dell’Umberto”, venne fuori la copertura che la digos dava ai neofascisti di Casapound nelle loro scorribande notturne. Cosa che denunciammo pubblicamente tra gli studenti ei lavoratori e che sicuramente avrà infastidito le due parti complici.
Adesso arriva l'ennesima montatura contro chi si ribella in linea con la “strategia della tensione” che prende corpo nelle dichiarazioni dei ministri Gasparri, La Russa e Maroni riferendosi alla possibilità che “potrebbe scapparci il morto” riferendosi agli scontri del 14 Dicembre a Roma, la storia del nostro paese ci insegna che quando gli esponenti di governo fanno simili dichiarazioni ciò è indice della loro stessa volontà di reprimere più aspramente i movimenti sociali e di cercare essi stessi “il morto”.

Non ci stupiamo e non ci facciamo intimidire dalle ennesime provocazioni e montature.
Continueremo il nostro lavoro politico consci del fatto che non siamo noi quelli ad avere paura.

Red Block
Palermo 28/12/2010

venerdì 24 dicembre 2010

Prendiamo le distanze da chi prende le distanze! Sui fatti del 22 Dicembre a Palermo


Lo scorso 22 dicembre Palermo ha visto una nuova grande giornata di mobilitazione in cui migliaia di studenti sono tornati di nuovo in piazza contro la riforma Gelmini e il governo Berlusconi.
Dopo il grande assalto dei palazzi del potere a Roma dello scorso 14 dicembre, gli studenti palermitani hanno tenuta alta la bandiera del movimento, assaltando il palazzo della regione siciliana che alla stregua del parlamento nazionale è dimora di mafiosi e parassiti.
Nel pomeriggio un secondo corteo ha bloccato la vita economica della città paralizzando il centro storico e colpendo simbolicamente con vernice e spray banche e grossi esercizi commerciali come la Rinascente.
Smentiamo categoricamente la versione dei principali quotidiani che hanno parlato di “corteo di violenti la mattina” e di “corteo pacifico di pomeriggio” come scritto da Repubblica, non ci sono ne buoni ne cattivi, il movimento studentesco è unico e attua pratiche condivise. In questo senso sono giuste e rivendichiamo tutte le pratiche e le azioni di questo movimento, dall’assalto alla sede regionale, ai cassonetti ribaltati in questi giorni, ai blocchi selvaggi della città e dei suoi centri nevralgici, agli attacchi simbolici a banche, Mondadori, Rinascente ecc.ecc.
Tutto questo è stato messo in atto dal movimento studentesco che nonostante le sue molteplici anime si è trovato d’accordo su queste pratiche radicali.
Tutto ciò è stato possibile perché dal movimento dell’onda del 2008 il movimento attuale ha imparato dagli errori ed è cresciuto, ha imparato a tenere fuori i partiti e i sindacati istituzionali (leggi di regime) anche di falsa sinistra come PD e CGIL ma non solo.
In questo senso provocano un forte senso di sdegno le dichiarazioni di individui squallidi, come le organizzazioni di cui fanno parte, che vistosi relegati in un angolo dagli studenti adesso tentano di risalire alla ribalta complice la stampa compiacente.
Le dichiarazioni di mdu-udu-giovani pd-cgil-sel-unipablock che condannano gli scontri avvenuti la mattina del 22 dicembre davanti la sede regionale siciliana e il lancio di oggetti contro la questura di Palermo additando un piccolo gruppo di “violenti e facinorosi” sono semplicemente vergognose, "E' veramente triste e sconfortante assistere alla mortificazione del movimento operata da frange estremiste che poco hanno a che vedere con la popolazione studentesca", afferma Giovanni Pagano, segretario dei Giovani Democratici di Palermo. Quando mai i Giovani Democratici di Palermo hanno fatto parte del movimento? Si vedono nelle facoltà solo nei periodi elettorali…

Queste dichiarazioni non solo sono vergognose, ma sono anche in linea con quelle del Ministro dell’Interno Maroni e con il governo in generale.
Un governo che difende i mafiosi e i vari dell’Utri, non può permettersi di parlare di “avamposti della lotta alla mafia” riferendosi alla questura.
I veri avamposti della lotta alla mafia sono i movimenti sociali che praticano l’antimafia sociale quotidianamente, non i luoghi del potere che arrestano e allo stesso tempo sono collusi. La lotta contro la mafia è indivisibile dalla lotta contro lo stato, la stessa questura che qualche mese fa ci ha mandato contro decine di sbirri in divisa e in borghese, arrestandoci per un semplice volantinaggio antifascista. La stessa questura che manda i suoi servi a reprimere le proteste sociali in città merita questo e altro ancora.

Gli estranei all’interno del movimento sono proprio i partiti di falsa sinistra come pd e sel che vorrebbero egemonizzare per i propri sporchi fini il movimento, i parassiti politici che quando al potere c’è il centro destra giocano a fare l’opposizione per fini elettorali e quando sale al potere il centro-“sinistra” che mette in atto le stesse politiche anti-popolari del centro-destra difendono l’operato del loro governo.
Estremisti? No, semplicemente non dimentichiamo. Non dimentichiamo i governi D’Alema e Prodi, non dimentichiamo la legge Treu che ha introdotto la precarietà nel nostro paese, non dimentichiamo i ministri dell’istruzione Berlinguer e Fioroni, non dimentichiamo le bombe sulla ex-Yugoslavia ecc ecc.
E lo sciopero generale che paventava la CGIL a Roma il 16 ottobre dopo che la piazza lo richiedeva a gran voce interrompendo più volte l’intervento del suo segretario Epifani? L’attuale segretario del sindacato più grande in Italia, la Camusso, ha dichiarato proprio il 22 che “secondo la CGIL attualmente non ci sono le condizioni per proclamarlo”!!! Di quanti altri disoccupati, cassaintegrati e precari la signora Camusso ha bisogno ancora perché ci siano “le condizioni” per proclamare uno sciopero generale?
Per tutto ciò dovrebbe essere chiaro come mdu, e udu ( i giovani della cgil) e i giovani del pd insieme alle loro organizzazioni madri siano nemici ed estranei al movimento, invitiamo gli studenti a prendere le distanze da questi loschi figuri! Che si facciano le loro carriere politiche e le loro scalate sociali lontani dal movimento studentesco.
Ma purtroppo non finisce qui…
In queste settimane di mobilitazione ne abbiamo viste veramente di tutti i “colori”: i giovani del PDL, il partito della Gelmini, che raccattando altri neofascisti si riciclano “in studenti in movimento” facendo finta di protestare contro la riforma del loro governo e prendendo in giro pochi studenti a parte ancor meno idioti che ci credono veramente. Abbiamo visto la “sinistra” di palazzo che dopo essere stata giustamente esclusa dal movimento, criminalizza e prende le distanze dal movimento.
Fin qui niente di nuovo, fascisti e riformisti sono sempre stati funzionali al potere e alla classe dominante.
Come se non bastasse anche chi sembrerebbe più interno al movimento, mercoledi 22 a Palermo si è messo contro le pratiche degli studenti scesi in piazza il pomeriggio, alcuni delegati e militanti della Confederazione Cobas hanno infatti strillato istericamente contro gli studenti che giustamente imbrattavano vetrine di banche e Rinascente. Cosa ancor più grave la dichiarazione a mezzo stampa della delegata del Cobas Confederazione Rina Ansaldi che farfuglia di partiti politici che dovrebbero essere più vicini alle richieste dei giovani ( ma quali? Gli stessi che ci fanno subire le loro politiche, che “prendono le distanze” e che ci condannano?) e ancora una volta ennesima dichiarazione di presa di distanze dagli “altri” studenti della mattina.
Un consiglio per tutti questi soggetti politico-sindacali più o meno istituzionali, la prossima volta statevi a casa!

Ormai gli studenti non si fanno strumentalizzare come nel 2008!
La riforma è legge, la lotta continua contro questo governo!
Sciopero generale dal basso!