domenica 22 gennaio 2012

LIBERTA' PER I COMPAGNI DELLA VIA DEMOCRATICA DI BASE M-L-M !

24 gennaio giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri politici di Via Democratica di Base in Marocco.

A PALERMO

ORE 9:00 VOLANTINAGGIO/AFFISSIONE E INFORMAZIONE ALL'UNIVERSITA'.

ORE 15:00 ASSEMBLEA CON I LAVORATORI PRESSO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE VIA G.DEL DUCA 4 (ACCANTO I CANTIERI CULTURALI DELLA ZISA)

ORE 17:30 VOLANTINAGGIO/SPEAKERAGGIO/SIT-IN CENTRO CITTA', QUARTIERI PROLETARI E IMMIGRATI, MERCATI POPOLARI.





                                                                                  gennaio 2012

                                                                                       appello


Dal 2008 prosegue in Marocco una dura lotta per ottenere la liberazione dei prigionieri di Via Democratica e di Base MarxistaLeninistaMaoista (VDB MLM) e di altri prigionieri politici. Essi appartengono a sindacati operai, ai disoccupati ribelli (Ifni), al movimento nel Saharawi e sono imprigionati quali "nemici interni" del regime reazionario del Marocco da punire. Il loro coraggio e determinazione a servire gli interessi del popolo ha permesso alla loro lotta di andare oltre i confini del Marocco, nonostante il silenzio dei media. Questa lotta ha avuto eco in tutto il mondo, come esempio per tutti coloro che si schierano contro l’ingiusto ordine capitalista, dei proprietari terrieri feudali e torturatori.

VDB MLM è una corrente rivoluzionaria nata dalla UNEM (Unione Nazionale degli Studenti del Marocco) erede del "fronte unito di studenti progressisti" che esisteva nel 1970. La sua ideologia è basata sul marxismo-leninismo-maoismo. I militanti di VDB MLM sono stati imprigionati per aver diretto la lotta per l'istruzione gratuita per i figli e le figlie del popolo contro la "carta nazionale dell’istruzione", contro la privatizzazione e la militarizzazione delle università, difendendo i diritti delle masse popolari, da cui la maggior parte degli studenti proviene, praticando la solidarietà internazionalista, soprattutto con la Palestina occupata e le guerre popolari. Sono tuttora rinchiusi o sono stati incarcerati perché sono comunisti.

Altri sono stati uccisi. Non possiamo dimenticare il compagno Abdelrrazak El Agadiri, attivista della UNEM e di VDB MLM, assassinato il 28 Dic 2008 durante una protesta a sostegno del popolo di Gaza. Il regime cercò addirittura di nascondere il cadavere fuori la porta sul retro dell’ospedale Ibn Tufayl. Ma la sua lotta vive ancora. La lotta per la liberazione del gruppo Zahra Boudkour (in carcere dal 15 maggio 2008) e del compagno Hasnouni Ilham (catturato nella sua abitazione il 12 ottobre 2010) non si è ancora conclusa, anche dopo il rilascio dei due esponenti rivoluzionari e di alcuni loro compagni. Hasnouni Ilham, dopo Zahra Boudkour, è la più giovane prigioniera politica in Marocco, è studentessa dell'Università di Marrakech, 21 anni, attivista comunista e sindacalista dell’UNEM. Detenuta senza processo da più di dieci mesi, è stata arrestata senza mandato nell’ottobre 2010 e torturata per fatti risalenti agli incidenti nel campus del 2008. Eventi simili si sono avuti a Fez nel marzo 2009, scontri tra studenti e polizia che hanno poi portato a diverse ondate di arresti. Gli attivisti sono accusati di: distruzione di proprietà dello stato, manifestazione non autorizzata, vilipendio di pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, uso della forza e partecipazione a banda armata.

A Novembre 2011, ci sono tre prigionieri rivoluzionari di VDB ancora in galera:

* Achouini Murad, arrestato il 15 maggio 2008, condannato a 4 anni
* Elhamdiya Youssef, arrestato il 10 ottobre 2010, condannato a un anno e mezzo
* Abdelhak Talhaoui, arrestato il 23 febbraio 2011, condannato in primo a 4 anni, pena ridotta a 10 mesi nell’appello dell’ottobre 2011.

Il regime, usa la detenzione per spezzare la volontà degli attivisti sindacali e politici. Ma il movimento di solidarietà e l’acuirsi della lotta di classe in Marocco hanno trasformato le prigioni in luoghi di resistenza e lotta. Infine la rivendicazione del rilascio dei prigionieri è cresciuta col movimento popolare e si ritrova sulla piattaforma del "Movimento del 20 febbraio". Il Marocco, come il Sud America o l'entità sionista, è un centro di tortura, persecuzione ed eliminazione degli oppositori. Mantiene questo sinistro primato. Marx diceva che quando la borghesia, anche la più democratica, si sente minacciato, essa calpesta la sua stessa legalità. Rapimenti, esecuzioni extragiudiziali, uccisioni di militanti fatte passare come scontri sono armi di terrore utilizzato a tutti i livelli per garantire l'ordine imperialista. I paesi imperialisti ne sono i mandanti, anche quando non sono gli esecutori diretti della tortura. La lotta per la liberazione dei prigionieri politici è un problema della classe, una lotta internazionale di tutti coloro che lottano per l'emancipazione degli oppressi.

Facciamo appello a sviluoppare iniziative per esigere l’immediata liberazione dei compagni e far conoscere la loro lotta!

Via la lotta del popolo marocchino!

Libertà per o prigionieri rivoluzionari!

Abbasso il regime reazionario marocchino e l’imperialismo francese!

Sottoscrivono : AGEN, Comité Anti-Impérialiste, Coup Pour Coup 31, Coup Pour Coup 87, FSE, La Cause du Peuple, Libertat, OCML Voie Prolétarienne, PCmF, PCm Italia, PCR Canada, Secours Rouge Arabe, SRI de Baiona Secours Rouge de Belgio, Maoistroad

diffusione e campagna in italia a cura di
maoistroad@gmail.com
ro.red@libero.it

venerdì 20 gennaio 2012




NELLA CORNICE DELLA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE A SOSTEGNO DELLA GUERRA POPOLARE IN INDIA DEDICATA AL LEADER DEL PARTITO COMUNISTA INDIANO (MAOISTA) KISHENJI UCCISO RECENTEMENTE DALLE FORZE ARMATE INDIANE, DOPO FIRENZE, RAVENNA E TARANTO ANCHE PALERMO OSPITERA' UN'INIZIATIVA DELLA CAMPAGNA NEL NOSTRO PAESE

VENERDI ORE 16 BOX 3 FACOLTA' DI LETTERE

ASSEMBLEA/DIBATTITO.
MOSTRA FOTOGRAFICA
VIDEO SULLA GUERRA POPOLARE
OPUSCOLI



martedì 10 gennaio 2012

10-100-1000 ACCA LARENTIA. RICACCIAMOLI NELLE FOGNE!

7 gennaio, l'anniversario di Acca Larentia è stato commemorato dai fascisti. A Roma, oltre al presidio (inizialmente doveva trattarsi di un corteo, ma non hanno avuto la possibilità di farlo a causa delle forti tensioni che si sentivano in città), i fasci con l'ausilio di Alemanno hanno deposto una targa con su scritto "assassinati dall'odio comunista", targa che ha suscitato opportune polemiche.
A Palermo i giovani del PDL (Giovane Italia), Casapound e associazioni di stampo fascista hanno indetto un corteo pomeridiano.

Corteo-fiaccolata da commemorazione funebre, intensamente difeso dalle forze di polizia: poliziotti eseguivano ronde ai lati del corteo, disparate camionette, falchi in borghese.
Il corteo, composto da poche decine di fasci sparsi in quattro o cinque striscioni diversi, si è diretto in via Ruggero Settimo, che ovviamente era colma di passanti che si trovavano lì per lo shopping del sabato: in ogni caso, davanti a centinaia di persone, il corteo non ha accattivato la curiosità di passante alcuno! Per di più, l'unica fetta della cittadinanza che si è incuriosita, nel leggere gli striscioni con su scritto "onore ai camerati", "Acca Larentia strage antifascista", e sentendo gli slogan come "Contro ogni terrorismo, nessuno spazio all'antifascismo", si è sdegnata e infastidita visibilmente per le frasi scritte e dette: "Onore ai camerati? Questa è gentaglia", "Ma come possono permettere di farli sfilare in corteo?", questi i commenti della gente comune.
Non ci meraviglia il fatto che nonostante la mole di sbirri adoperata al loro fianco, lungo tutto il corteo, anche l'ingresso della libreria Mondadori fosse difesa da un'altra manciata di poliziotti!

Insomma, un corteo ultra-militarizzato, partecipazione e coinvolgimento cittadino pari a zero e il centro città blindato per fare sfilare qualche testa rasata, alcuni dei quali tra qualche anno indosserà giacca e cravatta seduto in parlamento per campare sulle spalle del popolo, qualche altro continuer ad atteggiarsi a movimentista e prendendo i soldi dai primi continuerà a dedicarsi ad azioni squadriste e omicidi mirati verso "negri e froci" come successo lo scorso mese a Firenze.

Questa è un'ulteriore prova dopo quella ricevuta poche settimane fa, quando il volantinaggio antifascista nel quartiere Noce per informare gli abitanti che all'interno del loro quartiere c'è un covo di casapound (gli stessi che a Firenze tra i loro militanti avevano l'assassino che ha fatto fuoco nel mercato), ha scatenato la preoccupazione dei vigliacchi fascisti, i quali hanno allarmato i commercianti all'urlo di "Arrivano gli antifascisti! abbassate le saracinesche!" non sortendo alcun effetto anzi provocando fastidio all'intero quartiere per l'inutile allarmismo e militarizzazione oppressiva; ulteriore prova che fa capire da che parte stiano le masse, cioè dalla parte di chi è davvero al loro fianco, con la lotta, non tramite campagne demagogiche fini a se stesse e "atti umanitari" da "bravi ragazzi" per poi propagandare idee sessiste, xenofobe, razziste.

Non ci stupisce neanche il fatto che ancora una volta le istituzioni "democratiche" forniscano piena protezione a individui che sono sinonimo dell' antidemocraticità e intolleranza, tra l'altro, come la storia insegna in periodo di crisi economica questi gruppuscoli reazionari sono funzionali al sistema per fomentare falsi nemici e capri espiatori come gli immigrati (prima erano gli ebrei).

Nonostante questo la giornata di sabato e dei giorni precedenti ha mostrato come le masse li abbiano ormai smascherati soprattutto dopo i fatti di Firenze e i più recenti fatti di cronaca che stanno ancor più esplicitamente mostrando la vera faccia da topi di fogna, non hanno come nascondersi dietro nulla, non hanno come avvicinarsi ai cittadini.

FUORI I FASCISTI DALLA CITTA'!
RICACCIAMOLI NELLE FOGNE!

mercoledì 28 dicembre 2011

IN MEMORIA DI FRANCESCO PINNA E DI TUTTI I GIOVANI PROLETARI UCCISI DAL CAPITALE


INTERESSANTE CONTRIBUTO DA UN "FACCHINO INTERNAZIONALISTA", PER NON DIMENTICARE FRANCESCO PINNA FACCHINO-STUDENTE PRECARIO MORTO SOTTO IL PALCO CHE AVREBBE VISTO JOVANOTTI ESIBIRSI NELLA DATA DI TRIESTE. LA GIOVENTU' PROLETARIA SIA ESSA OPERAIA, PRECARIA O DEI QUARTIERI POPOLARI DEVE ORGANIZZARSI PER ROVESCIARE QUESTO SISTEMA CHE LE RISERVA SOLO MORTE E SFRUTTAMENTO.

Lettera di un facchino internazionalista

La vita di un facchino vale meno di un elevatore elettrico in affitto.

Lo ha detto un elettricista in un allestimento fieristico e purtroppo è vero

Anche se è in realtà ben poco regolamentato, il montatore di palchi, non è un lavoro con un’unica mansione e un unico livello. Per quanto riguarda i tecnici: luce, audio, video, gli elettricisti, i montatori del “layer” (l’impalcatura in ferro che circonda e regge il palco e a volte sostiene lateralmente le casse audio) e del “ring” (che regge le luci e l’audio quando non è possibile appenderli ad un soffitto) di solito seguono i tour regolarmente assunti o dalla ditta o dalla cooperativa per cui lavorano abitualmente, o direttamente da chi organizza il tour. Le cosiddette maestranze, così li chiama, lodandoli, Lorenzo Cherubini, in arte Jovannotti, forse anche per coinvolgerli nella difesa corporativa del settore spettacolo momentaneamente sotto accusa, ma soprattutto per distinguerlI dai facchini che non vivono la “magia del tour”, però crepano, come Francesco Pinna, per allestire il suo palco. Le maestranze appunto, vengono pagate molto meglio dei semplici facchini, ma al contrario dei semplici facchini, pagati ad ora, sono pagate a forfait, indipendentemente dall’orario di lavoro che fanno. Inutile dire che sia il tecnico che il facchino sono lavori pericolosi e faticosi in questo settore di fatto assimilabile agli allestimenti teatrali e fieristici, perché nello stesse mansioni, o quasi, sono impiegate quasi le stesse persone, che lavorano per le stesse cooperative, ditte o services (cioè coloro che forniscono gli impianti e il personale per montarli).

E’ chiaro che, indipendentemente dal fatto che si compia fatica, che si sia pagati “bene” o male, si lavorerà diversamente se si è pagati in nero, in grigio o regolarmente, ma ad ora, oppure a forfait.

Il giochino di pagare “bene”, ma a forfait, i tecnici, e male, ma ad ora, i facchini, divide queste categorie spingendo molto spesso i tecnici a velocizzare il lavoro oltre i più elementari limiti di sicurezza e a fare oltretutto i cani da guardia dei facchini. Per fortuna non sempre questo avviene, ma capita che sia la regola, perché se il tempo per qualunque imprenditore è denaro, è ovvio che lo risparmierà sulla pelle dell’operaio, in fabbrica, come in cantiere, come sul palco di un concerto. Per risparmiare si velocizzano i ritmi a livelli estremi, tenendo i lavoratori divisi, per categorie, modalità di pagamento e dunque per interessi spiccioli immediati, gli uni a controllo degli altri… e quando tutto questo non è contrastato almeno dal buon senso, diventa un gioco assai pericoloso.

Ho lavorato molti anni come facchino e qualche volta come tecnico, al montaggio di palchi per concerti, fiere e spettacoli teatrali e mi è capitato di vedere cadere un operaio specializzato (un tecnico) da un palco, dopo che il suo caposquadra lo aveva incitato a lavorare insieme a tutti noi, a ritmi assurdi, tutto il giorno. La fortuna ha voluto che non morisse, ma quei bastardi della cooperativa che ci aveva mandato pretendevano che noi continuassimo a lavorare, non lo abbiamo fatto… almeno quella volta! Era un concerto e io lavoravo come facchino, in nero. Diversamente è andata qualche anno prima nel disallestimento di una fiera (lavoravo in regola, ma con uno dei tanti contratti capestro che esistevano anche prima della legge Biagi, di fatto non avevo né malattia, né contributi, né l’assicurazione anti-infortunistica che avrei dovuto pagarmi io). Lavorando su una scala, da solo, un elettricista è morto nel capannone di fianco a quello dove stavo io, nessuno se ne è accorto…il giorno dopo nessuno si è fermato nemmeno a portare un fiore dove è morto, io ho distribuito un volantino sull’accaduto, tre giorni dopo, nell’indifferenza generale. Per anni non sono stato più chiamato a lavorare in nessuna fiera — il service per cui lavoravo era un service che si occupava di fiere e concerti.

È chiaro che sentire parlare Jovanotti del magico mondo del montaggio palchi, dove i tecnici fanno un lavoro bellissimo sono responsabilissimi e i facchini sono un po’ meno accorti, ma sono tutti regolarmente assunti, quando ormai anche la regola nasconde la privazione di ogni più elementare garanzia, in questo come in altri settori, ma in questo in particolare, mi fa schifo.

Mi fa schifo sentire dire che, secondo il suo tour manager, i facchini che lavoravano al suo concerto di Trieste il 12 dicembre 2011, dove uno di loro è morto e otto sono rimasti feriti (di questi uno è ancora in rianimazione) per il crollo della struttura che montavano sulla loro testa, sono pagati 13,5 euro l’ora dalla cooperativa che li fornisce. Probabilmente finge di confondere la cifra oraria che lui sborsa alla cooperativa che ne darà al facchino si e no la metà, con un contratto che probabilmente non comprenderà contributi pensionistici nè malattia e con un’indennità per gli infortuni ridicola… ma ci sono abituato a vedere questi artisti impegnati, dispiacersi, piangere per le guerre e le ingiustizie lontane e poi meravigliarsi sulle tragedie che gli succedono accanto, giurando e spergiurando che dove stanno loro il sistema è equo, il lavoro è responsabile e ben pagato, il mondo è magico.

I Modena City Ramblers paladini della sinistra erano dei campioni in questo; quando ho lavorato come montatore layer al loro tour, i facchini erano quasi sempre minorenni pagati a birra e salsiccia, a fare un lavoro quasi cantieristico: mi passavano i pezzi di ferro che montavo, alcuni si arrampicavano sulla struttura per passarmi i pezzi, uno stava per svenire sotto il sole… quando l’ho fatto presente agli “artisti-compagni”, una sera che lamentavano che si parlasse poco di politica a cena, se ne sono altamente fottuti. Eravamo a un festival dell’Unità e i facchini li forniva la sinistra giovanile, tutti minorenni.

Per concludere, un pensiero va a tutti quelli che continuano a montare i palchi: a Bologna la paga “in regola” per un facchino del settore spettacolo è 6/7 euro all’ora, il contratto, se c’è, è atipico (zero garanzie); immagino che al sud la paga sia minore e so per certo che è più bassa a Milano e a Roma, dove il settore è più grande e attrae maggiormente i lavoratori immigrati, spesso senza permesso di soggiorno e quindi ancora più ricattabili. Oltre ai giovani e agli studenti, nel settore, iniziano a vedersi molti operai “in cassa” o disoccupati, che cercano di riciclarsi o che semplicemente cercano un po’ di ossigeno per respirare in questa aria di crisi. Se il mare in cui navighiamo, il capitalismo contemporaneo, è così merdoso, nella grande barca proletaria il comparto “spettacolo” è piccolo, ma a volte anche da un settore marginale può accendersi la miccia, per navigare finalmente in acque limpide.

Di sindacati che difendano i facchini nel settore spettacolo non ce n’è, inutile e fuorviante sarebbe farne uno: incontriamoci, discutiamo e passiamo ad un’azione collettiva, facciamo emergere questo pezzettino di ordinario sfruttamento sommerso, facciamo assemblee in ogni città dove esiste un settore di questo tipo per iniziare a bloccare tutti i megaspettacoli dove, per lo show e il suo business, si sfrutta e si mette a rischio la vita dei lavoratori semplici e specializzati. Organizziamo uno sciopero improvviso contro questa ennesima morte per il profitto altrui. Organizziamo una rivolta dei facchini del settore spettacolo, tentando di coinvolgere anche i tecnici più coscienti. Per non rimanere sepolti vivi accettando di tutto per tirare a campare, senza fare la nostra parte nella guerra, in cui per ora stiamo solo subendo colpi senza reagire, contro questo sistema sempre più in crisi e sempre più feroce ed assassino. Dalle fabbriche ai cantieri, fino ai palchi dei concerti.

Un facchino internazionalista

martedì 20 dicembre 2011

SOLIDARIETA' AL LABORATORIO VITTORIO ARRIGONI!

Stamane all'alba varie forze del disordine hanno sgomberato il Laboratorio Arrigoni nel quartiere popolare Albergheria di Palermo sito in un'ex fabbrica abbandonata da 10 anni, escluso per la frequentazione di tossicodipendenti, e sottratta al degrado da quasi un anno. In questi mesi il laboratorio è diventato un luogo a disposizione del quartiere dove si svolge il doposcuola per i bambini della scuola elementare, cineforum, eventi sportivi, culturali e politici.

Ancora una volta in una città come Palermo, una delle capitali della disoccupazione e del degrado sociale, il potere politico locale pensa bene di colpire chi si organizza materialmente dando una risposta concreta ai bisogni sociali e culturali che il potere stesso non può e non vuole fornire a studenti, lavoratori e abitanti dei quartieri popolari.

Ancora una volta gli abitanti dell'albergheria in particolare i giovani hanno a che fare con la vera natura delle forze dell'ordine quali forze ostili ed estranee al quartiere che dopo aver provocato la morte di Peppe e Pasquale, pochi anni fa, due giovani del quartiere rimasti uccisi durante un'inseguimento conclusosi tragicamente, adesso privano gli stessi giovani di uno spazio del genere.

A completare il quadro delle prodezze dei servi in divisa la denuncia di una proletaria vicina del centro sociale che usufruiva "abusivamente" dell'attacco luce e acqua del Laboratorio. In periodo di sacrifici "lacrime e sangue", sempre per proletari, lavoratori e giovani si capisce, al taglio di servizi sociali e all'attacco a chi li fornisce dal basso si colpisce legalmente chi prova a tirare avanti.

i figli della borghesia e dei poteri forti della città, i fascistelli figli di papà di Giovane Italia, giovanile del PDL esultano, la futura classe dirigente già dalla tenera età dimostra di chi è figlia...

Ancora una volta la repressione non fermerà la ribellione, anzi la alimenta e darà una ragione in più a molti altri per cacciare governanti e questurini e fascistelli al loro servizio !

sabato 17 dicembre 2011

STUDENTI IN CORTEO, BRUCIANO BANDIERE PD-PDL E OCCUPANO L'ISTITUTO PSICOPEDAGOGICO REGINA MARGHERITA

Ieri venerdì 16 dicembre diverse centinaia di studenti medi e universitari sono scesi in piazza a Palermo in corteo contro il governo Monti e la politica di austerity che vogliono far gravare sulle tasche dei proletari.
Il corteo, indetto dal Coordinamento Studenti Medi Palermo, ha radunato giovani di varie scuole della città ed è partito dal concentramento di Piazza Massimo. E' stato fatto speakeraggio in piazza, spiegando i motivi per i quali gli studenti non possono accettare una manovra impopolare che taglia l'avvernire dei giovani, i futuri precari e disoccupati che si aggiungeranno a tutti quelli che si trovano nella stessa condizione, oggi.
Dopo lo speakeraggio, circa 300 studenti sono partiti in un corteo che ha percorso un tratto della via Maqueda (nel frattempo diverse camionette si erano preparate in assetto davanti la Banca d'Italia per paura di qualche "incursione"...) e ha successivamente proseguito all'interno di quartieri popolari del centro città passando per il mercato Ballarò; lì abbiamo trovato lavoratori, commercianti e abitanti della zona incuriositi al nostro arrivo a cui abbiamo dato il nostro materiale politico e spiegato le ragioni della protesta studentesca.
Sempre a Ballarò i manifestanti hanno bruciato le bandiere del Pd e del Pdl come segno di denuncia verso i due partiti principali che appoggiando il governo Monti sono direttamente responsabili di scaricare i costi della crisi su precari, disoccupati, studenti, già colpiti da tutti i tagli dei governi precedenti (presieduti sempre da questi partiti), sulla sanità, sull'istruzione e nel frattempo i padroni e i politici vedono i propri profitti aumentare senza sosta, sfruttando la crisi come vera e propria opportunità.
Il corteo si è concluso davanti l'istituto Regina Margherita che è stato occupato, ma quello a cui abbiamo dovuto assistere è stato uno scenario sconcertante che rende l'idea di come questo governo abbia tra i fini principali quello di soffocare ogni rivolta e dissenso: davanti il portone del plesso abbiamo trovato uno spiegamento di forze dell'ordine che prontamente e preventivamente il preside della scuola ha chiamato per contrastare qualsiasi genere di azione da parte degli studenti.
A questa visione oscena, gli studenti hanno subito risposto posizionandosi tutti davanti agli sbirri per non fare entrare nè uscire nessuno dall'istituto. Sono cominciati anche tanti slogan contro il preside fascista: "questa scuola non è una caserma", "preside fascista", "le nostre scuole non sono aziende, la cultura non si vende"; qualche minuto dopo sono arrivati i "rinforzi": anch'essi ripetutamente mirino degli slogan. Oltretutto, gli sbirri non hanno inizialmente permesso agli studenti dell'istituto di accedervi. Le forze dell'ordine avevano per giunta la pretesa di far arretrare gli studenti di qualche metro per lasciare libero l'ingresso, ordine contestato e totalmente disobbedito, che anzi ha avuto la conseguenza di accendere ancora di più la furia dei manifestanti che hanno continuato a urlare gli slogan.
Gli sbirri dopo qualche momento si sono dileguati.
La scuola occupata dagli studenti ha già stilato un programma di attività per oggi e per i prossimi giorni, diverse iniziative tra cui cineforum, momenti assembleari, studio di testi di grandi rivoluzionari come Marx , pranzi sociali, spettacoli.
Come sempre, quando gli studenti sono decisi nelle azioni sanno dare una risposta significativa ai metodi repressivi e fascisti degli sbirri e di quei presidi che vorrebbero trasformare le scuole in aziende-caserme.

giovedì 15 dicembre 2011

mercoledì 14 dicembre 2011

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA DOPO LA STRAGE DI FIRENZE

L'attacco attuato ieri pomeriggio nei confronti della comunità migrante di firenze , culminato con l'assassinio di Samb Modou e Diop Mor , due venditori ambulanti senegalesi , uccisi a colpi di arma da fuoco da un militante di casapound , non è nient'altro che l'ennesima ...dimostrazione di come politiche di tolleranza nei confronti delle formazione neo-fasciste , abbiano portato in questi anni ad un'escalation di odio e xenofobia.
I fatti di Firenze di ieri e qualche giorno fa l'incendio al campo ROM di Torino , non possono non farci riflettere su quale deve essere la risposta da dare collettivamente al diffondersi del razzismo di stampo neo fascista nelle nostre città e nei nostri territori.
Noi che abbiamo deliberatamente scelto già da molto tempo insieme a tanti nella nostra citta' a negare ogni spazio e agibilita' a questi topi di fogna, anche quando si presentano con un volto accettabile dall'opinione pubblica,crediamo sia doveroso esprimere il cordoglio e la nostra solidarietà ai migranti di Firenze ed insieme a rinnovare il nostro impegno per negare ogni spazio e agibilita' politica ai razzisti nella nostra citta'.


IL FASCISMO DEL TERZO MILLENNIO UCCIDE:
ASSEMBLEA ANTIFASCISTA ED ANTIRAZZISTA

GIOVEDI' 15 DICEMBRE ORE 15 e 30
BOX3 autogestito FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA