lunedì 24 gennaio 2011

Studenti e operai uniti nella lotta!


Non è uno slogan vuoto o legato al passato e ormai obsoleto…
Anche oggi assistiamo agli attacchi padronali ai diritti dei lavoratori e in primis alla classe operaia, all’attacco all’istruzione ovvero all’ingerenza sempre più insopportabile di Confindustria, stato e chiesa cattolica nelle nostre scuole e facoltà.
Per questo diventa una necessità l’unione delle lotte tra studenti e operai, un’unione che fa paura ai governanti per diversi motivi: gli studenti e i giovani in generale rappresentano il futuro, un futuro che vorrebbero annullare ma a cui gli studenti non vogliono rinunciare e ne hanno dato prova in questi mesi di mobilitazione mettendo in seria difficoltà il potere fino alla grande battaglia del 14 Dicembre a Roma dove decine di picchiatori in divisa se la sono data a gambe ed i palazzi del potere, con i loro parassiti dentro, sono stati assediati.
Padron Marchionne ricatta gli operai Fiat ma in realtà tutta la classe operaia e i lavoratori mettendo in discussione i diritti fondamentali, come quello di sciopero, conquistati decenni fa con le lotte.
Questo vero e proprio fascismo padronale basato sul ricatto, dove o si accetta l’accordo imposto da Marchionne o si minaccia la chiusura degli stabilimenti mandando a casa migliaia di operai e rispettive famiglie deve essere contrastato.
Davanti a tutto questo la CGIL della Camusso ritiene che ancora non ci siano le condizioni per uno sciopero generale!!!
Abbiamo gridato a gran voce “sciopero generale” il 16 ottobre a Roma durante la manifestazione dei metalmeccanici FIOM interrompendo più volte l’ex segretario della CGIL Epifani.

Come studenti che non hanno futuro vogliamo lo sciopero generale perché accettiamo la sfida di padroni e governo, così come i nostri coetanei in Grecia, Regno Unito, Tunisia, Algeria, Albania ecc che già hanno iniziato a farsi sentire con i fatti, nelle piazze contro i “loro governi” e contro lo stesso sistema mondiale che provoca tutta questa miseria: il capitalismo!
Come giovani rivoluzionari agiamo nei fatti e non a parole affinchè “studenti e operai uniti nella lotta” non rimanga uno slogan inflazionato ma lavoriamo perché diventi nei fatti una alleanza rivoluzionaria capace di cambiare realmente la vita di milioni di giovani e lavoratori!

Finalmente la FIOM si è decisa a proclamare lo sciopero generale di 8 ore per gli operai metalmeccanici, aderiamo e partecipiamo in massa!
In Sicilia la manifestazione operaia sarà giustamente a Termini Imerese dove da anni gli operai subiscono il ricatto di chiusura dello stabilimento ancor prima di quello di Pomigliano e di Mirafiori.
Se gli operai si mobilitano in massa come hanno dato prova nel 2001 a Termini Imerese non è scontato che lo stabilimento venga chiuso!
Per questo è giusto manifestare a Termini Imerese Venerdi 28 Gennaio!

Dopo il grande no operaio prima al referendum/ricatto a Pomigliano e ora a quello di Mirafiori, scendiamo in piazza realmente al fianco degli operai fondendo la nostra lotta con la loro, scambiandoci esperienze in piazza e solidarietà reale e di classe!

Concentramento ore 9:30 Piazza della Vittoria (Termini bassa)
Partenza pullman ore 8:30 dalla stazione metropolitana Orleans ingresso università viale delle scienze.

Per info: 3498113576 ; redblock@alice.it
www.redblock-it.blogspot.com

domenica 16 gennaio 2011

DA PALERMO SOLIDARIETA' ALLA RIVOLTA NEL MAGHREB!


Sabato 15 Dicembre alle 16:00 si è svolta a Palermo una manifestazione a sostegno dei popoli del Maghreb, in particolare quello tunisino, che nelle ultime settimane sono in rivolta contro i loro regimi per conquistarsi diritti fondamentali come pane e lavoro.
Il corteo di circa 300 manifestanti formato in buona parte da immigrati arabi, ha sfilato per le vie del centro storico passando davanti la prefettura e fermandosi per qualche minuto davanti l'ambasciata tunisina , dove la mattina in orario d'ufficio vi era stato un sit-in, per poi proseguire e terminare da dove era partita: a Piazza Castelnuovo.
Presenti al corteo anche studenti medi, studenti universitari e lavoratori.
Tra gli slogan lanciati dal corteo spiccava "Ben Alì assassino!".
Il nostro spezzone formato da studenti medi e universitari di Red Block nonchè da una rappresentanza del Collettivo Autorganizzato Accademia in Lotta che sono freschi freschi di occupazione durata più di un mese e conclusasi con l'occupazione di un'auletta. Presenti nello spezzone anche lavoratori appartenenti al circolo di proletari comunisti. Lo spezzone ha lanciato anche altri slogan quali "Il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione!", "Maghreb, Italia, "Palestina polizia fascista, polizia assassina"," la guerra imperialista si può fermare solo se avanza la Guerra Popolare!".
Arrivati in Piazza Castelnuovo è iniziata un'assemblea pubblica dove molti immigrati hanno preso parola riferendo anche notizie su ciò che sta accadendo in queste ore in Tunisia ricevute da familiari e amici.




sabato 15 gennaio 2011

Solidarietà con le rivolte per il pane e il lavoro in Algeria e Tunisia


Proletari comunisti esprime il massimo sostegno alle masse proletarie e popolari di Algeria e Tunisia che sono in rivolta per il pane e il lavoro contro i regimi reazionari, asserviti alla borghesia algerina e all'imperialismo francese ed occidentale in genere.La polizia e l'esercito sparano e uccidono a Tunisi e Algeri, ma la rivolta non si arresta!
La rivolta proletaria e popolare che da giorni si sviluppa in Tunisia ed Algeria con la larga partecipazione di giovani studenti e lavoratori rappresenta un forte segnale di riscossa contro i regimi di questi paesi asserviti e complici dell’imperialismo in primis quello francese e italiano.
In questi paesi la borghesia locale al potere fa affari con le borghesie imperialiste svendendo le risorse nazionali come il petrolio mentre il popolo vive nella miseria, in Tunisia il 70% della popolazione è formata da giovani di cui il 30% è disoccupata. A tutto questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità come pane e olio che rende veramente difficile la sopravvivenza della popolazione.
In queste condizioni l’unica alternativa per i giovani maghrebini dovrebbe essere quella di lasciare il loro paese in cerca di fortuna, ma per dove?
I giovani maghrebini che giungono in Italia o in altri paesi dell’UE trovano ad “accoglierli” leggi razziste, vengono rinchiusi in centri di detenzione e veri e propri lager chiamati CIE con la sola colpa di essere “clandestini”. Alcuni giovani intervistati in questi giorni hanno dichiarato che dopo aver studiato ed essersi laureati in Tunisia preferiscono rimanere nel proprio paese che non da loro un futuro piuttosto che intraprendere un viaggio con il rischio di morire in mare o di essere imprigionati per niente o finire a fare il lavavetri nelle nostre città.
Dopo le rivolte dei giovani nel cuore dell’Europa imperialista da Atene a Londra, da Parigi a Roma adesso anche i giovani del Maghreb sfidano a testa alta lo stato per chiedere i loro diritti basilari come lavoro e pane.

Tutto è incominciato quando al giovane Mohamed Bouazizi di 26 anni laureato ma venditore ambulante, la polizia ha sequestrato il suo carretto con la merce, la scelta estrema è stata quella di cospargersi di benzina e darsi fuoco.
Quello che viene in mente è parallelismo con Norman Zarcone, giovane palermitano plurilaureato che è arrivato alla stessa scelta estrema, buttandosi nel vuoto dalla facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, dopo essersi reso conto che nonostante avesse tutte le carte in regola questo sistema non gli avrebbe garantito un futuro dignitoso.
Davanti a tutto questo scempio sociale prodotto dal sistema capitalista, la rivolta dei giovani maghrebini è giusta e sacrosanta.
Il presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali ha ordinato la chiusura di scuole e università e ha definito i giovani ribelli “terroristi”. Terroristi sono i governi della borghesia che impongono al popolo una vita di stenti e che hanno ordinato ai loro servi in divisa di sparare sulla folla, solo in Tunisia ci sono stati quasi 100 morti, il governo locale ha censurato tutto ciò parlando di 20 morti e dichiarando che la polizia ha sparato per legittima difesa. Sappiamo dai media indipendenti e dai blog locali che sono tutte falsità!
Anche in Algeria dal 5 gennaio è scoppiata la rivolta per gli stessi motivi e anche li la risposta del governo è stata analoga a quella del governo tunisino.

La nostra solidarietà verso questa rivolta deve necessariamente avere come obiettivo principale della nostra lotta il governo Berlusconi, fedele alleato di questi regimi in quanto partner economico. In questo le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Frattini sono andate ben oltre le ipocrite dichiarazioni dei funzionari U.S.A. che hanno condannato formalmente la repressione e le violenze come se fossero sullo stesso piano. Frattini ha dato pieno appoggio al regime tunisino dichiarando di: "condannare senza se e senza ma ogni forma di violenza contro civili innocenti, ma anche di sostenere un governo come la Tunisia che ha pagato un prezzo di sangue per il terrorismo: noi siamo sempre dalla parte della lotta al terrorismo".

Davanti alla censura e alle falsità dei media italiani è necessario estendere l’informazione e la solidarietà su questa questione tra gli studenti, gli operai e i lavoratori perché si prenda coscienza che qui come in Tunisia per far si che non si paghi la crisi dei padroni ci vogliono decine e centinaia di queste rivolte che rappresentano un primo passo verso la rivoluzione politica e sociale per mettere fine a questo barbaro sistema basato sul profitto dell’uomo sull’uomo.

Circolo proletari comunisti Palermo Red Block

mercoledì 29 dicembre 2010

Ancora sull'attacco alla sede del Pd

Comunicato stampa

In merito ai fatti riportati dalla stampa in questi giorni circa l'attacco alla sede regionale e provinciale del Pd a Palermo in via Bentivegna, il movimento studentesco esprime la propria solidarietà ai giovani di Red Block la cui sigla è stata pretestuosamente accostata alle scritte comparse davanti il marciapiede e sulla saracinesca della sede del Pd.
Il movimento studentesco respinge tale provocazione funzionale al tentativo di criminalizzare le lotte e le ragioni che esso esprime in particolare in seguito alle mobilitazioni degli ultimi mesi culminate nelle grandi manifestazioni del 14 e del 22 Dicembre.
Pertanto si invitano i giornalisti a partecipare all'assemblea-conferenza stampa che si terrà all'Accademia di Belle Arti occupata giorno 30 Dicembre alle ore 16:00.

Accademia di Belle Arti occupata
CAIL (collettivo autorganizzato accademia in lotta)
Collettivo Carlo Giuliani
Collettivo Studentesco Antiautoritario
Coordinamento studenti medi Palermo
Lettere e Filosofia per l'autoriforma
Red Block
Scienze per l'autoriforma
Studentato occupato Anomalia

Sull’attacco alla sede regionale del PD a Palermo.

Comunicato stampa.

Sull’attacco alla sede regionale del PD a Palermo.

Le parole di smentita apparse ieri sull’Ansa e altre agenzie stampa circa il nostro coinvolgimento nell'attacco dell’altro ieri notte alla sede regionale del PD, si rifà ad una breve conversazione telefonica avuta tra un nostro militante e una giornalista Ansa. Durante tale telefonata abbiamo espresso la necessità di venire a conoscenza dei fatti per poi esprimere qualsiasi presa di posizione eccetto quella riportata dall'Ansa stessa e da altre agenzie e giornali sulla nostra totale estraneità al fatto in questione.
Dopo aver letto vari comunicati su internet e gli articoli di giornale, siamo in grado di dichiarare che l'intera faccenda ci puzza alquanto.Molti articoli mettono in connessione l'attacco alla sede del PD con un nostro comunicato apparso sul nostro blog (www.redblock-it.blogspot.com) il 24 Dicembre dal titolo “Prendiamo le distanze da chi prende le distanze! Sui fatti del 22 a Palermo”, in cui condanniamo le prese di distanza di alcuni partiti e sindacati come Cgil,Mdu, UDU, Sel, Cobas e anche il PD.

Ci fa pensare molto la dichiarazione di Giovane Italia sull'accaduto, unica organizzazione politica che punta il dito contro di noi a poche ore dalla notizia, ricordiamo che nel nostro ultimo comunicato critichiamo aspramente il ruolo che hanno avuto i neofascisti per l'appunto di Giovane Italia nel creare confusione tra gli studenti tramite sigle fittizie da loro create come "studenti in movimento" con il fine di strumentalizzarli.
Praticamente è dall'inizio dell'autunno che smascheriamo questo loro tentativo di infiltrazione nel movimento studentesco (basta consultare i nostri comunicati del 25 novembre, e del 13 e 27 ottobre), con il risultato che i loro cortei hanno visto la partecipazione di poche centinaia di studenti a fronte delle decine di migliaia portate in piazza dal movimento studentesco ed infine con il fatto che già da molte settimane gli studenti non ci cascano più e di conseguenza Giovane Italia non ha più avuto la possibilità di organizzare cortei sotto sigle fittizie. Quando Giovane Italia ha indetto “il corteo dei giovani studenti di destra” usando la propria sigla è stato un flop totale. Adesso i camerati tentano di tornare sulle scene criminalizzando le centinaia di studenti che hanno resistito alle cariche e ai lacrimogeni della polizia e attribuendo “all’estrema sinistra” l’intento di “alzare il clima di scontro contro le forze dell’ordine, le istituzioni ed i partiti per destabilizzare il paese”, addirittura!
Si può dire che ormai il nostro paese è totalmente destabilizzato e in tensione sociale permanente a causa delle politiche antipopolari di questo governo che non fa altro che scaricare la crisi sui lavoratori e le masse popolari, non c’è certo bisogno “dell’estrema sinistra” per questo!

La verità è che forse diamo fastidio a qualcuno in questa città ma non solo…

Pochi giorni dopo i “fatti dell’Umberto”, a Roma in occasione della manifestazione della Fiom del 16 Ottobre, siamo stati tra i pochissimi insieme a proletari comunisti e allo Slai Cobas per il sindacato di classe e a singoli operai, lavoratori e studenti ad interrompere l’intervento dell’allora segretario della Cgil Epifani chiedendo a gran voce lo sciopero generale. Anche in quell’occasione il ministro Maroni aveva paventato il “pericolo infiltrati”.

Tutto questo per dire che portiamo avanti coerentemente le nostre battaglie politiche sia tra i lavoratori che tra gli studenti che tra le masse in generale, questo sicuramente da fastidio a chi come dopo gli scontri del 14 a Roma e del 22 a Palermo cerca di dividere gli studenti in buoni e cattivi.
Tutta questa faccenda ci sembra l'ennesimo tentativo di criminalizzare un intero movimento come quello studentesco ed in particolare chi porta avanti pratiche radicali all’interno di esso.Non è la prima volta che finiamo sotto tiro e che provano a criminalizzare la nostra sigla.
Già per i famosi “fatti dell'Umberto”, dove per un volantinaggio organizzato da vari antifascisti tra cui nostri compagni, la stampa ha puntato il dito contro la nostra organizzazione parlando addirittura di uno scontro mai avvenuto davanti la scuola con i neofascisti di Casapound (smentito dai neofascisti stessi), inoltre le prime notizie riportavano l’arresto di nostri compagni, cosa non vera.
La polizia in seguito agli arresti in quell'occasione ha provato durante gli interrogatori ad "estorcere" confessioni agli arrestati perchè dichiarassero di appartenere alla nostra organizzazione, cosa che abbiamo smentito prontamente sia noi che gli arrestati stessi. Da ricordare che nei giorni che precedettero “i fatti dell’Umberto”, venne fuori la copertura che la digos dava ai neofascisti di Casapound nelle loro scorribande notturne. Cosa che denunciammo pubblicamente tra gli studenti ei lavoratori e che sicuramente avrà infastidito le due parti complici.
Adesso arriva l'ennesima montatura contro chi si ribella in linea con la “strategia della tensione” che prende corpo nelle dichiarazioni dei ministri Gasparri, La Russa e Maroni riferendosi alla possibilità che “potrebbe scapparci il morto” riferendosi agli scontri del 14 Dicembre a Roma, la storia del nostro paese ci insegna che quando gli esponenti di governo fanno simili dichiarazioni ciò è indice della loro stessa volontà di reprimere più aspramente i movimenti sociali e di cercare essi stessi “il morto”.

Non ci stupiamo e non ci facciamo intimidire dalle ennesime provocazioni e montature.
Continueremo il nostro lavoro politico consci del fatto che non siamo noi quelli ad avere paura.

Red Block
Palermo 28/12/2010

venerdì 24 dicembre 2010

Prendiamo le distanze da chi prende le distanze! Sui fatti del 22 Dicembre a Palermo


Lo scorso 22 dicembre Palermo ha visto una nuova grande giornata di mobilitazione in cui migliaia di studenti sono tornati di nuovo in piazza contro la riforma Gelmini e il governo Berlusconi.
Dopo il grande assalto dei palazzi del potere a Roma dello scorso 14 dicembre, gli studenti palermitani hanno tenuta alta la bandiera del movimento, assaltando il palazzo della regione siciliana che alla stregua del parlamento nazionale è dimora di mafiosi e parassiti.
Nel pomeriggio un secondo corteo ha bloccato la vita economica della città paralizzando il centro storico e colpendo simbolicamente con vernice e spray banche e grossi esercizi commerciali come la Rinascente.
Smentiamo categoricamente la versione dei principali quotidiani che hanno parlato di “corteo di violenti la mattina” e di “corteo pacifico di pomeriggio” come scritto da Repubblica, non ci sono ne buoni ne cattivi, il movimento studentesco è unico e attua pratiche condivise. In questo senso sono giuste e rivendichiamo tutte le pratiche e le azioni di questo movimento, dall’assalto alla sede regionale, ai cassonetti ribaltati in questi giorni, ai blocchi selvaggi della città e dei suoi centri nevralgici, agli attacchi simbolici a banche, Mondadori, Rinascente ecc.ecc.
Tutto questo è stato messo in atto dal movimento studentesco che nonostante le sue molteplici anime si è trovato d’accordo su queste pratiche radicali.
Tutto ciò è stato possibile perché dal movimento dell’onda del 2008 il movimento attuale ha imparato dagli errori ed è cresciuto, ha imparato a tenere fuori i partiti e i sindacati istituzionali (leggi di regime) anche di falsa sinistra come PD e CGIL ma non solo.
In questo senso provocano un forte senso di sdegno le dichiarazioni di individui squallidi, come le organizzazioni di cui fanno parte, che vistosi relegati in un angolo dagli studenti adesso tentano di risalire alla ribalta complice la stampa compiacente.
Le dichiarazioni di mdu-udu-giovani pd-cgil-sel-unipablock che condannano gli scontri avvenuti la mattina del 22 dicembre davanti la sede regionale siciliana e il lancio di oggetti contro la questura di Palermo additando un piccolo gruppo di “violenti e facinorosi” sono semplicemente vergognose, "E' veramente triste e sconfortante assistere alla mortificazione del movimento operata da frange estremiste che poco hanno a che vedere con la popolazione studentesca", afferma Giovanni Pagano, segretario dei Giovani Democratici di Palermo. Quando mai i Giovani Democratici di Palermo hanno fatto parte del movimento? Si vedono nelle facoltà solo nei periodi elettorali…

Queste dichiarazioni non solo sono vergognose, ma sono anche in linea con quelle del Ministro dell’Interno Maroni e con il governo in generale.
Un governo che difende i mafiosi e i vari dell’Utri, non può permettersi di parlare di “avamposti della lotta alla mafia” riferendosi alla questura.
I veri avamposti della lotta alla mafia sono i movimenti sociali che praticano l’antimafia sociale quotidianamente, non i luoghi del potere che arrestano e allo stesso tempo sono collusi. La lotta contro la mafia è indivisibile dalla lotta contro lo stato, la stessa questura che qualche mese fa ci ha mandato contro decine di sbirri in divisa e in borghese, arrestandoci per un semplice volantinaggio antifascista. La stessa questura che manda i suoi servi a reprimere le proteste sociali in città merita questo e altro ancora.

Gli estranei all’interno del movimento sono proprio i partiti di falsa sinistra come pd e sel che vorrebbero egemonizzare per i propri sporchi fini il movimento, i parassiti politici che quando al potere c’è il centro destra giocano a fare l’opposizione per fini elettorali e quando sale al potere il centro-“sinistra” che mette in atto le stesse politiche anti-popolari del centro-destra difendono l’operato del loro governo.
Estremisti? No, semplicemente non dimentichiamo. Non dimentichiamo i governi D’Alema e Prodi, non dimentichiamo la legge Treu che ha introdotto la precarietà nel nostro paese, non dimentichiamo i ministri dell’istruzione Berlinguer e Fioroni, non dimentichiamo le bombe sulla ex-Yugoslavia ecc ecc.
E lo sciopero generale che paventava la CGIL a Roma il 16 ottobre dopo che la piazza lo richiedeva a gran voce interrompendo più volte l’intervento del suo segretario Epifani? L’attuale segretario del sindacato più grande in Italia, la Camusso, ha dichiarato proprio il 22 che “secondo la CGIL attualmente non ci sono le condizioni per proclamarlo”!!! Di quanti altri disoccupati, cassaintegrati e precari la signora Camusso ha bisogno ancora perché ci siano “le condizioni” per proclamare uno sciopero generale?
Per tutto ciò dovrebbe essere chiaro come mdu, e udu ( i giovani della cgil) e i giovani del pd insieme alle loro organizzazioni madri siano nemici ed estranei al movimento, invitiamo gli studenti a prendere le distanze da questi loschi figuri! Che si facciano le loro carriere politiche e le loro scalate sociali lontani dal movimento studentesco.
Ma purtroppo non finisce qui…
In queste settimane di mobilitazione ne abbiamo viste veramente di tutti i “colori”: i giovani del PDL, il partito della Gelmini, che raccattando altri neofascisti si riciclano “in studenti in movimento” facendo finta di protestare contro la riforma del loro governo e prendendo in giro pochi studenti a parte ancor meno idioti che ci credono veramente. Abbiamo visto la “sinistra” di palazzo che dopo essere stata giustamente esclusa dal movimento, criminalizza e prende le distanze dal movimento.
Fin qui niente di nuovo, fascisti e riformisti sono sempre stati funzionali al potere e alla classe dominante.
Come se non bastasse anche chi sembrerebbe più interno al movimento, mercoledi 22 a Palermo si è messo contro le pratiche degli studenti scesi in piazza il pomeriggio, alcuni delegati e militanti della Confederazione Cobas hanno infatti strillato istericamente contro gli studenti che giustamente imbrattavano vetrine di banche e Rinascente. Cosa ancor più grave la dichiarazione a mezzo stampa della delegata del Cobas Confederazione Rina Ansaldi che farfuglia di partiti politici che dovrebbero essere più vicini alle richieste dei giovani ( ma quali? Gli stessi che ci fanno subire le loro politiche, che “prendono le distanze” e che ci condannano?) e ancora una volta ennesima dichiarazione di presa di distanze dagli “altri” studenti della mattina.
Un consiglio per tutti questi soggetti politico-sindacali più o meno istituzionali, la prossima volta statevi a casa!

Ormai gli studenti non si fanno strumentalizzare come nel 2008!
La riforma è legge, la lotta continua contro questo governo!
Sciopero generale dal basso!

mercoledì 15 dicembre 2010

Resoconto sulle mobilitazioni a Palermo il 14/12/2010




Rabbia e coraggio, ecco due parole per descrivere l'intensa giornata degli studenti palermitani giorno 14/12/2010.
La giornata di lotta inizia con concentramenti in più parti della città: gli studenti medi Palermo al Massimo, la rete dei collettivi studenteschi al Politeama, gli universitari alla cittadella universitaria, l'Accademia di Belle Arti dalla sua sede centrale in pieno centro.
Dai vari concentramenti si sviluppano tre grandi cortei che hanno attraversato le vie della città paralizzandola nuovamente, nel frattempo un altro gruppo all'aeroporto si univa allo sciopero degli aeroportuali.
Nel centro città blocchi stradali utilizzando i cassonetti dell'immondizia al centro degli incroci, lanci di oggetti, uova e palloncini ripieni di vernice in alcuni luoghi simbolo come la sede di Confindustria e della Camera del Commercio. CEPU e Mondadori assaltate dai manifestanti.
Piccole provocazioni da parte dei servi del potere che davanti la Mondadori si avvicinno scortando un'agente della DIGOS che filmava tutto.
La risposta degli studenti non si è fatta attendere ... compatti in due cordoni, faccia a faccia con gli sbirri gli urlavano contro "chiediamo istruzione ci danno polizia è questa la loro democrazia" e "siamo tutti antifascisti" mentre le uova ricominciavano a volare.
Il corteo dopo infine si è sciolto davanti la prefettura lanciando un'assemblea pomeridiana organizzativa.
Va valorizzata inoltre la decisione da parte dei disoccupati, del personale ata e delle cooperative sociali organizzati con lo SLAI COBAS per il Sindacato di Classe che sono scesi in piazza solidarizzando con gli studenti. L'Accademia di Belle Arti in primis seguita da altri studenti ha salutato con gioia tale partecipazione facendo un intervento al megafono e lanciando lo slogan seguito da tutti: "contro la crisi del capitale vogliamo lo sciopero generale! sciopero,sciopero, generale". Successivamente i lavoratori e i disoccupati hanno proseguito il loro corteo occupando il palazzo della Provincia di Palermo fino a tardo pomeriggio. La città è stata letteralmente paralizzata per tutta la mattinata con più di 30mila studenti per le strade del centro storico, l’aeroporto,il porto e la stazione bloccati!

Da questa giornata di lotta possiamo trarre alcune conclusioni:
il movimento studentesco ieri ha dimostrato che vi è la necessità di alzare il tiro della lotta, che gli studenti non hanno paura e vogliono lottare fino in fondo.
A Palermo blocchi come quelli delle ore passate non si vedevano da decenni e soprattutto è interessante notare che non era solo un gruppuscolo a rovesciare cassonetti, lanciare oggetti ecc, ma era un gruppo molto numeroso che aveva l'appoggio di tutto il corteo.
Abbiamo urlato per mesi e mesi, adesso spontaneamente gli studenti hanno capito che non bastano le sfilate, non basta urlare il proprio dissenso ma bisogna ribellarsi con forza contro uno stato indegno che deve essere rovesciato.

CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI E I GOVERNI DEI PADRONI
ORA E SUBITO SCIOPERO GENERALE DAL BASSO

Ancora sulla grande mobilitazione del 14 Dicembre

Nella grandiosa battaglia di Roma gli studenti e i proletari ribelli hanno vinto, lo stato dei padroni è stato messo in scacco.
Dopo Genova, la più grande battaglia nel nostro paese, in ogni città vi è stata lotta e ribellione, sindacati confederali partiti parlamentari ed ex parlamentari non c'entrano niente o sono fuori e in alcuni casi contro.
Ora in ogni città la lotta continua in ogni posto di lavoro bisogna prendere posizione a sostegno del movimento degli studenti per la libertà degli studenti arrestati e fermati, la riforma gelmini deve cadere, il governo berlusconi deve cadere con lo sciopero generale con la forza del movimento di massa e deve essere sbarrata la strada a ogni governo dei padroni,
per la rivoluzione necessaria
proletari comunisti-PCm Italia15 dicembre