martedì 6 luglio 2010

ONORE AL COMPAGNO AZAD!


Dal blog di proletari comunisti : http://www.proletaricomunisti.blogspot.com/

con grande tristezza annunciamo la morte del compagno Azad, portavoce del Partito Comunista dell'India (maoista) quello che segue è il comunicato ufficiale ricevutoComunicato stampa del Partito comunista dell’India (maoista),

Comitato Centrale, Ufficio Regionale Nord. 3 luglio 2010

Non è stato uno scontro a fuoco! È un assassinio a sangue freddo per mano della polizia dell’Andhra Pradesh! Saluto rosso a martiri compagni Azad (Cherukuri Rajkumar) e Hem Pandey (Jitender)!!
*Azad era stato arrestato insieme a Hem Pandey a Nagpur il 1° luglio
*Il primo luglio intorno alle undici del mattino la famigerata sezione speciale della polizia dell’Andhra Pradesh, nota per sparizioni e assassini a sangue freddo, ha arrestato nella città di Nagpur il compagno Azad, membro dell’Ufficio Politico e portavoce del PCI(maoista) e il compagno Hem Pandey, membro del comitato di zona, mentre dall'area di Dandakarnaya andavano a incontrare un compagno che avrebbe dovuto riceverli. Il compagno Azad aveva raggiunto Nagpur verso le 10 insieme a Hem Pandey, dopo un lungo viaggio. Grazie a informazioni dettagliate, i sicari fuorilegge della APSIB li hanno sequestrati, trasferendoli poi, probabilmente in elicottero, nella giungla di Adilabad vicino il confine col Maharashtra e lì sono stati uccisi a sangue freddo.
*rendiamo il nostro omaggio rosso ai nostri amati compagni e giuriamo vendetta a questi assassini
**La vita del compagno Azad
*Il compagno Azad era uno dei più vecchi dirigenti del nostro PCI(Maoista). Nato in Andhra Pradesh da famiglia benestante del distretto di Krishna, studiò alla Sainik School di Korukonda nell’attuale distretto di Vizianagaram. Nel 1974 il compagno Surapuneni Janardhan, guida leggendaria del movimento studentesco, lo introdusse nell’Unione degli Studenti Rivoluzionari. Brillante studente al Regional Engineering College, che in quei giorni era indicato come il Radical Engineering College, completò i suoi studi di ingegnere chimico e per direttiva del Partito si trasferì a Vishakhapatnam. Fino al 1984 fu il secondo presidente dell’Unione degli Studenti Rivoluzionari, in quel periodo catalizzatore delle mobilitazioni di tanti studenti e movimenti popolari in tutto l’Andhra Pradesh. Divenne membro del comitato locale dell’unità Vizag del PCI(ML) (People’s War). Percorse l’India in lungo e largo per organizzare il Seminario sulla questione delle nazionalità che si tenne a Madras (ora Chennai) nel 1981. Nel 1982 si trasferì a Karnataka, dove fu uno dei fondatori del partito, e lavorò come segretario del Comitato di Partito in quello stato. Entrò nel Comitato Centrale dopo il plenum del 1990, membro eletto dello stesso CC nella conferenza di partito di tutta l’India nel 1995 e da allora membro dell’Ufficio Politico, incarichi che ha mantenuto dopo anche dopo la formazione del PCI Maoista nel 2004, da allora portavoce del CC.Era noto per la vita semplice e il duro lavoro, per le letture voraci e le brillanti analisi della situazione, per la cristallina articolazione della sua logica acuta e la fine abilità organizzativa, contribuì enormemente al movimento rivoluzionario in molti campi. Scrisse molto per People’s March, People’s War, organo teorico del PCI (Maoista) e per il Maoist Information Bulletin. Fu autore di un’acuta critica degli intellettuali dell’Andhra Pradesh, disillusi e sfiduciati verso il movimento rivoluzionario dopo gli eventi del 1990 e il collasso dell’imperialismo sovietico e dei regimi satellite.Con la sua morte il movimento rivoluzionario indiano perde un compagno esemplare, una stella luminosa che ha servito il movimento per oltre 35 anni.Poco prima del suo ultimo viaggio, una nota rivista gli fece recapitare delle domande per un’intervista. Rispose che era in partenza e che avrebbe risposto appena possibile.
* Non è Sukhdev ma il compagno Hem Pandey di Uttarakhand che è stato assassinato dall’APSIB
*Il compagno Hem Pandey, 30 anni, veniva da un villaggio nei pressi di Pithoragarh nello stato Uttarakhand. Compì i suoi studi in storia all’Università di Nainital, dove consegui il dottorato. Da studente fu membro attivo dell’AISA, lentamente comprese il carattere pseudo rivoluzionario della politica dell’AISA e si avvicinò ai gruppi più radicali, per entrare poi nel PCI(ML) (PW) nel 2001. Organizzò i contadini nei villaggi montani del distretto di Almora, facendosi interprete delle loro innumerevoli istanze, compresi i problemi emersi per la riserva naturale di Binsar. Dalla voce dolce, occhialuto, magro ed energetico, il compagni Hem Pandey seppe conquistare il cuore del popolo di quella regione. Nel 2005 gli furono affidati compiti più importanti, che svolse con pazienza e tenacia. La sua fame di conoscere cose nuove, di leggere sempre di più, e lo zelo con cui metteva per iscritto le sue idee sono motivo di emulazione per tutti i rivoluzionari. Scrisse articoli per diverse riviste sotto diversi pseudonimi. Richiediamo alle organizzazioni per i diritti umani di esigere che la polizia dell’Andhra Pradesh restituisca il corpo del compagno Hem Pandey a sua madre che vive a Haldwani, stato di Uttarakhand, sua unica parente.* APSIB, controfigura indiana del Mossad
*L’Andhra Pradesh Special Intelligence Bureau, addestrato in parte dal Mossad, ha conquistato in india la stessa fama dei suoi maestri. Si muove oltre i confini del suo stato perpetrando impunemente sequestri e assassini a sangue freddo, il tutto con la benedizione di Manmohan Singh Sonia Gandhi e P. Chidambaram. Questa cricca fascista ha stretto i suoi tentacoli su tutta l’India, ricorrendo sempre più spesso all’assassinio di rivoluzionari, facendosi beffe della sentenza dell’Alta Corte dell’Andhra Pradesh secondo cui ai sensi della sez. 302 del CP indiano, tutti gli scontri a fuoco devono essere registrati come omicidi. Prima o poi questi assassini saranno presi a bersaglio dalle masse rivoluzionarie.
* Chidambaram si aspetta che il PCI(Maoista) si sieda a trattare con chi ha le mani sporche del sangue dei compagni Azad e Hem Pandey?
*Il PCI(Maoista) non ha mai contestato o protestato per i casi di morte in effettivi scontri armati. È la polizia dell’Andhra Pradesh che ricorre alle bugie goebbelsiane, cui non credono più nessuno. Il PCI(M) è per la verità di cui rendere conto al popolo e ammette sempre i fatti. Non c’era alcun piano che prevedesse che Azad andasse nella giungla di Sarkepally in Adilabad. Azad era diretto a discutere con i nostri compagni, tra le altre cose, delle proposte concrete di una nota personalità quale Swamy Agnivesh di incontri specifici per un reciproco cessate il fuoco. Aveva con sé una lettere confidenziale scritta ad Azad da Swamy Agnivesh, datata 26 giugno 2010. Chidambaram si aspetta ora che il PCI(M) si sieda a discutere con chi ha le mani sporche del sangue dei compagni Azad e Hem Pandey? Ci chiede ripetutamente di abiurare le violenza, mentre la polizia dell’Andhra Pradesh assassina compagni inermi con la sua benedizione, non è come il diavolo che canta i salmi?
* Le menzogne della polizia
*Qual era la necessità che Azad andasse ad Abilad se lì non esiste alcun movimento o organizzazione? Che gli abbiano trovato un AK 47 è una spudorata menzogna. Azad è sceso da un treno nella stazione di Nagpur intorno alle 10 insieme al compagno Hem Pandey ed è stato catturato disarmato dall’APISB. Il governo rispetta l’art. 21 della sua stessa Costituzione? Rispetta i dettami della Convenzione di Ginevra per cui le “persone disarmate” non devono essere colpite? Non pura ipocrisia e fandonia che il governo da una parte vari misure contro la tortura mentre dall’altra la polizia tortura ogni minuto i detenuti? La polizia dell’Andhra Pradesh ripete fino alla nausea la storiella degli scontri armati, sfornata per i media innumerevoli volte. Il diritto alla vita garantito dalla Costituzione è deriso e il diritto a essere mostrati entro 24 ore dall’arresto si è trasformato nella certezza di essere assassinati entro 24 ore dall’arresto, così da non dover dar conto a parenti e amici.Facciamo appello alle organizzazioni dei diritti civili, ai democratici, ai patrioti perché colgano l’occasione per investigare a fondo su questo falso scontro armato quale esempio delle esecuzioni extragiudiziali che hanno luogo in questo paese e mostrino al popolo la verità
Ajay,
Portavoce,PCI (Maoista)

venerdì 2 luglio 2010

G8-G20 A TORONTO: NUOVA MANIFESTAZIONE CONTRO LA REPRESSIONE E LA BRUTALITA' POLIZIESCA


Nonostante l'enorme distanza geografica Red Block è vicino ai lavoratori e ai giovani ribelli che hanno manifestato il proprio dissenso a Toronto in occasione del G8-G20.
Siamo vicini ai compagni del PCR-Canada in prima linea nella battaglia contro lo stato imperialista Canadase.

Da Atene a Toronto i lavoratori e i giovani ribelli sono uniti contro la classe sfruttatrice i cui rappresentanti si incontrano in queste occasioni per continuare a sfruttare e dividere profitti e fette di mercato mondiale.

I popoli oppressi dall'imperialismo si sollevano e non indietreggiano di un passo dalla Palestina, all'Irak all'Afghanistan finanche dentro il ventre dell'Europa imperialista in Euskal Herria e Irlanda del Nord.

Sempre più popoli prendono la via della rivoluzione e della Guerra Popolare Dall'India alle Filippine, dal Perù al Nepal alla Turchia...

L'imperialismo prova a contrastare e a reprimere questa fresca ondata di ribellione rivoluzionaria ma non ha legittimità storica, è questione di tempo l'imperialismo ed il capitalismo sono già sistemi obsoleti che devono essere gettati nella pattumiera della storia.


Viva la ribellione giovanile!

Viva la ribellione dei popoli oppressi!

Viva le Guerre Popolari!

Viva il Marxismo-Leninismo-Maoismo!


Messaggio del Partito Comunista Rivoluzionario Canada a proletari comunisti-PCm Italia:


Vi ringraziamo per la vostra solidarietà, che è un'espressione genuina di internazionalismo proletaario. Oggi a Montreal, 1000 persone hanno manifestato contro lo stato di polizia e la repressione. Le bandiere rosse erano issate i alto e lo spirito era buono. Una viva battaglia ideologica è in corso attualmente circa la leggittimità della "violenza" e il diritto del popolo a ribellarsi. C'è stato un buon video sull'azione in strada del 26 Giugno a Toronto, si può vedere il nostro spezzone e le bandiere rosse.


:http://www.youtube.com/watch?v=nOjGdvju-po


Viva il Marxismo-Leninismo-Maoismo


PCR-Canada.


Manifestazione contro la repressione e in solidarietà con gli arrestati del G20Giovedi , 1 ° luglio – 12*** nuovo appuntamento: Carré Saint –Louis***(St-Denis & Rue du Square St-Louis, metro Sherbrooke)In risposta alla violenza della polizia, agli attacchi contro la nostra resistenza e agli arresti senza precedenti di manifestanti anti -G20, la convergenza delle lotte anticapitaliste - CLAC 2010 - invita tutti i movimenti sociali a mobilitarsi in solidarietà con le vittime dell’apparato repressivo da parte della polizia militare.Oltre 900 arresti sono stati effettuati durante il fine settimana a Toronto attraverso sequestri, segnalazioni politiche, irruzioni nelle abitazioni e nei luoghi di alloggio, violenza, brutalità, intimidazioni e vessazioni. È il più grande numero di arresti nella storia del Canada, fatti a scapito di quei manifestanti che non hanno fatto altro che esprimere il proprio disaccordo con la politiche capitaliste, securitarie, sessiste, colonialiste e anti- sociali del G20 e dei grandi finanzieri di questo mondo.MANIFESTAZIONE GIOVEDI’ 1° luglio al MONTREALLa CLAC 2010 condanna la repressione poliziesca su una scala senza precedenti verificatosi in Canada, a Toronto, durante il vertice G20. Alla violenza della polizia si aggiunge l’annuncio di una serie di misure di austerità economica (riduzione dei disavanzi, aumenti delle tasse, tagli ai servizi sociali), che sono tutte violenza economica diretta contro le popolazioni. I lavoratori e i dipendenti sono tenuti a pagare il conto per l'ultima crisi finanziaria , mentre le banche e il settore finanziario, che sono responsabili e che non solo hanno beneficiato di 20.000 miliardi dollari di piani di stimolo, ma non vedono imporsi nessun nuovo regolamento.I 900 arresti arbitrari e politici a Toronto non hanno precedenti nella storia del Canada, quasi tre volte di più rispetto ad ottobre 1970. La polizia ha violato i diritti fondamentali delle persone detenute per ore senza accuse formali, senza poter ricorrere ad un avvocato, senza cibo o acqua. Gli ufficiali sono colpevoli di scasso senza un mandato, segnalazioni, intimidazioni e molestie, sequestro di persona, uso di forza eccessiva sui manifestanti e giornalisti. Vediamo bene che lo stato di polizia e la violenza economica vanno insieme.Ogni giorno, in tutto il mondo muoiono persone a causa diretta delle politiche sociali ed economiche portate avanti dalle élite raggruppate in questo istanza illegittima che è il G20. Le riduzioni del deficit annunciate con orgoglio peggiorerà le condizioni di vita di milioni di persone. Stephen Harper ha d’altronde ricordato che l' obiettivo era quello di soddisfare e rassicurare i mercati finanziari. Nulla in materia di ambiente, le briciole per la salute delle donne, niente per le conseguenze sociali della crisi economica, di cui gli immigrati sono le prime vittime. Tutto ciò per consolidare il capitalismo, un sistema economico che favorisce una piccola minoranza a scapito della stragrande maggioranza.Durante il fine settimana all'interno del centro di detenzione a Toronto, le donne arrestate tra il 17 e 25 hanno sperimentato discriminazioni sessuali, minacce e molestie sessuali da parte della polizia . Una donna che in seguito si è espressa davanti ai media è stata testimone di donne traumatizzate da intimidazione e violenze sessuali da parte di agenti di polizia nella stessa prigione. Altri detenuti si sono fatti minacciare di stupro e stupro di gruppo da parte della polizia che diceva loro che questo gli avrebbe tolto la voglia per sempre di partecipare ad azioni politiche. Inoltre, molte lesbiche, gay e trans sono stati collocati lontano da altri prigionieri politici, in una cella che è stata loro riservata.Ciò che abbiamo visto a Toronto aveva l’obbiettivo di far tacere il dissenso e criminalizzare i movimenti sociali. Sono tattiche ben note per dividere i popoli, rompere la resistenza e imporre politiche regressive. Abbiamo raggiunto una nuova tappa verso l'intensificazione della repressione poliziesca e nele concessioni richieste dalle masse popolari.La CLAC 2010 terrà una manifestazione Giovedi, 1 ° luglio 2010 a mezzogiorno al Carrè ST LOUIS, di fronte alla metropolitana Sherbrooke a Montreal.Invitiamo tutti i movimenti sociali progressisti, delle famiglie e dei loro figli a questo grande evento che si concluderà con un "piccolo blocco".La convergenza delle lotte anti- capitalista di Montreal 2010 (CLAC 2010) è una rete di gruppi e individui che si sono riuniti per consolidare le loro rispettive lotte a livello locale e di mobilitare le loro comunità per il G8 e G20.

sabato 19 giugno 2010

19 GIUGNO GIORNATA DELL'EROISMO: LOTTARE CONTRO LA REPRESSIONE!

CONTRO LO STATO DI POLIZIA E IL MODERNO FASCISMO
RIBELLARSI E’ GIUSTO!

Lo scorso 10 giugno tre giovani indipendentisti baschi (i Paesi Baschi sono una nazione non indipendente tra Spagna e Francia), sono stati arrestati a Roma mentre preparavano una conferenza stampa per informare l’opinione pubblica circa gli arresti, gli omicidi e le torture che i giovani indipendentisti baschi e i baschi in generale subiscono dallo stato spagnolo e dallo stato francese.
Oggi anche lo stato italiano si rende complice e colpisce la lotta dei giovani che lottano per la libertà e l’indipendenza del loro paese.

Sempre più lo stato di polizia italiano colpisce i giovani nei quartieri popolari, negli stadi, nelle scuole.
la presenza della polizia aumenta nelle scuole e nelle università quando gli studenti protestano e rifiutano una riforma scolastica che prevede solo tagli di posti di lavoro,tagli di risorse e peggioramento qualitativo dell’istruzione e contemporaneamente trasforma le scuole in “caserme” dove lo studente non ha diritto di parola su niente.

Soprattutto i giovani che si autorganizzano e si ribellano, i giovani rivoluzionari comunisti e anarchici sono oggetto di operazioni repressive da parte dello stato che tramite i suoi servi in divisa esegue pestaggi e incarcerazioni.
I giovani antifascisti che difendono i valori dell’antifascismo legati con un filo rosso ai partigiani che 60 anni fa ci liberarono dalla dittatura nazi-fascista, sono anch’essi colpiti dalla repressione mentre bande di fascisti e nazisti scorazzano per le nostre città pestando e accoltellando chiunque esce al di fuori dei loro canoni come immigrati, attivisti di sinistra, gay e lesbiche ecc.

Il moderno fascismo e lo stato di polizia avanzano e colpisco ogni giorno i nostri diritti destinandoci ad un futuro precario e senza lavoro, levandoci la possibilità di costruirci una coscienza critica fin dalla scuola e dequalificando anche i titoli di studio di università,accademie e conservatori.

Contro tutto questo non possiamo stare zitti, contro tutto questo dobbiamo organizzarci e ribellarci!

La repressione non ci fa paura anzi alimenta la nostra ribellione!

domenica 13 giugno 2010

GAVETTONI SEDIZIOSI AL LICEO SCIENTIFICO CANNIZZARO DI PALERMO

Red Block esprime solidarietà agli studenti del Liceo Scientifico Cannizzaro di Palermo colpiti dalla repressione da parte delle forze dell’ordine.
Ormai è evidente che ci troviamo in uno stato di polizia che avanza spedito verso il moderno fascismo; ne è la prova il fatto che in un liceo, l’ultimo giorno di scuola mentre gli studenti stavano festeggiando la fine dell’anno scolastico con gavettoni d’acqua alcuni poliziotti per impedire ai giovani di festeggiare hanno preso le generalità di alcuni e colpito fisicamente un ragazzo. Non contenti, i servi in divisa hanno anche espresso la volontà di effettuare dei fermi e portare alcuni studenti in questura. Questo fatto non rappresenta un episodio isolato o casuale, bensì rientra nel quadro delle politiche repressive e fasciste del governo come il pacchetto sicurezza varato,e alla visione di scuola-caserma che vuole il ministro Gelmini:
il voto in condotta che fa media e che può far perdere l’anno agli studenti (come dimostrano gli ultimi dati sull’aumento delle bocciature di quest’anno),il monitoraggio e l’avviso dei genitori in caso di assenze….
E adesso anche una gavettone di fine anno diventa un problema di ordine pubblico e “adunata sediziosa” come ha ridicolamente dichiarato un servo in divisa agli studenti che pieni di rabbia hanno chiesto spiegazioni per l’intervento “zelante” della polizia.
Gli studenti devono organizzarsi con i lavoratori le masse colpite ogni giorno dalla repressione dello stato di polizia e respingere con forza i servi in divisa!!

Red Block 13/06/2010

Resoconto mobilitazione pro Palestina a Palermo

Sabato scorso si è svolta a Palermo la manifestazione a sostegno del popolo palestinese dopo i fatti che hanno coinvolto la Freedom Flotilla, in rotta verso Gaza carichi di aiuti umanitari, nel barbaro massacro israeliano di pacifisti.
Anche i compagni del Circolo di proletari comunisti e i giovani di Red Block hanno preso parte al corteo distribuendo un volantino (allegato sotto).
Il corteo ha visto la presenza del movimento palermitano quasi al completo, di molti immigrati arabi di diversi paesi nonché di Mohammed al-Farra, sindaco di Khan Younis città palestinese della striscia di Gaza e gemellata con Palermo.
Al di là della doverosa solidarietà e denuncia dei crimini dello stato fascista di Israele, la discriminante importante nello stare al fianco del popolo palestinese è per noi la lotta contro il governo Berlusconi, fedele alleato economico-militare di Israele, ed in secondo luogo combattere le posizioni politiche a nostro modo di vedere fallimentari e liquidazioniste presenti all’interno di settori del movimento.
Non basta proporre le campagne di boicottaggio dei prodotti israeliani, il “danno economico” per Israele è veramente simbolico e marginale, invece pensiamo che il miglior aiuto che possiamo dare alla lotta eroica del popolo palestinese sia quello di far cadere il “nostro” governo lottando quotidianamente contro di esso. Infatti il Governo Berlusconi è tra i più fedeli degli alleati di Israele nel mondo e lo si è visto anche dalle ultime dichiarazioni dei rappresentanti del governo in merito all’episodio dell’abbordaggio della Freedom Flottilla.
In questo senso fare cadere il governo Berlusconi significa colpire anche gli interessi di Israele con cui fa affari d’oro.
Il nostro appoggio alla lotta del popolo palestinese e incondizionata, senza se e senza ma, tutti quelli che spesso all’interno del movimento dicono di appoggiare la causa palestinese per poi subito dopo aggiungere i “se” e i “ma” riguardanti le forze in campo come Hamas e tutto ciò che ne consegue in realtà pretendono di giudicare la lotta di un popolo e dei suoi rappresentanti .
Tali prese di posizioni che tentano di dividere tra buoni e cattivi all’interno della resistenza palestinese fanno solo un favore ad Israele e all’imperialismo in generale, spesso chi dice questo non ha mai organizzato neanche una semplice lotta sindacale in vita sua e si riempie la bocca di stupidaggini come ad esempio della cosiddetta soluzione per la questione palestinese di “due popoli due stati”.
Questa piuttosto che essere una soluzione sarebbe una totale sconfitta del popolo palestinese per vari motivi.
Innanzitutto il popolo palestinese ha il diritto sacrosanto di reclamare il 100% della sua terra, la terra che ha abitato per secoli e secoli prima dell’invenzione da parte dell’imperialismo e dei sionisti di Israele e degli israeliani.
In secondo luogo lo stato fascista di Israele non ha nessuna legittimità storico e/o morale all’esistenza, esso è un’appendice dell’imperialismo in Medio Oriente creato ad hoc per ragioni geopolitiche di dominio. Da ciò consegue la necessità che un tale stato, che sistematicamente viola il diretto internazionale, attacca militarmente i paesi vicini come successo in passato con tutti i suoi paesi confinanti, e come pochi giorni fa assassina finanche civili e pacifisti per mezzo dei suoi militari, sia cancellato per sempre dalle cartine geografiche per lasciare spazio ad uno stato palestinese laico e secolarizzato dove musulmani, cristiani, ebrei, atei e chiunque possano convivere pacificamente seguendo le stesse leggi e avendo eguali diritti e doveri.
Uno stato palestinese affiancato da uno stato israeliano sarebbe perennemente sotto minaccia (così come lo sono attualmente i territori amministrati da Hamas e dall’ANP di Gaza e Cisgiordania) e di fatto continuerebbe ad essere una colonia di Israele.
Non ci soffermiamo più di tanto sulla posizione di alcuni compagni anarchici che camuffano la loro fedeltà ai propri principi politici come solidarietà alla lotta del popolo palestinese enunciando la cretineria politica di “due popoli nessuno stato”, ci vuole veramente coraggio a proporre una cosa del genere ad un popolo che lotta per più di 60 anni per avere un suo legittimo stato indipendente, sicuramente se i compagni anarchici proponessero direttamente tale “soluzione” ai palestinesi dei Territori Occupati non sarebbero sicuramente accolti con i guanti bianchi…
Uno strumento importante e indispensabile per la vittoria palestinese sarebbe la nascita di un partito comunista rivoluzionario rappresentante gli interessi della causa palestinese ed in particolare quelli degli operai e contadini che dia inizio ad una Guerra Popolare di lunga durata contro l’invasore israeliano e i suoi lacchè.

Circolo di proletari comunisti palermo
Palermo 08/06/2010

A seguire il volantino distribuito al corteo di Palermo:

Contro Israele, contro il governo e lo stato italiano

Le immediate manifestazioni e iniziative che in Italia, come in tanti paesi, si stanno facendo contro il criminale attacco fascista di Israele alla nave dei pacifisti, devono avere come uguale bersaglio anche il governo e lo Stato italiano.
Questi si sono mostrati subito da che parte stanno: hanno lasciato alle espressioni piu´istintive ma piu´vere di sottosegretari, politici, giornali del governo di esprimere subito la reale posizione dell´Italia sul massacro dei pacifisti, ma anche le dichiarazioni ufficiali che sono seguite non sono meno chiare circa la difesa prima di tutto delle ragioni di Israele, sia pur un po´"esagerate", difesa fondata sui legami politici, economici, ma anche ideologici tra Italia e Israele.A fronte di questo non si può e non si deve chiedere a questo governo "l´immediata interruzione degli accordi di cooperazione tra Italia e Israele, e sanzioni contro l´economia di guerra", come stanno facendo forze della sinistra ex parlamentare.
Primo, perché oscura che il governo italiano e lo stato sono nemici, per il popolo italiano quanto Israele; e che solo la lotta e denuncia aperta contro i nostri nemici interni può dare un contributo a livello internazionale, al popolo palestinese nella lotta contro lo Stato israeliano.
Secondo, perché siamo ad un salto di qualità grave dell´azione militare di Israele, che conferma la necessità per i palestinesi, ma anche per l´"umanita´" di rovesciare questo "cancro", a cui non si può rispondere con le solite parole d´ordine (compreso i boicottaggi dei prodotti, un piccolo buffetto per l´economia israeliana...), che se prima non hanno certo cambiato o intaccato ne´la politica economica dell´Italia, ne´la forza di Israele, ora lo possono meno che mai. Il salto di qualità dello Stato fascista di Israele e la risposta complice dell´Italia richiedono un salto di qualità anche della lotta antimperialista e di solidarietà con il popolo palestinese nel nostro paese, portando la protesta direttamente contro i centri politici, economici di Israele nel nostro paese, ma soprattutto lottando per la caduta del governo fascista italiano amico di Israele.
L'esistenza dello stato d'Israele è una minaccia per tutti i popoli del Medio Oriente. La "questione palestinese" si può risolvere solo con la guerra di popolo delle masse arabe e palestinesi, con un partito comunista basato sull'ideologia maoista, sull'esempio dell'India, Perù, Filippine, Nepal e Turchia, una strategia e tattica alternativa ad Hamas e all'ANP, la sola che può mettere fine al terrorismo dello Stato d'Israele e affermare il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione nazionale!

Proletari comunisti Red Block
prolcompa@libero.it redblock@alice.it
www.proletaricomunisti.blogspot.com www.redblock-it.blogspot.com

venerdì 11 giugno 2010

ARRESTATI A ROMA 3 GIOVANI INDIPENDENTISTI BASCHI: LIBERI SUBITO!

La borghesia imperialista italiana ancora una volta colpisce i popli che si ribellano, ieri pomeriggio i carabinieri hanno arrestato 3 giovani indipendentisti baschi che svolgevano un volantinaggio sulla condizione dei giovani rivoluzionari nei Paesi Baschi e sulla criminalizzazione e repressione del movimento nazionalista basco in generale da parte dello stato spagnolo.
La borghesia imperialista italiana si rende complice dei crimini che la borghesia imperialista spagnola attua nei confronti del popolo basco. Ai 3 compagni va la nostra solidarietà militante, liberi subito!

Red Block Palermo
11/06/2010

A seguire il comunicato dei compagni di EHL Milano


Ciao a tutti,questo pomeriggio a Roma l'arma dei Carabinieri ha arrestato 3 giovani indipendentisti baschi: Fermin Martinez, Zarine Gojenola, ArtzaiSantesteban.L'arresto è avvenuto in prossimità di Piazza Montecitorio nei pressi dellagalleria che avvicina alla piazza mentre i compagni stavano distribuendovolantini sulla situazione di criminalizzazione del movimento giovanile diEuskal Herria e di denuncia contro il governo spagnolo per per la violentarepressione politico-militare che attua da decenni contro il popolo basco.I 3 compagni arrestati sono ricercati dalle autorità spagnole dallo scorso24 novembre giorno in cui c'è stata in Euskal Herria una maxi retata controla gioventù indipendentista, a posteriori della quale il governo spagnolosegnalò queste persone come membri di ETA.Il motivo per il quale erano a Roma era quello di fare una conferenza stampadavanti al Parlamento Italiano, (P.zza Montecitorio), in concomitanza dellariunione che il primo ministro spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero tenevacon Berlusconi.Nella giornata di ieri, i compagni baschi, hanno informato tutte le agenziedi stampa italiane e straniere di questa iniziativa, agenzie che si sonopresentate puntualmente (alle ore 13) in piazza , compresi giornalisti ditestate spagnole, senza trovare assolutamente nessuno. Solo verso le 13.30,alcuni giornalisti italiani, hanno avuto la notizia tramite l'AGI(Associazione Giornalisti Italiani) che i 3 compagni che avevano indetto laconferenza erano già stati arrestati dai Carabinieri che, in collegamentocontinuo con le autorità spagnole, avevano saputo della loro presenza aRoma.I Carabinieri che hanno provveduto all'arresto dei 3 ragazzi non hannoancora dato informazioni su di loro...dove sono, come stanno, il perchèdell'arresto....Ad adesso non riusciamo ad avere informazioni più dettagliate nonostante cisiano già avvocati e giornalisti che stanno facendo pressione per avereinformazioni sull'accaduto.Come EHL Milano esprimiamo tutta la nostra solidarietà con i compagniarrestati richiedendone l'immediata scarcerazione. Ancora una volta vediamo il vero volto del governo Spagnolo che di fronte aproposte democratiche per la soluzione del conflitto nel Paese Bascorisponde con la repressione più selvaggia...con arresti selettivi,illegalizzazioni di partiti, illegalizzazione di rappresentaze sociali, dicollettivi giovanili e di rappresentanza dei lavoratori, con la chiusura diorgani di stampa, con la tortura (pratica ormai quotidiana ad opera dei varicorpi di Polizia presenti sul territorio Basco), utilizzando la dispersionecontro i prigionieri politici, ecc.................Come comitato di Solidarietà con Euskal Herria rivendichiamo con forza lanostra assoluta complicità nel lavoro costante che i compagni baschi fannoper una Euskal Herria indipendente e socialista oggi ancor più convinti chel'internazionalizzazione delle lotte è la strada per sconfiggere tutti igoverni totalitari capitalisti ed imperialisti.
Gora Euskal Herria Askatuta!!
EHL Milano

martedì 1 giugno 2010

Ravenna, pesante condanna per antifascismo!

RIportiamo il comunicato di proletari comunisti Ravenna:

Non saranno i Tribunali borghesi a fermarci!

Il Tribunale di Ravenna, nella persona del giudice Galassi, ha condannato Diano Enzo del circolo di proletari comunisti e coordinatore dello slai cobas per il sindacato di classe ad una pena pecuniaria di 3000 euro totali per antifascismo! La compagna antifascista è stata assolta per non aver commesso il fatto.

Il pm aveva chiesto 900 euro di multa per ciascun compagno e la parte civile addirittura 5000 euro! La sentenza condanna l’esponente di proletari comunisti e dello slai cobas per il sindacato di classe a pagare 1000 euro al fascista, 1000 euro alla parte civile a titolo di risarcimento danni e altre 1000 euro per le spese legali!

Il Tribunale di questo Stato ha dato ragione alla denuncia del fascista Paolo Casadio per lesioni (art. 582 c.p.) non volendo accogliere le ragioni politiche e morali che hanno portato tanti antifascisti e immigrati ad impedire una provocazione fascista e xenofoba autorizzata dalla Questura davanti al seggio elettorale per la Consulta immigrati a Lido Adriano (Ravenna), il 15/06/2008.

Il sindaco dell'amministrazione comunale di "sinistra", Matteucci, aveva immediatamente rilasciato dichiarazioni sulla stampa che avrebbe denunciato i cori razzisti ma, in realtà, non ha fatto nessun passo in quella direzione. Ancora una volta la sinistra di palazzo cerca di darsi un'immagine progressista con il simbolico diritto di voto agli immigrati e, contemporaneamente, ha autorizzato la contestazione di questo diritto da parte di un gruppetto neofascista, che può agire grazie al clima politico antimmigrati creato dai provvedimenti razzisti del governo Berlusconi-Bossi. Così, ancora una volta, i fascisti vengono protetti dalla polizia nelle piazze e legittimati dalle istituzioni.

Con quelle scelte scellerate hanno trasformato in un problema di ordine pubblico una mobilitazione spontanea e di massa di solidarietà e mobilitazione antirazzista e antifascista. Hanno voluto colpire proletari comunisti e lo slai cobas per il sindacato di classe in prima fila in quella battaglia politica per dare un segnale repressivo a tutto il movimento antifascista e di incoraggiamento ai fascisti (basta una regolare richiesta di manifestazione per potere incitare all'odio razziale e reprimere, così, gli antifascisti!).

La denuncia politica è stata fatta con un presidio davanti al Tribunale alla mattina alle 8 promosso da proletari comunisti a cui ha aderito il Coordinamento Antifascista romagnolo con la presenza di compagni antifascisti di Forlì e Cesena.

Una denuncia portata nell’aula del Tribunale dall'avvocato degli imputati, Monica Miserocchi , che, davanti al giudice che l’ha considerata irrilevante, ha ricordato come sia stata quantomeno singolare l'autorizzazione a questa provocazione fascista davanti al seggio con maggiore affluenza di immigrati.

Ogni qualvolta che l'antifascismo viene praticato la polizia carica, arresta, denuncia. E poi seguono i processi e le condanne.

Il diritto borghese pretende di applicare le sue norme senza tenere conto del contesto e delle motivazioni della mobilitazione antifascista. Ma lo Stato borghese “dimentica”-stranamente?-di applicare le sue stesse leggi, la Costituzione, la legge Scelba, la legge Mancino contro i fascisti e l'odio razziale. Dai Tribunali assistiamo al solo giudizio “tecnico” e così le ragioni dell'antifascismo vengono messe sullo stesso piano delle iniziative dei fascisti (gli “opposti estremismi”).

La sola difesa legale è debole per respingere l'attacco repressivo. E' indispensabile la mobilitazione politica.

Ovviamente porteremo la denuncia politica, che ristabilisca la verità dei fatti e che smascheri il ruolo dello Stato e della falsa sinistra al governo locale, tra gli immigrati e le loro associazioni, nel movimento antirazzista e antifascista, tra i lavoratori e a livello cittadino perchè è inaccettabile che, oggi, l'antifascismo si debba difendere. Non certo dai neofascisti, contro cui le mobilitazioni di massa hanno dimostrato di saperli ricacciare nelle fogne da cui sono partiti. Ma dall'apparato repressivo dello Stato.