giovedì 14 febbraio 2013

NOTAV EMANUELE E CRISTIAN SONO LIBERI! - la Val Susa non si arresta

EMANUELE E CRISTIAN SONO LIBERI!


EMANUELE E CRISTIAN scendono tra la nostra gente alla stazione di Bussoleno!!! Completamente liberi, senza restrizioni di sorta. In carcere tra i detenuti hanno trovato solidarietà e qui c’è la loro Valle che li aspetta e li difende!
Crolla ancora una volta il castello di sabbia di Questura e Procura, che scarcera i due notav arrestati per pura rappresaglia.
h.23.15 Stanno arrivando da Torino in treno e stanno per scendere alla Stazione di Bussoleno, popolata da Notav in festa che li aspettano a braccia aperte e bandiere al vento
[pomeriggio]EMANUELE E CRISTIAN ESCONO DAL CARCERE STASERA! Non sappiamo ancora i termini della scarcerazione e le varie limitazioni se ci sono o meno.

dal cau di napoli - Solidarietà agli studenti sotto processo per le mobilitazioni del 2008

“Mai quest'onda mai mi affonderà, gli squali non mi avranno mai...”
Colpendo gli studenti che si sono battuti con più decisione, si tenta di rinchiudere dentro i tribunali un grande movimento, che tra ottobre 2008 e dicembre 2009, si è battuto sia contro la riforma Gelmini, sia contro le politiche neoliberiste di governo e Confindustria. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza nei cortei, nei blocchi stradali e delle stazioni, nelle occupazioni delle facoltà di molte città; e le nostre rivendicazioni non riguardavano soltanto l’ambito studentesco: collegarsi alle lotte dei lavoratori, contro i licenziamenti, o contro l’ulteriore precarizzazione della forza lavoro, erano parole d’ordine assunte da buona parte del movimento.

Chi governa sa benissimo che il mondo della formazione è sempre più funzionale ad un mondo del lavoro precario e senza garanzia alcuna. Questa condizione sta già generando tensioni sociali. Mentre sono sempre più coloro che vengono colpiti dai licenziamenti o dalla flessibilizzazione delle loro condizioni di lavoro, studenti che fanno propria la parola d’ordine “collegare le lotte”, costituiscono una voce fuori dal coro contro i piani di sfruttamento, che siano lo smantellamento del diritto allo studio, il modello Marchionne o la riforma Fornero. Pertanto, ogni disturbo va eliminato, perché la direzione nella quale ci stiamo muovendo è chiaramente definita.
La risposta migliore ad un attacco repressivo è continuare la lotta: per questo, pensiamo che si debba riportare la questione dalle aule dei tribunali agli studenti, ai giovani lavoratori che hanno dato vita a quelle mobilitazioni, e che ancora oggi si battono.
Non riteniamo di doverci assumere la responsabilità politica riguardante le motivazioni e le scelte che hanno portato migliaia di persone a e mobilitarsi. Tantomeno vogliamo assumerci la responsabilità penale in riferimento a quelle giornate
Sviluppare una memoria collettiva, da anteporre alla “memoria giudiziaria” significa prima di tutto porre le basi e affilare la critica per le future mobilitazioni, sia nella scuola che nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo, è l’esempio migliore che si possa dare verso le giovani generazioni di studenti, che cercando di sviluppare la loro critica alla deriva aziendalista della scuola e dell’università stanno già preparando la prossima Onda.

"Aspettando un’onda lunga, passa la cera un’altra volta.

Poi col vento nelle mani, qui il futuro è già domani”


Ribellarsi era, è, e sarà giusto.

No all'istruzione merce,

NO alla scuola/università azienda

RED-NET - Rete delle realtà studentesche autorganizzate Firenze - la storia non si scrive nei tribunaliNapoli - la storia non si scrive nei tribunaliPisa - la storia non si scrive nei tribunaliRoma - la storia non si scrive nei tribunaliSiena -  la storia non si scrive nei tribunali Urbino - la storia non si scrive nei tribunali Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Febbraio 2013 21:23 )  

Organizzazione, crisi, rivolte...





martedì 12 febbraio 2013

Turchia: 16 studenti condannati, giovane manifestante kurdo ucciso




Sedici studenti kurdi che hanno partecipato in novembre a una manifestazione di sostegno alle centinaia di detenuti curdi che allora attuavano uno sciopero della fame per vedersi garantire dei diritti minimi sono stati condannati oggi a tre anni di carcere perché ritenuti colpevoli di ''un reato commesso per conto di un'organizzazione terroristica senza farne parte''. Durante la manifestazione, che si era svolta a Ardahan, nell'Anatolia sudorientale, si erano verificati scontri con la polizia. Gli agenti avevano usato gas lacrimogeni e idranti e i manifestanti avevano risposto lanciando sassi. I manifestanti chiedevano al governo di accettare le richieste dei detenuti in sciopero della fame, fra cui la fine dell'isolamento imposto al fondatore e leader storico del Pkk Adbullah Ocalan, detenuto nell'isola carcere di Imrali. I 16 studenti, iscritti all'università di Ardahan, sono stati condannati dalla Quarta Corte Criminale di Erzurum.

E proprio l’altro ieri un giovane manifestante curdo è stato ucciso dalla polizia a Diyarbakir, la maggiore città del Kurdistan turco, durante una manifestazione convocata per il quattordicesimo anniversario dell'arresto del leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Secondo il governatore turco della provincia di Diyarbakir Mustafa Toprak, il ragazzo, un diciannovenne, è stato ucciso dallo scoppio di una granata che lui stesso si apprestava a lanciare. Ma testimoni oculari citati dall'agenzia di informazione curda Firat hanno affermato che il giovane è stato travolto da un veicolo della polizia lanciato a forte velocità contro i manifestanti.

lunedì 11 febbraio 2013

confermata la selezione di classe nell'Università - serve una forte ripresa del movimento studentesco sull'esempio del 14 dicembre 2010! - dal sito del collettivo autorganizzato universitario Napoli

Dopo la notizia del drastico calo delle immatricolazioni in meno di un decennio, è di qualche giorno fa un’altra incredibile scoperta de La Repubblica e di altri giornali e giornalisti che hanno letto la relazione del Consiglio Universitario Nazionale: pare che, infatti, il 17% delle mancate immatricolazioni è coperto quasi interamente da ragazzi e ragazze che provengono da istituti tecnici e professionali, il che spesso corrisponde ad appartenere ad una fascia sociale non propriamente agiata.
Notizia “incredibile” per chi non si è mai soffermato a leggere oltre le righe delle riforme che dagli inizi degli anni ’90 stanno trasformando in maniera più o meno drastica l’intero sistema formativo italiano; per chi non si è mai chiesto cosa si cela dietro il concetto di “meritocrazia” e ha pure fatto l’elogio della competizione, della società del merito e dei modelli esteri di istruzione, in particolare quello tedesco che è fra i più selettivi d’Europa. E a giudicare dalla piega e dalle dichiarazioni dei vari ministri (non solo in materia di istruzione) è proprio al “modello tedesco” e britannico che si guarda con ammirazione.  E anche se l’approvazione del decreto è stato rinviato di due settimane non crediamo che ci sarà un miglioramento: anzi, saranno elaborate nuove strategie e politiche da attuare per raggiungere lo stesso obiettivo ma chiamandolo in modo diverso.

Siamo contenti che finalmente, dopo movimenti studenteschi che hanno visto decine di migliaia di persone in piazza, centinaia di scuole occupate, di studenti che hanno dovuto abbandonare gli studi, borse di studio negate, test d’ingresso non superati si è capito perché eravamo così in tanti il 14 dicembre 2010. E perché eravamo arrabbiati. Tutti e 100mila.

domenica 10 febbraio 2013

"Liberi tutti", mille antifascisti in corteo a Teramo

siamo tutti antifascisti

 

Striscioni, fumogeni e qualche grosso petardo, ma nessun incidente nella manifestazione antifascista nelle strade di Teramo. Più di mille persone sfilano nel centro della città al grido "Liberi tutti". L'iniziativa di solidarietà è stata organizzata nei confronti dei cinque giovani condannati a sei anni per devastazione, a seguito degli incidenti accaduti durante una manifestazione di protesta a Roma (video di Luciano Adriani)

Milano - 13 Febbraio: il movimento non si processa!

Il 13 Febbraio, il tribunale di Milano emetterà la sentenza di primo grado verso alcuni studenti attivi durante il periodo delle mobilitazioni studentesche dell’ Onda del 2008. Si tratta di uno dei quattro procedimenti aperti dalla Magistratura verso 62 studenti per un totale di 200 denunce che vanno dall’interruzione di pubblico servizio, alla manifestazione non autorizzata, a violenza a pubblico ufficiale.
Colpendo gli studenti che si sono battuti con più decisione, si tenta di rinchiudere dentro i tribunali un grande movimento, che da ottobre 2008 e dicembre 2009, si è battuto sia contro la riforma Gelmini, sia contro le politiche neoliberiste di governo e Confindustria. Le nostre rivendicazioni non riguardavano soltanto l’ambito studentesco: collegarsi alle lotte dei lavoratori, contro i licenziamenti, o contro l’ulteriore precarizzazione della forza del lavoro, erano parole d’ordine assunte da buona parte del movimento.

Dei quattro procedimenti imbastiti contro gli studenti attivi in quel periodo, due si sono già conclusi con l’assoluzione. La logica di difesa degli imputati ha sempre cercato di ribadire come in quel periodo il movimento fosse partecipatissimo e che le accuse non potevano ricadere esclusivamente su alcuni. Questa è stata una logica vincente in quanto è riuscita a riportare i motivi politici della lotta all’interno delle aule del Tribunale ed è una delle ragioni che ha scagionato gli studenti dalle accuse.

Il 13 febbraio verrà emessa la sentenza per uno degli ultimi due processi. Riguarda il tentativo di un corteo di studenti del 21 Ottobre 2008 che cercò di bloccare la stazione di FN Cadorna di Milano.Ancora una volta, la logica che questura e magistratura seguono è quella di colpire chi negli anni ha continuato a portare avanti i propri percorsi di lotta all’interno delle proprie situazioni quotidiane, in questo caso le università.

Pensiamo che la risposta migliore da dare ad un attacco repressivo sia continuare la lotta: riportare la questione dalla aule dei tribunali agli studenti, ai giovani lavoratori che hanno dato vita a quelle mobilitazioni e che ancora oggi si battono, significa sviluppare una memoria collettiva, da anteporre alla “memoria giudiziaria”, che pone le basi per affilare la critica per le future mobilitazioni ed è allo stesso tempo l’esempio migliore che si possa dare verso le giovani generazioni.

Per questo motivo, chiediamo a chiunque voglia portare solidarietà di uscire quel giorno con un comunicato e delle parole d’ordine comuni, che dimostrino l’unità di chi quotidianamente lotta contro l’università-azienda e il sapere-merce, difendendo i propri diritti.




venerdì 8 febbraio 2013

CANADA: Costruisci un movimento studentesco anti-capitalista!

Unisciti al Movimento Studentesco Internazionale (RSM) per la proiezione di un documentario pubblico circa l'attività della sinistra della lotta studentesca del Quebec e una successiva discussione aperta. Martedì 12 febbraio, 19, OISE rm. 4410.


http://rsmtoronto.files.wordpress.com/2013/01/poster.jpg
Il movimento studentesco del Quebec dell'anno scorso ha senza dubbio ispirato e radicalizzato una generazione di giovani. Come i capitalisti continuano a devastare la terra, sfruttando spietatamente e attaccando i lavoratori e le persone povere in tutto il mondo nella sua spinta incessante di spremere per ottenere sempre più profitto per loro stessi, questa generazione di giovani - e, in particolare, la gioventù operaia - è tornata ad affrontare un futuro tetro, cupo e duro. Gli studenti del Quebec hanno montato una fiera resistenza contro l'agenda dei capitalisti, innanzitutto combattendo contro l'aumento dei costi, ma anche allargando la lotta studentesca alle lotte sociali di massa contro il governo liberale.

La sfida estrema contro la repressione del governo del Quebec e contro il suo tentativo di attuare una legge speciale ("di emergenza"), è stato un duro colpo per la legalità borghese!
Il Movimento Studentesco Rivoluzionario invita coloro che sono stufi dello stato attuale delle politiche studentesche e che vogliono creare un'organizzazione saldamente anti-capitalista, alla proiezione di un documentario pubblico (con sottotitoli in inglese) sulle attività della sinistra durante il movimento.

Accogliamo favorevolmente le discussioni sulle insidie ​​delle proteste pacifiche contro le azioni militanti e qualche volta violente che si sono verificate nel corso dello sciopero, sulla spontaneità e l'organizzazione nella lotta anticapitalista; sulla democrazia popolare nelle nostre scuole e nei nostri campus. La RSM presenterà un report della Prima Conferenza Nazionale per studenti e giovani attivisti, che ha avuto luogo a Toronto lo scorso dicembre con la speranza di riunire nuove forze per la causa!

Spagna. Studenti in piazza per il terzo giorno consecutivo - per la ripresa del movimento studentesco in italia... avanti compagni!



altTerzo giorno di mobilitazione oggi nel mondo dell’istruzione spagnola. Da martedì infatti, studenti delle scuole superiori protestano contro la proposta di controriforma scolastica del Ministro Wert che tende sempre più a privatizzare il sistema educativo fornendo più fondi agli istituti scolastici privati e soprattutto cattolici, imponendo in qualche modo un sistema educativo classista. In numerose regioni della penisola iberica, l'adesione allo sciopero studentesco è stato praticamente totale.
Già dalla prima giornata di martedì sono stati migliaia gli studenti e le studentesse che hanno partecipato ai picchetti informativi. A loro si sono uniti anche buona parte della popolazione stanca di tagli nel settore pubblico a beneficio di quello privato. Lavoratori di vari settori come quello della sanità e dei trasporti hanno quindi manifestato nelle principali città insieme a professori, studenti e genitori. Nella giornata di ieri, la seconda di questi tre giorni di sciopero, più di 2 milioni di studenti e studentesse hanno partecipato allo sciopero, svuotando le aule di 2.500 scuole superiori e in più di 200 mila hanno in tutto partecipato alle centinaia di mobilitazioni che avevano come parola d'ordine “No alla controriforma franchista di Wert”, invocando oltremodo le dimissioni del Governo.
I giorni di mobilitazioni indetti si concludono con una grande manifestazione che questo pomeriggio attraverserà le strade di Madrid e che passerà davanti al Ministero dell'Educazione, dove il ministro Wert discuterà, con i consiglieri delle comunità autonome, sulla memoria economica del progetto governativo noto come “Legge di miglioramento della qualità educativa” (Lomce). La così chiamata “Marea Verde” quindi oggi tornerà nelle piazze madrileñe dopo due giornate di sciopero studentesco, ancora una volta per dire no alle politiche di austerity promosse dal governo spagnolo e dalle riforme peggiorative che i vari ministri di turno cercano di implementare, tutto a vantaggio del privato e a danno del pubblico.