domenica 25 gennaio 2009

IL MOVIMENTO STUDENTESCO CONTESTA GIANFRANCO FINI

Mercoledi 21 Gennaio, il Presidente della Camera Gianfranco Fini è stato contestato dagli studenti dell’università La Sapienza di Roma.
Da destra a sinistra i politici di palazzo hanno espresso solidarietà al neofascista e alcuni esponenti del governo e del centro destra hanno anche invocato l’intervento della questura per “identificare i manifestanti e punirli”.
Punire di che?
Noi non ci meravigliamo affatto che i cani da guardia della borghesia come La Russa, Cicchitto ed esponenti de PD ancora una volta invochino la repressione.
Denunciamo da sempre i governi della borghesia sia di destra che di sinistra come moderno fascisti che utilizzano lo stato di polizia per zittire e reprimere le masse popolari e chiunque si ribella.
Nonostante ciò è importante è doveroso denunciare questo clima da caccia alla streghe che si respira in Italia dove lo stato della borghesia imperialista e moderno fascista non esita a reprimere qualsiasi forma di dissenso, che in nome della “sicurezza” produce razzismo e intolleranza e quell’humus che agevola il proliferare di gruppi neofascisti e nazisti colpevoli di aggressioni, accoltellamenti ecc., dove chi, come la scorsa settimana Santoro, si esprime fuori dal coro della propaganda di regime viene criminalizzato. Invece davanti i crimini dello Stato d’Israele dobbiamo sorbirci tutta la propaganda di regime che anche davanti all’evidenza muta il carnefice in vittima e chi si difende in terrorista.
Per questo esprimiamo massima solidarietà agli studenti romani che hanno contestato il neofascista presidente della camera in particolar modo allo studente che è stato identificato dalla polizia solo per aver gridato fascista (la verità) a Fini.
Ancora formalmente viviamo in uno stato democratico dove è garantita la libertà di espressione e di dissenso, anche se non ci facciamo illusioni sulla democrazia borghese è necessario opporsi sempre e comunque a ogni passo che lo stato fa verso il moderno fascismo e opporsi strenuamente in ogni occasione a ogni tentativo della borghesia di violare la sua stessa costituzione in senso reazionario

martedì 20 gennaio 2009

ULTIME NOTIZIE DALLA GRECIA

La lotta paga: bloccato in Grecia un carico di munizioni USA destinate a Israele

Il Pentagono ha confermato che un carico di munizioni destinate a Israele è stato bloccato dalle autorità di Atene in un porto greco. Dopo la decisione del governo ellenico gli Stati Uniti stanno cercando ”mezzi alternativi” per far pervenire le munizioni al Paese impegnato nell’invasione della Strscia di Gaza. Alcuni media greci avevano riportato la notizia che un carico di munizioni statunitensi, destinato alle forze armate di Tel Aviv, era stato bloccato in un porto greco per ‘ragioni di sicurezza’. In realtà nei giorni scorsi si erano moltiplicate le iniziative dei gruppi della sinistra antimperialista greca contro il transito nel territorio greco di munizioni che Israele userebbe per massacrare la popolazione palestinese. In seguito alle manifestazioni di piazza della sinistra greca e alle proteste del Partito Socialista all'opposizione, i 325 container di munizioni destinate a Tel Aviv sono stati bloccati nel porto di Astakos.

Un appello era stato lanciato pochi giorni fa dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – organizzazione marxista palestinese - e prontamente raccolto dai movimenti di solidarietà con la Palestina in Grecia. Forti della vittoria ottenuta, i movimenti internazionalisti greci hanno convocato una manifestazione di solidarietà con il popolo palestinese e contro il massacro di Gaza per giovedì 15 gennaio.

Ecco l’appello diffuso nei giorni scorsi dal Fronte:

Appello urgente al popolo Greco: bloccare la spedizione di armi statunitensi da un porto greco verso Israele!



Tratto da: http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.pflp.ps/english/

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina chiama il movimento greco, il popolo greco e tutte le forze progressiste a livello internazionale a fermare la pianificata spedizione di armi statunitensi ad Israele dal porto greco di Astakos. Media internazionali hanno rivelato che la Marina statunitense sta tentando di spedire 325 cointainers di munizioni, per un peso di oltre 3000 tonnellate, in una spedizione di emergenza di armamenti per aiutare l’occupazione nella sua guerra contro il popolo palestinese a Gaza.

Il FPLP chiama i popoli del mondo, ed in particolare il movimento greco, ad agire per fermare tale spedizione di armi. Gli U.S.A. stanno provando a noleggiare una nave mercantile per portare gli armamenti agli israeliani al porto di Asdud nella seconda metà di gennaio. Non dobbiamo permettere che questi armamenti arrivino nelle mani degli israeliani, che li userebbero per massacrare il nostro popolo a Gaza! Dobbiamo impedirlo in tutti i modi!

Queste bombe saranno utilizzate nelle guerre di Israele – contro i palestinesi, i libanesi, gli arabi, gli iraniani e tutti i popoli della regione. Questa spedizione d’emergenza indica che l’occupante sta richiedendo una quantità sempre maggiore di armi nella sua futile guerra di massacri contro il popolo e la resistenza palestinesi.

La richiesta del popolo palestinese, di quello arabo, e di tutte le forze progressiste - comprese quelle statunitensi – è l’isolamento internazionale di Israele e la fine di tutti gli aiuti statunitensi. Il governo U.S.A. è un partner strategico di Israele, ed è impegnato ad associarsi a quest’ultimo nei suoi massacri e nei suoi crimini contro il nostro popolo. Se non fermeranno la spedizione di armi, saranno il popolo greco e i popoli del mondo a doverla fermare per loro!

L’FPLP saluta il popolo greco – la vostra solidarietà incondizionata e le vostre manifestazioni di massa in appoggio al popolo palestinese hanno mandato un forte messaggio di sostegno, insieme ad aiuti, volontari ed azioni sul campo. Le vostre coraggiose lotte per la giustizia hanno spronato noi e i popoli in tutto il mondo.

Stiamo facendo appello:

A tutte le compagnie greche e a tutte le compagnie di nolo affinché si rifiutino di trasportare qualsiasi carico di armi diretto verso Israele. Qualsiasi compagnia di nolo che porti queste armi ha le mani sporche del sangue del popolo di Gaza!

Ai lavoratori greci e a tutti i lavoratori portuali affinché si rifiutino di caricare qualsiasi carico di armi diretto verso Israele. Le forti mani dei lavoratori greci non devono insudiciarsi con un carico così pericoloso!

Al governo greco affinché proibisca l’uso dei suoi porti per inviare armi all’occupante che sta massacrando il nostro popolo!

Al popolo greco, al movimento greco e a tutte le forze progressiste a livello internazionale affinché agiscano per impedire che simili merci siano caricate o lascino il porto di Astakos!

Il FPLP fa appello affinché continuiate ad esprimere una solidarietà incondizionata e a lottare per impedire che U.S.A. e Israele usino la terra e i porti del popolo greco come un’ulteriore base per l’occupazione, per i massacri e per i crimini.

Il popolo greco ha una storia ed un presente di splendide lotte. I rapporti tra il popolo arabo e quello greco sono forti e oggi possiamo fare appello a voi affinché marciate con noi, ancora una volta, verso la vittoria e la giustizia per il popolo palestinese e per il blocco di questa spedizione di armi!

Traduzione a cura del Collettivo Autorganizzato Napoli

lunedì 12 gennaio 2009

COMUNICATO SU PRESIDIO PALESTINA A RAVENNA

Si è svolto oggi il presidio in piazza del popolo a Ravenna in solidarietà al popolo palestinese e contro il massacro dello stato nazi sionista di israele.
Una buona partecipazione soprattutto di giovani e giovanissimi studenti,lavoratori e gente di passaggio che si è fermata a guardare la mostra sul massacro ad opera di israele, poi molti hanno firmato l'appello "solidarietà con la Palestina". Bandiere palestinesi, bandiere di Proletari comunisti e Slai Cobas per il sindacato di classe assieme allo striscione "fermiamo il massacro, solidarietà al popolo palestinese" firmato Red Block- proletari comunisti hanno campeggiato in piazza del popolo per circa due ore, durante le quali sono stati letti alcuni appelli, testimonianze dirette dalla Palestina ed è stata propagandatala manifestazione nazionale a Roma per il prossimo 17 gennaio. Gli studenti del liceo artistico, del liceo classico e di alcune altre scuole superiori ravennati hanno partecipato e firmato l'appello annunciando che durante la prossima settimana cercheranno di dare vita ad azioni di protesta come successo questa mattina al liceo artistico. La compagna di Red Block, minacciata di sospensione e insultata dalla prof di religione ,(che non avendo argomenti l'ha definita:"merda secca" in classe), ha reso noto che l'uscita-sospensione delle lezioni, improvvisata per una mezzora, ha visto una buona partecipazione studentesca nonostante il tentativo di impedimento da parte della dirigenza scolastica...(una professoressa, sfidando la circolare della vice preside ha accompagnato l'intera classe all'uscita per firmare l'appelo per fermare il massacro, in solidarietà con il popolo palestinese). Altre scuole ravennati adotteranno la protesta ed hanno espresso la loro solidarietà alla compagna.Martedì 13 al c.s Spartaco di Ravenna alle ore 21 sarà esposta la mostra sulla Palestina, verrà data visione di più filmati sui crimini nazi sionisti e continuerà la campagna di raccolta firme in solidarietà del popolo palestinese che saranno poi presentate in consiglio comunale affinchè ci sia un'espressione favorevole e di sostegno alle iniziative contro il massacro a firma israele e in sostegno del popolo palestinese.Fin da subito dentro le scuole saranno avviate assemblee di istituto,nonostante i divieti e si avvierà l'organizzazione della partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma da Ravenna.
Red Block Ravenna organizzazione giovanile di proletari comunisti
3339680871 redblockravenna@libero.it

100 CIRCOLARI NON VALGONO LA VITA DI UN SOLO BAMBINO PALESTINESE!

A fronte della negazione da parte del preside del permesso di svolgere un’assemblea d’istituto urgente che affrontasse la questione dell’invasione dellaPalestina da parte delle truppe israeliane, gli studenti del liceo artistico diRavenna hanno distribuito volantini nelle classi in cui annunciavano che oggi(10-01-09) usciranno per 30 minuti dalle aule e si recheranno all’esterno dell’istituto per firmare l’appello “solidarietà con la Palestina”, a questaprotesta avevano chiesto agli insegnanti di unirsi…la vice preside del liceo haperò fatto girare una circolare nella stessa mattinata, con la quale assicurail regolare svolgimento delle lezioni, non autorizzando nessuna uscita e invitatutti a non partecipare alla protesta, in caso contrario i singoli siassumeranno le proprie responsabilità. Molti insegnanti che avevano espressosostegno all’iniziativa hanno poi affermato di non potervi partecipare, dopotale circolare. Non solo, la compagna, che ha promosso l’iniziativa è stataminacciata di sospensione se si “permetterà” di inscenare tale protesta. Lacompagna di Red Block ha ribattuto che a maggior ragione la protesta si faràperché “100 circolari non valgono la vita di un solo bambino palestinese”,striscione che questa mattina sarà attaccato fuori dal liceo artistico oltre aquello già stabilito: “fermiamo il massacro, solidarietà al popolopalestinese”.Denunciamo l’arroganza, l’ottusità e soprattutto la volontà politica deidirigenti scolastici del liceo artistico di Ravenna di impedire la protestacontro il massacro del popolo palestinese da parte delle truppe nazi sionisteisraeliane e sottolineamo nuovamente come nella scuola pubblica italiana sicerchi di impedire agli studenti di affrontare tematiche politiche, culturaliche in qualche modo possano essere considerate scomode e da bandire perché nonconformi al pensiero reazionario della classe dominante.Oggi pomeriggio gli studenti del liceo artistico aderiranno e parteciperannoal presidio “solidarietà con la Palestina” alle ore 16 in piazza del popolo aRavenna.
Red Block Ravenna
3339680871 redblockravenna@libero.it

sabato 10 gennaio 2009

SU PALESTINA


Comunicato stampa

Red Block aderisce e partecipa alle manifestazioni locali di sabato10 gennaio contro il massacro del popolo palestinese, contro l'invasione della Palestina da parte dello stato nazi-sionista israeliano.Fermiamo l'invasione, fermiamo il massacro!
Sosteniamo la resistenza del popolo palestinese, chiediamo l'immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe nazi-sioniste da Gaza.Per tutta la settimana prossima promuoveremo iniziative nelle scuole e facoltà per diffondere l’appello qui allegato e per organizzare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma.
Gli studenti adotteranno forme alternative di protesta e riunione e non si faranno di certo fermare di fronte all'ennesimo atto repressivo politico che mostra ancora una volta: come si voglia impedire lo sviluppo di un pensiero autonomo, indipendente dalla cultura dominante e che la coscienzacritica deve essere bandita dalle scuole di questo paese...che naturalmente con il governo Berlusconi-Bossi-Fini sostiene il regime nazi-sionista israeliano.

APPELLO:SOLIDARIETA’ CON LA PALESTINA In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale: l’esercito israeliano ha già fatto centinaia di morti e migliaia di feriti che moriranno nelle prossime ore, perché gli ospedali sono al collasso già da due anni a causa dell' embargo che ha bloccato anche i medicinali. I palestinesi di Gaza sono chiusi da ogni lato, dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione. Gaza è assediata per terra e per mare da due anni: sono chiusi in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas odalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza, come dice la maggior parte dell'informazione occidentale, ma dalle autorità israeliane che durante la tregua hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Lanciare dei razzi è stata la carta che alcuni militanti palestinesi hanno tentato per rompere l' assedio, visto che la marina israeliana ha bloccato, tentando di speronarla, l'ultima delle navi pacifiste che portava a Gaza generi di prima necessità. Ogni equivalenza tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.Va precisato che il conflitto israelo-palestinese non è né millenario né religioso, e non ha nulla a che vedere con la sopravvivenza della popolazione ebraica: la Palestina è una terra dove numerose etnie e religioni hanno sempre coesistito (per esempio, un quarto della popolazione palestinese è cristiana) e non si può usare l’argomento dell’Olocausto, dato che i palestinesi non hanno nulla a che vedere con le atrocità della Germania nazista e dell’Italia fascista. Ma la funzione di sentinella strategica dell'Occidente consente ai governi israeliani di infischiarsi dal 1947 di qualsiasi risoluzione ONU, mentre per l'Iraq ignorarne una è stato pretesto formale per scatenare una guerra. Non solo, nelle ultime settimane non c’è nemmeno, da parte delle Nazioni Unite, una delle solite condanne retoriche e senza conseguenze pratiche nei confronti dello Stato di Israele.Motivo contingente dell'operazione militare israeliana è il tentativo di instaurare un governo collaborazionista a Gaza: il ministro israeliano Tzipi Livni ha confermato che l’offensiva militare andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessiisraeliani. Sulla situazione in Palestina, inoltre, emergono le gravissime complicità dell’ Egitto, che é arrivato a schierare le forze armate ai confini, facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezione in Egitto. Anche gli stati arabi sostanzialmente coprono l'operazione, mentre la popolazione di quei paesi, scende in massain piazza per dimostrare la propria solidarietà nei confronti dei palestinesi (3 milioni di persone solo in Marocco)I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formalmente equidistanti sulla mattanza in corso. Hanno però accettato e sostenuto l'embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifica, economica con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto, potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.Fino a quando vedremo, sentiremo e leggeremo nei mezzi di comunicazione che tutto ciò che sta accadendo oggi a Gaza, ieri in Cisgiordania e prima in Libano è colpa di coloro che sono aggrediti e massacrati e non dell’esercito israeliano, che cerca in tutti i modi di far scomparire dalla facciadella terra la Palestina? Fino a quando continuerà la campagna per “giustificare l’ingiustificabile”, chiamando terroristi i membri di Hamas, gli unici vincitori delle elezioni più trasparenti che si sono celebrate in Medio Oriente?Fino a quando ascolteremo quelle voci ipocrite che dicono di cercare “una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese” senza dire alcunché sulla politica dello Stato d’Israele, preferendo creare la teoria dell’equidistanza, che mette sullo stesso piano sia i carnefici che le vittime?Fino a quando lasceremo morire la Palestina, occupata da un esercito i cui metodi sono di una ferocia inaudita, senza dire nulla?Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe la sua aspirazione ad avere i diritti che spettano a ogni popolo.Chiediamo che il massacro in corso cessi immediatamente, che si assicurino ai palestinesi i diritti che spettano a ogni popolo, che sia ristabilita la corretta informazione.Invitiamo tutte le associazioni, i partiti, i collettivi e le realtà organizzate presenti sul territorio a firmare questo appello.Red Block Palermo
3498113576- redblock@alice.it

DALLA GRECIA ALL'ITALIA POLIZIA ASSASSINA

clicca sopra la locandina
Sabato 6 Dicembre il giovane compagno anarchico quindicenne Alexis è stato ucciso da un poliziotto che gli ha sparato durante una manifestazione studentesca nei pressi del quartiere popolare Exarchia ad Atene dove quotidianamente reparti speciali della polizia eseguono ronde intimidatorie contro gli abitanti del quartiere.
Diffusasi la notizia centinaia di giovani sono scesi in piazza in tutta la Grecia, da Atene a Salonicco fino a Creta e nei giorni seguenti anche in molte altre città. Il Politecnico, altre 15 università e un centinaio di licei nella capitale e a Salonicco sono occupati dagli studenti dall’inizio della settimana per protesta in seguito alla morte di Alexis da cui i rivoltosi si stanno organizzando e impegnando i servi in divisa in duri scontri.
Anche qualche giorno prima tra l’altro la polizia greca si era distinta per la brutalità verso un corteo studentesco contro la riforma universitaria che come quella italiana prevede duri tagli e privatizzazione dell’istruzione.
Il primo ministro greco si è detto dispiaciuto dell’avvenimento e ha promesso dure pene verso i due poliziotti coinvolti…..
Sappiamo bene che al di là delle parole ipocrite dei governanti siano essi di destra o di sinistra, finché ci saranno al potere governi che rappresentano l’interesse dei padroni non ci sarà mai vera giustizia per il popolo. È il potere stesso che per mezzo dei suoi servi in divisa uccide chi si ribella come è successo ieri in Grecia ma come è successo anche qui in Italia durante le giornate del G8 di Genova dove la repressione della macchina statale borghese ha ucciso un altro giovane ribelle: Carlo Giuliani.
Anche qui la giustizia com’era prevedibile non è arrivata e la maggior parte degli sbirri che hanno preso parte alla repressione di quei giorni sono stati assolti o condannati a pene ridicole in primis l’assassino di Carlo, che si è pure candidato con il partito neofascista Alleanza Nazionale.
I giovani dei quartieri popolari nelle città imperialiste subiscono quotidianamente la repressione moderno fascista, non dimentichiamo neanche Bouma e Zyed morti nella banlieue parigina di Clichy-sous-boys sempre uccisi dagli sbirri che facevano incursione nel quartiere “a caccia di giovani proletari”.
O ultimamente a Palermo dove due giovani appartenenti al quartiere popolare dell’Albergheria sono morti in un incidente stradale causato da un inseguimento della polizia. E purtroppo la lista potrebbe continuare.
Ormai in tutti i paesi imperialisti a fronte della crisi provocata dal sistema capitalista che genera disuguaglianze sociali e povertà quando i lavoratori, gli studenti o le masse popolari si ribellano lo stato interviene militarmente, in Italia così come negli altri paesi “democratici” occidentali si respira un’aria di guerra a causa della costante e progressiva militarizzazione delle città in primis dei quartieri popolari con l’impiego dei militari per “questioni di ordine pubblico e sicurezza”.
Con queste misure i governi confermano di essere anti-popolari e di aver bisogno di occupare militarmente il territorio per soffocare sul nascere le eventuali proteste di massa che nascono dalla necessità oggettiva di condurre un’esistenza più dignitosa.
Per questo la ribellione dei giovani proletari e ribelli greci è giusta contro la repressione e i crimini dello stato moderno fascista greco.

È necessario che in tutti i paesi imperialisti i giovani proletari e ribelli si organizzino in organizzazioni giovanili rivoluzionarie che lottino contro il potere istituito che sforna solo crisi, miseria, lutto e per la conquista del potere rosso in mano alla classe lavoratrice e alle masse popolari.
I giovani maoisti di Red Block esprimono solidarietà alla famiglia del giovane e sostegno militante alla battaglia che i giovani proletari e
ribelli stanno conducendo in queste ore.


ALEXIS E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI...

... LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!


CHI HA PAURA DELLE BANDIERE DI RED BLOCK?

Spesso quanto nasce e si sviluppa un movimento forte e vasto come quello studentesco di questi giorni, puntualmente parassiti da destra e da “sinistra” cercano di strumentalizzarlo per i loro sporchi fini, Giovani Comunisti e Socialismo Rivoluzionario per ora nelle scuole stanno diffondendo una confusione non indifferente nelle scuole.
Concetti come “l’apoliticità delle manifestazioni” contro l’ormai legge Gelmini o il qualunquismo nel dire che non ci devono essere simboli e bandiere sono posizioni errate che respingiamo con forza e che hanno un nome ben preciso: qualunquismo!
Innanzitutto come si fa a parlare di apoliticità quando gli studenti stanno contestando una determinata legge promulgata da un determinato governo?
Scendere in piazza per protestare contro una legge è di per se un atto politico, e ogni posizione politica ha il suo colore e si colloca precisamente o a destra o a sinistra, può essere una posizione reazionaria, riformista o rivoluzionaria.
In secondo luogo noi riteniamo quanto mai attuali i valori dell’antifascismo e smascheriamo sempre e comunque i fascisti che cercano di infiltrarsi e strumentalizzare il movimento studentesco purtroppo agevolati da questa “apoliticità” diffusa .
I fascisti sono quelli che in questi giorni in Italia attaccano le scuole occupate con coltelli e spranghe, i fascisti di Azione Giovani sono quelli che fanno parte dello stesso partito della Gelmini e che grazie all’”apoliticità dei cortei” gli viene permesso di strumentalizzare gli studenti.
I fascisti di Blocco Studentesco sono quelli che a Roma subito dopo approvato il decreto trovandosi nel corteo a Pza Navona hanno picchiato indiscriminatamente con mazze, caschi e moschettoni studenti medi di 14 e 15 anni davanti gli occhi degli sbirri che non hanno mosso un dito, ed è stato grazie ad altri studenti (antifascisti) che si è evitato il peggio e sono stati cacciati via. Ciò dimostra innanzitutto che i fascisti sono i servi del governo contro il movimento studentesco e per questo il movimento studentesco deve dichiararsi apertamente antifascista e respingere qualsiasi tentativo di infiltrazione, ma dimostra anche il fatto che gruppi pacifisti e della falsa sinistra come rifondazione, uds, udu e socialismo rivoluzionario sono i diretti responsabili di ciò che è successo a Roma permettendo a dei picchiatori di infiltrarsi nel corteo in nome di una fantomatica unità.
Unità con i fascisti che accoltellano e sprangano quotidianamente studenti, immigrati e compagni non ne vogliamo, non permetteremo che a Palermo succeda quello che è successo a Roma!
Possiamo capire che Rifondazione Comunista con i suoi “giovani comunisti”che fino a ieri stava al governo con il ministro Fioroni e che ora non avendo più le poltrone dopo la sconfitta elettorale ha magicamente riscoperto le piazze e cerca di cavalcare l’onda abbia da vergognarsi delle sue bandiere. Ma noi non ce ne vergogniamo affatto, chi conosce il lavoro politico di Red Block sa che noi siamo sempre scesi in piazza “senza se e senza ma” contro le politiche antipopolari e antistudentesche di qualsiasi governo, noi le mattine andavamo nelle scuole per portare i nostri volantini anche quando c’era il governo Prodi e il movimento studentesco non era forte come quest’anno.
Noi non siamo un partito politico e non siamo collegati a nessuno di questi, siamo un movimento giovanile, e di conseguenza la nostra politica non ha fini elettorali.
Noi siamo veramente a favore della coscienza critica dell’individuo contro il progetto di omologazione delle menti che ha questa riforma: dire che il movimento non deve avere bandiere e non deve avere colore significa non avere spirito di critica, essere omologati e qualunquisti, proprio come ci vuole la Gelmini ed il governo.
Noi invece rivendichiamo con forza il nostro colore e la necessità di essere antifascisti sempre, per riuscire a sconfiggere una riforma che ha come modello per l’appunto una scuola autoritaria e fascista.

RED BLOCK

CROLLANO ALTRI TETTI NELLE SCUOLE: GLI EFFETTI DELLO SMANTELLAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA

È di nuovo paura nelle scuole per i crolli. E stavolta solo la fortuna ha evitato il peggio. Momenti di terrore sono stati vissuti ieri mattina in una scuola superiore di Biella, il «Quintino Sella», dove un pezzo di soffitto si è staccato, precipitando sui banchi durante le lezioni: quattro studenti sono rimasti feriti in modo lieve. (tratto da “Il Tempo”)

Appena un mese fa moriva Vito Scafidi uno studente del liceo Darwin di Torino a causa del crollo del tetto della sua classe.
Dopo le continue morti nelle fabbriche (una media di 4 operai al giorno) adesso nel Bel Paese si muore pure a scuola.
Com’era da aspettarsi le istituzioni sia per il caso di Torino sia per questo recente di Biella parlano di fatalità.
Ma quale fatalità?
Continuiamo a ribadire che la fatiscenza delle scuole e i relativi crolli di tetti sono la diretta conseguenza delle cosiddette “razionalizzazioni della spesa” e delle politiche e riforme non ultima quella della Gelmini che aggiungono tagli a tagli perché la scuola “costa troppo” .
I dati statistici parlano di circa il 50% delle scuole italiane a rischio sicurezza (con punte del 70% in Sicilia) e questi sono solo i dati ufficiali!
Intanto il governo manda più militari in Afghanistan ed in altri scenari di guerra come in Somalia spendendo milioni di euro in armamenti per guerre di aggressione contro altri popoli impoverendo anche le masse e i lavoratori in Italia.
Queste politiche oltre a colpire la qualità dell’istruzione colpiscono anche la salute degli studenti e la loro stessa vita come successo tragicamente a Torino.
Non si può morire né di scuola né di lavoro!
Questa è la “civiltà” del sistema capitalista basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in un paese che è considerato civile e industrializzato come l’Italia nel 2008 si muore sul lavoro perché per i padroni di fabbriche e aziende la sicurezza costa troppo e adesso pure nelle scuole perché i governi che fanno gli interessi dei padroni volontariamente dirottano 8 miliardi di euro dall’istruzione alle banche e ai padroni con il duplice obiettivo di finanziare la loro crisi da un lato e dall’altro per far crescere un popolo ignorante che difficilmente possa ragionare con la propria testa e quindi ribellarsi a tutto ciò.
Per questo è necessario che gli studenti si organizzino dal basso in collettivi studenteschi, che lottino per il loro diritto allo studio e il loro diritto alla vita e alla salute in ogni scuola e facoltà.
Adesso che il sistema uccide già a scuola ancor prima di arrivare in fabbrica e quanto mai necessario che gli studenti e i lavoratori combattano fianco a fianco contro i padroni e i loro governi siano essi di centro-destra o centro-sinistra.
È importante inoltre che gli studenti singolarmente o in collettivi si uniscano alla “Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro” nata l’anno scorso che si riunirà nuovamente il 24 Gennaio a Roma e di cui fanno parte sindacati di base, associazioni di familiari di morti sul lavoro, associazioni in difesa della salute ecc.

Basta morti sul lavoro mai più morti nelle scuole!

Per il diritto alla sicurezza nelle scuole e all’istruzione è giusto ribellarsi!

Aderisci alla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, inscriviti alla mailing list : bastamortesullavoro@domeus.it


Red block (organizzazione giovanile di proletari comunisti)