lunedì 3 ottobre 2011

VERSO IL MEETING INTERNAZIONALISTA DI PARIGI DEL 15 OTTOBRE. intervista a Ilham Elhasnouni compagna marocchina arrestata e poi liberata


RF: Ilham, qual è il motivo per cui sei stata messa in prigione?

Il mio arresto è dovuto agli eventi del 14 e 15 maggio 2008 che rappresenta la rivolta che ha portato il movimento studentesco sulla scena della lotta di classe in Marocco. Allora, gli studenti avevano posto alcune delle loro richieste giuste e legittime. Il rifiuto di una disposizione che autorizzava l'espulsione dei militanti dell'Unione Nazionale degli Studenti del Marocco, e in particolare i membri della Via Democratica di Base era in prima linea in queste rivendicazioni.
Dal momento che il regime aveva usato tutte le sue carte, tra cui arresti politici e la repressione fisica diretta per reprimere la lotta del movimento studentesco, ha poi utilizzato il nuovo metodo di espulsione.
In c! onseguenza gli studenti hanno condotto varie battaglie che hanno raggiungo il punto culminante nella rivolta del 14 e 15 maggio. La rivolta ha visto arresti in massa tra i militanti e gli studenti, tra i quali il regime ne avrebbe mantenuto undici, un gruppo che è poi stato conosciuto come il "gruppo Zahra'Bodkour", dal nome di un compagno fermato durante questi eventi.
Dieci compagni hanno scontato pene di 2-3 anni di prigione, mentre il compagno Morad Elchuini rimane in carcere dove sta scontando una condanna di quattro anni.
Inoltre, molti mandati di arresto sono stati emessi contro i militanti che avevano partecipato alla rivolta, io ero una di questi, e il 12 Ottobre 2010, sono stata arrestata nella casa della mia famiglia.

RF: Come ti hanno trattata, sei stata torturata o insultata?

Con i suoi attacchi ripetuti contro i militanti, il regime mira a spezzare la loro volontà e la loro determinazione con i suoi metodi repressivi compreso l'uso della violenza verbale, insulti, umiliazioni, abusi fisici e bastonate. I cinque giorni al commissariato di polizia sono passati come se fossi in un altro mondo, un mondo pieno di criminali e assassini che hanno perso il loro senso di umanità. Sono stata trattata come se fossi per loro un bersaglio facile attraverso il quale mostrare la loro brutalità, il loro sadismo e tutte le loro malattie psicopatiche.
Tuttavia, i nostri principi e le nostre convinzioni restano la nostra arma migliore nello scontro, ci rafforzano e ci fanno coraggiosi davanti ai nostri carnefici che trovano i nostri sguardi così dolorosi come se fossero pallottole bruciati che fanno male, spingendoli a scatenare il pestaggio e l'aggre! ssione come un'interpretazione della loro rabbia, una rabbia che intendo come risposta alle parole che continuiamo a dire, parole che rispecchiano il nostro impegno nella linea di massa, la linea del nostro popolo impoverito.


RF: Qual è stata l'importanza della lotta del tuo popolo e della solidarietà internazionale per la vostra libertà?

I regimi reazionari tentano sempre di dissimulare gli arresti politici. Ecco perché cercano di fabbricare facili accuse contro gli attivisti. Tuttavia, ciò che fa la differenza è quando le masse si aggrappano ai loro militanti, costringendo i regimi a riconoscere il vero contesto di questi arresti.
La lotta del popolo marocchino e tutti i movimenti e le organizza! zioni internazionali che mi hanno sostenuta quando era in carcere è stata estremamente importante, e ha avuto una forte eco nel mostrare pubblicamente il mio caso e quello di tutti i prigionieri politici. Ha anche avuto un peso importante nella sfera politica, mentre il regime pensava di fare di Ilham una criminale comune, il popolo marocchino rifiutò e disse: "Questa è la nostra figlia, tutto ciò che voleva era una educazione democratica, laica, popolare e unitaria". Pertanto, tutti i movimenti e le organizzazioni internazionali hanno espresso il loro sostegno al nostro popolo, qualcosa per cui io saluto tutti profondamente, perché hanno coraggiosamente approcciato la nostra causa, e hanno combattuto per essa.


RF: Parlaci del tuo obiettivo, il vero socialismo e la lotta per realizzarlo in Marocco.

La linea politica cui aderisco è il marxismo-leninismo-maoismo e quindi il mio obiettivo è quello di costruire la nuova democrazia e portare a compimento i compiti democratici nazionali popolari attraverso la strategia della guerra popolare di lunga durata. Questo ci richiede, come attivisti, di essere presenti tra le masse per organizzarle, mobilitarle e educarle per raggiungere l'aumento quantitativo delle loro file, soprattutto mentre sono testimoni diun'ondata di proteste di massa in cui la loro coscienza si è mescolata con il grande ruolo svolto dal Movimento del 20 febbraio, un movimento che contribuisce a preparare le masse a protestare e ad unirsi.

da 'Red Flag' - GIORNALE dell'MLPD (partito marxista-leninista della Germania)

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