giovedì 9 settembre 2010

NEWS
FOGLIO DI RED BLOCK ON LINE.
POTETE VISUALIZZARE DIVERSI NUMERI CON APPOSITI LINK IN PDF NELLA BARRA LATERALE
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(al più presto aggiungeremo gli altri numeri passati e nuovi e altre pubblicazioni)

giovedì 2 settembre 2010

I reazionari non hanno ancora capito che le masse palestinesi metteranno in pratica, ora e sempre, la legge degli oppressi: "ribellarsi è giusto!"

Riportiamo dal blog quotidiano di Proletari Comunisti: http://www.proletaricomunisti.blogspot.com/

Oggi, 2 settembre, sono iniziati a Washington i colloqui diretti tra israeliani e palestinesi alla presenza del segretario di stato Usa, Hillary Clinton, e dell'inviato "speciale" per il Medio Oriente, Mitchell.
Il "Nuovo Inizio" di Obama per il Medio Oriente, proposito annunciato un anno fa dal presidente Usa, passa per il negoziato sulla questione palestinese, ovviamente nell'accezione "due popoli, due stati", non certo per affermare il diritto all'autodeterminazione nazionale del popolo palestinese a partire dalla terra su cui edificare il nuovo stato palestinese, occupata da Israele dal '48.
Un ennesimo negoziato per pacificare il Medio Oriente a beneficio degli interessi imperialisti Usa di cui Israele è l'avamposto e per legittimare lo stesso stato terrorista israeliano.
Una "pace" a cui sono interessati anche Europa e Russia per rafforzare la loro presenza e i loro legami geopolitici nell'area mediorientale.
Un negoziato che è previsto che duri un anno, sufficiente per portare consenso alla campagna elettorale di medio termine di Obama ma non per le masse palestinesi, la cui condizione non è cambiata sotto la continua occupazione israeliana e, pertanto, non si sono fatte illusioni su Obama.
Una trattativa che si apre "senza precondizioni", cioè senza mettere in discussione l'occupazione israeliana e i suoi crimini che giustifica con il presunto diritto all'autodifesa, senza eliminare l'embargo a Gaza e senza il blocco delle colonie israeliane. Con queste premesse, che poi sono le richieste di Netanyahu, il nuovo processo di pace seguirà la stessa sorte di tutti i negoziati, da Camp David ad oggi, perchè l'obiettivo di creare 2 stati in terra di Palestina si traduce nella spartizione della Palestina, con i palestinesi nel mirino quotidiano dell'esercito israeliano.
A nome di chi tratta Abu Mazen?
Abu Mazen ha ricevuto il mandato da una riunione del Comitato esecutivo dell’Olp che diversi componenti del Comitato esecutivo e varie forze politiche dell’opposizione nell’Olp hanno definito "ai limiti della legalità" per l'assenza di alcuni dirigenti contrari o in esilio. Comunque sia, Abu Mazen aveva già preparato il terreno per portare l'ANP a sedersi al tavolo delle trattative con una repressione massiccia dei militanti dell'opposizione di Hamas e del FPLP nei mesi precedenti e portata avanti ancora oggi (in risposta all'azione armata contro i coloni a Hebron dell'altro giorno, 300 attivisti e un deputato di Hamas sono stati arrestati in Cisgiordania dalla polizia di Abu Mazen) e dimostrare nei fatti di essere un interlocutore accettabile per Usa ed Israele. Non ha poi insistito molto sulla questione del congelamento della costruzione degli insediamenti israeliani a Gerusalemme e in Cisgiordania, perchè questa è stata la posizione dei regimi corrotti della Lega Araba per la ripresa del negoziato.
Insomma tutti i protagonisti della trattativa hanno già stabilito che la "rappresentanza" palestinese avrà solo il ruolo di comparsa. Gli imperialisti che esportano la "democrazia" contro gli oppressi che chiamano "terroristi" solo perchè non si piegano, i nazisionisti israeliani della "soluzione finale" contro i palestinesi che chiamano diritto all'autodifesa, hanno imposto un negoziato e hanno deciso loro con chi trattare. Poco importa se il loro interlocutore continua a rinviare le elezioni in Cisgiordania e si autonomina rappresentante senza alcun mandato mentre Hamas, contrario al negoziato, governa a Gaza perchè democraticamente eletto.
Dal sito Nena News riportiamo che "Hamas ha bocciato totalmente la ripresa dei negoziati diretti tra palestinesi e israeliani, definendola "un nuovo tentativo di ingannare il nostro popolo". Un portavoce del movimento islamico, Sami Abu Zughri, ha definito l’invito rivolto ieri a Netanyahu e Abu Mazen da Hillary Clinton, "inutile e destinato a riportarci a zero senza ottenere nessun risultato". La proposta americana, ha aggiunto Abu Zughri, "ha ignorato la richiesta palestinese di fermare gli insediamenti ebraici", mentre al contrario "questi colloqui legittimeranno le colonie (nei Territori occupati) approvando la loro continuazione".
Per il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina "la decisione di andare alla trattativa indiretta con Israele è un passo indietro rispetto agli impegni presi nei confronti del popolo palestinese e una aperta violazione del consenso nazionale", ha sostenuto Kayed al Ghoul, uno dei dirigenti del Fplp nella Striscia di Gaza, ripreso dell’agenzia di stampa palestinese Maan.
"Andare al negoziato indiretto – aggiunge al Ghoul – fa soltanto gli interessi di Israele e libera gli Stati Uniti e il Quartetto per il Medio Oriente dai loro impegni verso i palestinesi".
Per la deputata del Fronte Popolare Khalida Jarrar, il presidente dell’Anp Abu Mazen «non ha imparato dagli errori del passato». Ma protesta anche Marwan Barghuti, il leader piu' popolare di Fatah, in carcere in Israele dal 2002: "I negoziati sono destinati al fallimento", ha detto in un’intervista al giornale arabo ‘al-Hayat’. “In linea di principio non sono contrario alle trattative (con Israele) – ha spiegato Barghuti – ma i palestinesi in questo caso le hanno accettate solo in seguito a pressioni esterne”. In particolare, ha aggiunto, "Abu Mazen ha ripreso i colloqui per le pressioni dei paesi arabi, non perché sia convinto della concretezza dell’iniziativa". "Queste trattative falliranno, così come è avvenuto in passato, perche’ Israele non ha intenzione di arrivare alla pace e non rispetterà gli impegni", ha concluso il leader di Fatah.
Come hanno sempre fatto, anche stavolta le masse palestinesi si rivolteranno contro l'ennesima farsa dei negoziati di "pace" e, nella resistenza, e solo in essa, affermeranno la loro libertà e dignità, il loro diritto di decidere su sè stessi. Una premessa necessaria per cominciare a formare una nuova direzione, rafforzata dall'esperienza dell'Intifada e da nuovo internazionalismo applicato alla situazione concreta della Palestina, che indichi alle masse palestinesi ed arabe il "Nuovo Inizio" della via delle guerre popolari sotto la guida del maoismo. La vera alternativa a revisionismo e islamismo che non sono la risposta alla soluzione della questione palestinese perchè queste forze non sono state in grado fino ad oggi di rappresentare fino in fondo il diritto all'autodeterminazione nazionale del popolo palestinese che non può che realizzarsi che con la distruzione dello Stato d'Israele. Non possono farlo perchè la loro strategia non è autonoma nè dall'imperialismo (ieri dal socialimperialismo, come il FPLP) nè dall'Iran.

lunedì 9 agosto 2010

09 AGOSTO 1945-09 AGOSTO 2010 MORTE ALL'IMPERIALISMO!



65 Anni fa gli imperialisti americani radevano al suolo Hiroshima e Nagasaki "sperimentando" per la prima volta in guerra un'arma di distruzione di massa: la bomba atomica.
Oggi gli imperialisti americani insieme ai loro servi e alleati bombardano interi villaggi in Irak e Afghanistan, usano armi di distruzione di massa come il fosforo bianco a Gaza contro il popolo palestinese...
... Chi sono i veri terroristi?
...Morte all'imperialismo!

mercoledì 4 agosto 2010

“Campeggio della gioventù ribelle”, report di 3 giorni all’insegna della formazione politica, dello svago e della camaraderia.

Dopo un anno di lotte politiche in vari fronti era necessario fare un bilancio per ripartire in Autunno avendo fatto tesoro delle esperienze, collettivizzarle con altre compagni e giovani e avere anche momenti per approfondire certi aspetti con l’obiettivo dell’autoformazione.
Tutte queste attività sono state “condite” da momenti di svago al mare, in piscina, partite di calcetto e pallavolo...
Importante è stato organizzare il campeggio insieme al CAIL (Collettivo Autorganizzato Accademia in Lotta), collettivo nato da pochi mesi ma che fin dall’inizio si è reso protagonista di battaglie all’interno dell’Accademia e non solo, partecipando al fianco dei lavoratori a scioperi di sindacati di base e di classe mettendo in chiaro fin dall’inizio la propria natura di collettivo autorganizzato.
Importante anche la presenza del CAU (Collettivo Autorganizzato Universitario) di Napoli anch’esso in prima linea a Napoli su molti fronti di lotta non solo prettamente universitari ma anche altri come antifascismo, le lotte sociali e l’internazionalismo ad esempio.
Altro elemento positivo la presenza di giovani non militanti ma attratti positivamente dalle discussioni affrontate al campeggio dalle varie assemblee.
Segue un breve resoconto delle assemblee, in seguito pubblicheremo uno speciale del nostro foglio con il resoconto dettagliato delle singole assemblee.

Il primo giorno è stato dedicato alle lotte studentesche dal movimento dell’Onda dell’autunno 2008 fino ad oggi.
Le 3 organizzazioni presenti : Red Block,Cau e Cail si sono trovate d’accordo sull’analisi generale riguardante la Riforma Gelmini e il movimento dell’Onda.
La riforma Gelmini infatti non va vista come mera manovra finanziaria di taglio alle spese riguardanti l’istruzione e la ricerca ma ha un significato profondamente ideologico in senso reazionario e funzionale alla costruzione del regime di moderno fascismo per mezzo dello stato di polizia. I concetti di meritocrazia, disciplina servile, le dichiarazioni di Berlusconi e Cossiga e il tentativo di infiltrazione dei fascisti di Casapound a piazza Navona sono solo alcuni esempi a riprova di ciò.
Il movimento dell’Onda dopo l’Assemblea del 15-16 Novembre 2008 all’università La Sapienza di Roma non è stato in grado di dare una risposta adeguata al governo a causa delle posizioni riformiste uscite dall’assemblea stessa. Concetti come “autoriforma”, “capitalismo cognitivo” e “inflazionamento dei crediti formativi” sono causa diretta dell’affossamento del movimento in quanto interni al sistema di riforma. Invece di contestare radicalmente la riforma e i suoi singoli aspetti come ad esempio il sistema dei crediti formativi, si cerca di utilizzare strumenti della riforma stessa, ciò ha determinato la sconfitta. Interessanti i contributi dei compagni del CAU, del CAIL e di Red Block studenti medi che hanno arricchito la discussione parlando di alcune esperienze di lotta concrete che hanno portato avanti.
A completamento della giornata sono stati visionati 2 video che ricostruiscono i fatti di Piazza Navona a cura di alcuni compagni romani e il tentativo (fallito) di casapound di insediarsi nel convento di Mater Dei a Napoli a cura dei compagni del CAU.
A seguire Red Block ha aperto una discussione facendo un’analisi del moderno fascismo distinguendo burattinai e burattini ovvero dichiarando che in tema antifascista il primo nemico è lo stato mentre organizzazioni come Casapound e Forza Nuova sono solo progetti di governo. Su questo è stata criticata la posizione di molti compagni che in Italia non comprendono tale distinzione e riducono la lotta antifascista solo come contrapposizione a queste organizzazioni neofasciste e da ciò deriva la loro arretratezza politica e limitazione territoriale.
Si è approfondita molto la discussione sul che fare, ovvero la nostra proposta di organizzare una rete nazionale antifascista che dia forza ai compagni sparsi nelle diverse città attraverso un buon coordinamento del movimento antifascista nazionale.
I compagni del Cau concordando con l’analisi precedentemente fatta hanno arricchito la discussione portando a conoscenza l’esperienza napoletana sulla mobilitazione no Casapound.

Il secondo giorno i compagni di Red Block hanno esposto il lavoro da loro svolto durante l’anno a Palermo: nei quartieri popolari dell’Albergheria e della Zisa, circa la repressione e sul lavoro internazionalista a sostegno delle lotte di liberazione nazionale dei baschi, irlandesi, palestinesi, iracheni, afghani e tamil. Anche qui si è sviluppato il dibattito con i compagni di Napoli che hanno portato a conoscenza dell’assemblea loro esperienze di lotta analoghe.
Nel pomeriggio si è fatto un punto sulla vicenda fiat con l’intervento di un giovane militante di Red Block e del rappresentante del Comitato di sostegno alla lotta degli operai Fiat di Termini Imerese.
La riunione ha avuto un valore altamente formativo: si è cercato di spiegare i meccanismi generali del capitalismo come sistema sociale produttivo entrando poi nel merito del “piano Marchionne” relativo alla Fiat.
I compagni di Napoli hanno approfondito la discussione su Pomigliano d’Arco.
La giornata si è conclusa con la proiezione di un video sulla rivolta in Grecia del Dicembre 2008.

Il terzo e ultimo giorno partendo dal video visto la sera prima si è approfondita la discussione relativa alla situazione della Grecia ascoltando la testimonianza di chi è stato in Grecia per l’anniversario della morte di Alexis il dicembre scorso e analizzando il movimento greco dei lavoratori.
La giornata si è conclusa con un’assemblea dedicata alle rivoluzioni attuali nel mondo: le Guerre Popolari in India, Perù, Nepal, Filippine e Turchia/Nord Kurdistan.
Oltre a un quadro generale si è entrati nel merito sulla differenza tra una lotta di liberazione nazionale o lotta armata tout court e Guerra Popolare: l’intreccio e la connessione tra popolo e guerriglieri, la direzione del fucile da parte del partito rivoluzionario e non viceversa, la costruzione di un contropotere nelle zone liberate simultaneamente alla conduzione della guerra e, cosa più importante, l’obiettivo strategico: la conquista del potere politico per spezzare il sistema sociale esistente e costruirne uno nuovo senza sfruttamento.

Oltre al fatto che, come si diceva, i giovani anche non militanti hanno espresso chiaramente il fatto di essere stati interessati dalle discussioni trovandole interessanti e connesse alla vita quotidiana di tutti noi, è da sottolineare negli interventi dell’assemblea finale di chiusura del campeggio la dichiarazione di una giovane diciottenne: “dopo questo campeggio ho capito che il pacifismo non serve a niente”. Salutiamo con gioia il fatto che una giovane grazie al nostro campeggio è stata strappata dalle idee becere del pacifismo con cui molti gruppi confondono le coscienze dei giovani che vogliono ribellarsi e che spesso in buona fede sono attratti da gruppi pacifisti che si travestono anche da rivoluzionari.

Per tutte queste motivazioni siamo enormemente soddisfatti per la riuscita di questo campeggio che rappresenta un nuovo inizio nella pratica dei campeggi estivi.

Red Block
03/08/2010

martedì 20 luglio 2010

CAMPEGGIO DELLA GIOVENTU' RIBELLE


L’organizzazione è il punto di partenza, senza organizzazione non si può vincere alcuna lotta.Convinti di ciò i giovani di Red Block lanciano nuovamente la pratica del campeggio come mezzo organizzativo e formativo per i giovani ribelli
Questo governo che non assicura ai giovani un futuro è lo stesso governo che non è neanche in grado di garantire un presente alle masse proletarie costrette ad arrivare a stento a fine mese e a essere sfruttate per un lavoro con salario ridotto e tempi stressanti.
Le fabbriche chiudono, gli operai licenziati, continua disoccupazione, riforme sull’istruzione che impongono il modello sociale della classe dominante, razzismo e fascismo dilagante avanzato dal governo, doppia oppressione della donne sono questi i campanelli d’allarme che porteranno l’Italia ai livelli della Grecia.
Consci di tutto ciò il nostro campeggio serve per organizzarsi, organizzarsi per un prossimo autunno ricco di lotte sociali, da quelle studentesche a quelle dei disoccupati, dei lavoratori, degli operai e delle masse stanche che subiscono gli effetti della crisi.
Tre saranno le giornate di formazione:
- Lotte giovanili e studentesche; Antifascismo;
- Quartieri popolari; Lotte operaie e giovani precari;
- Come i giovani e i lavoratori greci rispondono alla crisi del capitale;
Rivoluzioni nel mondo, le guerre popolari;
E poi le conclusioni:
- “Necessità di organizzare la gioventù proletaria e ribelle”.
Il campeggio si terrà nel sud Italia, in Sicilia, terra in cui le contraddizioni del sistema capitalista sono sempre più evidenti e peggiorano le condizioni di vita delle masse.
discussioni e proiezioni video, non mancherà nel tempo libero musica e svago tra compagni: piscina, mare, tornei di calcio e pallavolo.

red block
Palermo

lunedì 19 luglio 2010

Grenoble terza notte di rivolta


Riportiamo dal blog quotidiano di Proletari Comunisti (http://www.proletaricomunisti.blogspot.com/):

L'uccisione da parte della polizia del 24enne Karim Boududa nella banlieu di Villeneuve in Grenoble ha scatenato una nuova rivolta giovanile nella notte di venerdì 16 luglio. I giovani con il cappuccio calato sulla faccia si sono riuniti nella sera "con mazze, bastoni, benzina " e hanno cominciato a bloccare le strade con bus messi di traverso, quindi alcune vetture sono state date alle fiamme
E' una nuova rivolta contro la polizia, l'oppressione, lo sfruttamento
E' dentro il nuovo ciclo di rivolte avviatosi con la grande ribellione del novembre 2005, che non si è mai spento , ma che è riapparso in fiammate diverse volte nelle banlieus parigine e non solo
Questa in corso a Grenoble è una vera battaglia con tutti i mezzi a disposizione dei giovani e che conta sul controllo del territorio per mettere in scacco la polizia superarmata
La polizia ora spara, ma questo non fa che innanzare il livello di scontro
La polizia di sarkozy nella mattinata di sabato dichiarava
"siamo venuti per ristabilire l'ordine e l'autorità dello stato" , la risposta è stata altre due notti di rivolta
proletari comunisti appoggia e sostiene la rivolta nelle banlieus, ritiene queste rivolte di carattere proletario, giovanile e di massa
in occasione della rivolta del 2005, abbiamo fatto molto, inviato giovani, fatta inchiesta, presi contatti, fatto un importante meeting a parigi, per l'analisi strategica di esse nella viose della guerra popolare nei paesi imperialisti
gli atti attualissimi di questo meetimg sono contenuti nella rivista
marxista-leninista-maoista la nuova bandiera che invitiamo a richiederci, leggere, diffondere, discutere

proletari comunisti
19-7-2010

sabato 17 luglio 2010

FESTIVAL METAL ANNULLATO IN SICILIA PER PRESSIONI DELLA CHIESA LOCALE

Ancora una volta la Chiesa Cattolica dimostra la sua natura profondamente reazionaria, retrograda, ipocrita e medievale.
Questa volta la crociata tesa a difendere i “sacri valori cristiani” e il clima da caccia alle streghe si è rivolto verso un festival metal che doveva svolgersi ad Alcamo in provincia di Trapani dal 22 al 24 Luglio.
Il festival sarebbe stato il primo festival metal nell’estremo sud Italia e avrebbe portato nel piccolo comune del trapanese grossi nomi di fama internazionale e nazionale come Napalm Death, Caliban, Extrema e Necrodeath solo per citarne un paio, sarebbero accorsi fans da tutta la regione e non solo.
Sarebbe stato un precedente per gli amanti del genere non doversi sobbarcare centinaia di km per potersi vedere un festival e avrebbe sicuramente fatto del bene alla città di Alcamo sia in termini di immagine che in termini economici.

Quali sono quindi le motivazioni per annullare un festival organizzato in grande stile e che aveva ottenuto anche il patrocinio del Comune di Alcamo?

Secondo le parole del Vescovo di Alcamo Francesco Miccichè, riportate da un articolo di Repubblica del 15 Luglio, le motivazioni sarebbero :” messaggi negativi,di violenza sfrenata e disinibita"."Avrebbe giovato accordarsi alla deriva di un marketing aggressivo in cui,dietro il paravento della musica,si celano gli interessi commerciali di grandi sponsor che sullo sballo e l'alcol da bere a fiumi, oltre che su un falso anticonformismo nichilista,creano lauti guadagni?" prosegue il vescovo “"E' questo il de profundis dell'umanità, cosi come spudoratamente viene osannato nel comunicato che presenta il rave, che si vuole sottolineare?".
Chi conosce bene la storia sa che proprio la Chiesa Cattolica di cui il vescovo che parla è un importante esponente, si è macchiata nei secoli di crimini indicibili, è stata protagonista o ha appoggiato con la sua benedizione genocidi di popoli interi, esempio emblematico gli indios dell’America, nel secolo appena trascorso è stata sempre al fianco delle dittature fasciste dall’Italia alla Germania, dalla Spagna alla Grecia dei colonnelli. Anche Papa Wojtyla considerato da molti un “papa diverso” è tristemente famoso per aver visitato e stretto la mano calorosamente al dittatore cileno Pinochet.

Molti diranno che questa è storia passata, che adesso la chiesa non dispone più di un potere temporale e cosi via…

Allora viene da rispondere in primis al vescovo che ipocritamente parla di “messaggi negativi, di violenza sfrenata e disinibita”, forse non è a conoscenza delle violenze sessuali che avvengono nelle parrocchie e nelle strutture gestite dalla chiesa in tutto il mondo contro minorenni?
Non è a conoscenza del fenomeno dei “preti pedofili” (come giustamente dicono nel loro comunicato i ragazzi di Officine Festival, gli organizzatori del festival)?
E dei legami tra mafia, chiesa e potere politico?
E a proposito dei lauti guadagni… come si permette il vescovo a giudicare il guadagno che può venire da una manifestazione culturale del genere dove chi la organizza butta anima e sangue principalmente per la passione che nutre e adesso invece grazie all’azione di chiesa e politica si parla di 150mila€ di perdita per la cooperativa formata da 50 giovani che hanno organizzato l’evento musicale.
E i guadagni della Chiesa? A partire dall’esenzione del pagamento delle tasse su tutti gli immobili che possiede e in generale, regalo che il regime fascista fece alla chiesa cattolica con i Patti Lateranensi del 1924.
E le radiazioni prodotte da Radio Vaticana in Lazio che hanno risvolti negativi sulla salute dei residenti vicino le antenne, è anche accertato che facilitano la nascita di tumori.
E potremmo continuare per molto…
Ancora una volta la chiesa è appoggiata dal potere politico che sostanzialmente si trova in sintonia con i “valori” che essa propugna e ne attua politicamente i voleri (vedi anche il caso dei crocifissi nelle scuole), in questo caso è il sindaco di Alcamo Giacomo Scala che prontamente ritira il patrocinio all’iniziativa e ne vieta lo svolgimento adducendo fantomatici problemi di viabilità e ordine pubblico.
Semplicemente ridicolo, in tutto il mondo si svolgono manifestazioni musicali analoghe, addirittura nel piccolo paesino di Wacken (3.000 anime), Amburgo,Germania si svolge ormai da 20 anni il più grande festival metal del mondo dove accorrono ogni anno più di 30.000 metallari da tutto il mondo (satanisti secondo il vescovo), come mai non è successo mai niente nonostante i “satanisti” siano ospitati in un comune in cui la popolazione rappresenta un decimo dell’utenza del festival?
Poi ci si lamenta che i giovani si allontanano dalla “politica”, cosa fa questa politica per i giovani a parte distribuire disoccupazione, precarietà e annullare pure festival musicali e negando la cultura in genere?
Se per politica si intende andare a votare ritualmente i soliti personaggi anche travestiti da volti nuovi e permettergli di poggiare il culo sulle loro poltrone allora noi che facciamo politica quotidianamente, quella vera al di fuori dei palazzi, diciamo: è bene che i giovani si allontanino da questa politica e bene che non vadano a votare ne a destra ne a “sinistra” !
Ormai dovrebbe essere chiaro dopo tanti governi di destra e altrettanti di “sinistra” che nella sostanza fanno i loro interessi e non quello dei giovani e dei lavoratori.
Non a caso qualche anno fa a Ravenna nella “rossa Emilia Romagna” il sindaco di “sinistra” aveva vietato una manifestazione musicale per gli stessi motivi.

Noi raccogliamo l’appello di Officine Festival, è giusto che i giovani siciliani facciano sentire la propria voce con tutti i mezzi che ci sono a disposizione: petizioni on-line e lettere di protesta ai giornali per diffondere la notizia, lettere di protesta all’amministrazione comunale ma anche al vescovo per fare pressioni, azioni legali contro il comune per le perdite subite come ha annunciato Officine Festival.
Noi proponiamo che a tutto ciò si aggiunga la mobilitazione in prima persona a partire da chi è stato colpito da una simile azione di censura medievale fino a chiunque si senta indignato dal fatto che ancora nel 2010 il bigottismo regni sovrano colpendo concretamente anche un evento culturale.
Perché non organizzare un corteo proprio ad Alcamo magari in uno di quei giorni in cui si doveva svolgere il festival?
Vedremo se il sindaco ed il vescovo avranno il coraggio di sostenere le loro motivazioni di fronte i diretti interessati.
Vedremo se saremo più numerosi noi o questi fantomatici parrocchiani stile Ku Klux Klan che volevano organizzare le veglie davanti lo stadio comunale…

Ribellarsi è giusto!

redblock@alice.it
www.redblock-it.blogspot.com

giovedì 15 luglio 2010

SCONTRI A BELFAST TRA CENTINAIA DI GIOVANI INDIPENDENTISTI E POLIZIA

Nel cuore dell'Europa imperialista, dietro la retorica dell'unione dei popoli europei all'interno dell'UE una parte del popolo irlandese che vive nell'Ulster (Irlanda del Nord) è tuttora assoggettato al dominio coloniale inglese.
La "questione irlandese" cosi come la "questione basca" non accenna ad essere risolta, anzi come si è visto dagli scontri di Lunedi scorso una nuova generazione di giovani indipendentisti è scesa in campo a centinaia per reclamare ciò che è loro di diritto: la propria terra, il diritto all'autodeterminazione. Lo Sinn Fein, il partito storico indipendentista ormai si è venduto da anni al governo britannico e agisce da vera e propria forza collaborazionista nel governo dell'Ulster accanto agli unionisti. La politica collaborazionista e capitolazionista dello Sinn Feinn si è palesata ancor più durante la sigla degli accordi di pace del 1998 dove lo Sinn Feinn ha sostanzialmente rinunciato all'indipendenza e all'unione dell'Ulster con il resto della repubblica irlandese e ha disarmato L'IRA (Irish Republican Army).
Tra i partiti che si sono rifiutati di firmare questo infame accordo di pace che nulla porta agli irlandesi ci sono L'IRSP (Partito Socialista Repubblicano Irlandese) ed il 32CSM (Movimento per la Sovranità delle 32 Contee).
Esistono anche due fazioni dell'IRA che non hanno aderito all'accordo di pace : l'INLA ( Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale) e la Rira (Vera Ira).
In questo quadro dopo il tradimento dello Sinn Feinn e un decennio di "relativa calma" sembra che il movimento indipendista stia risorgendo e si stia riorganizzando.
Red Block saluta con gioia la rivolta dei giovani indipendentisti irlandesi contro lo stato di polizia britannico che ancora una volta ha permesso che avvesse luogo l'oscena marcia unionista (i sostenitori del dominio britannico in Ulster) passante vicino i quartieri cattolici e nazionalisti: una vera e propria provocazione.
Tutti i popoli oppressi hanno il diritto di ribellarsi contro l'invasore, dall'Irlanda ai Paesi Baschi, dalla Palestina al Tamil Eelam e cosi via.
La lotta per l'indipendenza nazionale può essere vittoriosa soltanto se alla sua testa viengono poste le istanze della classe operaia e lavoratrice del popolo oppresso che ne guidi la battaglia. il mero nazionalismo senza tener conto delle istanze di classe è destinato al fallimento così come dimostrano alcune esperienze anche recenti non ultima quella delle Tigri di Liberazione del Tamil Eelam o come dimostrano le dirigenze capitolazioniste dello Sinn Feinn in Irlanda e dell'ANP in Palestina.

A sostegno delle lotte di liberazione nazionale!
Morte all'Imperialismo!
Viva la gioventù indipendentista e proletaria irlandese!
Che nascano partiti comunisti rivoluzionari in ogni paese per farla finita con le classi dominanti!